Bacheca dei reclami
Reclama Facile si propone di instaurare un utile dialogo tra imprese e consumatori per risolvere questi problemi in via amichevole, favorendo il raggiungimento di un accordo condiviso.
Tramite Reclama Facile potrai inviare un reclamo direttamente all’azienda di tuo interesse seguendo la nostra procedura guidata e avrai la possibilità di pubblicare il tuo reclamo sulla nostra Bacheca.
Per avere più dettagli su come aprire un reclamo clicca qui
1. Invia un reclamo all'azienda che ti sta causando un problema
Potrai utilizzare i nostri modelli di lettera per inviare il tuo reclamo direttamente all'azienda
2. Ricevi una notifica quando l'azienda risponde al tuo messaggio
Entra nella tua area personale per leggere la risposta dell'azienda e decidere cosa fare dopo
3. L'azienda non ti ha risposto o ha proposto una soluzione insoddisfacente?
Chiamaci per chiedere il supporto dei nostri avvocati
Limitazione ingiustificata dell’account Amazon
Alla cortese attenzione del Servizio Clienti e del Responsabile della Protezione dei Dati (DPO) Amazon EU S.à r.l. Gentili Signori, con la presente intendo formalizzare un reclamo ufficiale in merito alla limitazione del mio account Amazon ai soli acquisti digitali con particolare riferimento al saldo dei Buoni Regalo associati al mio profilo. In data 17 ottobre 2025, ho ricevuto una comunicazione da parte di Amazon nella quale mi si informava che sul mio account risultavano “numerose richieste di rimborso e resi”, definite come attività insolite. Nella stessa comunicazione si specificava che, qualora tali attività fossero continuate, l’account avrebbe potuto essere soggetto a limitazioni. Successivamente, ho effettuato il reso di tre paia di scarpe acquistate per le mie figlie, che non erano ancora state restituite al momento della limitazione, poiché le taglie risultavano troppo strette. Pochi giorni dopo, mi è stata comunicata la limitazione dell’account ai soli acquisti digitali, motivata genericamente da presunte “violazioni delle politiche di reso e rimborso”. Contesto fermamente tale motivazione, poiché: • non mi è mai stata fornita alcuna comunicazione specifica o documentazione sulle presunte violazioni; • non mi è stato consentito alcun contraddittorio o possibilità di chiarimento prima dell’applicazione della limitazione; • il numero di resi effettuati è pienamente proporzionato al volume dei miei acquisti, che ammontano mediamente a circa 50 ordini mensili, comprendenti beni di consumo quotidiano (alimentari, prodotti per l’infanzia, articoli per la casa, elettronica, ecc.). Se Amazon ha rilevato un’attività ritenuta anomala, è evidente che si tratta di un errore di valutazione o, in ogni caso, di comportamenti posti in essere in buona fede, senza alcuna intenzione di violare le Condizioni d’Uso del servizio. Inoltre, il mio account presenta tuttora un saldo attivo di Buoni Regalo pari a € 317. Alla luce di quanto sopra, chiedo formalmente: 1. il riesame della decisione di limitare il mio account 2. il dettaglio completo e certificato del saldo dei miei Buoni Regalo e dei relativi movimenti; 3. la trasmissione integrale dei dati personali trattati da Amazon in relazione al mio profilo; 4. l’indicazione puntuale delle presunte violazioni contestate. 5. Il ripristino dell’account Mi riservo di presentare segnalazione al Garante per la Protezione dei Dati Personali e di intraprendere ulteriori azioni a tutela dei miei diritti. Resto in attesa di un Vostro sollecito riscontro. Cordiali saluti, Valeria Carluccio
Tentativo di truffa GameLife per articolo mai arrivato
Buongiorno Altroconsumo, vi scrivo per chiedervi aiuto circa una transazione avvenuta di recente con il negozio Gamelife (ex Game Stop Italia), il quale non soltanto si rifiuta di rimborsarmi, ma addirittura tenta di truffarmi fornendomi delle informazioni "viziate" sul loro processo di pesatura dei pacchi. Di seguito elenco la cronistoria dell'accaduto: In data 30/09/25 ho acquistato 2 prodotti presso il negozio online Gamelife. In data 02/10/25 ho ricevuto il primo articolo acquistato (in allegato trovate la foto del pacco ricevuto). In data 16/10/25 scrivo all'assistenza clienti Gamelife per chiedere informazioni sul pacco mancante, la quale mi