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Gli acconti d'imposta nel 730: quando si pagano e come gestirli

Quando presenti il 730, il Fisco non chiede solo il saldo delle imposte sull’anno passato: calcola anche un acconto per il 2026, pari in genere al 100% di quanto risulta dovuto. Dipendenti e pensionati lo trovano direttamente in busta paga o cedolino, chi non ha un sostituto d’imposta deve versarlo autonomamente. In questa guida trovi le scadenze precise, come si calcola l’acconto Irpef nel 730, quando conviene chiedere di ridurlo o azzerarlo e come si compila il quadro F riga per riga.

Con il contributo esperto di:
16 marzo 2026
cubi di legno con 2024 e monete

In base al risultato della dichiarazione dei redditi, lo Stato chiede di versare un acconto per le imposte dell’anno in corso, partendo dal presupposto che il reddito del 2025 si ripeterà anche nel 2026. L’acconto riguarda l’Irpef, l’addizionale comunale e, se hai un contratto in cedolare secca, anche per quest'imposta. Le istruzioni ufficiali del modello 730/2026  confermano soglie e meccanismi invariati rispetto all’anno scorso, ma sono stati aggiornati i riferimenti alla Certificazione Unica 2026 e al prospetto di liquidazione 730-3/2025. Vediamo come funziona.

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Quando si paga l'acconto nel 730

Per dover versare l’acconto devi risultare a debito con le imposte calcolate sul reddito 2025. L’entità del debito residuo determina se l’acconto è dovuto per il 2026 e in quante rate va pagato. Le soglie che determinano quanti acconti sono dovuti sono le seguenti: 

  • se il debito è inferiore a 51,65 euro, non si versa nessun acconto;
  • se il debito è superiore a 51,65 euro, il Fisco chiede il 100% del debito come acconto per quest’anno;
  • se il debito è inferiore a 257,52 euro, sarà trattenuto come acconto unico a novembre;
  • se il debito è superiore a 257,52 euro, tratterranno il 40% dell’acconto nella prima busta paga o pensione utile, che varia in base al mese di presentazione del 730 e il restante 60% a novembre.

Come viene calcolato l'acconto dell'addizionale comunale

Oltre all’acconto Irpef è dovuto anche l’acconto sull’addizionale comunale all’Irpef dovuta per l'anno in corso, calcolata sul reddito dello scorso anno. Normalmente questo acconto viene trattenuto dal datore di lavoro, ma se questi non lo fa o lo fa in misura inferiore, verrà calcolato l’acconto pari al 30% dell’addizionale dovuta in base all’aliquota deliberata dal Comune dove si ha la residenza al 1° gennaio 2026.

Acconto cedolare secca: come si calcola

Anche il versamento della cedolare secca sull’affitto richiede un acconto pari al 100% dell'imposta dovuta per l’anno scorso. Le regole per dividere gli importi tra primo e secondo acconto sono gli stessi dell’Irpef.

Chi sottoscrive questo regime di favore nella seconda parte dell'anno, si trova a versare un acconto per l'anno in corso di parecchio inferiore a quanto dovuto per tutta l'annualità, infatti viene calcolato solo sui mesi di reale locazione. Per questo motivo è bene ricordarsi che in sede di presentazione del 730 relativo ai redditi del 2025 il totale da pagare sarà piuttosto salato, perché corrisponde a quasi l’intera imposta dovuta per l'anno passato più il 100% della stessa come acconto sul 2026.

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Come viene trattenuto il primo acconto del 730

Il primo acconto per l’anno in corso e il saldo delle imposte dovute per l’anno passato possono esser rateizzati fino al 16 dicembre, ma attenzione perché devono rientrare nelle competenze di novembre. Questo significa che l'ultima rata può arrivare al massimo entro lo stipendio o la pensione di novembre, anche se vengono pagate entro il 16 dicembre.

Poiché questi importi devono esser versati a partire dalla prima busta paga o pensione utili dopo la presentazione del 730 è bene presentare quanto prima il modello 730 e non attendere la scadenza del 30 settembre per poter usufruire di un maggior numero di mesi per rateizzare.

Gli acconti vengono trattenuti sulla busta paga o sulla pensione e, in entrambi i casi, qualora ci fossero più sostituti d’imposta che possono occuparsi della trattenuta è il lavoratore o il pensionato che deve sceglierne uno in sede di compilazione della dichiarazione dei redditi e attendere i conguagli tramite le mensilità da questo erogate.

Versare il primo acconto senza sostituto d'imposta

Chi presenta il 730 senza sostituto d'imposta deve versare il primo acconto entro il 30 giugno 2026 o entro il 30 luglio 2026 aggiungendo lo 0,4% al dovuto a titolo di interesse. 

Per fare il versamento si utilizza il prospetto riepilogativo del 730 in cui viene compilata anche la sezione dedicata al modello F24, con i codici e gli importi relativi. Il pagamento può esser fatto tramite banca o posta scegliendo sedi fisiche o usando i canali telematici oppure tramite il sito dell'Agenzia delle entrate.

