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Parcheggio Parkdepot
Buongiorno 1) per prima cosa nn sono io che ho ricevuto la penale del parcheggio, Ma una persona a me vicino. La persona è semplice,disoccupata,e una mamma di 90 anni ,con problemi economici e di salute . Premesso che la Sig.ra ha sempre usufruito del parcheggio Carrefour di Via Lata anche perché ha lavorato lì,nn ha preso in considerazione questo problema,nn si è curata di leggere né gli è venuto in mente di controllare il tutto . Ora in questo periodo la Signora aveva un corso gratis lì vicino e per ben 9 (nove giorni)ha parcheggiato senza preoccuparsi. Ora il costo,da parte vostra, di 360€. Vorrei conoscere il Vostro comportamento in merito. Ho letto la sentenza del Tar di Roma del 23 ottobre 2023 dove viene ribadito che il proprietario/gestore dell'attività commerciale nn può mettere nessuna delimitazione nei parcheggi . Proprietà privata ad uso pubblico e devono essere gratis sia di giorno che di notte. Mi potete dare una delucidazione in merito? Saluti
Parcheggio Carrefour
Ho ricevuto una lettera dall'azienda Parkdepot Srl che mi contesta una violazione delle condizioni di parcheggio. La lettera afferma che entrando nel parcheggio di un supermercato ho sottoscritto implicitamente un contratto, e che tale contratto prevede una penale di 25 euro nel caso in cui la sosta sia più lunga di 60 minuti più 12 euro di gestione identificazione proprietario auto. Avendo io sostato per 81 minuti, mi chiedono di pagare la penale. Il parcheggio in questione è a via casilina 995 00172 ed è il parcheggio della Careffour. Io ho già inviato una prima comunicazione al supermercato Careffour reclamando il becero trattamento che io, cliente del supermercato, ho ricevuto. Testualmente ho riportato: “Io sono cliente fisso del supermercato e sono stato 81 minuti dentro a fare la spesa e per questo mi viene recapitata una sorta di multa fatta da una società privata che si erige a polizia municipale guardiano del parcheggio, secondo condizioni contrattuali che IO CLIENTE DEL VOSTRO SUPERMERCATO accetto semplicemente entrando nel cancello del vostro parcheggio. Io non ho notato alcun cartello, non ho accettato nessuna condizione e non ho violato alcuna condizione di utilizzo, proprio perché non ho accettato un bel niente. La lettera ulteriormente minaccia di intraprendere un’azione legale nei miei confronti qualora non pagassi 40 euro di VIOLAZIONE. “Ritengo che la richiesta economica nei miei confronti non sia legittima, in quanto non ho violato alcuna norma e non ho sottoscritto alcun contratto, ne in maniera esplicita ne in maniera implicita. In mancanza di un riscontro entro 15 giorni dal ricevimento della presente, non esiterò ad adire le vie legali a tutela dei miei diritti. Causale di pagamento 002-979-000-823
PAGAMENTO PARCHEGGIO
In riferimento alla pratica sopra identificata, con la presente, nonostante le precedenti richieste, sono a richiedere NUOVAMENTE l'indicazione dei termini di sospensione dell'"INFRAZIONE" elevata, i riferimenti di Legge per l'elevazione della stessa, l'Autorità competente per la proposta del ricorso, l'indicazione precisa CON INIDIRIZZO IN EVIDENZA della Società responsabile. Ogni elemento sopra richiesto è necessario ed indispensabile affinche la sottoscritta possa proporre ricorso all'Autorità competente (cosa che non è mai avvenuta): infatti, la Società PARKDEPOT, ha provveduto, nel corso di questi mesi, all'invio di INUTILI SOLLECITI, senza produrre quanto già richiesto più volte, direttamente alla Società stessa, e per mezzo di ALTROCONSUMO che ci legge per conoscenza. La Società PARKDEPOT, NON si è nemmeno adoperata, dopo mia esplicita richiesta, nella produzione di documentazione fotografica attestante la presunta violazione e, dopo le mie rimostrante circa la "sottoscrizione fittizia" di CONTRATTO ACCETTATO non ha espresso alcuna risposta, continuando nell'invio di avvisi di pagamento (aumentati a discrezione per spese...) Resto in attesa di sollecito riscontro. FIRPO LARA
Violazione condizioni parcheggio
Spett. [PARK DEPOT] In data [18/11/2024] e successivamente in data [11/12/2024] ho ricevuto un avviso di pagamento per [una sosta avvenuta al parcheggio di via Giovanni Ceccarini ,36100,Vicenza il giorno 31/10/2024 ] con un corrispettivo da pagare in 30 giorni pari a [45€]. [Mi viene contestato di aver superato il limite massimo di 1h per la tariffa gratuita, eccedendo a tale limite di 43’. Tale parcheggio risulta apparentemente anonimo, ha un solo cartello in ingresso molto vago. Non vi sono colonnine di pagamento, non vi sono tariffe orarie (tipo Metropark o strisce blu comunali),non vi è alcuna sbarra che indichi che il parcheggio è privato, il piazzale in questione(”parcheggio”) sembra quasi un parcheggio incompiuto ,ha cancelli e porte di accesso divelti e materiali edili lasciati lì senza nessuno che vi lavori. Chiedo quindi l’annullamento della notifica di pagamento. In mancanza di un riscontro entro 15 giorni dal ricevimento della presente, non esiterò ad adire le vie legali a tutela dei miei diritti.
