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730: quando si presenta, tutte le scadenze da conoscere

Il 730/2026 si può compilare e inviare in autonomia sul sito dell'Agenzia delle entrate a partire dal 15 maggio, ma l'accesso ai dati precompilati è già disponibile dal 30 aprile. Chi si affida a un Caf o a un commercialista ha scadenze intermedie diverse che condizionano quando arrivano rimborsi e conguagli in busta paga. In questa guida trovi il calendario completo della dichiarazione dei redditi 2026: tutte le date ufficiali, le regole sui controlli e quanto tempo conservare i documenti.

Con il contributo esperto di:
19 marzo 2026
calendario soldi e calcolatrice

Il calendario del 730 precompilato e tradizionale non è complicato, perché basta ricordarsi che la scadenza ultima per la presentazione è il 30 settembre di ogni anno. Tuttavia, a seconda della modalità di presentazione scelta, è possibile che le scadenze varino perché se il fai da te online è disponibile sul sito dell'Agenzia delle entrate fino alla mezzanotte del 30 settembre, così non è per professionisti o Caf cui ci si può rivolgere per la compilazione assistita. Vediamo tutte le scadenze, dal 30 aprile (apertura della precompilata) al 30 settembre, con i calendari intermedi per Caf e professionisti, le regole sui controlli preventivi e i termini per conservare la documentazione. Torna all'inizio

Quando si può compilare il Modello 730 precompilato nel 2026

Sul sito dell'Agenzia delle entrate la data di apertura per la compilazione del modello 730 precompilato è il 30 aprile nel primo pomeriggio. A partire da questa data è possibile visualizzare i dati utilizzati dal fisco per la predisposizione della dichiarazione, mentre, a partire dal 15 maggio il 730 precompilato o semplificato può essere modificato, accettato e inviato. Per accedere alla precompilata servono la  SPID  o la CIE , inoltre è possibile essere delegati da altri all'accesso alla propria precompilata per la presentazione.

I termini entro cui compilare e inviare il 730 variano in funzione della modalità di scelta per la presentazione. Infatti, la dichiarazione dei redditi può essere compilata e presentata entro il 30 settembre:

  • con il modello precompilato direttamente all'Agenzia delle Entrate in via telematica;
  • rivolgendosi a un Caf a un professionista abilitato  (consulente del lavoro, dottore commercialista, ragioniere), fornendogli una delega perché possa accedere alla tua dichiarazione precompilata e accettarla, modificarla o integrarla e consegnargli copia dei documenti necessari a verificare i dati inseriti nella dichiarazione.  
  • al proprio sostituto d'imposta (datore di lavoro o ente pensionistico), se quest'ultimo ha comunicato di prestare assistenza fiscale; in tal caso puoi scegliere se fargli una delega perché possa accedere alla tua dichiarazione precompilata e accettarla, modificarla o integrarla oppure se presentargli il modello cartaceo già compilato.

I Caf e i professionisti devono consegnare al contribuente una copia della dichiarazione elaborata e il prospetto di liquidazione 730-3, affinché il contribuente stesso possa verificarne il contenuto prima che venga trasmesso all'Agenzia delle Entrate. La consegna deve avvenire entro date differenti a seconda del giorno entro cui hai portato loro il 730.

Per capire entro quando fare il 730 bisogna quindi prima decidere con qule modalità si voglia presentare il modulo, perché per quanto la data ultima di consegna al fisco di sia uguale per tutti, è impensabile pretendere di rivolgersi a terzi per l'elaborazione della dichiarazione a ridosso del 30 settembre. 

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Scadenze ufficiali per la presentazione del 730

La data di presentazione della dichiarazione dei redditi, è fondamentale per determinare quando arriveranno i conguagli in busta paga. Infatti, in caso di presentazione tramite il 730 precompilato online, in caso di credito si ottengono prima i rimborsi e, soprattutto in caso di debito si hanno maggiori possibilità per rateizzare il dovuto.

