Bonus Irpef 2026: chi lo prende e cosa cambia nel 730
Il bonus Irpef 2026, il trattamento integrativo nato sulle ceneri del bonus Renzi, vale fino a 1.200 euro per i lavoratori dipendenti con reddito complessivo fino a 28 mila euro lordi, ma per verificare quanto spetta davvero bisogna aspettare il 730. Nel modello 730/2026 arrivano due novità: una somma esente da tassazione riservata a chi guadagna fino a 20 mila euro e un'ulteriore detrazione dall'imposta lorda per i redditi tra 20 mila e 40 mila euro. Capiamo chi ha diritto al bonus Irpef 2026, come calcolarlo e come compilare correttamente il rigo C14 per evitare di restituire somme già ricevute in busta paga.
Il trattamento integrativo Irpef, anche detto bonus Irpef, è un contributo che nel corso degli anni ha subito diverse modifiche, passando dal "bonus 80 euro" ai 100 euro mensili del bonus Renzi. Il Trattamento integrativo Irpef viene erogato mensilmente fino a un massimo di 1.200 euro all’anno ed è destinato ai lavoratori dipendenti e assimilati. Nel 730/2026 sui redditi 2025 trova spazio anche il taglio del cuneo fiscale che fissa una no tax area decrescente per redditi fino a 20 mila euro e una ulteriore detrazione per redditi fino a 40 mila euro.
Cambia anche il rigo C14, che ora ha dieci colonne e che va compilato utilizzando la certificazione unica. Infatti, il datore di lavoro ha erogato nel corso del 2025 i bonus in via presuntiva ma solo il 730 dice quanto spetta davvero e se qualcosa va restituito.
Torna all'inizioA chi spetta il bonus Irpef 2026
Il bonus Irpef è riservato ai lavoratori dipendenti e a chi percepisce redditi a questi assimilati, che appartengono alle seguenti categorie:
- soci lavoratori di cooperative;
- lavoratori in cassa integrazione: CIG ordinaria, CIG straordinaria, CIG in deroga, assegno ordinario ed assegno di solidarietà;
- collaboratori con contratto a progetto o co.co.co;
- stagisti e tirocinanti;
- percettori di borsa di studio, di assegno o premio per studio;
- lavoratori socialmente utili;
- sacerdoti;
- disoccupati in regime di indennità NASpI;
- disoccupati in regime DIS-COLL;
- disoccupati agricoli;
- lavoratrici in maternità per congedo obbligatorio;
- lavoratori in congedo di paternità.
- revisori di società, amministratori comunali e addetti della PA.
Sono esclusi dal beneficio i pensionati, i lavoratori autonomi e chi non raggiunge i requisiti minimi di reddito.
Torna all'inizioQuali limiti di reddito ci sono nel 2026
Il bonus Irpef viene riconosciuto ai lavoratori che non superano un reddito annuo lordo di 28.000 euro, tuttavia, gli importi decrescono al crescere del reddito, in particolare:
| Reddito complessivo lordo |
Importo del bonus | Condizione |
|---|---|---|
| Fino a 15.000 euro |
Fino a 1.200 euro (100 euro al mese) |
L'imposta lorda sui redditi da lavoro dipendente deve essere superiore alle detrazioni da lavoro, diminuite di 75 euro |
| Da 15.001 a 28.000 euro |
Importo variabile decrescente da 0 fino a 1.200 euro |
Il bonus è pari alla differenza tra alcune detrazioni e l'imposta lorda. Non può superare 1.200 euro |
Per il calcolodel reddito complessivo si considerano, oltre ai redditi da lavoro dipendente anche quelli che derivano dalla cedolare secca e quelli esenti percepiti da docenti, ricercatori e lavoratori rimpatriati.
Torna all'inizioCome si calcola il bonus Irpef 2026
Come abbiamo visto, il bonus Irpef viene riconosciuto interamente solo per redditi personali fino a 15 mila euro annui, se l'imposta lorda dovuta è maggiore delle detrazioni spettanti da lavoro dipendente (diminuite di 75 euro). Questi soggetti quindi hanno percepito 12 mensilità da 100 euro.
Per i redditi compresi tra 15 mila e 28 mila euro lordi annui, invece, il lavoratore percepisce la differenza tra le detrazioni e l’imposta lorda che viene riportata al rigo 16 del 730-3, in pratica il bonus si riduce se le altre detrazioni superano l’imposta lorda dovuta. Per capire se si ha diritto al bonus e a quanto ammonta quindi bisogna considerare le detrazioni:
- per carichi di famiglia (non l'assegno unico);
- da lavoro dipendente;
- degli interessi sui mutui per acquisto o la costruzione dell'abitazione principale contratti fino al 31 dicembre 2021;
- per le spese sanitarie superiori a 15.493,71 euro sostenute fino al 31 dicembre 2021;
- per l'acquisto di veicoli per i disabili o per cani guida sostenute entro il 31 dicembre 2021 e rateizzate;
- per ristrutturazioni edilizie ed efficientamento energetico sostenute entro il 31 dicembre 2021 per le quali restano rate da detrarre;
- per le spese sostenute in generale fino al 21 dicembre 2021 e rateizzate (sismabonus,bonus verde, bonus facciate, bonus mobili, bonus colonnine, bonus mobili giovani coppie, superbonus...).
