Consigli

Vaccini obbligatori, ecco cosa prevede il nuovo decreto

16 giugno 2017
vaccini

16 giugno 2017

Con il decreto del 7 giugno, si allarga a 12 il numero delle vaccinazioni obbligatorie. Ma non tutti i minori fino a 16 anni dovranno averle fatte per iscriversi ad asili e scuole. A seconda dell'anno di nascita, infatti, i vaccini da fare obbligatoriamente variano da 9 a 12. Vediamo cosa c'è da sapere e cosa cambia.

Cosa cambia per bambini e genitori

Il decreto legge del 7 giugno 2017 ha allargato a 12 le vaccinazioni obbligatorie che dal prossimo anno scolastico verranno richieste a bambini e ragazzi fino ai 16 anni al momento dell’iscrizione ad asili e scuole dell’obbligo, pena l’esclusione dagli asili, sanzioni pecuniarie e la segnalazione dei genitori al Tribunale dei minori. Sulla questione e sul decreto Altroconsumo ha espresso la sua posizione.

Tuttavia i dubbi dei genitori su cosa bisogna fare sono ancora tanti. Facciamo il punto della situazione cercando di dare una risposta pratica alle domande più frequenti.

Quali sono le vaccinazioni obbligatorie

Le vaccinazioni che diventano obbligatorie con il prossimo anno scolastico sono in totale 12. Poiché molte di queste non sono disponibili singolarmente, ma solo esclusivamente come formulazioni combinate, ecco quali sono i vaccini contemplati in pratica dalla norma:

  • Vaccino esavalente
    Viene somministrato ai bambini che hanno compiuto il secondo mese di vita, con più dosi e richiami. Le vaccinazioni comprese sono: anti-poliomelitica, anti-difterica, anti-tetanica, anti-epatite B, anti-pertosse e anti Haemophilus influenzae tipo B. Per i richiami di difterite, tetano, pertosse e poliomielite eseguiti in età scolare sono utilizzate altre formulazioni combinate.
  • Vaccino trivalente MPR
    Le vaccinazioni contenute in questo vaccino, somministrato a partire dal 13esimo mese di vita, comprendono l'anti-morbillo, l'anti-parotite e l'anti-rosolia.
  • Vaccino contro la varicella
    Questa vaccinazione potrà essere somministrata con vaccino monovalente (quindi da sola) o all'interno di una formulazione quadrivalente che l'associa al trivalente MPR.
  • Vaccinazioni contro i meningococchi
    Le due vaccinazioni, quella contro i meningococchi di gruppo C e quella contro i meningococchi di gruppo B, sono somministrate ai nuovi nati in tempi e modi diversi. La prima prevede una sola dose al tredicesimo mese; la seconda prevede quattro dosi nell’arco del primo anno di vita.

L’obbligatorietà è prevista per tutte le dosi necessarie per queste vaccinazioni, cioè per tutti i richiami. Per avere informazioni, il Ministero ha predisposto il numero gratuito 1500, disponibile dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 16, a cui risponderanno medici esperti del Ministero della salute.

Quali vaccinazioni non sono obbligatorie?

Da questo provvedimento rimangono fuori due vaccinazioni per l'infanzia, quale quella anti-rotavirus e l’anti-pneumococcica: la prima è offerta gratuitamente da quest’anno ai nuovi nati secondo il nuovo piano vaccini 2017, mentre la seconda è offerta a tutti i nuovi nati già dal precedente calendario nazionale risalente al 2012, che l'aveva introdotta. Rimane fuori anche la vaccinazione anti-HPV, offerta gratuitamente a maschi e femmine adolescenti di undici anni compiuti, e la vaccinazione contro i meningococchi ACWY (unica formulazione quadrivalente), offerta agli adolescenti dai dodici anni d'età, gratuitamente su tutto il territorio italiano, sempre secondo quanto disposto da quest’anno dal nuovo piano vaccinazioni. Prima di questo provvedimento le uniche vaccinazioni considerate obbligatorie erano quelle contro poliomielite, difterite, tetano ed epatite B. Tutte le altre venivano considerate solo come raccomandate, cioè per legge facoltative ma caldamente raccomandate per il loro valore sanitario.

Tutti i bambini dovranno fare tutte le vaccinazioni obbligatorie?

No, non tutti. Il decreto prevede che al momento dell’iscrizione ad asili e scuole, i bambini e i ragazzi fino ai sedici anni (per precisione, 16 anni e 364 giorni) debbano essere in regola con le vaccinazioni obbligatorie. Ma il numero e il tipo di vaccinazioni richieste varia a seconda del loro anno di nascita. L'offerta di vaccini è infatti aumentata nel corso degli ultimi 15 anni, quindi i vaccini richiesti saranno soltanto quelli previsti dal piano vaccinale in vigore all'epoca:

  • I nati tra il 2001 e il 2011
    dovranno essere in regola con 9 vaccinazioni: quelle comprese nel vaccino esavalente e nel trivalente (anti morbillo, parotite e rosolia),
  • I nati tra il 2012 e il 2016
    dovranno essere in regola con 10 vaccinazioni: quelle del vaccino esavalente e quelle del trivalente (anti morbillo, parotite e rosolia) più l'anti-meningococco C,
  • I nati dal 2017
    dovranno essere in regola con tutte e 12 le vaccinazioni: il vaccino esavalente e il trivalente (anti morbillo, parotite e rosolia), l'anti-meningococco C, l'anti-meningococco B e anti-varicella.

Quando entrerà in vigore il decreto?

