Consigli

Come non sprecare cibo in casa

03 febbraio 2022
Spreco alimentare

Quello dello spreco alimentare è un problema che riguarda non solo tutta la filiera produttiva ma anche le nostre case. Con una buona organizzazione della spesa e qualche semplice accorgimento per conservare correttamente gli alimenti, però, si può limitare. 

Lo spreco alimentare è un problema che riguarda da vicino tutte le famiglie italiane, ma con qualche trucchetto possiamo prevenirlo: creatività e pianificazione le parole chiave per ridurlo. Basti pensare che, adottando semplici accorgimenti, possiamo segnare un’inversione di tendenza e con un po’ di attenzione è possibile risparmiare a quegli alimenti che puntualmente avanzano o scadono ancor prima di essere consumati il destino ingiusto della spazzatura. In fondo, per sprecare meno non servono strategie complicate, ma solo buon senso.

Ecco 10 consigli per evitare lo spreco alimentare casalingo.

10 consigli contro gli sprechi alimentari

Per scongiurare il rischio di buttare il cibo nella spazzatura senza averlo consumato, meglio seguire questi semplici accorgimenti:

  1. Prima di fare la spesa, controlla nel frigo e nella dispensa quali alimenti hai già e quali ti mancano. Eviterai così di comprare doppioni.
  2. Pianifica i pasti che preparerai a casa durante la settimana in modo da comprare la giusta quantità di cibo.
  3. Prepara la lista della spesa da portare al supermercato e seguila.
  4. Al supermercato fai attenzione a non lasciarti attrarre dalle offerte, rischiano di farti comprare più cibo o porzioni eccessivamente grandi rispetto alle tue esigenze.
  5. A casa, conserva correttamente gli alimenti. Per mantenere quelli freschi il più a lungo possibile, imposta correttamente la temperatura del frigo (+4°C) e riponi gli alimenti nei giusti ripiani.
  6. Attenzione a non lasciar scadere gli alimenti. Nella dispensa e nel frigo, porta avanti gli alimenti più vecchi e sistema dietro quelli appena acquistati.
  7. Se hai comprato del cibo in eccesso, in molti casi lo puoi congelare. Non solo carne o pesce ma puoi congelare anche la verdura sia cruda che dopo averla cotta, e la frutta lavata e tagliata a pezzi. Una volta scongelata non avrà la consistenza ideale, ma potrai usarla per frullati, marmellate o da aggiungere allo yogurt. 
  8. Ricorda che in molti casi gli alimenti avanzati possono essere congelati. Quando congeli, ricordati sempre di annotare sul sacchetto o sul contenitore il suo contenuto e il giorno.
  9. Contrariamente a quanto molti pensano, gli alimenti scongelati e poi cotti possono essere ricongelati.
  10. Fantasia è la parola chiave da usare in cucina in particolare per riutilizzare gli avanzi, ed evitare così che quell’eccedenza che abbiamo sulla nostra tavola si trasformi in spreco

Operazione anti spreco

Guarda il video per conoscere il frigo di Alberto e avere alcune dritte da seguire quando fai la spesa per evitare lo spreco casalingo.

 

Attenzione alle scadenze: le differenze tra "Preferibilmente entro" o "entro"

Gli sprechi domestici spesso dipendono anche dalla scarsa informazione in tema di scadenze e di deperibilità dei cibi. È importante innanzitutto conoscere bene la differenza tra la dicitura “da consumarsi entro...” e quella “da consumarsi preferibilmente entro...”. Erroneamente si interpretano tutte e due le espressioni in senso restrittivo: cioè “è meglio se non lo mangio perché non è buono e rischio un’intossicazione o disturbi di stomaco”. Contrariamente a quanto si crede, invece la presenza o meno dell’avverbio “preferibilmente” cambia le cose, e di grosso.