Nel reddito lordo non si conta quello per l’abitazione principale e relative pertinenze, l’assegno di inclusione, l’assegno unico universale e gli assegni familiari.
Facciamo un esempio:
Due lavoratori dipendenti hanno entrambi un reddito complessivo di 22.000 euro e un'imposta lorda di 1.000 euro.
Il lavoratore A ha detrazioni (famiglia + lavoro + rate mutuo) pari a 2.000 euro: la differenza (2.000 − 1.000 = 1.000 euro) determina il bonus spettante, pari a 1.000 euro.
Il lavoratore B ha detrazioni pari a 900 euro, quindi inferiori all'imposta lorda: non ha diritto al bonus Irpef per la fascia 15.001-28.000 euro.
Se il datore di lavoro del lavoratore B ha comunque erogato il bonus in busta paga, questo andrà restituito tramite il conguaglio del 730.
I due nuovi benefici nel 730
Con la Legge di bilancio del 2025, sono stati introdotti due bonus che derivano dal taglio del cuneo fiscale e che si affiancano al trattamento integrativo già esistente. Entrano in dichiarazione dei redditi a partire dal 730/2026 e si aggiungono al bonus Irpef per fasce di reddito diverse, infatti, sono state riconosciute dal datore di lavoro in corso d'anno sulla busta paga, ma vanno ricalcolate con il 730. La norma specifica che si considera il reddito complessivo, che comprende, oltre a quello da lavoro dipendente anche i redditi da cedolare secca, quelli agevolati percepiti da docenti, ricercatori o lavoratori rimpatriati.
La no tax area per chi guadagna fino a 20 mila euro
Ai lavoratori dipendenti con reddito complessivo fino a 20 mila euro è riconosciuta una somma che non concorre alla formazione del reddito. L'importo si calcola applicando al reddito da lavoro dipendente una percentuale che dipende dalla fascia:
| Reddito complessivo | Percentuale applicata |
|---|---|
| Fino a 8.500 euro | 7,1% |
| Da 8.501 a 15.000 euro | 5,3% |
| Da 15.001 a 20.000 euro | 4,8% |
Questa somma viene erogata dal datore di lavoro e poi conguagliata con il 730. Le istruzioni ministeriali precisano che, ai fini del calcolo della percentuale applicabile, il reddito da lavoro dipendente va rapportato all'intero anno.
Esempio di calcolo
Lavoratore dipendente che percepisce un reddito annuo lordo da lavoro dipendente di 12.500 euro e 3 mila euro da una casa che affitta, di conseguenza percepisce un reddito complessivo di 15.500 euro.
La percentuale da applicare al reddito da lavoro dipendente è del 4,8%, cioè quella del terzo scaglione, quindi il beneficio ammonta a 600 euro (4.8% di 12.500 euro).
Tuttavia, molto probabilmente il datore di lavoro avrà riconociuto 662,5 euro di contributo al lavoratore durante l'anno (5.3% di 12.500 euro) e in sede di 730 quei 62,5 euro vanno restituiti.
L'ulteriore detrazione per i redditi tra 20 mila e 40 mila euro
Per i lavoratori dipendenti con reddito complessivo superiore a 20 mila euro e fino a 40 mila euro è prevista un'ulteriore detrazione dall'imposta lorda. Anche questo importo viene riconosciuto dal datore di lavoro ma deve esser conguagliato con il 730.
| Reddito complessivo | Ulteriore detrazione |
|---|---|
| Da 20.001 a 32.000 | 1.000 euro |
| Da 32.001 a 40.000 euro | 1.000 x (40.000 - Reddito complessivo) / 8.000 |
Esempio di calcolo
Lavoratore dipendente che percepisce un reddito annuo lordo da lavoro dipendente di 30.500 euro e 3 mila euro da una casa che affitta, di conseguenza percepisce un reddito complessivo di 33.500 euro.
L'ulteriore detrazione è calcolata con la seguente formula: 1.000 x (40.000 - 33.500)/ 8.000 ed è uguale a 812,50 euro.
Tuttavia, molto probabilmente il datore di lavoro avrà riconociuto 1.000 euro di contributo al lavoratore durante l'anno (il reddito da lavoro è di 30.500 euro) e in sede di 730 quei 187,50 euro vanno restituiti.