risponde affermando che all'interno del pacco ricevuto erano già presenti entrambi gli articoli acquistati. A seguito della loro risposta, faccio presente al negozio che all'interno della confezione ricevuta era presente un solo articolo. Mi viene chiesto quindi se il pacco risultasse manomesso al momento della ricezione e di inviargli una fotografia sia del pacco ricevuto che dell'articolo al suo interno, così da poter mandare avanti la richiesta di assistenza (foto che trovate in allegato tra i documenti). Invio a Gamelife le foto richieste affermando che il pacco era perfettamente integro e ben chiuso, il quale però in risposta mi dice che "a seguito di ulteriori controlli confermiamo che gli articoli acquistati erano entrambi presenti nel pacco ricevuto". Ribadisco al negozio che l'articolo presente nel pacco era uno solo e non due, provando a ipotizzare dove potesse essere nato l'errore. Difatti, sul loro sito web l'acquisto di questo articolo era vincolato a un massimo di 2 pezzi per clienti. Poco prima però avevo già acquistato un articolo identico presso un loro negozio fisico tramite la mia tessera cliente, il quale potrebbe aver creato una sorta di "conflitto" al momento della spedizione, risultando così 3 articoli venduti allo stesso cliente. Il negozio ignora il mio tentativo di spiegazioni e mi richiede se il pacco ricevuto fosse stato effettivamente integro al momento della ricezione. Ribadisco che il pacco era integro e che il corriere non ha manomesso il pacco, chiedendo un rimborso parziale o la spedizione dell'articolo mancante. Gamelife ignora ancora una volta il mio scritto chiedendomi di compilare un modulo che faceva riferimento a un'ipotetico smarrimento da parte del corriere incaricato (DHL), di fatto scaricando la responsabilità del tutto a esso con conseguente potere decisionale circa l'accettazione o meno del rimborso richiesto. Rispondo facendo ancora una volta presente che il pacco era integro e che molto probabilmente l'errore è nato nei magazzini Gamelife e non in quelli DHL. Inoltre, faccio presente all'azienda che il peso del pacco presente in etichetta non collima con i prodotti acquistati. Difatti, gli articoli acquistati pesano 100 grammi cadauno e la confezione vuota è anch'essa 100 grammi (dimostrabile nelle foto che trovate in allegato). Sull'etichetta del pacco viene invece riportato "0,2Kg", il quale corrisponde al peso del pacco e al peso di N'1 articolo. Gamelife si limita a ribadire che senza il modulo firmato non è possibile procedere con la pratica. Invio il modulo richiesto firmato a Gamelife, il quale mi risponde così testuale: Gentile Michael, il corriere DHL ci informa che: "la spedizione risulta regolarmente consegnata in data 2/10, alle ore 11.21 Nessuna anomalia o manomissione risulta riscontrata in fase di consegna: in caso contrario, le chiedo cortesemente di farci avere foto del collo, così come è stato ricevuto Ne approfitto anche per ricordarle che eventuali contestazioni devono essere inoltrate a DHL, in forma scritta o telefonica, entro e non oltre 30 (trenta) giorni dalla data di affidamento della spedizione." Sentendomi "preso in giro" dall'azienda rispondo in modo più "vivace" che il corriere non ha alcuna colpa; che a me non interessa lo scambio di mail che avviene tra Gamelife e DHL e che il peso dichiarato sull'etichetta non corrisponde a quanto affermato da Gamelife. A seguito di questo, l'azienda risponde così testuale: Gentile Michael, A seguito delle verifiche interne e del riscontro ricevuto dal nostro corriere DHL, Le confermiamo che la spedizione risulta correttamente consegnata in data 2 ottobre e che non sono state riscontrate anomalie o manomissioni al momento della consegna. L’ordine in oggetto risulta spedito con entrambe le unità acquistate, come indicato anche nella mail di conferma d’ordine e nel documento di trasporto allegato alla spedizione. Inoltre, il peso riportato sulla lettera di vettura (0,2 kg) risulta coerente con il contenuto della spedizione, trattandosi di due prodotti da 100 grammi ciascuno. Non emergono dunque elementi che possano far ritenere un errore di evasione da parte del nostro magazzino o un’anomalia nel processo di spedizione. Comprendiamo il Suo disappunto, tuttavia, in