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Vaccini obbligatori, basterà l'autocertificazione

06 luglio 2018
vaccini

06 luglio 2018

Dopo aver annunciato una possibile proroga alla scadenza del 10 luglio, i Ministeri della Salute e dell’Istruzione annunciano che per l’iscrizione all’anno scolastico 2018-2019 resterà valida l’autocertificazione. Vediamo quali sono le scadenze e gli obblighi imposti dal decreto legge dello scorso anno.

In questi giorni si sono riaccesi i riflettori sui vaccini obbligatori. Il ministro della Salute Giulia Grillo, dopo aver valutato la possibilità di prorogare la scadenza del 10 luglio (termine entro cui i genitori avrebbero dovuto dimostrare di essere in regola con i vaccini obbligatori) ha annunciato che per l'iscrizione all’anno scolastico 2018-2019 resterà valido lo strumento dell'autocertificazione. Parliamo dei 10 vaccini obbligatori per legge, su cui sin da subito abbiamo espresso la nostra opinione, inviando una lettera alla Commissione Igiene e Sanità del Senato.

I termini per presentare i documenti o le autocertificazioni

Secondo le precedenti disposizioni ufficiali dei Ministeri della Salute e dell’Istruzione, il 10 luglio era il termine entro il quale i genitori che avevano autocertificato la posizione vaccinale dei propri figli dovevano dimostrare alle scuole di aver fatto somministrare ai propri bimbi tutti i vaccini obbligatori o almeno di aver fatto richiesta ufficiale alla propria aziende sanitaria. Come? Presentando i libretti e certificati vaccinali oppure l'email in cui si attesta di aver preso appuntamento presso il centro vaccinale locale. Secondo le nuove indicazioni ministeriali, invece, saranno ritenute valide le autocertificazioni dell’avvenuta vaccinazione dei figli già depositate nel corso dell’anno. In caso di somministrazione di nuove vaccinazioni o di richiami, sarà sufficiente ricorrere a una nuova autocertificazione.

Cosa succede se non rispetti i termini

La legge, però, non viene abolita e le autocertificazioni false sono passibili di tutte le sanzioni previste: dalla multa all’esclusione dei bimbi dalla frequentazioni di nidi e asili. A partire dalla scuola elementare, invece, eventuali inadempienze comporteranno solo la sanzione, ma non impediranno la frequentazione dell’anno scolastico.  Queste disposizioni valgono unicamente per l’anno scolastico 2018-2019. Le date e gli obblighi previsti dal decreto rimangono quindi gli stessi per l’anno 2019-2020, a meno che nel frattempo non venga cambiata la norma.

Le scadenze da rispettare il prossimo anno

Già per gli iscritti all’anno 2018-2019, la procedura di verifica può aver seguito un iter più semplice nelle regioni con anagrafi vaccinali pienamente implementate. Secondo questa procedura “semplificata”, da attuare entro l’anno 2019-2020, le scuole non chiedono più la documentazione ai genitori al momento dell’iscrizione. Sono i dirigenti scolastici a trasmettere alle aziende sanitarie, entro il 10 marzo di ogni anno, l’elenco completo degli iscritti all’anno scolastico successivo. Le Asl verificano gli elenchi entro il 10 giugno, indicando alle scuole chi non è in regola con gli obblighi vaccinali. Nell’arco di dieci giorni, i presidi contattano i genitori risultati inadempienti invitandoli a presentare libretti e certificati vaccinali entro e non oltre il 10 luglio. Nelle regioni dove non si ricorrere a questa procedura “semplificata”, i genitori sono tenuti a fornire la documentazione necessaria all’atto di perfezionamento dell’iscrizione. Tutti coloro che fanno ricorso a un'autocertificazione al momento dell’iscrizione, devono corroborare la propria posizione con documento idoneo o una richiesta formale di appuntamento alle Asl entro il 10 luglio. Solo per l’anno scolastico 2018-2019 saranno ritenute valide le autocertificazioni che dichiarino l’avvenuta somministrazione dei vaccini non risultanti all’anagrafe vaccinale, oppure le dichiarazioni sostitutive di prenotazione delle vaccinazioni. Anche in questo caso, chi non si risulterà in regola e avrà dichiarato il falso, rischierà le sanzioni previste.

