Bacheca dei reclami
Reclama Facile si propone di instaurare un utile dialogo tra imprese e consumatori per risolvere questi problemi in via amichevole, favorendo il raggiungimento di un accordo condiviso.
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truffa abbonamento non autorizzato
Spett.le Carinfos / Servizio Clienti, Scrivo la presente per denunciare un addebito ricorrente non autorizzato relativo a un abbonamento che non ho mai voluto attivare e tantomeno sottoscrivere Nonostante sul vostro sito internet risulti che l'abbonamento per il mio account non è attivo (o non risulta attivo), a partire dal mese di Luglio 2025 viene continuamente addebitato sul mio conto bancario l'importo di € 24,95mensili Si tratta di un addebito illecito, dato che l'abbonamento non è attivo e non è stato richiesto Richiesta di Rimborso A causa di questo errore e dell'addebito non dovuto, richiedo l'immediato rimborso delle somme prelevate, che ammontano a: 4 mesi di prelievi x 24,95€ l’uno = Totale 124,75€ Nel mese d’agosto mi avete prelevato l’importo ben 2 volte Il 4 agosto 2025 ed il 29 agosto 2025 Vi prego di provvedere al rimborso sul conto dal quale sono stati effettuati i prelievi Vi informo che se entro e non oltre 15 giorni lavorativi dalla data di invio della presente email: Non avrò ricevuto prova dell'avvenuto rimborso della somma di € 124,75 e non avrete garantito la cessazione definitiva di ogni futuro prelievo non autorizzato Procederò senza ulteriore avviso a intraprendere le opportune misure legali a tutela dei miei diritti Resto in attesa di un vostro urgente riscontro e della conferma dell'avvio della pratica di rimborso Cordiali saluti
La solita truffetta
La solita truffetta Confermo quanto scritto da tutti sull'attivazione dell'abbonamenti da 84 €. Dopo averli minacciati a mezzo mail mi hanno detto ce restituivano in 30 gg la differenza tra l'abbonamento e il costo visura ma ovviamente non e0' avvenuto nonotane le minacce di agire presso la polizia postale. Il problema e' che lasede legale e' ANKOMPANII LTD con Oborishte “G. S. Rakovski” No 42, piano 4 Sofia, CAP 1202 – BULGARIABG207566849. METTETECI UNA PIETRA SOPRA ! la polizia pstae non fara' nulla
Addebito illecito di costi
Spett. CVPronto Io sottoscritta Alessandra Tola In data 1/01 ho visitato il vostro sito senza sottoscrivere nessun abbonamento. Oggi mi vengono addebitati 34,99euro. Richiedo l'annullamento dell'abbonamento e in conseguenza il rimborso di tale cifra. In mancanza di un riscontro entro 15 giorni dal ricevimento della presente, non esiterò ad adire le vie legali a tutela dei miei diritti. Cordiali saluti Alessandra Tola
Addebito illecito di costi
Spett. CVPronto Io sottoscritta Alessandra Tola In data 1/01 ho visitato il vostro sito senza sottoscrivere nessun abbonamento. Oggi mi vengono addebitati 34,99euro. Richiedo l'annullamento dell'abbonamento e in conseguenza il rimborso di tale cifra. In mancanza di un riscontro entro 15 giorni dal ricevimento della presente, non esiterò ad adire le vie legali a tutela dei miei diritti. Cordiali saluti Alessandra Tola
Addebito illecito di costi
Spett. CVPronto Io sottoscritta Alessandra Tola In data 1/01 ho visitato il vostro sito senza sottoscrivere nessun abbonamento. Oggi mi vengono addebitati 34,99euro. Richiedo l'annullamento dell'abbonamento e in conseguenza il rimborso di tale cifra. In mancanza di un riscontro entro 15 giorni dal ricevimento della presente, non esiterò ad adire le vie legali a tutela dei miei diritti. Cordiali saluti Alessandra Tola
Problema ad accedere
buongiorno ho scritto e mandato screen non riesco ad accedere all’applicazione ..mi fa entrare poi compare una locandina che devo inserire il pin ..ovviamente il pin è giusto perchè lo ho tra i miei documenti . E poi mi ritorna alla schermata principale dove devo inserire di nuovo il numero di telefono e poi non va avanti .ora non riconosce neanche piu il pin ..ho fatto il selfie ..tutto .potete risolvere?
