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Vaccini obbligatori, il decreto è ora legge

28 luglio 2017
vaccini

28 luglio 2017
Il decreto del 7 giugno è ora legge: sono 10 le vaccinazioni obbligatorie per l’iscrizione dei bimbi ai nidi e agli asili pubblici e privati, pena il divieto di frequenza e sanzioni per i genitori inadempienti. Rimane l’obbligo fino ai 16 anni d’età, senza alcun ostacolo alla frequenza di scuole elementari, medie e superiori.

Cosa cambia per bambini e genitori

La conversione in legge del decreto legge del 7 giugno 2017 ha ridotto a 10 le vaccinazioni obbligatorie che dal prossimo anno scolastico verranno richieste a bambini e ragazzi fino ai 16 anni al momento dell’iscrizione ad asili e scuole dell’obbligo. Delle dodici inizialmente previste dal Ministero della Salute, cadono le due vaccinazioni contro i meningococchi B e C, che saranno invece solo raccomandate e offerte gratuitamente secondo le regole del calendario vaccinale ministeriale. L’inadempienza comporterà l’esclusione solo dagli asili, non da scuole elementari, medie, superiori e scuole professionali. Si riducono poi le sanzioni pecuniarie e le pene previste per i genitori. Questi cambiamenti, in parte, tengono in considerazione le osservazioni che avevamo inviato alla Commissione Igiene e Sanità del Senato, qui sintetizzate.

A causa dei continui rimaneggiamenti, i dubbi dei genitori su cosa bisogna fare sono ancora tanti. Facciamo il punto della situazione cercando di dare una risposta pratica alle domande più frequenti.

Quali sono le vaccinazioni diventate obbligatorie?

Le vaccinazioni che diventano obbligatorie con il prossimo anno scolastico sono 10, non più 12. Poiché molte di queste non sono disponibili singolarmente, ma solo come formulazioni combinate, ecco quali sono i vaccini contemplati in pratica dalla norma:

  • Vaccino esavalente. Viene somministrato ai bambini che hanno compiuto il secondo mese di vita, con tre dosi distribuite nell’arco del primo anno d’età, come da calendario ministeriale. Le vaccinazioni comprese sono sei: anti-poliomielitica, anti-difterica, anti-tetanica, anti-epatite B, anti-pertosse e anti Haemophilus influenzae di tipo B. Per i richiami di difterite, tetano, pertosse e poliomielite eseguiti in età scolare sono utilizzate altre formulazioni combinate.
  • Vaccino trivalente MPR. Questo vaccino, somministrato tra il 13°e il 15° mese di vita, con rivaccinazione nel sesto anno, protegge contro tre malattie: morbillo, parotite e rosolia.
  • Vaccino contro la varicella. Questa vaccinazione potrà essere somministrata con un vaccino monovalente (quindi da sola) o all'interno di una formulazione quadrivalente che associa l’anti-varicella al trivalente MPR.

L’obbligatorietà è prevista per tutte le dosi necessarie per queste vaccinazioni e per tutti i richiami. Il decreto, però, prevede che l’obbligatorietà sia rivalutata periodicamente ogni tre anni, sulla base dei dati epidemiologici e delle coperture vaccinali. Ma non riguarderà tutte: quelle contro morbillo, parotite, rosolia e varicellasaranno infatti obbligatorie per i prossimi tre anni, al termine dei quali si potrà disporre la cessazione o la conferma dell’obbligatorietà per una o più di queste. Per le altre sei, invece, l’obbligo è permanente.

Per avere informazioni, il Ministero ha predisposto il numero gratuito 1500, disponibile dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 16, a cui risponderanno medici esperti del Ministero della Salute.

Tutti i bambini dovranno fare tutte e dieci le vaccinazioni obbligatorie?

No, non tutti. La nuova legge prevede che al momento dell’iscrizione ad asili e scuole, i bambini e i ragazzi fino ai 16 anni (per precisione, 16 anni e 364 giorni) debbano essere in regola con le vaccinazioni, pena l'esclusione dai nidi e sanzioni, ma il numero e il tipo di vaccinazioni richieste varia a seconda dell’anno di nascita del bambino, in funzione del piano vaccinale in vigore all’epoca. In sintesi:

  • i nati tra il 2001 e il 2016 dovranno essere in regola con 9 vaccinazioni: quelle comprese nel vaccino esavalente e nel trivalente (anti morbillo, parotite e rosolia);
  • i nati dal 2017 dovranno essere in regola con tutte e 10 le vaccinazioni, compresa quindi quella anti-varicella.
Dovrò pagare per le vaccinazioni?