assenza di riscontri oggettivi che attestino una mancanza al momento della consegna, non ci è possibile procedere con alcun rimborso o invio sostitutivo. Rimaniamo a disposizione per eventuali ulteriori chiarimenti, ma, allo stato attuale, la pratica risulta chiusa in quanto la spedizione è stata correttamente eseguita e consegnata. A seguito di questa mail (la quale rappresenta un effettivo tentativo di truffa, in quanto Gamelife sa benissimo che il peso presente in etichetta fa riferimento al peso lordo degli articoli al suo interno + la confezione e non ai soli prodotti acquistati), mi innervosisco ulteriormente, etichettando l'azienda come disonesta nonostante io sia stato un loro cliente fidato per parecchi anni (con spesa media annua di circa 5.000€). Gamelife non ha più risposto. Dopo qualche giorno, su consiglio di un amico legale, chiedo a GameLife la prova del peso registrato dal corriere al momento del ritiro del pacco (se il peso in etichetta di 0.2Kg rappresentasse realmente il peso netto degli articoli acquistati, sul documento di ritiro di DHL dovrebbe apparire 0.3Kg, confermando quanto affermato da Gamelife. Se così non fosse invece e se il peso registrato da DHL fosse lo stesso presente in etichetta, la ragione sarebbe la mia, in quanto il peso corrisponde a quanto da me dichiarato). Anche in questo caso però Gamelife non ha più risposto. Chiedo il vostro intervento per non darla vinta a un'azienda che sta effettivamente cercando di truffare un suo cliente per non ammettere l'errore commesso (parliamo di un articolo da 60€ Cad, davvero grottesca la situazione). Se possibile, vorrei che questa storia venisse riportata sulla vostra bacheca e su tutti gli eventuali organi di informazione da voi conosciuti. Grazie mille.
Spedizione in estremo ritardo
Buongiorno. Il 26 Ottobre, ho venduto una chitarra - come privato collezionista - su Reverb.com, un sito specializzato alla compravendita di strumenti musicali usati e non. Al seguito del pagamento, ho immediatamente spedito il pacco al compratore, residente in Belgio, dall'Italia presso la mia residenza, tramite il vettore SDA/Poste Italiane, servizio Poste Delivery Europe. La chitarra è di alto valore, si parla di più di 4000 euro di valore nel mercato dell'usato, e mi è stata pagata 4200 euro, correttamente incassati. La spedizione che ho effettuato aveva come accessori una assicurazione per 3000 euro (il massimo che Poste Italiane permette di inserire), ed aveva un valore dichiarato di 4000 euro. Il pacco è stato preparato a regola d'arte, con doppia scatola fra le quali vi sono materiali di imballaggio a protezione ulteriore. La spedizione era garantita in consegna entro 5gg lavorativi, ma dopo 10gg non si hanno più nuove scansioni del pacco, che risulta ancora a Milano, in data 29 Ottobre, al centro scambi internazionali. Contattata Poste Italiane, non è in grado di fornire alcuna informazione utile al riguardo. L'urgenza di risolvere deriva dal fatto che Reverb.com difende primariamente (e giustamente) il compratore, che ha il diritto di chiedere completo rimborso, se entro 14gg dall'ultima scansione del pacco, non sia stato ancora consegnato. Considerando l'ultima scansione, ne sono già passati 6 dall'ultima scansione, e 10 dalla spedizione. Contattata Poste Italiane una seconda volta, mi veniva suggerito di inviare reclamo, tramite il portale stesso, perché il centralino non ha alcuno strumento di verifica, diverso da quello che io stesso sono in grado di verificare tramite il tracking online. Reclamo che ho provveduto ad inviare, allegando anche la fattura di Reverb.co, e tutta la descrizione della situazione. Purtroppo il reclamo, per ora, risulta inutile in quanto la pagina web per seguire l'andamento dei reclami, restituisce errori dopo l'inserimento del codice di reclamo assegnatomi. A questo punto mi trovo in una situazione estremamente difficile, con il compratore che perde la pazienza, Reverb.com che potrebbe richiedere un rimborso a breve, e il sottoscritto che ha dato in mano una chitarra di altissimo valore a Poste Italiane, che non è in grado di tracciare o consegnare come da contratto. L'ultima cosa che vorrei sentirmi dire è che la mia chitarra è andata persa e così il miei soldi.
