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Pagamenti digitali: dal 2023 nessun obbligo di accettare carte per spese fino a 60 euro

Dal 2023, stop all'obbligo per gli esercenti e i professionisti di accettare pagamenti con carte e bancomat se la spesa è fino ai 60 euro. Le nuove norme sono contenute nella manovra finanziaria in via di definizione e contemplano anche lo stop alle sanzioni. Ecco cosa prevedono le nuove regole e come funziona al momento.

  • contributo tecnico di
  • Anna Vizzari
28 novembre 2022
  • contributo tecnico di
  • Anna Vizzari
Commissioni pos: come funzionano le sanzioni per chi rifiuta pagamenti con carte o bancomat

Solo il 30 giugno scorso erano entrate in vigore le sanzioni per gli esercenti che rifiutano i pagamenti con carte di credito o di debito. Con la Finanziaria per il prossimo anno, però, quest'obbligo potrebbe avere vita breve, almeno per i pagamenti più bassi, ovvero quelli fino ai 60 euro. Parallelamente quindi anche le sanzioni per chi non accetta pagamenti digitali varranno solo per scontrini superiori ai 60 euro. Un passo indietro di 10 anni che vanifica tutti i passi in avanti fatti per diffondere il digitale. 

Le sanzioni per chi non accetta i pagamenti digitali

Dal 30 giugno 2022 e almeno fino al 31 dicembre 2022 chi non accetta un pagamento digitale di qualsiasi importo è passibile di una sanzione amministrativa pari a 30 euro a cui va aggiunta una percentuale pari al 4% del valore del pagamento rifiutato. In pratica, se un esercente dovesse rifiutare un pagamento di 100 euro rischierebbe una sanzione di 34 euro, la sanzione sarebbe pari a 30,20 euro se dovesse rifiutare un pagamento di cinque euro. L'esercente o il professionista deve accettare almeno una tipologia di carta di debito e una di carta di credito (identificate dal marchio del circuito di appartenenza): questi sono i requisiti richiesti affinché l'obbligo venga assolto. Non è quindi richiesto che vengano accettati tutti i pagamenti digitali, ma - nel momento in cui l'esercente aderisce a un circuito - deve sempre accettare i pagamenti con strumenti appartenenti a quel circuito, pena il rischio di incorrere nella sanzione.

Un obbligo rimasto finora solo sulla carta

Ricordiamo che già dal 2014 chi effettua attività di vendita o prestazione di servizi (anche professionali) è tenuto ad accettare anche pagamenti effettuati tramite carte di credito o di debito, tranne in caso di disguidi tecnici. Un obbligo che è però sempre rimasto di fatto solo sulla carta dato che, nonostante siano state più volte annunciate, non sono mai arrivate le sanzioni e si è dovuto aspettare metà 2022 per la loro regolamentazione. Ma purtroppo, nel 2023, si rischia di tornare ancora indietro, visto che per esercenti e professionisti l’obbligo di accettare le carte varrà solo (lo dice il testo della bozza di Finanziaria 2023) per pagamenti di valore superiore ai 60 euro.

Cosa fare se l'esercente si rifiuta

Almeno fino a fine anno però le sanzioni ci sono e valgono per i pagamenti di qualsiasi importo. Le sanzioni sono operative già da un po’ ma continuano le segnalazioni degli utenti che non riescono a pagare con la carta. Ultima in ordine di tempo la disavventura capitata ad una ragazza che per aver osato chiedere di pagare con carta ad un tassista è stata fatta scendere dall’auto prima che finisse la corsa. 

Che cosa si può fare di fronte ad un esercente, un tassista, un medico che non vi pagare con carta un bene o servizio? In ordine di principio, visto che è vostro diritto sancito dalla legge pagare con carta, potreste non pagare il bene o il servizio; d’altra parte c’è anche il diritto dell’esercente e del professionista ad essere pagato. La soluzione è quella di chiamare la Polizia locale o la Guardia di Finanza e denunciare il fatto; questo potrebbe convincere l’esercente ad accettare la carta ed ovviamente farebbe scattare nei suoi confronti la multa.

E il contante?

La diffusione dei pagamenti digitali però non deve limitare la possibilità di usare il contante ovunque si voglia. Ogni cittadino deve avere la possibilità di scegliere tra pagare in contanti o pagare con carta e l’esercente deve dargli questa possibilità.

Infatti, così come ci sono sanzioni per chi non permette di pagare con carta, di usare le carte, allo stesso modo ci sono sanzioni per chi non accetta i pagamenti in contanti. L’articolo 693 del Codice Penale prevede infatti che chiunque rifiuti di ricevere monete aventi corso legale viene punito con una sanzione di 30 euro.

Quali agevolazioni sono previste per gli esercenti

Se da un lato le sanzioni sono necessarie, dall'altro è opportuno anche che gli esercenti vengano agevolati. Nella nostra ultima inchiesta siamo andati a verificare quanto costa agli esercenti accettare pagamenti digitali, accertando che per pagamenti digitali di importi da cinque euro le commissioni arrivano anche a 0,50 euro. Insomma, a conti fatti le commissioni sui pagamenti devono essere sostenibili anche per le piccole attività, solo così il digitale può essere realmente conveniente sia per chi paga che per chi riceve. Ricordiamo infine che, in questo scenario, si inserisce il credito di imposta del 30% delle spese pagate dagli esercenti (commissioni e spese): sicuramente interessante soprattutto se dovesse essere portato al 100% come era fino al 30 giugno scorso.

 

“Non comprendiamo quali benefici possano derivare dallo spostare fino a 60 euro il limite per i pagamenti in contanti - dichiara Federico Cavallo, responsabile relazioni esterne di Altroconsumo -. La moneta elettronica garantisce trasparenza, tracciabilità ed è uno strumento molto importante per contrastare l’evasione fiscale. Siamo convinti che si debba garantire la possibilità di utilizzare le banconote a chi non ha grande dimestichezza con gli strumenti digitali, ma su questo i limiti precedenti erano ragionevoli. Chiediamo di tornare almeno alla situazione precedente e di far luce su due problematiche: da una parte, l’annosa questione delle commissioni che ampie fasce di commercianti sono costretti a pagare e per cui accettano con difficoltà la moneta elettronica; dall’altra, la promozione dell’educazione dei cittadini agli strumenti di pagamento digitali. È importante che si apra finalmente un tavolo che coinvolga il mondo del commercio, le banche, i consumatori e naturalmente il Governo nell’ottica di abbassare le commissioni e allo stesso tempo mettere in atto provvedimenti coraggiosi e di prospettiva (che guardino avanti, non quella sorta di “indietro tutta” che scaturisce dagli ultimi provvedimenti), accompagnando le persone nell’adozione semplice ed economica degli strumenti digitali, sinonimo di trasparenza e di innovazione per l’intero sistema. Il futuro passa infatti per il digitale, anche sui sistemi di pagamento.”