No. Tutte e dieci le vaccinazioni obbligatorie - cioè tutte le dosi e i richiami necessari – saranno somministrate gratuitamente ai bambini e i ragazzi nati dal 2001 in poi, secondo lo schema sopra illustrato, prezzo gli uffici preposti delle aziende sanitarie locali. Quindi, anche se un genitore non avesse fatto vaccinare il proprio figlio in passato, non dovrà pagare per far somministrare la vaccinazione obbligatoria mancante. Le vaccinazioni raccomandate incluse nel calendario vaccinale ministeriale, come quelli contro i meningococchi, gli pneumococchi o i papillomavirus, solo per fare qualche esempio, non sono invece gratuite per tutti, ma solo per i bambini invitati dai centri vaccinali, secondo quanto previsto dal piano vaccini nazionale. Chi non dovesse rientrare nell’offerta gratuita, può però mettersi in contatto con il centro vaccinale della propria Azienda sanitaria per sapere sono previsti prezzi calmierati e forme di compartecipazione per accedere a queste vaccinazioni, ma a prezzi contenuti. È comunque sempre possibile acquistarle in farmacia dietro ricetta del pediatra o medico curante. Tutte le vaccinazioni mancanti potranno essere prenotate presso i centri vaccinali delle aziende sanitarie locali. Le regioni hanno però facoltà di attivare la prenotazione anche presso le farmacie convenzionate aperte al pubblico e presso i numeri dei centri unificati di prenotazione (CUP).

Vaccini monovalenti o combinati?

I vaccini le cui formulazioni combinano più vaccinazioni - cioè raggruppano più antigeni che ci immunizzano da più malattie infettive - hanno nel tempo sostituto le formulazioni monovalenti, con l’intento di ridurre le sessioni vaccinali e le punture. Questo negli anni ha comportato l’irreperibilità di vaccini singoli – monocomponente - lasciando disponibili solo formulazioni plurivalenti, creando un problema qualora combinassero vaccinazioni considerate obbligatorie nel nostro paese con vaccinazioni per noi facoltative (l’esempio più famoso è l’esavalente, che univa l’anti-pertosse e l’anti-emofilo alle quattro vecchie vaccinazioni obbligatorie). Questo ha sempre generato problemi, dissapori, ma anche coperture disomogenee: per questo motivo, la legge prevede una novità, cioè che le Regioni possano includere nelle gare d’acquisto anche vaccini in formula monocomponente, utili per fare singole vaccinazioni mancanti, o formulazioni combinate in cui sia assente l’antigene per cui il minore risulti già immunizzato naturalmente, condizione che esenta dalla specifica vaccinazione. Poiché però sono di difficile reperibilità sul mercato, oltre che più onerosi per lo Stato rispetto alle formulazioni combinate, i vaccini monocomponente potranno essere acquistati solo nei limiti delle possibilità del Servizio sanitario.  L’agenzia italiana del farmaco pubblicherà sul suo sito quali di questi sono disponibili.

Quali vaccinazioni non sono obbligatorie?

Le due vaccinazioni contro i meningococchi di gruppo C e di gruppo B non sono più comprese nel provvedimento e non saranno più richieste obbligatoriamente per l’iscrizione dei bambini ad asili e scuole. Verranno comunque offerte attivamente e gratuitamente a tutti i nuovi nati, poiché comprese nel calendario vaccinale in vigore a livello nazionale.