Smartphone diverso da quello ordinato
Buongiorno, due ore fa, sull'elenco del comparatore di smartphone XIAOMI, ho cliccato direttamente sul pulsante "acquista" per procedere all'acquisto di uno smartphone XIAOMI REDMI NOTE 14PRO 5G con 256GB 8GB al prezzo di € 188,06. In tal modo ho avuto accesso al sito di BPM dove ho proceduto all'acquisto tramite carta di credito. Riguardando le specifiche del modello acquistato ho rilevato che è abilitato alla rete 4G e non 5G, come specificato sul comparatore di Altroconsumo. Ho inviato una mail all'azienda che mi ha risposto "Gentile cliente, il prodotto da lei acquistato dovrebbe essere 4G ma le alleghiamo la pagina del prodotto direttamente del produttore per avere tutte le informazioni tecniche del prodotto, https://www.mi.com/it/product/redmi-note-14-pro/". Le informazioni tecniche non indicano la rete cui può accedre il prodotto, che altrimenti non avrei acquistato se non fosse abilitato alla rete 5G. Chiedo come mai si possa verificare questo disguido e come posso venirne fuori. Grazie
Consegna del telefono
Ho acquistato il 2 novembre 2025 un iPhone 17 su Illiad con finanziamento Younited pay tutto confermato , Illiad mi manda un e-mail che entro 5 giorni arriverà il telefono a domicilio ma ad oggi 6 novembre con un controllo alla mia aria personale Illiad tutto validato e ancora in valido senza nemmeno un tracciamento del del prodotto assurdo
Cassettiera difettosa
Buongiorno ho contattato mondo convenienza perché ho acquistato una cassettiera (tutto l'arredamento della casa), che presenta gonfiamenti e macchie di umidità. L'operatrice ha incolpato l'ambiente in cui vivo, tengo a precisare e sottolineare che la mia casa è nuova e non presenta alcun segno di umidità, soprattutto in camera da letto dove è posizionata la cassettiera. Non si sembra giusto e corretto addossare la colpa a me per un difetto di materiale, del resto tutto l'arredamento ne avrebbe risentito!!! Cordiali saluti.
addebito pagamento
oggi sul mio conto mi è stato addebitato 29.95 ma non so di che cosa si tratti potete fare qualche cosa per farmeli restituire
Non credibile e affidabile
Spett.GARANZIA 3, Sono titolare dell’assistenza specificato in allegato. RITIRO PRODOTTO E NESSUNA NOTIZIA IN MERITO. Dopo un mese dal ritiro dello smart tv non ho notizie in merito all’assistenza del suddetto. Scorretti e non professionali. In mancanza di un riscontro entro 7 giorni dal ricevimento della presente, non esiterò ad adire le vie legali a tutela dei miei diritti.
