Guida all'acquisto

Come scegliere gli ammorbidenti

27 giugno 2018
ammorbidenti

27 giugno 2018
Quasi sempre si sceglie l'ammorbidente a naso, perché il profumo è uno degli aspetti più importanti per i consumatori. Ma non è l'unico fattore da prendere in considerazione per comprarne uno. Per trovare il migliore abbiamo chiesto aiuto anche a 200 tester.

Aggiungere l'ammorbidente al bucato non è sempre necessario (anzi in alcuni casi sarebbe da evitare), ma piace perché profuma e ammorbidisce i capi. E se è vero che il primo senso a voler essere soddisfatto è l'olfatto (alzi la mano chi non annusa i detersivi prima di comprarli), cos'altro guardare per scegliere l'ammorbidente? Ne abbiamo messi alla prova 19 con l'aiuto di 200 tester. Consulta il test per scoprire chi ha vinto.

il miglior ammorbidente del test

Come funziona l’ammorbidente

L’ammorbidente è una specie di balsamo che viene aggiunto al lavaggio del bucato per rendere più soffici i capi lavati. Nel lavaggio in lavatrice, l’ammorbidente viene immesso nel risciacquo finale dei capi, affinché parzialmente rimanga sulle fibre, le distenda e le separi bene durante l’asciugatura, conferendo al tessuto morbidezza al tatto e volume. Quando un tessuto lavato si asciuga, infatti, le forze elettrostatiche dell’acqua fanno sì che le fibre di tessuto rimangano vicine e impaccate durante l’asciugatura all’aria e il tessuto asciutto risulti più rigido e ruvido dopo il lavaggio con il solo detersivo. Questo, però, avviene principalmente sulle fibre naturali ad alto contenuto di cellulosa, come il cotone, il lino, la canapa. Molto meno su altre fibre naturali, come la lana o il cachemire e per nulla sulle fibre sintetiche. Certo, l’ammorbidente un effetto di “scivolamento” al tatto sulle fibre sintetiche ce l’ha, ma ha anche effetti non molto positivi sui tessuti che andiamo a trattare.

L'ammorbidente non è per tutti i tessuti

Un capo trattato con ammorbidente ha una superficie esterna più accogliente verso le sostanze grasse, quindi avrà più facilità a sporcarsi nuovamente. Un asciugamano trattato con ammorbidente ha una superficie più ricca di sostanze lipofile, che quindi trattengono più a lungo l’umidità con cui vengono in contatto. Quindi un asciugamano ammorbidito fa più fatica ad asciugarsi nuovamente tra un utilizzo e l’altro e deve essere lavato più spesso perché risulta meno assorbente e più pesante per chi lo utilizza.

L'impatto ambientale degli ammorbidenti

Dal punto di vista degli agenti ammorbidenti, i prodotti oggi in commercio contengono tutti il Dialkyl Ammonium Methosulfate, una sostanza biodegradabile che non ha problemi in fase di smaltimento nell’ambiente acquatico. Le fragranze e i conservanti, invece, sono molto meno digeribili per l’ambiente: ogni flacone contiene almeno tre fragranze allergizzanti (come hexyl cinnamal, limonene, linalool, eugenol, citronellol, geraniol, amyl cinnamal….) a volte anche sette o otto. Quindi, chi è sensibile al contatto o ai profumi, dovrebbe controllare bene in etichetta quali fragranze sono presenti. Anche i conservanti sono da evitare: bene quindi le formulazioni concentrate, come tutte quelle del nostro test, rispetto ai vecchi flaconi da 2-3 litri ancora disponibili in molti punti vendita. Chi desidera avere un minore impatto ambientale può fare del tutto a meno di usare l’ammorbidente, oppure sostituirlo con alternative più rispettose sia dell’ambiente sia della nostra salute (per esempio, con piccole quantità di acido citrico).


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