Violazione condizione di parcheggio
Spett. [NOME AZIENDA] In data [DATA] ho sottoscritto il contratto per [DESCRIZIONE DEL SERVIZIO] concordando un corrispettivo pari a [€]. [DESCRIZIONE DEL PROBLEMA] In mancanza di un riscontro entro 15 giorni dal ricevimento della presente, non esiterò ad adire le vie legali a tutela dei miei diritti.
multa in parcheggio privato
Ho ricevuto una lettera dall'azienda Parkdepot Srl che mi contesta una violazione delle condizioni di parcheggio. La lettera afferma che entrando nel parcheggio di un supermercato ho sottoscritto implicitamente un contratto, e che tale contratto prevede una penale di 25 euro nel caso in cui la sosta sia più lunga di 60 minuti più 12 euro di gestione identificazione proprietario auto. Avendo io sostato per 81 minuti, mi chiedono di pagare la penale. Il parcheggio in questione è situato a Torino in corso Casale 115, 10132 TO ed è il parcheggio della Careffour. Io ho già inviato una prima comunicazione al supermercato Careffour reclamando il becero trattamento che io, cliente del supermercato, ho ricevuto. Testualmente ho riportato: “Io sono cliente fisso del supermercato e sono stato 81 minuti dentro a fare la spesa e per questo mi viene recapitata una sorta di multa fatta da una società privata che si erige a polizia municipale guardiano del parcheggio, secondo condizioni contrattuali che IO CLIENTE DEL VOSTRO SUPERMERCATO accetto semplicemente entrando nel cancello del vostro parcheggio. Io non ho notato alcun cartello, non ho accettato nessuna condizione e non ho violato alcuna condizione di utilizzo, proprio perché non ho accettato un bel niente. La lettera ulteriormente minaccia di intraprendere un’azione legale nei miei confronti qualora non pagassi 40 euro di VIOLAZIONE. “Ritengo che la richiesta economica nei miei confronti non sia legittima, in quanto non ho violato alcuna norma e non ho sottoscritto alcun contratto, ne in maniera esplicita ne in maniera implicita. In mancanza di un riscontro entro 15 giorni dal ricevimento della presente, non esiterò ad adire le vie legali a tutela dei miei diritti. pratica n° 002-190-003-618 EN979YY
Problema di multe e privacy
In data odierna ho ricevuto 9 multe nelle quali si contestano mie inesistenti soste nel parcheggio prospicente il supermercato Basko di via Gavi Imperia.In realtà vengono segnalati i PASSAGGI della mia vettura per accedere alla MIA proprietà sita in via V.Gavi.n 8.E'evidente che le telecamere da voi istallate riprendono ,senza autorizzazione alcuna ,ogni mio passaggio ,che nulla a a che vedere con il vostro parcheggio.Ritengo ciò una grave violazione della mia privacy.Attendo chiarimenti ,in mancanza dei quali affiderò a un legale la tutela dei miei interessi.Distinti saluti.Simonetta De Santis targaFG...