Ennesimo sollecito di Parkdepot
Spett.le ParkDepot, con la presente desidero esprimere formale reclamo in merito alla vostra richiesta di pagamento di originali 40 euro per un parcheggio in data 28/10/24, avente come oggetto la presunta trasgressione al parcheggio e contesto fermamente la legittimità della vostra pretesa creditoria contenuta nel sollecito di pagamento . Rilevo, infatti, che le modalità di rilevazione della targa di riconoscimento del veicolo non rispondono ad alcun requisito minimo di legittimità previsto dal nostro ordinamento giuridico e pertanto le immagini eventualmente rilevate da un sistema non omologato né revisionato, come pure le date e gli orari delle rilevazioni, risultando privi dei requisiti minimi di attendibilità, non possono essere utilizzate a scopi sanzionatori o applicativi di qualsivoglia penale contrattuale. Faccio presente al riguardo che i sistemi di rilevazione delle targhe di riconoscimento dei veicoli devono essere qualificati quali strumenti di misura e, come tali, soggetti all’osservanza dei canoni della Metrologia legale in quanto impiegati per scopi legali. Rappresento poi che con l’emanazione della direttiva comunitaria 2004/22/CE del 31.03.2004 relativa agli Strumenti di Misura - meglio conosciuta come direttiva MID (Measuring Instruments Directive) -, recepita con D.Lgs. 02.02.2007, n. 22, in vigore dal 18.03.2007, poi novellata dalla direttiva 2014/32/UE del 26.02.2014, attuata a mezzo del D.Lgs. 19.05.201, n. 84, è stato introdotto nel vigente ordinamento, il principio dei “controlli metrologici legali”, ovvero controlli per motivi di interesse pubblico, sanità pubblica, sicurezza pubblica, ordine pubblico, protezione dell'ambiente, imposizione di tasse e diritti, tutela dei consumatori e lealtà delle transazioni commerciali, intesi a verificare che uno strumento di misura sia in grado di svolgere le funzioni cui è destinato (art.4, comma c) della direttiva MID. La notevole novazione introdotta dalla direttiva MID non è incentrata sullo strumento di misura ex se, bensì sulla sua specifica destinazione d’uso, ed essendo fuor di dubbio che i sistemi di rilevazione aventi lo scopo di effettuare verifiche sulle targhe sono strumenti e/o sistemi di misura finalizzati agli “scopi legali” declinati nella direttiva MID, in quanto destinati a controlli per motivi di transazioni commerciali, sono soggetti all’osservanza dei vigenti canoni della Metrologia legale applicabili. Ebbene, per poter essere utilizzati ai fini anzidetti, tali categorie di strumenti dovranno essere approvati e legalizzati secondo i vigenti canoni metrologici legali della normativa interna nazionale. Al riguardo, lo stesso MIMIT, all’indirizzo Web: https://www.mimit.gov.it/it/metrologia/sistema-digaranzia-della-qualita-82896365, fornisce una dettagliata e precisa procedura, ivi compreso il facsimile di domanda di ammissione alla verificazione metrica ed alla legalizzazione, da presentarsi ai sensi degli artt. 6 e 7 del R.D. 226/1902. Rammento, inoltre, che la ormai costante giurisprudenza in tema di rilevazioni di transiti e targhe a mezzo di sistemi elettronici (da ultima Cassazione n. 10505/24) utilizzati dalla Pubblica Amministrazione, ha sancito la necessità della sottoposizione di qualsivoglia dei suddetti sistemi elettronici di rilevazione al procedimento Ministeriale di omologazione, ciò a pena di illegittimità della rilevazione. E’ quindi facile dedurre che se risulta illegittima la rilevazione di dati ad opera di un sistema elettronico privo della necessaria omologazione utilizzato dalla Pubblica Amministrazione, dovrà a maggior ragione ritenersi parimenti illegittimo un sistema analogo utilizzato da un privato. In conclusione, il sistema da voi utilizzato per l’accertamento della eventuale sosta risulta privo dei requisiti di legalità atti a consentirne l’utilizzo per lo scopo cui è stato da voi destinato e pertanto le rilevazioni da esso effettuate si palesano affette in radice da nullità assoluta, risultando illegittima e infondata, anche sotto il profilo probatorio, l’attività accertativa strumentale svolta a fini contrattuali. Segnalo, inoltre, che: a) l’informativa contrattuale e l’informativa privacy affissi in loco sono incompleti, fuorvianti ed ingannatori; b) il contratto di parcheggio non è affisso in loco né è reperibile sul vs. sito web, con ogni conseguenza in ordine alla nullità della clausola che prevede una tariffa oraria (o “penale” che la si voglia appellare) in