Richiesta informazioni e messa in mora risarcitoria – data breach myCicero/MooneyGo (29–30.03.2025)
Spett.le myCicero S.r.l. (MooneyGo), con la presente formulo reclamo formale in merito alla violazione di dati personali occorsa tra il 29 e il 30 marzo 2025 e da Voi comunicata agli utenti in data 22 ottobre 2025, chiedendo contestualmente informazioni dettagliate, misure correttive e il risarcimento dei danni ai sensi dell’art. 82 GDPR. Premesse di fatto: da comunicazioni e avvisi pubblici risulta che l’incidente ha comportato esfiltrazione di dati personali riferibili agli utenti, inclusi dati di profilo e dati relativi a servizi di mobilità, con coinvolgimento della filiera tecnica indicata in comunicazioni istituzionali locali, e che l’allerta agli utenti è pervenuta a fine ottobre 2025. Richiesta di informazioni e trasparenza: Vi chiedo, ai sensi degli artt. 12, 15 e 34 GDPR, di indicare in modo chiaro e completo quali miei dati personali, in concreto e non solo per categoria, risultano compromessi, con indicazione delle basi tecnologiche rilevanti (ad es. algoritmo di hashing, uso di salt, policy delle password e data della loro invalidazione forzata) e delle misure di sicurezza correttive implementate dopo l’evento. Messa in mora risarcitoria (art. 82 GDPR): vi intimo il risarcimento dei danni subiti, materiali e immateriali, consistenti, tra l’altro, nel tempo e nei costi sostenuti per la messa in sicurezza degli account, nei disagi e nel turbamento derivanti dall’esposizione dei dati e dal ritardo nella comunicazione, con riserva di ulteriore specificazione e quantificazione e produzione di idonea documentazione, anche ai fini di una liquidazione equitativa. Termini di riscontro: vi invito a fornire entro 15 giorni riscontro scritto e a formulare una proposta risarcitoria; in difetto, mi riservo di adire l’autorità giudiziaria competente ex art. 79 GDPR e/o di promuovere ulteriori iniziative di tutela individuali o collettive tramite canali consumer dedicati. Canali e referenti: chiedo che ogni riscontro avvenga per iscritto sul canale da me utilizzato e sia inviato anche ai referenti privacy e al DPO indicati nella vostra informativa, riportando il presente oggetto e i riferimenti dell’account. Resto in attesa di vostro puntuale riscontro e degli atti conseguenti, inclusa la trasmissione dell’esito delle analisi forensi relative ai miei dati e della prova delle misure tecniche e organizzative aggiornate. Cordiali saluti.
Truffa
Buongiorno,sono stato truffato da Elencoimprese-itaia ,dopo aver annullato l'abbonamento aperto a mia insaputa ,mi hanno proposto un rimborso di 71,52 euro in data 15 settembre 2025 . Ad oggi tale somma non è stata rimborsata . Ho tutte le corrispondenze email da parte loro e da parte mia . Chiedo aiuto per segnalare questi truffatori e farli chiudere.
addebito pagamento
oggi sul mio conto mi è stato addebitato 29.95 ma non so di che cosa si tratti potete fare qualche cosa per farmeli restituire
Ennesimo sollecito di Parkdepot
Spett.le ParkDepot, con la presente desidero esprimere formale reclamo in merito alla vostra richiesta di pagamento di originali 40 euro per un parcheggio in data 28/10/24, avente come oggetto la presunta trasgressione al parcheggio e contesto fermamente la legittimità della vostra pretesa creditoria contenuta nel sollecito di pagamento . Rilevo, infatti, che le modalità di rilevazione della targa di riconoscimento del veicolo non rispondono ad alcun requisito minimo di legittimità previsto dal nostro ordinamento giuridico e pertanto le immagini eventualmente rilevate da un sistema non omologato né revisionato, come pure le date e gli orari delle rilevazioni, risultando privi dei requisiti minimi di attendibilità, non possono essere utilizzate a scopi sanzionatori o applicativi di qualsivoglia penale contrattuale. Faccio presente al riguardo che i sistemi di rilevazione delle targhe di riconoscimento dei veicoli devono essere qualificati quali strumenti di misura e, come tali, soggetti all’osservanza dei canoni della Metrologia legale in quanto impiegati per scopi legali. Rappresento poi che con l’emanazione della direttiva comunitaria 2004/22/CE del 31.03.2004 relativa agli Strumenti di Misura - meglio conosciuta come direttiva MID (Measuring Instruments Directive) -, recepita con D.Lgs. 02.02.2007, n. 22, in vigore dal 18.03.2007, poi novellata dalla direttiva 2014/32/UE del 26.02.2014, attuata a mezzo del D.Lgs. 19.05.201, n. 84, è stato introdotto nel vigente ordinamento, il principio dei “controlli metrologici legali”, ovvero controlli per motivi di interesse pubblico, sanità pubblica, sicurezza pubblica, ordine pubblico, protezione dell'ambiente, imposizione di tasse e diritti, tutela dei consumatori e lealtà delle transazioni commerciali, intesi a verificare che uno strumento di misura sia in grado di svolgere le funzioni cui è destinato (art.4, comma c) della direttiva MID. La notevole novazione