Perché conviene presentare il 730 prima possibile

Caf e i professionisti seguono un calendario di invii preciso che consente di sapere quando arrivano i conguagli. Nel caso del fai da te è bene considerare che prima si fa meglio è, perché così ottieni prima l'esito della dichiarazione ed eventualmente puoi correggere quanto fatto. Per chi ha il sostituto d'imposta al momento del conguaglio:

  • se sei a debito con il fisco, il sostituto d’imposta deve trattenere il dovuto sulla prima retribuzione utile, successiva a quando riceve il prospetto di liquidazione dall’Agenzia delle entrate. Questo significa che se si deve pagare il saldo delle imposte e l'acconto (ad esempio per un reddito di locazione o per due retribuzioni da conguagliare), più si aspetta e meno possibilità ci sono di rateizzare il saldo e il primo acconto. In poche parole, il rischio è di dover pagare tanto tutto insieme;
  • se sei è a credito, più aspetti e più tardi ottieni il rimborso.

Cosa succede se non hai il sostituto d'imposta

Un caso particolare è rappresentato da chi utilizza il 730 precompilato e al momento di effettuare il conguaglio non ha un sostituto d'imposta  (o si presenta il 730 per un defunto) che possa accreditare o addebitare il saldo della dichiarazione sulla busta paga. Se dal 730 risulta:

  • un credito, e hai comunicato il tuo Iban all'Agenzia delle Entrate (sul sito www.agenziaentrate.gov.it accedendo a Fisconline o presso uno dei loro uffici), lo ricevi direttamente sul conto corrente. In alternativa il rimborso viene erogato tramite titoli di credito a copertura garantita che dovrai ritirare in Posta;
  • un debito,  devi pagarlo entro il 30 giugno 2025 utilizzando il modello F24. Se ti sei rivolto a un Caf oa un professionista, devi ricevuto entro il 30 giugno l'F24 compilato che puoi pagare fisicamente o in via telematica presso banche, uffici postale o agenti della riscossione. In alternativa puoi usare i servizi di pagamento online gratuiti dell' Agenzia delle Entrate. Chi ha presentato il 730 online, nel sito dedicato al 730 precompilato si trova la sezione in cui pagare l'F24 online, altrimenti è possibile stamparlo e pagarlo con le modalità appena viste.
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Entro quando presentare il 730 al Caf o al commercialista nel 2026

Anche se ci si rivolge al Caf o a dei professionisti, si può  presentare il 730 entro il 30 settembre, ma il calendario dei rimborsi e dei pagamenti varia in funzione di quando si presenta il 730, anche se in ogni caso nulla viene corrisposto o trattato prima di luglio per i lavoratori dipendenti e di agosto/settembre per i pensionati.

I CAF-dipendenti e i professionisti abilitati, devono inviare  all'Agenzia delle Entrate i 730 elaborati con queste scadenze:

Presentazione a Caf
o professionisti entro il:
Trasmissione all'Agenzia
delle entrate entro il:
Conguaglio
31 maggi 15 giugno Prima
retribuzione o pensione utile
successiva
alla trasmissione.
20 giugno 29 giugno
15 luglio 23 luglio
31 agosto 15 settembre
30 settembre 30 settembre
 

In caso di debito, se la retribuzione mensile è insufficiente a coprire il dovuto, la parte residua, maggiorata degli interessi, viene trattenuta nei mesi successivi, fino a fine anno. L'eventuale debito residuo, che non ha trovato capienza in tutte le retribuzioni, deve esser versato dal contribuente tramite modello F24. 

L'eventuale secondo o unico acconto per le imposte del 2026 viene trattenuto nella pensione o nella busta paga di novembre.

È importante indicare nel 730 i dati del datore di lavoro o dell'ente pensionistico che, come sostituti d’imposta, si occuperanno del conguaglio.

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Controlli sui documenti: quando può intervenire l'Agenzia delle entrate

Presentare il 730 non significa che tutto sia automaticamente chiuso. L'Agenzia delle entrate può effettuare controlli preventivi in alcuni casi specifici, e il contribuente deve essere pronto a rispondere entro i termini previsti. Al di là dei casi di esclusione di controllo sulla documentazione l’Agenzia delle Entrate può sempre controllare la documentazione necessaria per verificare la sussistenza dei requisiti soggettivi per fruire di queste agevolazioni.