quanto palesemente vessatoria giacché contenente la previsione di una tariffa/penale fuori mercato; c) le modalità di conclusione del contratto di parcheggio non rispettano i dettami degli artt. 1336 e 1341 del codice civile in quanto non viene rilasciato alcun biglietto all’ingresso dell’area, la sbarra perennemente alzata e l’inesistenza di altro sistema di blocco non fanno percepire all’utente l’accesso ad un’area vincolata e regolamentata, il rilevamento automatico della sosta avviene da remoto attraverso la registrazione delle immagini delle auto che accedono all’area. Nessun comportamento esplicito viene richiesto all’utente per la conclusione del contratto se non quello di parcheggiare nell’area; d) le informazioni sull’onerosità del servizio di parcheggio sono totalmente ingannatorie atteso che viene dato estremamente maggior risalto alla informazione circa la gratuità del parcheggio per la prima ora rispetto alla onerosissima tariffa applicata dal 60° minuto di parcheggio in poi; e) l’inciso “per la durata massima stabilita” risulta generico e, come tale, non pienamente intelleggibile dal malcapitato utente (che peraltro accede liberamente all’area); f) quand’anche (ragionando per assurdo) le immagini della targa rilevate dal sistema potessero essere ritenute legittime, non potrebbero comunque costituire una valida prova della permanenza continuata del veicolo oltre la durata massima stabilita nell’area da voi indicata, ciò in ragione del fatto che il veicolo ben avrebbe potuto uscire dall’area entro il 60° minuto per poi rientrarvi per una seconda sessione di parcheggio conclusasi entro la durata massima stabilita; g) gli orari di ingresso ed uscita dal parcheggio, essendo stati rilevati da un sistema elettronico privo di qualsivoglia attendibilità metrologica e gestito in completa autonomia da una delle due parti contrattuali, non avendo alcuna affidabilità sono totalmente privi di valore probatorio. In ragione di quanto precede, vi diffido dall’avanzare nei miei confronti ulteriori irricevibili richieste di pagamento segnalandovi che in caso contrario mi vedrò costretto/a a tutelare i miei interessi nelle opportune sedi giudiziari sia civili che penali, queste ultime per la persecuzione del reato previsto e punito dall’art. 640 del Codice Penale. Resto in attesa di un vostro sollecito riscontro scritto e porgo distinti saluti.
Contestazione tre richieste di pagamento - Parcheggio Corso Milano Verona
Importo contestato: 135€ (45€ x 3) Targa veicolo: GN849TJ CONTESTO Ho ricevuto tre richieste di pagamento per soste presso il parcheggio Corso Milano 124, Verona, nelle date 17/09/2025, 25/09/2025 e 01/10/2025. Parkdepot mi addebita 40€ di penale + 5€ di mora per aver superato il limite di sosta gratuita di soli 10-14 minuti (durate effettive: 1h11min, 1h13min, 1h14min). MOTIVI DELLA CONTESTAZIONE 1. Mancata informazione preventiva: Frequento il parcheggio per consuetudine. Non era presente cartellonistica visibile che indicasse il cambio di gestione. Un consumatore deve essere informato delle regole prima di essere sanzionato. 2. Penale uniforme nonostante impegni Autorità Garante: Parkdepot ha dichiarato all'AGCM di aver implementato un "sistema a due scaglioni" differenziato per durata. Invece mi applica 40€ fissi per tutti i superamenti (10-14 minuti), violando la trasparenza dichiarata. 3. Mora applicata senza preavviso (violazione 01/10/2025): Per la terza violazione, Parkdepot ha aggiunto 5€ di mora senza mai inviarmi la comunicazione originale. Ho ricevuto direttamente il sollecito datato 30/10/2025 con mora già inclusa, senza alcuna possibilità di pagare prima. 4. Sproporzione della penale: 40€ per 10-14 minuti di superamento sono sproporzionati rispetto al danno effettivo. RICHIESTA Chiedo l'annullamento delle tre richieste di pagamento per le motivazioni sopra esposte. In particolare, la terza richiesta è illegittima per violazione del diritto al contraddittorio. Resto disponibile per documentazione aggiuntiva e richiedo supporto legale per eventuale ricorso formale data la scadenza di pagamento al 14-20 novembre 2025. Cordiali saluti, R.B.
Hai bisogno di aiuto?
I nostri avvocati esperti in diritto del consumo sono a disposizione dei nostri soci per fornire un consiglio personalizzato
Chiama il nostro servizio
I nostri avvocati sono disponibili dal lunedì al venerdì, dalle 9:00 alle 12:30 e dalle 13:00 alle 17:00 (il venerdì fino alle 16:00).
Sei un'azienda?
Sei un consumatore?