La rateazione del primo acconto senza sostituto

Per chi ha il sostituto d'imposta le rate vengono addebitate mensilmente sulla busta paga o sulla pensione.Chi presenta il 730 senza sostituto d'imposta deve scegliere la rateazione del primo acconto 2026 e del saldo 2025 ricordandosi che le date di pagamento scadono:

Rata Versamento
I rata 30 giugno
Interessi Versamento
I rata 30 luglio
Interessi
1 30-giu 0% 30-lug 0
2 16-lug 0,18 20-ago 0,18
3 20-ago 0,51 16-set 0,51
4 16-set 0,84 16-ott 0,84
5 16-ott 1,17 17-nov 1,17
6 17-nov 1,5 16-dic 1,5
7 16-dic 1,83

Di fatto la scelta può esser fatta su 7 rate invece che su 6 come per i dipendenti e i pensionati, ricordandosi però che in caso di rateazione massima il 30 novembre scadrà anche il termine per il pagamento del secondo acconto, che non può esser rateizzato e di conseguenza in quel periodo ci si potrebbe ritrovare a dover versare un importo rilevante.

Per chi inizia a pagare a luglio la rateazione deve esser fatta prendendo il totale da versare e maggiorandolo dello 0,4%, all'importo ottenuto vanno poi applicati gli interessi relativi alla rata che si sta versando, come riportati in tabella. 

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Quando viene trattenuto il secondo acconto del 730

Il secondo (o unico acconto se il debito è inferiore a 257,52 euro) deve esser trattenuto sulla busta paga o sul cedolino di novembre senza possibilità di rateazione. Qualora lo stipendio o la pensione non fossero sufficienti a coprire il dovuto, la parte non versata sarà trattenuta sulle mensilità successive. Ricorda però che a fine anno, se dovessero risultare ancora debiti con il fisco che non sei riuscito a coprire con lo stipendio o con la pensione, è obbligatorio versare in autonomia con un F24 la parte residua del debito.

In caso di 730 senza sostituto il secondo acconto deve essere versato entro il 30 novembre 2026.

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Come annullare o ridurre il secondo acconto del 730

A certe condizioni è possibile annullare gli acconti, in particolare il secondo, che verrà trattenuto a novembre. Infatti, se durante la presentazione del 730 è possibile scegliere di non pagare del tutto o solo in parte gli acconti delle imposte, compilando il modello come descritto nel paragrafo successivo, per il secondo acconto si può aspettare il 10 ottobre 2026 e comunicare al datore di lavoro di non addebitarlo a novembre. In questo modo è possibile avere maggior certezza sull’andamento dell’anno fiscale, anche perché il mancato pagamento degli acconti dovuti viene pesantemente sanzionato dal Fisco.

Un esempio per capire

Se nel 2025 hai cambiato lavoro e non hai fatto conguagliare i redditi all’ultimo datore di lavoro, il saldo di imposte che pagherai sarà piuttosto salato. Il Fisco dà per scontato che se quest’anno il tuo conguaglio è a debito, lo stesso accadrà l’anno prossimo: per questo motivo ti chiede di versare l’acconto sui redditi dell’anno in corso. Tuttavia, nel nostro esempio, a meno che nel 2026 non si cambi di nuovo lavoro, il conguaglio non sarà certo così oneroso. Quindi, chi si trova in una situazione simile può decidere di non versare o versare in misura ridotta l’acconto per l’anno successivo.

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Come compilare il quadro F del 730: la sezione I

Nel quadro F, sezione I vanno indicati gli acconti versati per il 2025nel 730 precompilato devono esser già indicati dal Fisco che li riporta in base a quanto risulta in anagrafe tributaria come associato al codice fiscale del dichiarante. 

Nel rigo F1 indicare i versamenti di acconto relativi al 2025 per Irpef, addizionale comunale e cedolare secca, al netto di eventuali maggiorazioni dovute per la rateazione o per pagamenti in ritardo.

Colonna
rigo F1
Imposta Punto della
Certificazione Unica
Codice tributo
se hai pagato con l'F24 (anno 2025)
1 Prima rata acconto Irpef 2025 Punto 121 della CU 2026 4033
2 Seconda/unica rata acconto Irpef 2025 Punto 122 della CU 2026 4034
3 Acconto addizionale comunale 2025 Punto 124 della CU 2026 3843
5 Prima rata acconto cedolare secca 2025 Punto 126 della CU 2026 1840
6 Seconda/unica rata cedolare secca 2025 Punto 127 della CU 2026 1841
 

