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Castagne matte, come distinguere i frutti tossici da quelli commestibili

Possono essere confuse con le normali castagne, eppure sono tossiche. Parliamo delle cosiddette castagne matte, frutti che è possibile trovare nei parchi urbani e in contesti cittadini e che possono rappresentare un rischio per la salute. Vediamo a cosa stare attenti per non confonderle e alcuni consigli pratici per conservare e consumare le castagne commestibili. 

04 novembre 2020
castagne matte

Questo è il periodo delle castagne, protagoniste di tante preparazioni della tradizione culinaria, sia dolci che salate. Se decidiamo di andare a raccoglierle, però, è bene prestare attenzione al momento della scelta. Esistono infatti le cosiddette castagne matte, frutti tossici che possono essere confusi con le comuni castagne commestibili. Vediamo rapidamente cosa è bene sapere per scongiurare rischi per la salute. 

Come si distinguono dalle castagne comuni

Per evitare di fare confusione, è bene fare attenzione in primis all'involucro che contiene la castagna. Nel caso delle castagne matte, infatti, il frutto è contenuto in una sorta di "capsula" ricoperta da aculei non pungenti che, in genere, contiene una singola castagna. Quelle commestibili, invece, hanno dimensioni più piccole e sono contenute in gruppi da due o tre frutti all'interno di un riccio spinoso e pungente. Le differenze sono evidenti non solo sul frutto, ma anche sulle piante. Gli alberi di castagne matte, detti ippocastani, sono più frequenti nei centri abitati e nei parchi e hanno foglie composte a loro volta da più foglie più piccole di forma ovale che conferiscono all'intera foglia un aspetto palmato. I castagni che producono le castagne comuni e commestibili, invece, si trovano più spesso nei boschi e nelle foreste e hanno foglie più semplici e allungate

Mangiare le castagne matte: cosa si rischia

Trattandosi di castagne tossiche, è importante scongiurarne l'ingestione. Stando ai documenti del centro antiveleni di Milano, tra i sintomi più comuni dovuti alla loro ingestione troviamo bruciore al cavo orale, nausea, vomito e diarrea. Se si consumano notevoli quantità di castagne matte i sintomi si fanno più acuti e, soprattutto nei bambini, possono comparire anche sintomi neurologici come incoordinazione motoria, tremori, spasmi muscolari, depressione del sistema nervoso centrale e dilatazione delle pupille. Oltre alle castagne, è bene ricordare che anche le altre parti della pianta dell'ippocastano sono tossiche, quindi anche fiori e foglie. Se sospetti un'intossicazione da castagne matte, mettiti in contatto con il tuo medico oppure con il centro antiveleno della zona.

I consigli per scegliere le castagne

Sia che le si raccolgano nei boschi o che le si acquisti al supermercato, è bene scegliere accuratamente le castagne: esternamente devono risultare ben sode e con il guscio che non ceda sotto la pressione delle dita. Scegli sempre castagne sane e prive di alterazioni, ecco come riconoscere quelle da evitare:

  • Castagne ammuffite
    Se colpita da ammuffimento, la buccia della castagna assume un colore di fondo più carico e perde la lucentezza tipica. Il frutto cede alla pressione delle dita e il suo peso è inferiore alla norma. La polpa all'interno del guscio risulta annerita e di sapore sgradevole. 
  • Castagne attaccate da larve
    Quando attaccate dalle larve, le castagne presentano un foro sulla superficie, generalmente accompagnato dai resti della polpa macinata. La larva è presente, viva o morta, all'interno della polpa a termine di una "galleria". Evita quindi frutti che presentano fori all'esterno o residui di polpa macinata. 

Come conservare cottettamente le castagne

Data la presenza di carboidrati solubili, è problematico conservare a lungo le castagne, soprattutto per la possibilità che sviluppino microorganismi, in particolare funghi. Per evitarlo, basta mettere le castagne a bagno in acqua per qualche giorno, quindi asciugarle e conservarle in un luogo fresco e asciutto anche per un paio di mesi. Le castagne possono anche essere congelate, sia crude che cotte. Se le congeli crude, ricorda che quando le scongelerai dovrai cuocerle immediatamente. I risultati migliori si ottengono sempre congelando le castagne arrostite e sgusciate, in questo modo potremmo conservarle in congelatore fino a sei mesi. Quando decidi di consumarle, ricorda di farle scongelare lentamente e consumarle quindi fredde o dopo averle riscaldate in forno,