La verifica delle vaccinazioni scatta dal prossimo anno scolastico. Aver fatto le vaccinazioni sarà essenziale per poter iscrivere i bambini agli asili nido e alla scuola materna. Al momento dell'iscrizione bisognerà presentare il libretto delle vaccinazioni per dimostrare l'avvenuta somministrazione, altrimenti dimostrare di aver programmato le vaccinazioni con la Asl (un’attestazione che verrà fornita dalle Asl). Oppure, basterà presentare la documentazione del medico curante che certifichi l'avvenuta malattia naturale o l'impossibilità di vaccinarsi per accertato pericolo per la salute. Per quest’anno, dato che il decreto è stato emanato a giugno, quando i termini per l’iscrizione all’anno scolastico 2017-2018 erano già scaduti, la documentazione dovrà essere presentata entro il 10 settembre 2017. Per quanto riguarda invece le scuole dell’obbligo (dalle elementari fino ai primi due anni delle scuole superiori) l’adempimento non bloccherà l’iscrizione dei ragazzi: questi potranno frequentare l’anno scolastico, ma i genitori vanno incontro ad alcune sanzioni.

In quali casi è possibile non vaccinarsi?

In alcuni casi, bambini e ragazzi possono essere esonerati dall’obbligo di vaccinazione. Per esempio se il bambino non è stato vaccinato, ma ha già avuto la malattia naturale. In questi casi, il genitore deve farsi attestare tale circostanza dal pediatra o dal medico curante attraverso una certificazione (che il medico dovrà rilasciare gratuitamente) corredata da analisi del sangue indicative di pregressa malattia. In alternativa, è sufficiente presentare copia della notifica di malattia infettiva che il pediatra o il medico di base ha effettuato alla Asl al momento della diagnosi (notifica prevista dalla legge). Questa notifica è disponibile presso i Servizi di Igiene Pubblica delle aziende sanitarie locali. L’esonerò però non vale in caso di pregressa malattia da meningococco, per cui la vaccinazione andrà eseguita comunque, secondo quanto previsto dalle linee guida ministeriali. Anche in caso di pregresso tetano, la vaccinazione andrà comunque fatta, visto che la malattia naturale non garantisce immunità permanente. L'esonero dall'obbligo di vaccinazione, permanente o temporaneo è previsto anche in caso di accertato pericolo per la salute attestato dal medico di base o dal pediatra. Questo è possibile sono in determinate circostanze, cioè condizioni cliniche documentate che controindichino la vaccinazione, per sempre o solo per un periodo di tempo. Tali condizioni devono essere attestate dal medico di base o dal pediatra, in coerenza con le indicazioni fornite dal Ministero nella Guida alle controindicazioni alle vaccinazioni, disponibile sul sito del Ministero della salute. Anche in questo caso, l’attestazione deve essere rilasciata dal medico gratuitamente. I minori con controindicazioni assolute alla vaccinazione saranno inseriti in classi nella quali sono presenti soltanto minori vaccinati o immuni per malattia naturale. I dirigenti scolastici comunicheranno alle Asl entro la fine di ottobre quali sono le classi nelle quali sono presenti più di due alunni non vaccinati.

È possibile fare un’autocertificazione?

Al momento dell’iscrizione è anche possibile autocertificare l'avvenuta vaccinazione o l’esonero, ma la documentazione dovrà comunque essere prodotta nel corso dell'anno scolastico entro il 10 luglio di ogni anno. Per l’anno scolastico 2017-2018, però, il termine è anticipato al 10 marzo 2018.

Quali rischi per chi non è in regola

I bambini non in regola con quanto previsto dal decreto non potranno essere iscritti e frequentare asili nido e le altre scuole dell'infanzia, sia pubbliche che private. L'obbligo di vaccinazione varrà anche alle elementari, alle medie e nei primi due anni delle scuole superiori (fino a 16 anni). In questo caso, però, l’inadempienza non precluderà l'iscrizione, ma potrà comportare sanzioni economiche per i genitori. In caso di violazione, infatti, per i genitori e i tutori è prevista una sanzione amministrativa variabile dai 500 ai 7.500 euro.

Il ruolo delle scuole e delle Asl

Le scuole avranno un ruolo di controllo: entro dieci giorni il dirigente scolastico è infatti tenuto a segnalare il nominativo del bambino non vaccinato all'Azienda sanitaria competente, affinché i genitori adempiano all'obbligo vaccinale. La mancata segnalazione da parte del preside può essere considerata reato di omissione di atti d'ufficio e, quindi, punito secondo quanto previsto dalla legge. La Asl, a sua volta contatterà la famiglia, rivolgendo un invito scritto. La famiglia avrà qualche giorno per rispondere all’Asl e mettersi in regola, cioè per far vaccinare il bambino o prenotare un appuntamento. Se dopo un secondo invito (via raccomandata) i genitori non si presentano al colloquio con l’Asl, oppure decidono di non far vaccinare, l’azienda sanitari potrà contestare formalmente l’inadempimento all’obbligo e comminare la sanzione amministrativa pecuniaria. La sanzione può essere applicata per tutto il periodo dell’obbligo e l’entità della prima sanzione terrà contro del numero di obblighi vaccinali inadempiuti. Una nuova sanzione verrà comminata ogni volta che gli obblighi vaccinali vengano disattesi (ad esempio, i richiami delle vaccinazioni). In caso di accertato adempimento, il genitore o l'esercente della potestà genitoriale sul minore che violi l'obbligo di vaccinazione è segnalato dalla Asl al Tribunale dei minori.

I 10 dubbi più comuni e tutte le risposte

Dietro il calo delle vaccinazioni si nascondono le paure dei genitori, spesso alimentate da notizie che circolano in rete, infondate, quando volutamente false, sui danni derivati dalle vaccinazioni. Proviamo a dare risposta alle 10 domande più frequenti.


Stampa Invia