Dal provvedimento rimangono fuori altre due vaccinazioni per l'infanzia, quale quella anti-rotavirus e l’anti-pneumococcica: la prima è offerta gratuitamente da quest’anno ai nuovi nati secondo il nuovo piano vaccini 2017, mentre la seconda è offerta a tutti i nuovi nati già dal precedente calendario nazionale risalente al 2012, che l'aveva introdotta. Rimane fuori anche la vaccinazione anti-HPV, offerta gratuitamente a maschi e femmine adolescenti di undici anni compiuti, e la vaccinazione contro i meningococchi ACWY (unica formulazione quadrivalente), offerta agli adolescenti dai dodici anni d'età, gratuitamente su tutto il territorio italiano, sempre secondo quanto disposto da quest’anno dal nuovo piano vaccinazioni. Prima di questo provvedimento le uniche vaccinazioni considerate obbligatorie erano quelle contro poliomielite, difterite, tetano ed epatite B. Tutte le altre venivano considerate solo come raccomandate, cioè per legge facoltative ma caldamente raccomandate per il loro valore sanitario.

Quando entrerà in vigore il decreto?

La verifica delle vaccinazioni scatta dal prossimo anno scolastico (2017-2018). Aver fatto le vaccinazioni sarà essenziale per poter iscrivere i bambini agli asili nido, alla scuola materna e ai connessi servizi integrativi, comprese quelli privati. La legge prevede che entro il termine della scadenza per l’iscrizione bisognerà presentare la documentazione attestante l’avvenuta somministrazione dei vaccini, cioè il libretto o certificato delle vaccinazioni, altrimenti dimostrare di aver programmato le vaccinazioni con la Asl (un’attestazione che verrà fornita dalle Asl). Quest’anno, per nidi e asili, la scadenza è prevista entro il 10 settembre 2017. La documentazione comprovante può anche essere sostituita da un’autocertificazione, che andrà però successivamente corroborata dai documenti ufficiali (entro il 10 luglio di ogni anno). La mancata presentazione dei documenti comporta infatti la decadenza dell’iscrizione.

Per quanto riguarda invece le scuole dell’obbligo, dalle elementari fino ai primi due anni delle scuole superiori e dei centri di formazione professionale, l’adempimento o meno alle vaccinazioni non precluderà l’iscrizione: i ragazzi potranno frequentare l’anno scolastico, ma i genitori vanno incontro ad alcune sanzioni. Quest’anno, la documentazione deve essere presentata entro il 31 ottobre 2017

In quali casi è possibile non vaccinarsi?

In alcuni casi, bambini e ragazzi possono essere esonerati dall’obbligo di vaccinazione per iscriversi a scuola. Per esempio se il bambino non è stato vaccinato, ma ha già avuto la malattia naturale. In questi casi, il genitore deve farsi attestare tale circostanza dal pediatra (“avvenuta malattia naturale”) o dal medico curante attraverso una certificazione (che il medico dovrà rilasciare gratuitamente) anche corredata da analisi del sangue indicative dell’avvenuta malattia. In alternativa, è sufficiente presentare copia della notifica di malattia infettiva che il pediatra o il medico di base ha effettuato alla Asl al tempo della diagnosi (notifica prevista dalla legge). Questa notifica è disponibile presso i Servizi di Igiene Pubblica delle aziende sanitarie locali. Basterà presentare questo certificato per essere in regola. Le eventuali vaccinazioni mancanti potranno essere somministrate ricorrendo a formulazioni prive del componente antigenico specifico relativo alla malattia già contratta. È bene però ricordare che l’aver contratto la malattia non è necessariamente una controindicazione: anzi, vaccinare potrebbe funzionare da “richiamo” e rafforzare la protezione.

L'esonero dall'obbligo di vaccinazione, permanente o temporaneo è previsto anche in caso di accertato pericolo per la salute. Questo è possibile solo in determinate circostanze, cioè quelle condizioni cliniche documentabili che controindichino la vaccinazione, per sempre o solo per un periodo di tempo. Tali condizioni devono essere attestate dal medico di base o dal pediatra, in coerenza con le indicazioni fornite dal Ministero nella Guida alle controindicazioni alle vaccinazioni. Anche in questo caso, l’attestazione deve essere rilasciata dal medico gratuitamente. I minori con controindicazioni assolute alla vaccinazione saranno inseriti in classi nella quali sono presenti soltanto minori vaccinati o immuni per malattia naturale. I dirigenti scolastici comunicheranno alle Asl entro la fine di ottobre quali sono le classi nelle con più di due alunni non vaccinati.