  • Da consumare preferibilmente entro. Si parla di prodotti che garantiscono inalterato il proprio valore nutrizionale se consumati entro la data segnalata sulla confezione. Se una alimento va consumato preferibilmente entro il 31 dicembre 2022, di fatto, significa che entro questa data garantirà il proprio valore nutrizionale, anche in termini di gusto e aroma. Una volta passata questa data, invece, le caratteristiche del prodotto potrebbero venire alterate o compromesse. Chiariamo: questo non significa che non sia più commestibile o sicuro, semplicemente non avrà lo stesso apporto di nutrimenti dichiarato o magari ne risentirà in termini di gusto. Ovviamente, una buona dose di buon senso personale può aiutare: valuta visivamente il prodotto e annusalo prima di consumarlo.
  • Da consumare entro. Più attenzione richiedono gli alimenti maggiormente deperibili (latte fresco, uova, yogurt, ricotta, pasta fresca...) che prevedono l'indicazione "da consumarsi entro": il termine è rigido, perché c'è in gioco la salute. Questo non significa che dopo questa data scatta un meccanismo di autodistruzione immediato: in alcuni casi è possibile una certa tolleranza, sempre che il prodotto sia stato conservato correttamente.

Perciò, per chiarire, quando sulle confezioni la data di scadenza è indicata come "entro" siamo nell'ambito della sicurezza del prodotto.

Spreco alimentare: tra legge e realtà

Sul problema dello spreco alimentare c'è tanto da lavorare e questo lavoro deve essere sostenuto anche a livello culturale. Secondo lo studio Fusion del 2016 ogni anno in Europa sprechiamo 88 milioni di tonnellate di cibo lungo tutta la filiera, di cui poco più della metà a livello domestico. Limitare la quantità di alimenti inutilizzati farebbe bene non solo alle nostre tasche, ma anche all'ambiente.

La legge antisprechi

Anche a livello legislativo abbiamo visto sforzi per sensibilizzare maggiormente i cittadini ad assumere un comportamento antispreco. Senza dubbio è importante la legge antisprechi, la 166 del 2016, sulle donazioni alimentari (dedicata anche a farmaci e abbigliamento) che si propone di sensibilizzare tutti gli operatori della filiera alimentare, consumatori compresi, sul tema dello spreco in generale. Questo provvedimento punta a semplificare le procedure per le donazioni, nel rispetto delle norme igienico-sanitarie e della tracciabilità. Ecco alcuni provvedimenti entrati in vigore con la legge:

  • è consentita la raccolta dei prodotti agricoli che rimangono in campo e la loro cessione a titolo gratuito;
  • è possibile donare le eccedenze alimentari anche oltre il termine minimo di conservazione, purché l’imballaggio sia integro e il cibo sia stato conservato in modo ottimale;
  • incoraggiamento della “family bag”: i ristoratori dovrebbero dotarsi di contenitori in materiale riciclabile, per consentire ai clienti di portare via gli avanzi. E noi non dovremmo vergognarci a chiederli.
Alcuni dati

Quando si parla di spreco alimentare, i numeri sono sempre da capogiro, e anche se cambiano a seconda della fonte presa in considerazione, della definizione data al termine “spreco” o della metodologia adottata per i calcoli, le cifre ci dicono che c’è ancora tanto da fare e i margini di miglioramento ci sono.  Ricordiamo, infatti, che lo spreco alimentare non ha solo un impatto economico ma anche etico e ambientale. Impegnarsi per ridurlo è il primo passo per adottare uno stile di vita sostenibile e per prendersi cura del nostro pianeta.

Guardando alla realtà italiana, possiamo trovare dei dati incoraggianti, grazie alle campagne di sensibilizzazione che ci sono state negli ultimi anni, ma anche per un cambiamento delle abitudini dei consumatori dovuto alla pandemia. Nella nostra indagine sullo spreco alimentare fatta dopo il lockdown del 2020, infatti, il 41% dei rispondenti ha dichiarato di aver ridotto la quantità di cibo sprecato grazie a comportamenti più attenti (lista della spesa, pianificazione dei pasti, riutilizzo degli avanzi).

Risultati interessanti si ritrovano nel report di Waste Watcher International Observatory on Food and Sustainability (su rilevazione Ipsos), presentato nel 2021. Sulla base dei dati raccolti nel corso del 2020, la quantità di cibo finita in pattumiera è pari a 27 kg a persona, ossia 529 grammi a settimana. Ma la buona notizia è che si è registrata una riduzione dell’11,8% rispetto al 2019. Cosa sprecano di più gli italiani? Sul podio, al primo posto, c’è la frutta fresca, seguita dalla verdura fresca e da aglio, cereali e tuberi.