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Dal 1° settembre addio al superticket sanitario

Dal 1° settembre arriva lo stop al superticket sanitario in tutta Italia. Viene così abolita la quota variabile applicata alle prestazioni del Sistema Sanitario Nazionale, secondo quanto previsto dall'ultima finanziaria. Quasi ovunque per ogni ricetta si spenderà al massimo 36.15€ e, in alcune regioni, i cittadini arriveranno a risparmiare fino a 30€ a ricetta.

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31 agosto 2020
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L'ultima manovra finanziaria ha introdotto, tra le altre, anche l'abolizione del superticket sanitario. Dopo l'Emilia Romagna, sarà la Lombardia la prima in Italia a eliminare questa quota a partire dal prossimo 1° marzo, nelle altre regioni, invece, bisognerà aspettare il 1° settembre 2020. In ambito lombardo il superticket era già stato ridotto nel 2018 ed eliminato per alcune fasce di utenti, arrivando a una quota massima di 15 euro per singola ricetta. Ecco qualche esempio di come cambieranno i costi di alcune prestazioni a partire dal 1° marzo:

Prestazione Costo fino al 29 febbraio (in euro) Valore superticket (in euro)  Costo dal 1° marzo (in euro)
Gastroscopia 51 15 36
Visita specialistica (prima visita) 28,50 6 22,50
Elettrocardiogramma 14,60 3 11,60

Cos'è il ticket sanitario

Ogni volta che un cittadino, in possesso di una ricetta del Sistema Sanitario Nazionale (SSN), usufruisce di una prestazione paga un ticket. Il ticket varia a seconda del valore della prestazione (al massimo è di 40 euro) ed è diverso da regione a regione. Non tutti sono tenuti al pagamento, infatti alcuni cittadini sono esenti dal ticket.

Cos'è il superticket sanitario

Il superticket sanitario, introdotto nel 2011, è un'aggiunta al ticket già pagato: 10 euro (definiti a livello forfettario) in più su ogni ricetta per le prestazioni ambulatoriali (visite ed esami specialistici). Ogni regione poi ha avuto la facoltà di applicarlo in modo differente. Alcune, come la Liguriahanno applicato direttamente i 10 euro sulla ricetta. Questo ha comportato che prestazioni a costo contenuto, come gli esami di laboratorio di base o le radiografie, abbiano avuto improvvisamente aumenti del 30-40%, rendendo così il privato molto competitivo. In Toscana il superticket è invece proporzionale al reddito e può arrivare a 30 euro per redditi superiori a 100 mila euro. In altre come Lombardia e Piemonte è proporzionale al valore della ricetta. Inizialmente poteva arrivare a un massimo di 30 euro: in questo modo ogni ricetta poteva arrivare a un costo massimo di 66 euro (36 euro di ticket più 30 euro di superticket), oggi però l’importo massimo è stato ridotto a 15 euro. Anche altre regioni hanno introdotto misure importanti per ridurre l’impatto del superticket, aumentando le quote di esenti, come nel Lazio dove gli over 60 da questa estate non lo pagano più, o addirittura eliminato del tutto (Emilia romagna, Sardegna, Valle d'Aosta, nella provincia di Trento e Bolzano e in Basilicata).

Eliminare il superticket, un vantaggio per tutti

L’introduzione del superticket ha portato nel 2012 a un calo del 17,2% delle prestazioni erogate dal Sistema Sanitario Nazionale. Una parte di queste prestazioni è stata assorbita dal settore privato (che negli anni è diventato sempre più competitivo), ma una parte invece corrisponde alla rinuncia dei cittadini. Le regioni, attingendo a propri fondi, lo hanno via via ridotto negli anni. Ora, grazie all'ultima manovra finanziaria, è stato eliminato completamente e per tutti, appianando così anche le forti disparità regionali.