Acquisto di mobili ed elettrodomestici
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Acquisto di mobili ed elettrodomestici

04 novembre 2019
  • contributo tecnico di
  • Tatiana Oneta

04 novembre 2019
  • contributo tecnico di
  • Tatiana Oneta

Devi arredare il salotto o hai bisogno di cambiare la lavastoviglie? Se hai ristrutturato casa da poco, puoi richiedere la detrazione del 50% sull’acquisto di mobili o elettrodomestici. Ecco tutti i dettagli.

Mobili ed elettrodomestici: tutte le informazioni sulle detrazioni

Quanto recuperi

È una detrazione, quindi recuperi il 50% delle spese sostenute per l’acquisto di mobili o elettrodomestici destinati all’arredamento di una casa ristrutturata, entro un limite di spesa di 10.000 euro. La detrazione viene divisa in 10 quote annuali di pari importo.

Attenzione: Per detrarre le spese sostenute devi avere effettuato lavori di ristrutturazione nell'anno precedente, anche se terminati nell'anno in corso. Quindi per detrarre acquisti effettuati nel 2018 devi aver ristrutturato nel 2017 o nel 2018, ricordandoti di iniziare i lavori prima di comprare mobili o elettrodomestici. Allo stesso modo, per detrarre acquisti effettuati nel 2019 devi aver ristrutturato nel 2018 o nel 2019.

La legge di bilancio dovrebbe prorogare anche per il 2020 questa agevolazione, utile per chi ha ristruttuato nel 2019 o lo farà nel 2020.

Dove le indichi

Nel Quadro E, sez. IIIC Rigo E57.

Documenti da conservare

  • Fatture o scontrini di acquisto.
  • Documentazione dalla quale risulti la classe energetica dell’elettrodomestico, se previsto l’obbligo dell’etichetta, o in caso contrario dichiarazione nella quale si attesta che per il prodotto acquistato non è ancora previsto tale obbligo (es. piani di cottura a incasso).
  • Ricevute dei bonifici.
  • Ricevute di avvenuta transazione per i pagamenti mediante carte di credito o bancomat e relativa documentazione di addebito sul conto corrente.
  • Autocertificazione che attesti l’utilizzo dei beni nell’immobile oggetto di interventi di ristrutturazione edilizia.
  • Autocertificazione che attesti la data di inizio lavori, qualora non siano stati necessari comunicazioni o titoli abilitativi riportanti la data di effettuazione dei lavori di ristrutturazione.

Ricorda: conserva la documentazione per tutto il periodo in cui detrai la spesa, cioè per 10 anni più quelli legati alla possibilità di controllo da parte dell’amministrazione finanziaria, relativi alla dichiarazione in cui inserisci l’ultima rata.

Cosa puoi detrarre

Se fruisci della detrazione prevista per gli interventi di ristrutturazione edilizia, per lavori effettuati su singole unità immobiliari, puoi detrarre le spese sostenute per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe almeno A+ (A per i forni e le lavasciuga), finalizzati all’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione. Se la ristrutturazione riguarda parti comuni condominiali, la detrazione spetta per l'acquisto di mobili destinati all'arredamento delle parti comuni, non alle singole unità abitative che compongono il condominio. Non è necessaria invece una correlazione diretta tra l'acquisto fatto e l'ambiente ristrutturato, si considera l'immobile nel suo complesso, quindi ad esempio è agevolabile l'acquisto del televisore se si è ristrutturato il bagno. 

Queste spese sono detraibili entro il limite massimo di 10.000 euro, indipendentemente dall’importo delle spese sostenute per la ristrutturazione e va ripartito tra gli aventi diritto in dieci quote annuali di pari importo. Il limite di spesa si riferisce a ogni singola unità immobiliare oggetto di ristrutturazione, anche nel caso di successivi e distinti interventi edilizi. Fai attenzione perché per il raggiungimento del limite massimo di spesa, si considerano cumulativamente gli acquisti fatti nell'anno corrente e in quello precedente.