park depot
Buongiorno , abbiamo ricevuto una lettera dall'azienda Parkdepot Srl che mi contesta una violazione delle condizioni di parcheggio. La lettera afferma che il giorno 02.11.2024 ho sostato 26 minuti in piu' rispetto alle 2h consentite, dalle ore 23:09 alle ore 1:34. Il parcheggio in questione è situato in Via Luigi Soderini 49 (MI) 20153, ed è parcheggio del supermercato Carrefour. Mi richiedono una penale di euro 40. Premetto che entrando nel parcheggio, se non esistono barriere ,è ipotizzabile, come nel mio caso , non notare affisse le condizioni e le penali per violazione dei termini della sosta. Per sicurezza sono comunque tornata a controllare e non ho riscontrato all'ingresso un cartello che informasse di tali condizioni e inoltre, le barriere erano fuori uso (barre rotte) Esprimo il mio totale disappunto e attendo una vostra risposta (da ieri che sto cercando di contattarvi)
Richiesta di pagamento vessatoria
Sostituisci a questo tFormulo la presente per contestare fermamente la legittimità della vostra pretesa creditoria contenuta nel sollecito di pagamento del 04.09.2024 relativo ad un supposto parcheggio da voi dichiarato effettuato in data 30.07.2024 in Via Guglielmo Marconi Frascati. Rilevo, infatti, che le modalità di rilevazione della targa di riconoscimento del veicolo non rispondono ad alcun requisito minimo di legittimità previsto dal nostro ordinamento giuridico e pertanto le immagini eventualmente rilevate da un sistema non omologato né revisionato, come pure le date e gli orari delle rilevazioni, risultando privi dei requisiti minimi di attendibilità, non possono essere utilizzate a scopi sanzionatori o applicativi di qualsivoglia penale contrattuale. Faccio presente al riguardo che i sistemi di rilevazione delle targhe di riconoscimento dei veicoli devono essere qualificati quali strumenti di misura e, come tali, soggetti all’osservanza dei canoni della Metrologia legale in quanto impiegati per scopi legali. Rappresento poi che con l’emanazione della direttiva comunitaria 2004/22/CE del 31.03.2004 relativa agli Strumenti di Misura - meglio conosciuta come direttiva MID (Measuring Instruments Directive) -, recepita con D.Lgs. 02.02.2007, n. 22, in vigore dal 18.03.2007, poi novellata dalla direttiva 2014/32/UE del 26.02.2014, attuata a mezzo del D.Lgs. 19.05.201, n. 84, è stato introdotto nel vigente ordinamento, il principio dei “controlli metrologici legali”, ovvero controlli per motivi di interesse pubblico, sanità pubblica, sicurezza pubblica, ordine pubblico, protezione dell'ambiente, imposizione di tasse e diritti, tutela dei consumatori e lealtà delle transazioni commerciali, intesi a verificare che uno strumento di misura sia in grado di svolgere le funzioni cui è destinato (art.4, comma c) della direttiva MID. La notevole novazione introdotta dalla direttiva MID non è incentrata sullo strumento di misura ex se, bensì sulla sua specifica destinazione d’uso, ed essendo fuor di dubbio che i sistemi di rilevazione aventi lo scopo di effettuare verifiche sulle targhe sono strumenti e/o sistemi di misura finalizzati agli “scopi legali” declinati nella direttiva MID, in quanto destinati a controlli per motivi di transazioni commerciali, sono soggetti all’osservanza dei vigenti canoni della Metrologia legale applicabili. Ebbene, per poter essere utilizzati ai fini anzidetti, tali categorie di strumenti dovranno essere approvati e legalizzati secondo i vigenti canoni metrologico legali della normativa interna nazionale. Al riguardo, lo stesso MIMIT, all’indirizzo Web: https://www.mimit.gov.it/it/metrologia/sistema-digaranzia-della-qualita-82896365, fornisce una dettagliata e precisa procedura, ivi compreso il facsimile di domanda di ammissione alla verificazione metrica ed alla legalizzazione, da presentarsi ai sensi degli artt. 6 e 7 del R.D. 226/1902. Rammento, inoltre, che la ormai costante giurisprudenza in tema di rilevazioni di transiti e targhe a mezzo di sistemi elettronici (da ultima Cassazione n. 10505/24) utilizzati dalla Pubblica Amministrazione, ha sancito la necessità della sottoposizione di qualsivoglia dei suddetti sistemi elettronici di rilevazione al procedimento Ministeriale di omologazione, ciò a pena di illegittimità della rilevazione. E’ quindi facile dedurre che se risulta illegittima la rilevazione di dati ad opera di un sistema elettronico privo della necessaria omologazione utilizzato dalla Pubblica Amministrazione, dovrà a maggior ragione ritenersi parimenti illegittimo un sistema analogo utilizzato da un privato. In conclusione, il sistema da voi utilizzato per l’accertamento della eventuale sosta risulta privo dei requisiti di legalità atti a consentirne l’utilizzo per lo scopo cui è stato da voi destinato e pertanto le rilevazioni da esso effettuate si palesano affette in radice da nullità assoluta, risultando illegittima e infondata, anche sotto il profilo probatorio, l’attività accertativa strumentale svolta a fini