In caso di dichiarazione congiunta, ogni coniuge deve compilare il proprio quadro F. Se anche la precedente dichiarazione era stata presentata in forma congiunta è possibile ricavare dalla CU 2026 gli importi degli acconti dovuti da ciascuno dei due coniugi.
A colonna 1, se risulta compilato il rigo 114 del prospetto di liquidazione modello 730-3/2025, il versamento effettuato con l'F24 va imputato tra i due coniugi in misura proporzionale agli importi indicati nei righi 94 e 114 del prospetto di liquidazione modello 730-3/2025. 
colonna 3, se risulta compilato il rigo 117 del prospetto di liquidazione modello 730-3/2025, il versamento effettuato con l'F24 va imputato tra i due coniugi in misura proporzionale agli importi indicati nei righi 97 e 117 del prospetto di liquidazione modello 730-3/2025. 
colonna 5, se risulta compilato il rigo 120 del prospetto di liquidazione modello 730-3/2025, il versamento effettuato con l'F24 va imputato tra i due coniugi in misura proporzionale agli importi indicati nei righi 100 e 120 del prospetto di liquidazione modello 730-3/2025. 

Se nel 2025 è stato presentato il 730 senza sostituto indica:

  • colonna 1 l'importo del rigo 141 del modello 730-3/2025 cui devi sommare quanto eventualmente versato con l'F24 con il codice 4033. Se invece, il rimborso è arrivato dall'Agenzia delle entrate indica l'importo del rigo 94 del 730-3/2025.
  • colonna 3 l'importo del rigo 142 del modello 730-3/2025 cui devi sommare quanto eventualmente versato con l'F24 con il codice 3843. Se invece, il rimborso è arrivato dall'Agenzia delle entrate indica l'importo del rigo 97 del 730-3/2025.
  • colonna 5 l'importo del rigo 143 del modello 730-3/2025 cui devi sommare quanto eventualmente versato con l'F24 con il codice 1840. Se invece, il rimborso è arrivato dall'Agenzia delle entrate indica l'importo del rigo 100 del 730-3/2025.
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Come fare a non versare l'acconto nel 730/2026: il rigo F6

Chi non vuole versare acconti o vuole versare meno del dovuto, deve compilare la sezione V del quadro F, ecco come devi fare:

  • per non versare nulla in acconto Irpef, barra la casella 1 del rigo F6;
  • per versare un acconto Irpef inferiore a quello risultante dal 730, non barrare la casella 1, ma indica nella casella 2 la somma che ti deve essere trattenuta dal sostituto d’imposta nel corso del 2026;
  • per l’acconto dell’addizionale comunale 2026: se non vuoi versarlo, barra la casella 3 del rigo F6; se vuoi versarne solo una parte, indicala nella colonna 4;
  • per l’acconto della cedolare secca 2026: se non vuoi versarlo, barra la casella 5 del rigo F6; se vuoi versarne solo una parte, indicala nella colonna 6.

La colonna 7 del rigo F6 è dedicata a chi intende rateizzare quanto dovuto al Fisco a titolo di saldo e primo acconto per Irpef, addizionali e cedolare. Indica in quante rate vuoi fare i versamenti (da 2 a 6, massimo 5 per i pensionati). In questa casella il sostituto d’imposta che effettua il conguaglio sulla tua busta paga calcolerà gli interessi dovuti per la rateizzazione, pari allo 0,33% mensile.

Le colonne dalla 8 alla 13 servono a versare meno acconti relativamente alle imposte sulle criptoattività, sull'IVIE e sull'IVAFE che risultano dal quadro WIn particolare:

  • barra la colonna 8 se non vuoi versare l'acconto sulle criptoattività per il 2026;
  • indica a colonna 9 il minor acconto sulle criptoattivita per il 2026 che vuoi versare tramite F24;
  • barra la colonna 10 se non vuoi versare l'acconto IVIE per il 2026;
  • indica a colonna 11 il minor acconto IVIE per il 2026 che vuoi versare tramite F24;
  • barra la colonna 12 se non vuoi versare l'acconto IVAFE per il 2026;
  • indica a colonna 13 il minor acconto IVAFE per il 2026 che vuoi versare tramite F24;

Il rigo F8 è dedicato alle ritenute versate sulle locazioni brevi. In questo rigo devi indicare le ritenute riportate al punto 20 nel quadro dedicato alle locazioni brevi della CU, che ti ha consegnato l'intermediario immobiliare.
Le ritenute sono quelle relative ai redditi da locazione che hai indicato nel quadro B o D per i quali nella relativa casella del punto 4 è indicato "2025". Se nella CU 2026 al punto 4 è indicato l’anno 2024, riporta le ritenute indicate nel punto 20, se non le hai già indicate nella dichiarazione dei redditi dell'anno scorso. Se nella CU 2026 al punto 4 è indicato l’anno 2026, le ritenute andranno indicate nella dichiarazione dei redditi dell'anno prossimo.

Se hai una CU 2025 in al punto 4 era stato indicato il 2025, indica le ritenute indicate al punto 20 e relative ai redditi indicati nel quadro B.

Se hai più CU o sono compilati più righi dello stesso quadro, indica la somma delle ritenute.

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