Questa detrazione non è cumulabile con quella prevista per l'acquisto di mobili da parte di giovani coppie, se gli acquisti riguardano la stessa unità immobiliare. 

Lavori di ristrutturazione che non permettono di detrarre

Ci sono però dei lavori di ristrutturazione che non permettono di usufruire della detrazione fiscale sull’acquisto di mobili ed elettrodomestici. Ecco quali sono.

  • La ristrutturazione di parti comuni condominiali non consente ai singoli condomini, che fruiscono pro-quota della relativa detrazione, di acquistare mobili e grandi elettrodomestici da destinare all’arredo della propria unità immobiliare facente parte del condominio.
  • Gli interventi consistenti nella realizzazione di posti auto o box pertinenziali.
  • L’adozione di misure finalizzate a prevenire il rischio del compimento di atti illeciti da parte di terzi.
  • Gli interventi di risparmio energetico non consentono la detrazione sull’acquisto di mobili o grandi elettrodomestici.

Gli acquisti oggetto di agevolazione

L’agevolazione spetta per l’acquisto (effettuato anche all’estero) di nuovi:

  • mobili;
  • grandi elettrodomestici di classe pari almeno alla A+ (A per i forni) per le apparecchiature per le quali sia prevista l’etichetta energetica;
  • grandi elettrodomestici per i quali non è obbligatoria l’etichetta energetica;

Nell’importo delle spese sostenute per l’acquisto possono essere considerate anche le spese di trasporto e di montaggio dei beni acquistati, se le spese stesse sono state sostenute con le modalità di pagamento previste.

Tra i mobili agevolabili rientrano: letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, credenze, nonché i materassi e gli apparecchi di illuminazione che costituiscono un necessario completamento dell’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione. Non sono agevolabili gli acquisti di porte, di pavimentazioni (ad esempio, il parquet), di tende e tendaggi, nonché di altri complementi di arredo.

Tra i grandi elettrodomestici rientrano i grandi apparecchi di refrigerazione, i frigoriferi, i congelatori, altri grandi elettrodomestici utilizzati per la refrigerazione, la conservazione e il deposito degli alimenti, le lavatrici, le asciugatrici, le lavastoviglie, apparecchi per la cottura, stufe elettriche, piastre riscaldanti elettriche, forni a microonde, altri grandi elettrodomestici utilizzati per la cottura e l’ulteriore trasformazione degli alimenti, gli apparecchi elettrici di riscaldamento, i radiatori elettrici, altri grandi elettrodomestici utilizzati per riscaldare ambienti o letti e divani, ventilatori elettrici, apparecchi per il condizionamento come definiti dal DM 02/01/2013 e altre apparecchiature per la ventilazione e l’estrazione dell’aria.

 

Le condizioni per la detrazione

Per poter detrarre le spese, devi aver effettuato lavori di:

  • manutenzione ordinaria o straordinaria sulle parti comuni condominiali;
  • manutenzione straordinaria su una singola unità immobiliare;
  • restauro, risanamento conservativo o ristrutturazione edilizia su singoli immobili, su parti comuni condominiali o effettuati su interi fabbricati da parte di imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie, che provvedano entro 18 mesi dal termine dei lavori all’assegnazione dell’immobile;
  • ricostruzione o ripristino di immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi (se è stato dichiarato lo stato di emergenza);

A partire dal 2017, per poter detrarre le spese sostenute nell'anno devi avere effettuato lavori di ristrutturazione nell'anno precedente, anche se terminati in quello in corso. Ricorda che se, ad esempio, nel 2019 acquisti mobili e grandi elettrodomestici e hai fatto interventi di ristrutturazione nel 2018 (o iniziati nel 2018 e proseguiti nel 2019), l’importo massimo di 10.000 euro di spesa detraibile, va calcolata al netto degli acquisti fatti nel 2018 per i quali hai già fruito della detrazione per la stessa ristrutturazione. Se invece, l'acquisto fatto nel 2018 è relativo a ristrutturazioni fatte nel 2017 non si cumulano le spese per il raggiungimento del limite di 10.000 euro.