Tutte queste certificazioni – l’immunità da malattia, l’omissione permanente o il differimento della vaccinazione - devono essere presentate entro il termine per l’iscrizione ad asili e scuole.

È possibile fare un’autocertificazione?

Al momento dell’iscrizione è anche possibile autocertificare l'avvenuta vaccinazione o l’esonero, ma la documentazione dovrà comunque essere prodotta nel corso dell'anno scolastico entro il 10 luglio di ogni anno. Per l’anno scolastico 2017-2018, però, il termine è anticipato al 10 marzo 2018. La mancata presentazione verrà segnalata, entro dieci giorni successivi, dai dirigenti scolastici all’azienda sanitaria.

Quali rischi per chi non è in regola?

I bambini non in regola con quanto previsto dal decreto non potranno essere iscritti e frequentare asili nido e le altre scuole dell'infanzia, sia pubbliche sia private. L'obbligo di vaccinazione varrà anche alle elementari, alle medie e nei primi due anni delle scuole superiori (fino a 16 anni) e degli istituti professionali. In questo caso, però, l’inadempienza non precluderà l'iscrizione, ma potrà comportare sanzioni economiche per i genitori e i tutori. In caso di violazione, infatti, per chi esercita la esponsabilità genitoriale è prevista una sanzione amministrativa pecuniaria variabile dai 100 ai 500 euro (mentre il vecchio decreto prevedeva multe fino ai 7500). La patria potestà non è invece più contemplata, al contrario di quanto preventivato nelle scorse settimane.

Indennizzi in caso di danno da vaccino

La legge precisa che quanto già previsto dalla legge 210/92 che regola gli indennizzi per i danneggiati da vaccinazioni si applicherà anche a tutti i soggetti che a causa della somministrazione delle nuove vaccinazioni obbligatorie dovessero riportare lesioni o infermità che causino menomazione permanente dell’integrità psicofisica. Il Ministero specifica che in tutte le controversie riguardanti danni da vaccinazioni e somministrazioni di farmaci non oggetto di sperimentazione, l’Agenzia Italiana del farmaco sarà sempre parte del giudizio.

Il ruolo delle scuole e delle Asl

Le scuole avranno un forte ruolo di controllo: entro dieci giorni, il dirigente scolastico è infatti tenuto a segnalare il nominativo del bambino non vaccinato all'Azienda Sanitaria competente, affinché i genitori adempiano all'obbligo vaccinale. La mancata segnalazione da parte del preside può essere considerata reato di omissione di atti d'ufficio e, quindi, punito secondo quanto previsto dalla legge. La Asl, a sua volta contatterà la famiglia per un appuntamento e un colloquio informativo, indicando modalità e tempi per effettuare le vaccinazioni. La famiglia avrà qualche giorno per rispondere all’Asl e mettersi in regola. Se non si presentano al colloquio con l’Asl, oppure dopo l’incontro decidono di non far vaccinare, l’azienda sanitari potrà contestare formalmente l’inadempimento dell’obbligo e comminare la sanzione amministrativa pecuniaria. La sanzione può essere applicata per tutto il periodo dell’obbligo e l’entità della prima sanzione terrà contro del numero di obblighi vaccinali inadempiuti. Una nuova sanzione verrà comminata ogni volta che gli obblighi vaccinali vengano disattesi (ad esempio, per le varie dosi e richiami delle vaccinazioni).

Inoltre, dall’anno scolastico 2019/2020, ci sarà una semplificazione del percorso: i dirigenti scolastici invieranno direttamente alle Asl gli elenchi degli iscritti entro il 10 marzo; le Asl verificheranno lo stato vaccinale degli alunni entro il 10 giugno: chi risulterà inadempiente senza valida ragione documentata (esonero o differimento), entro i dieci giorni successivi verrà chiamato a produrre le certificazioni necessarie, da fornire alla scuola obbligatoriamente entro il 10 luglio. Entro il 20 luglio, tutta la documentazione ricevuta dalle scuole verrà inviata all’Asl, che provvederà ai necessari adempimenti normativi.

Per quanto riguarda gli operatori sanitari, socio-sanitari e scolastici, tutti dovranno presentare, nei luoghi in cui prestano servizio, una dichiarazione comprovante la propria situazione vaccinale, al fine di informare il proprio datore di lavoro.

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