contrattuali. Segnalo, inoltre, che: a) l’informativa contrattuale e l’informativa privacy affissi in loco sono incompleti, fuorvianti ed ingannatori; b) il contratto di parcheggio non è affisso in loco né è reperibile sul vs. sito web, con ogni conseguenza in ordine alla nullità della clausola che prevede una tariffa oraria (o “penale” che la si voglia appellare) in quanto palesemente vessatoria giacchè contenente la previsione di una tariffa/penale fuori mercato; c) le modalità di conclusione del contratto di parcheggio non rispettano i dettami degli artt. 1336 e 1341 del codice civile in quanto non viene rilasciato alcun biglietto all’ingresso dell’area, la sbarra perennemente alzata e l’inesistenza di altro sistema di blocco non fanno percepire all’utente l’accesso ad un’area vincolata e regolamentata, il rilevamento automatico della sosta avviene da remoto attraverso la registrazione delle immagini delle auto che accedono all’area. Nessun comportamento esplicito viene richiesto all’utente per la conclusione del contratto se non quello di parcheggiare nell’area; d) le informazioni sull’onerosità del servizio di parcheggio sono totalmente ingannatorie atteso che viene dato estremamente maggior risalto alla informazione circa la gratuità del parcheggio per la prima ora rispetto alla onerosissima tariffa applicata dal 60° minuto di parcheggio in poi; e) l’inciso “per la durata massima stabilita” risulta generico e, come tale, non pienamente intelleggibile dal malcapitato utente (che peraltro accede liberamente all’area); f) quand’anche (ragionando per assurdo) le immagini della targa rilevate dal sistema potessero essere ritenute legittime, non potrebbero comunque costituire una valida prova della permanenza continuata del veicolo oltre la durata massima stabilita nell’area da voi indicata, ciò in ragione del fatto che il veicolo ben avrebbe potuto uscire dall’area entro il 60° minuto per poi rientrarvi per una seconda sessione di parcheggio conclusasi entro la durata massima stabilita; g) gli orari di ingresso ed uscita dal parcheggio, essendo stati rilevati da un sistema elettronico privo di qualsivoglia attendibilità metrologica e gestito in completa autonomia da una delle due parti contrattuali, non avendo alcuna affidabilità sono totalmente privi di valore probatorio. In ragione di quanto precede, vi diffido dall’avanzare nei miei confronti ulteriori irricevibili richieste di pagamento segnalandovi che in caso contrario mi vedrò costretta a tutelare i miei interessi nelle opportune sedi giudiziari sia civili che penali. Inoltre l’inciso “per la durata massima stabilita” risulta generico non pienamente apprezzabile dal consumatore (che peraltro accede liberamente all’area) poiché non è contestualmente indicata l’entità di tale periodo massimo. L’intero punto risulta peraltro fuorviante e ingannevole. Aggiungo inoltre che la prima lettera inviatami tramite semplice busta affrancata dopo due mesi era già maggiorata di "presunti interessi" poichè incapaci di risalire ai miei dati personali con violazione della privacy. Le lettere si concludono con la minaccia di agire tramite azioni legali per un contratto che non ho mai accettato ne sottoscritto, inolte la lettera non è correlata ne da foto della mia targa ne da altre prove che la mia macchina fosse rimasta parcheggiata li per un tempo superiore a quello nel quale ho fatto gli acquisti nel supermercato. Faccio notare inoltre che verso la vostra società sono state mosse e vinte diverse class action da grupoi di consumatori e che il vostro caso è stato anche analizzato da testate nazionali RICHIEDO QUINDI LA CESSAZIONE DELLE VESSAZIONI E RICHIESTE DI PAGAMENTO
Contestazione nota di "reclamo per penale contrattuale"
Buongiorno, ho ricevuto in questi giorni, con posta ordinaria , una nota di Parkdepot con la quale mi verrebbe contestata la violazione delle condizioni di parcheggio in data 24.10.2024. La violazione sarebbe avvenuta nell'area parcheggio annessa al supermercato Carrefour di via Spinoza, Milano, avendo superato di 37 minuti il tempo massimo di sosta consentito. Con la presente vengo a contestare la penale richiesta (pari a 40€) per le seguenti ragioni. L'ingresso al supermercato citato non è regolato da un accesso condizionato da una barriera e pertanto viene impedita al cliente la possibilità di prendere visione in modo chiaro di eventuali condizioni contrattuali che si verrebbero instaurare all'entrata nel parcheggio, ove invece le sbarre sono sempre aperte , non avviene la consegna di alcun ticket o altra modalità che permetta al cliente la possibilità di prendere visione in modo chiaro di eventuali condizioni contrattuali e di decidere se sottoscriverle o meno. Pertanto non avendo sottoscritto in maniera esplicita od implicita alcun contratto, ritengo ingiustificata la richiesta economica, esprimo il mio totale disappunto e chiedo formalmente l'annullamento delle pratiche. Daniela Marforio
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