Data di acquisto

Per ottenere il bonus è necessario che la data dell’inizio dei lavori di ristrutturazione sia precedente a quella in cui si acquistano i beni. Non è fondamentale, invece, che le spese di ristrutturazione siano sostenute prima di quelle per l’arredo dell’immobile.

La data di avvio dei lavori può essere dimostrata, per esempio, da eventuali abilitazioni amministrative o dalla comunicazione preventiva all’Asl, se è obbligatoria. Per gli interventi che non necessitano di comunicazioni o titoli abilitativi, è sufficiente un’autocertificazione. 

Pagamenti

Per fruire della detrazione, occorre usare mezzi di pagamento tracciabili, quindi bonifico bancario ordinario o speciale previsto per il pagamento delle spese di ristrutturazione, carta di credito o carta di debito. Non è consentito, invece, l’uso di assegni bancari, contanti o altri mezzi di pagamento.

Se si paga con bonifico, la spesa si considera sostenuta al momento dell’effettuazione del pagamento; in caso di carte di debito o bancomat, si considera il giorno di utilizzo delle stesse, non quello di addebito sul conto.

La detrazione è possibile anche in caso di acquisto tramite finanziamento, a condizione che la finanziaria paghi tramite le modalità appena viste e il contribuente abbia copia della ricevuta di pagamento. L'anno di sostenimento della spesa ai fini della detrazione è quello di pagamento da parte della finanziaria, a prescindere dalla rateazione scelta dal contribuente.

Fatture e scontrini

Le fatture di acquisto dei beni devono indicare natura, qualità e quantità dei beni e servizi acquisiti. Lo scontrino che riporta il codice fiscale dell’acquirente e l’indicazione della natura, qualità e quantità dei beni acquistati, è equivalente alla fattura.

Comunicazione all'Enea

Per l'acquisto di elettrodomestici effettutati dal 2018 è obbligatorio inviare una comunicazione all'Enea (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile) contenente i dati di chi ha effettuato la spesa, dell'immobile in cui viene inserito l'elettrodomestico e i dati relativi alla potenza assorbita e alla classe energetica di quest'ultimo. La comunicazione a Enea è obbligatoria per l'acquisto di forni, frigoriferi, lavastoviglie, piani cottura elettrici, lavasciuga e lavatrici. Ricorda che l'invio va fatto entro 90 giorni dall'installazione dell'elettrodomestico e bisogna conservare la ricevuta di invio insieme alla documentazione utile per la detrazione.

Se hai acquistato l'elettrodomestico nel 2018 hai tempo fino 1° aprile 2019 per inviare la comunicazione all'Enea.

Se hai acquistato l'elettrodomestico nel 2019 devi fare la comunicazione tramite il sito https//bonuscasa2019.enea.it. Se hai fatto acquisti dal primo gennaio all'11 marzo 2019 hai tempo fino all'8 giugno per l'invio.

 

Casi particolari

Ecco come comportarsi in alcuni casi particolari.

  • Se lo scontrino non riporta il codice fiscale dell’acquirente può comunque consentire la detrazione della spesa se contiene natura, qualità e quantità dei beni acquistati ed è riconducibile al contribuente titolare della carta usata per il pagamento, tramite la corrispondenza con i dati del pagamento (esercente, importo, data e ora).
  • Se le fatture d’acquisto sono intestate a un coniuge e il pagamento è effettuato dall’altro coniuge, l’agevolazione spetta a chi ha effettivamente sostenuto la spesa, ma occorre annotare sulla fattura che la spesa è stata sostenuta da chi intende fruire della detrazione.

Trasferimento di immobile

In caso di decesso del contribuente, la detrazione per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici, non utilizzata in tutto o in parte, non si trasferisce agli eredi.

In caso di cessione dell’immobile oggetto di ristrutturazione, si può continuare a detrarre le rate residue, anche in caso di cessione delle restanti rate di detrazione per le spese di ristrutturazione edilizia. 


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