Quali obblighi prevede il decreto

Il decreto legge del 7 giugno 2017 ha fissato a 10 le vaccinazioni obbligatorie richieste a bambini e ragazzi fino ai 16 anni.  Delle dodici inizialmente previste dal Ministero della Salute, cadono le due vaccinazioni contro i meningococchi B e C, che sono invece solo raccomandate e offerte gratuitamente secondo le regole del calendario vaccinale ministeriale. Questi cambiamenti, in parte, tengono in considerazione le osservazioni che avevamo inviato alla Commissione Igiene e Sanità del Senato. La legge prevede che entro il termine della scadenza per l’iscrizione bisogna presentare la documentazione che attesta l’avvenuta somministrazione dei vaccini, cioè il libretto o certificato delle vaccinazioni, oppure dimostrare di aver programmato le vaccinazioni con la Asl. La documentazione comprovante può anche essere sostituita da un’autocertificazione. Essere in regola con le vaccinazioni è un requisito per poter accedere agli asili nido, alle scuola materne e ai connessi servizi integrativi, compresi quelli privati. Per quanto riguarda invece le scuole dell’obbligo, cioè elementari, medie, i primi due anni delle superiori ed i centri di formazione professionale, l’inadempimento alle vaccinazioni non preclude l’ingresso in classe: i ragazzi potranno frequentare l’anno scolastico, ma i genitori possono andare incontro ad alcune sanzioni.

L'ABC delle vaccinazioni obbligatorie

Qui puoi trovare risposta alle domande più comuni, da quali sono le vaccinazioni obbligatorie, chi deve farle e quante e quali conseguenze comporta l’inadempienza.

Quali sono le vaccinazioni obbligatorie

Le vaccinazioni obbligatorie per bambini e ragazzi fino a 16 anni (per precisione, 16 anni e 364 giorni) sono 10. Poiché molte di queste non sono disponibili singolarmente, ma solo come formulazioni combinate, ecco quali sono i vaccini solitamente somministrati nei centri vaccinali:

  • vaccino esavalente: viene somministrato ai bambini che hanno compiuto il secondo mese di vita, con tre dosi distribuite nell’arco del primo anno d’età, come da calendario ministeriale. Le vaccinazioni comprese sono sei: anti-poliomielitica, anti-difterica, anti-tetanica, anti-epatite B, anti-pertosse e anti Haemophilus influenzae di tipo B. Per i richiami di difterite, tetano, pertosse e poliomielite eseguiti in età scolare sono utilizzate altre formulazioni combinate;
  • vaccino trivalente MPR: questo vaccino, somministrato tra il 13° e il 15° mese di vita, con rivaccinazione nel sesto anno, protegge contro morbillo, parotite e rosolia;
  • vaccino contro la varicella: questa vaccinazione potrà essere somministrata con un vaccino monovalente (quindi da sola) o all'interno di una formulazione quadrivalente che associa l’anti-varicella al trivalente MPR.

L’obbligatorietà è prevista per tutte le dosi necessarie per queste vaccinazioni e per tutti i richiami. Il Ministero rivaluterà periodicamente l’obbligatorietà ogni tre anni, sulla base dei dati epidemiologici e delle coperture vaccinali. Ma non per tutti i vaccini: quelli contro morbillo, parotite, rosolia e varicella saranno infatti obbligatori per i prossimi tre anni, al termine dei quali si potrà disporre la cessazione o la conferma dell’obbligatorietà per una o più di questi. Per gli altri sei, invece, l’obbligo è permanente.

I bambini che devono fare tutte e dieci le vaccinazioni obbligatorie

No, non tutti. La nuova legge prevede che al momento dell’iscrizione ad asili e scuole, i bambini e i ragazzi fino ai 16 anni (per precisione, 16 anni e 364 giorni) devono essere in regola con le vaccinazioni, pena l'esclusione dai nidi e sanzioni, ma il numero e il tipo di vaccinazioni richieste varia a seconda dell’anno di nascita del bambino, in funzione del piano vaccinale in vigore all’epoca. In sintesi:

  • i nati tra il 2001 e il 2016 devono essere in regola con 9 vaccinazioni: quelle comprese nel vaccino esavalente e nel trivalente (anti morbillo, parotite e rosolia);
  • i nati dal 2017 devono essere in regola con tutte e 10 le vaccinazioni, compresa quindi quella anti-varicella.
Quali sono le vaccinazioni gratuite

Tutte e dieci le vaccinazioni obbligatorie - cioè tutte le dosi e i richiami necessari – sono somministrate gratuitamente ai bambini e i ragazzi nati dal 2001 in poi, secondo lo schema sopra illustrato, presso gli uffici preposti delle aziende sanitarie locali. Quindi, anche se un genitore non ha fatto vaccinare il proprio figlio in passato, non deve pagare la vaccinazione obbligatoria mancante.

Le vaccinazioni raccomandate incluse nel calendario vaccinale ministeriale, come quelli contro i meningococchi, gli pneumococchi o i papillomavirus, solo per fare qualche esempio, non sono invece gratuite per tutti, ma solo per i bambini invitati dai centri vaccinali, secondo quanto previsto dal piano vaccini nazionale. Nello specifico: le vaccinazioni anti-meningococco C e quella anti-pneumococcica sono gratis per i bambini nati dal 2012 secondo le modalità di offerta del calendario vaccinale. I nati dal 2017 ricevono gratuitamente anche quella anti-meningococco B e quella anti-rotavirus, da effettuarsi nei primi mesi di vita.