introdotta dalla direttiva MID non è incentrata sullo strumento di misura ex se, bensì sulla sua specifica destinazione d’uso, ed essendo fuor di dubbio che i sistemi di rilevazione aventi lo scopo di effettuare verifiche sulle targhe sono strumenti e/o sistemi di misura finalizzati agli “scopi legali” declinati nella direttiva MID, in quanto destinati a controlli per motivi di transazioni commerciali, sono soggetti all’osservanza dei vigenti canoni della Metrologia legale applicabili. Ebbene, per poter essere utilizzati ai fini anzidetti, tali categorie di strumenti dovranno essere approvati e legalizzati secondo i vigenti canoni metrologici legali della normativa interna nazionale. Al riguardo, lo stesso MIMIT, all’indirizzo Web: https://www.mimit.gov.it/it/metrologia/sistema-digaranzia-della-qualita-82896365, fornisce una dettagliata e precisa procedura, ivi compreso il facsimile di domanda di ammissione alla verificazione metrica ed alla legalizzazione, da presentarsi ai sensi degli artt. 6 e 7 del R.D. 226/1902. Rammento, inoltre, che la ormai costante giurisprudenza in tema di rilevazioni di transiti e targhe a mezzo di sistemi elettronici (da ultima Cassazione n. 10505/24) utilizzati dalla Pubblica Amministrazione, ha sancito la necessità della sottoposizione di qualsivoglia dei suddetti sistemi elettronici di rilevazione al procedimento Ministeriale di omologazione, ciò a pena di illegittimità della rilevazione. E’ quindi facile dedurre che se risulta illegittima la rilevazione di dati ad opera di un sistema elettronico privo della necessaria omologazione utilizzato dalla Pubblica Amministrazione, dovrà a maggior ragione ritenersi parimenti illegittimo un sistema analogo utilizzato da un privato. In conclusione, il sistema da voi utilizzato per l’accertamento della eventuale sosta risulta privo dei requisiti di legalità atti a consentirne l’utilizzo per lo scopo cui è stato da voi destinato e pertanto le rilevazioni da esso effettuate si palesano affette in radice da nullità assoluta, risultando illegittima e infondata, anche sotto il profilo probatorio, l’attività accertativa strumentale svolta a fini contrattuali. Segnalo, inoltre, che: a) l’informativa contrattuale e l’informativa privacy affissi in loco sono incompleti, fuorvianti ed ingannatori; b) il contratto di parcheggio non è affisso in loco né è reperibile sul vs. sito web, con ogni conseguenza in ordine alla nullità della clausola che prevede una tariffa oraria (o “penale” che la si voglia appellare) in quanto palesemente vessatoria giacché contenente la previsione di una tariffa/penale fuori mercato; c) le modalità di conclusione del contratto di parcheggio non rispettano i dettami degli artt. 1336 e 1341 del codice civile in quanto non viene rilasciato alcun biglietto all’ingresso dell’area, la sbarra perennemente alzata e l’inesistenza di altro sistema di blocco non fanno percepire all’utente l’accesso ad un’area vincolata e regolamentata, il rilevamento automatico della sosta avviene da remoto attraverso la registrazione delle immagini delle auto che accedono all’area. Nessun comportamento esplicito viene richiesto all’utente per la conclusione del contratto se non quello di parcheggiare nell’area; d) le informazioni sull’onerosità del servizio di parcheggio sono totalmente ingannatorie atteso che viene dato estremamente maggior risalto alla informazione circa la gratuità del parcheggio per la prima ora rispetto alla onerosissima tariffa applicata dal 60° minuto di parcheggio in poi; e) l’inciso “per la durata massima stabilita” risulta generico e, come tale, non pienamente intelleggibile dal malcapitato utente (che peraltro accede liberamente all’area); f) quand’anche (ragionando per assurdo) le immagini della targa rilevate dal sistema potessero essere ritenute legittime, non potrebbero comunque costituire una valida prova della permanenza continuata del veicolo oltre la durata massima stabilita nell’area da voi indicata, ciò in ragione del fatto che il veicolo ben avrebbe potuto uscire dall’area entro il 60° minuto per poi rientrarvi per una seconda sessione di parcheggio conclusasi entro la durata massima stabilita; g) gli orari di ingresso ed uscita dal parcheggio, essendo stati rilevati da un sistema elettronico privo di qualsivoglia attendibilità metrologica e gestito in completa autonomia da una delle due parti contrattuali, non avendo alcuna affidabilità sono totalmente privi di valore probatorio. In ragione di quanto precede, vi diffido dall’avanzare nei miei confronti ulteriori irricevibili richieste di pagamento segnalandovi che in caso contrario mi vedrò costretto/a a tutelare i miei interessi nelle opportune sedi giudiziari sia civili che penali, queste ultime per la persecuzione del reato previsto e punito dall’art. 640 del Codice Penale. Resto in attesa di un vostro sollecito riscontro scritto e porgo distinti saluti.
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