Torna all'inizioCome sapere se hai già ottenuto i bonus in busta paga
Come abbiamo visto, purtroppo può capitare di dover restituire questi contributi che ci sono stati erogati dal datore di lavoro in corso d'anno, a causa di eventuali altri redditi percepiti e detrazioni spettanti. Il nostro consiglio, quindi, è quello di presentare la dichiarazione quanto prima, così da avere più tempo per rateizzare gli importi erroneamente riconosciuti.
Per sapere se in corso d'anno il datore di lavoro ti ha già corrisposto questi contributi devi far riferimento alla certificazione unica.
| Punto della CU | Cosa indica |
|---|---|
| Punto 368 | Importo dell'ulteriore detrazione riconosciuta dal datore di lavoro per redditi compresi tra 20.000 e 40.000 euro |
| Punto 390 | Codice 1 il bonus Irpef è stato erogato Codice 2 se non è stato erogato |
| Punto 391 | Importo del bonus Irpef erogato dal datore di lavoro |
| Punto 724 | Codice 1 se è stata riconosciuta la no tax area Codice 2 se non è stata riconosciuta |
| Punto 725 |
Importo della no tax area per redditi da lavoro dipendente fino a 20.000 euro |
Per quanto riguarda l'ulterire detrazione indicata al punto 368, non dovrai riportarla nel 730. Infatti, tramite il 730-3 troverai l'importo che ti spetta, ricalcolato alla luce dei tuoi redditi complessivi al rigo 34.
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Come compilare il rigo C14 del 730
Tutti i lavoratori dipendenti devono compilare il rigo C14, indicando:
- a colonna 1 il codice inserito al punto 390 della CU (codice 1 se il datore ha riconosciuto il bonus, codice 2 se non lo ha erogato)
- nella colonna 2 l’importo del bonus erogato che si trova nel punto 391 della CU mentre non va inserito quanto indicato nel punto 392 della CU
- a colonna 3 l’importo del punto 463 della CU se nel punto 462 è indicato il codice 2 o 15.
- nella colonna 4 l’importo indicato nel punto 463 della CU se nel punto 462 è indicato il codice 4, 6, 8, 9, 13, 14, 16, 17
- a colonna 5 il codice inserito al punto 718 della CU, se è indicato il codice 2 non devi compilare le colonne 6, 7, 8, 9 e 10 del rigo C14
- a colonna 6 l'importo del punto 719 della CU
- nella colonna 7 l'importo del punto 720 della CU
- a colonna 8 il numero di giorni inseriti nel punto 721 della CU
- nella colonna 9 il codice indicato al punto 724 della CU (codice 1 se il datore ha riconosciuto la no tax area, codice 2 se non lo ha fatto)
- a colonna 10 l'importo del punto 725 della CU, non va mai inserito quanto indicato al punto 726 della CU
Nel caso particolare in cui nella CU trovi il codice 2 al punto 718, il punto 724 non compilato e il punto 725 compilato devi indicare quest'ultimo importo nella colonna 2 del rigo F11 indicando 1 nella colonna 1 dello stesso rigo. Devi lasciare in bianco il rigo C14.
Se hai più modelli di CU non conguagliati (o sono stati conguagliati solo alcuni redditi) indica:
- a colonna 1 il codice 1, se al punto 390 di almeno una delle CU è indicato il codice 1, oppure 2 se su tutte le CU è riportato il codice 2 al punto 390
- nella colonna 2 la somma degli importi indicati nel punto 391 delle CU
- nella colonna 3 la somma degli importi indicati nel punto 463 delle CU se nel punto 462 è indicato il codice 2 o 15
- nella colonna 4 la somma degli importi indicati nel punto 463 delle CU se nel punto 462 è indicato il codice 4, 6, 8, 9, 13, 14, 16 o 17
- a colonna 5 il codice 1 se in almeno una CU è indicato il codice 1 al punto 178, oppure 2 se è indicato il codice 2 in tutti i punti 718 delle CU
- a colonna 6 la somma degli importi indicati nel punti 719 delle CU
- a colonna 7 la somma degli importi indicati nei punti 720 delle CU
- nella colonna 8 la somma dei giorni indicati nel punto 721 di ogni CU, ricorda però che i periodi che si sovrappongono vanno contati una sola volta
- nella colonna 9 il codice 1 se in almeno una CU è indicato il codice 1 al punto 724, oppure 2 se è indicato il codice 2 in tutti i punti 724 delle CU
- a colonna 10 la somma degli importi indicati al punto 725 di ogni CU
Chi invece ha una CU che conguaglia tutti i redditi, deve usare solo questa per la compilazione.
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