La vaccinazione anti-papillomavirus è invece offerta, ormai da qualche anno, alle ragazze che hanno compiuto gli undici anni (ufficialmente, a livello nazionale, dal 2012), mentre agli undicenni maschi viene offerta gratuitamente a partire dal 2017.

Sempre dal 2017 parte l’offerta gratuita della vaccinazione anti-meningococchi ACWY agli adolescenti.

Chi non rientra nell’offerta gratuita può però mettersi in contatto con il centro vaccinale della propria Azienda sanitaria per sapere se sono previsti prezzi calmierati e forme di compartecipazione per accedere a queste vaccinazioni. È comunque sempre possibile acquistarle in farmacia dietro ricetta del pediatra o medico curante.

I vaccini monovalenti e i vaccini combinati disponibili

I vaccini le cui formulazioni combinano più vaccinazioni - cioè raggruppano più antigeni che ci immunizzano da più malattie infettive - hanno nel tempo sostituto le formulazioni monovalenti, con l’intento di ridurre le sessioni vaccinali e le punture. Questo negli anni ha comportato l’irreperibilità di vaccini singoli – monocomponente - lasciando disponibili solo formulazioni plurivalenti, creando un problema qualora combinassero vaccinazioni considerate obbligatorie nel nostro paese con vaccinazioni per noi facoltative (l’esempio più famoso è l’esavalente, che univa l’anti-pertosse e l’anti-emofilo alle quattro vecchie vaccinazioni obbligatorie). Questo ha sempre generato problemi, dissapori, ma anche coperture disomogenee: per questo motivo, la legge prevede una novità, cioè che le Regioni possano includere nelle gare d’acquisto anche vaccini in formula monocomponente, utili per fare singole vaccinazioni mancanti, o formulazioni combinate in cui sia assente l’antigene per cui il minore risulti già immunizzato naturalmente, condizione che esenta dalla specifica vaccinazione. Poiché però sono di difficile reperibilità sul mercato, se non addirittura assenti in Italia (come nel caso di vaccini monocomponente contro difterite, pertosse, morbillo, rosolia o parotite), oltre che più onerosi per lo Stato rispetto alle formulazioni combinate, i vaccini monocomponente potranno essere acquistati solo nei limiti delle possibilità del Servizio sanitario. Questo significa che ove specifici vaccini (monocomponente o parzialmente combinati) non siano acquistabili, la vaccinazione sarà comunque eseguita con i vaccini multicomponente disponibili, non esistendo di fatto reali controindicazioni. L’agenzia italiana del farmaco pubblicherà sul suo sito quali di questi sono disponibili.

Quali sono le vaccinazioni non obbligatorie

Le due vaccinazioni contro i meningococchi di gruppo C e di gruppo B non sono più comprese nel provvedimento e non saranno più richieste obbligatoriamente per l’iscrizione dei bambini ad asili e scuole. Verranno comunque offerte attivamente e gratuitamente a tutti i nuovi nati, poiché comprese nel calendario vaccinale in vigore a livello nazionale.

Dal provvedimento rimangono fuori altre due vaccinazioni per l'infanzia, quale quella anti-rotavirus e l’anti-pneumococcica: la prima è offerta gratuitamente da quest’anno ai nuovi nati secondo il nuovo piano vaccini 2017, mentre la seconda è offerta a tutti i nuovi nati già dal precedente calendario nazionale risalente al 2012, che l'aveva introdotta. Rimane fuori anche la vaccinazione anti-HPV, offerta gratuitamente a maschi e femmine adolescenti di undici anni compiuti, e la vaccinazione contro i meningococchi ACWY (unica formulazione quadrivalente), offerta agli adolescenti dai dodici anni d'età, gratuitamente su tutto il territorio italiano, sempre secondo quanto disposto da quest’anno dal più recente Piano Vaccinazioni. Prima di questo provvedimento le uniche vaccinazioni considerate obbligatorie erano quelle contro poliomielite, difterite, tetano ed epatite B. Tutte le altre venivano considerate solo come raccomandate, cioè per legge facoltative, ma caldamente raccomandate per il loro valore sanitario.

In quali casi è possibile non vaccinarsi

In alcuni casi, bambini e ragazzi possono essere esonerati dall’obbligo di vaccinazione per iscriversi a scuola. Per esempio se il bambino non è stato vaccinato, ma ha già avuto la malattia naturale. In questi casi, il genitore deve farsi attestare tale circostanza dal pediatra (“avvenuta malattia naturale”) o dal medico curante attraverso una certificazione (che il medico dovrà rilasciare gratuitamente) anche corredata da analisi del sangue indicative dell’avvenuta malattia (che al contrario non saranno gratuite). In alternativa, è sufficiente presentare copia della notifica di malattia infettiva che il pediatra o il medico di base ha effettuato alla Asl al tempo della diagnosi (notifica prevista dalla legge). Questa notifica è disponibile presso i Servizi di Igiene Pubblica delle Aziende Sanitarie locali. Basterà presentare questo certificato per essere in regola.