Quando scatta il controllo preventivo sul rimborso

L’Agenzia delle Entrate potrebbe effettuare controlli preventivi se il 730 produce un credito superiore a 4.000 euro o presenta elementi di incoerenza (ad esempio grosse differenze risultanti dalla certificazione unica o dalla dichiarazione dei redditi dell'anno precedente, situazioni di rischio legate a irregolarità degli anni passati...). I controlli possono essere effettuati in via automatizzata o tramite la verifica della documentazione giustificativa, entro quattro mesi dal 30 settembre o dalla data di presentazione del 730 se successiva.

Il rimborso viene erogato direttamente dall'Agenzia delle Entrate con le modalità previste in caso di assenza del sostituto d'imposta, entro gennaio 2027 (oppure entro il sesto mese successivo alla data della trasmissione del modello 730, se questa è successiva alla scadenza del 30 settembre).

Come viene comunicato il blocco:

  • se hai presentato il 730 online: arriva un messaggio nell'area autenticata e via e-mail all'indirizzo che hai fornito nell'anagrafica sul sito della precompilata;
  • se ti sei rivolto a un Caf o professionista: la comunicazione arriva all'intermediario, che ha l'obbligo di informarti. 

Quando non vengono fatti i controlli sui documenti

I controlli sui documenti relativi agli oneri detraibili e deducibili che sono stati comunicati all’Agenzia delle Entrate dai soggetti obbligati (banche, assicurazioni, enti previdenziali...)non vengono fatti se il 730 precompilato è stato presentato senza fare modifiche, direttamente dal contribuente sul sito dell’Agenzia o tramite il sostituto d’imposta.

I controlli dell’Agenzia, invece, possono riguardare i dati comunicati alla stessa dai sostituti d’imposta tramite la Certificazione Unica, oppure, in caso di modifica che incide su redditi o imposte i controlli riguardano solo i dati che sono stati cambiati rispetto a quanto indicato nella precompilata.

Per chi presenta il 730 precompilato, con o senza modifiche, al Caf o al professionista, i controlli documentali saranno effettuati nei loro confronti anche sugli oneri detraibili e deducibili che sono stati comunicati da terzi all’Agenzia delle Entrate, ad esclusione delle spese sanitarie, per le quali i controlli documentali riguardano solo le spese che non risultano dalla precompilata.

Cosa significa 730 accettato e non modificato

La dichiarazione precompilata si consideraaccettata e non modificata non è stato cambiato nulla o se le variazioni non incidono sul calcolo del reddito complessivo o dell’imposta: ad esempio, la modifica dell'indirizzo di residenza nell'ambito dello stesso Comune non cambia il calcolo delle addizionali comunale e regionale all'Irpef.

Per quanto tempo devo conservare la documentazione?

Il Fisco ha cinque anni di tempo per chieder conto di quanto dichiarato, quindi, non si deve buttare via niente prima del 31 dicembre 2031. In alcuni casi è meglio conservare i documenti anche per più tempo, come quando si è fatta una ristrutturazione edilizia oppure ci sono stati interventi per il risparmio energetico e la detrazione è stata rateizzata come previsto dalla legge. In questo caso è bene conservare tutta la documentazione relativa fino al quinto anno successivo a quello in cui hai detratto l'ultima rata della spesa.

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Chi risponde degli errori: caf o contribuente

Se il Caf o il professionista a cui ci siamo affidati per la dichiarazione dei redditi appone un visto di conformità infedele, cioè certifica come corrette e controllate situazioni o spese che non lo sono, è il Caf o il professionista a dover pagare le sanzioni che sarebbero state chieste al contribuente a seguito dei controlli formali da parte dell'Agenzia delle Entrate. Ovviamente l’infedeltà non deve essere stata causata dalla malafede del contribuente, in pratica il contribuente non deve aver nascosto redditi, spese o condizioni personali che comportano il pagamento di una maggior imposta.

Insomma, se il Caf sbaglia, mettendo il visto di conformità sui dati che l'Agenzia delle Entrate giudica scorretti, sarà lui a pagare le sanzioni, mentre rimangono sempre a carico del contribuente le maggiori imposte da versare e gli interessi. Questo accade anche se il Caf o il professionista, quando rilevano un errore, inviano all’Agenzia delle Entrate una dichiarazione di rettifica. Nel caso in cui il contribuente non voglia inviare la dichiarazione di rettifica, Caf e professionisti possono comunque inviare all’Agenzia una dichiarazione dei dati relativi alla rettifica.

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