Le eventuali vaccinazioni mancanti possono essere somministrate ricorrendo a formulazioni prive del componente antigenico specifico relativo alla malattia già contratta o con vaccini multicomponente qualora non esista controindicazione. È bene infatti ricordare che l’aver contratto la malattia non è necessariamente una controindicazione: anzi, vaccinare potrebbe funzionare da “richiamo” e rafforzare la protezione. Ricordiamo anche che non esistono esami di laboratorio utili o altro tipo di accertamenti pre-vaccinali, cioè da effettuarsi di routine prima della vaccinazione, allo scopo di individuare condizioni che controindichino la vaccinazione.

L'esonero dall'obbligo di vaccinazione, permanente o temporaneo è previsto anche in caso di accertato pericolo per la salute. Questo è possibile solo in determinate circostanze, cioè quelle condizioni cliniche documentabili che controindichino la vaccinazione, per sempre o solo per un periodo di tempo. Tali condizioni devono essere attestate dal medico di base o dal pediatra, in coerenza con le indicazioni fornite dal Ministero nella Guida alle controindicazioni alle vaccinazioni. Anche in questo caso, l’attestazione deve essere rilasciata dal medico gratuitamente. I minori con controindicazioni assolute alla vaccinazione saranno inseriti in classi nella quali sono presenti soltanto minori vaccinati o immuni per malattia naturale.

Tutte queste certificazioni - l’immunità da malattia, l’omissione permanente o il differimento della vaccinazione - devono essere presentate entro il termine per l’iscrizione ad asili e scuole.

È possibile fare un’autocertificazione?

Al momento dell’iscrizione è anche possibile autocertificare l'avvenuta vaccinazione o l’esonero, ma la documentazione dovrà comunque essere prodotta nel corso dell'anno scolastico entro il 10 luglio di ogni anno. La mancata presentazione verrà segnalata, entro dieci giorni successivi, dai dirigenti scolastici all’azienda sanitaria.  Per l’anno scolastico 2018-2019 è stata introdotta un’eccezione, per cui non è necessario comprovare le autocertificazioni, che restano utili al fine dell’iscrizione. Nell’eccezione è prevista anche la possibilità di autocertificazione della richiesta di appuntamento, ma solo nelle regioni con anagrafi vaccinali: vi si può ricorre entro il 10 luglio per giustificare una presunta inadempienza rilevata dalle Asl durante i controlli degli iscritti.

Quali sono rischi per chi non è in regola

I bambini non in regola con quanto previsto dal decreto non posono essere iscritti e frequentare asili nido, scuole materne e altri servizi per l'infanzia, sia pubblici sia privati. L'obbligo di vaccinazione vale anche alle elementari, alle medie e nei primi due anni delle scuole superiori (fino a 16 anni e 364 giorni) e degli istituti professionali. In questo caso, però, l’inadempienza non precluderà l'iscrizione, ma potrà comportare sanzioni economiche per i genitori e i tutori.

La Asl, prima di sanzionare i genitori, contatta la famiglia per un appuntamento e un colloquio informativo, indicando modalità e tempi per effettuare le vaccinazioni. La famiglia ha qualche giorno per rispondere all’Asl e mettersi in regola. Se non si presentano al colloquio con l’Asl, oppure dopo l’incontro decidono di non far vaccinare, l’azienda sanitaria può contestare formalmente l’inadempimento dell’obbligo e comminare una sanzione amministrativa pecuniaria variabile dai 100 ai 500 euro.

Le sanzioni

La sanzione, applicata in un’unica soluzione, viene determinata tenendo conto del numero di vaccinazioni omesse. In caso di inadempimento, la multa non viene data di nuovo all’inizio di ogni anno scolastico: in sostanza, una volta presa la sanzione per non aver fatto una vaccinazione, questa non viene comminata ripetutamente fino a quando la vaccinazione non viene effettuata. Una nuova multa può però essere data per ogni richiamo non effettuato e per ogni nuova vaccinazione non effettuata. Pagare la multa estingue l’obbligo vaccinale, come precisato dalla circolare ministeriale del 14 agosto 2017, ma non permette la frequentazione di nidi, asili e servizi per l’infanzia, sia pubblici che privati, che rimarrà preclusa fino all’adempimento degli obblighi. La patria potestà non è invece contemplata dal decreto, al contrario di quanto preventivato.

E se hai ancora qualche dubbio, abbiamo scritto per te il vademecum sui vaccini.


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