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Family Act: ecco le misure a sostegno di giovani, donne e famiglie

Assegno unico per i figli, lotta alla denatalità, congedo di paternità, contributi per asili e scuole primarie, incentivi per il lavoro femminile e per le aziende che promuovono lo smart working. Questi sono alcuni degli intenti contenuti nel family act, un domumento ora al vaglio del Parlamento che obbliga il Governo nei prossimi 2 anni a legiferare a favore di giovani, donne e famiglie. Ecco che cosa prevede.

  • contributo tecnico di
  • Tatiana Oneta
  • di
  • Luca Cartapatti
22 luglio 2020
  • contributo tecnico di
  • Tatiana Oneta
  • di
  • Luca Cartapatti
Family Act

Il disegno di legge, conosciuto come Family Act, è per lo più una dichiarazione di intenti, un fissare i pilastri sulla base dei quali il Governo viene delegato a emanare le norme che devono attuare gli obiettivi dichiarati nel testo.

Gli obiettivi del family act

L’obiettivo è di sostenere la genitorialità, la funzione educativa e sociale delle famiglie e favorire la conciliazione della vita familiare con quella lavorativa, soprattutto per le donne. Sono stati individuati quindi quattro principi base imprescindibili per la stesura delle future normative:

  • i benefici economici per le famiglie con figli devono essere attribuiti secondo criteri di progressività dati dall’ISEE (indicatore della situazione economica equivalente);
  • deve esser promossa la parità di genere all’interno della famiglia, incentivando il lavoro femminile anche attraverso il lavoro agile;
  • affermare il valore sociale di attività educative e di apprendimento dei figli, incentivandole tramite sgravi fiscali quali detrazioni, deduzioni o erogazioni dirette a tale scopo;
  • aumentare la conoscenza delle famiglie di questi strumenti per poterne usufruire.

Per ottenere questi risultati il family act ha delegato il Governo a emanare la normativa che permetta l’introduzione dell’assegno universale, delle misure a sostegno dell’educazione dei figli e dell’autonomia giovanile, della revisione dei congedi parentali e dell’incentivo alla conciliazione della vita familiare e lavorativa.

Ovviamente queste misure hanno un costo, verrà compensato con l’eliminazione o la modifica delle misure attualmente destinate alle famiglie, quali le detrazioni per figli a carico, gli assegni al nucleo familiare, il bonus asili nido e il bonus nuovi nati.

L’assegno unico per i figli

Entro un anno il Governo deve emanare un decreto legislativo che istituisca l’assegno unico per i figli a carico, che preveda anche il riordino delle misure economiche a sostegno dei figli.

L’assegno unico sarà riconosciuto mensilmente sottoforma di contributo o di credito d'imposta a tutti i nuclei familiari con figli e sarà calcolato in base all’ISEE familiare, a partire dal settimo mese di gravidanza.

L’assegno unico viene riconosciuto per ogni figlio fino ai 18 anni, ad esclusione dei figli disabili per i quali non c’è limite di età e per i quali viene previsto un incremento maggiore dell’importo base.

In caso di almeno tre figli l’importo spettante viene incrementato del 20%, in ogni caso è prevista una variabilità dell’importo legata anche all’età dei figli.

L’assegno unico non verrà conteggiato tra i redditi, nemmeno per il riconoscimento di prestazioni sociali. In ogni caso, l’importo spettante non potrà essere inferiore a quanto attualmente riconosciuto al nucleo familiare attraverso le prestazioni in vigore. 

Il sostegno all’educazione

Entro un anno dall’entrata in vigore del family Act, il Governo deve emanare uno o più decreti per la creazione e la modifica delle misure a sostegno dell’educazione dei figli. Gli incentivi possono esser riconosciuti sottoforma di agevolazioni fiscali o di somme di denaro vincolate allo scopo. Inoltre, viene incentivata la contrattazione di secondo livello in azienda che preveda forme aggiuntive di welfare familiare.

In particolare, dovrebbero esser varati:

  • misure che prevedono agevolazioni per le spese sostenute dalla famiglia per la crescita, il mantenimento e l’educazione dei figli;
  • contributi a copertura delle rette di frequenza di asili nido pubblici e privati, asili nido familiari, micronidi, sezioni primavera e scuole dell’infanzia e forme di supporto presso l’abitazione dei bambini fino a sei anni;
  • aiuti alle famiglie per le spese sostenute nei confronti dei figli minori affetti da patologie, compresa la diagnosi di disturbo dell’apprendimento fino al completamento della scuola superiore;
  • misure a sostegno delle famiglie per l’acquisto di biglietti per spettacoli, libri, ingressi a musei, mostre, monumenti e parchi naturali e per le spese sostenute per gite scolastiche, iscrizioni a palestre, associazioni sportive, piscine, impianti sportivi, corsi di lingua e corsi di arte e musica;
  • sostegni alle famiglie per l’acquisto di libri scolastici e supporti informatici per ciascun figlio a carico che frequenti la scuola secondaria di primo e di secondo grado che non gode di altre forme di sostegno all’acquisto dei testi scolastici. 

Il sostegno alla genitorialità

Entro due anni dall’entrata in vigore del family act, il Governo deve emanare dei decreti che attuino il sostegno alla genitorialità e di conseguenza la lotta alla denatalità. Per ottenere questo obiettivo sono state previste due misure:

  • i congedi parentali. La gestione dei congedi deve diventare flessibile, compatibilmente con la funzione lavorativa svolta, ma devono essere garantiti almeno due mesi di congedo per ogni figlio non cedibile all’altro genitore. Inoltre, devono essere introdotti dei permessi retribuiti di 5 ore all’anno per partecipare ai colloqui con i professori dei figli;
  • il congedo paternità.  E’ prevista l’introduzione di un congedo obbligatorio di almeno 10 giorni lavorativi da utilizzare dal padre lavoratore nei primi mesi di vita del figlio. Il congedo non può esser vincolato allo stato di famiglia, allo stato civile o all’anzianità lavorativa.

Inoltre, entro due anni dall’entrata in vigore del family act, al fine di incentivare il lavoro femminile, il Governo deve emanare uno o più decreti che prevedano:

  • per i genitori con figli a carico la priorità nell’accoglimento delle richieste di smart working e incentivi per le aziende che lo promuovono;
  • agevolazioni fiscali per l’assunzione di collaboratori familiari con contratto di lavoro subordinato, parametrate all'ISEE familiare;
  • la rimodulazione della retribuzione dei lavoratori nei giorni di assenza per malattia del figlio;
  • una quota aggiuntiva alla dotazione del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese da destinare alle start up femminili e il loro accompagnamento per i primi due anni.

Il sostegno ai giovani

Entro due anni dall’entrata in vigore del family act, il Governo deve emanare dei decreti che incentivino l’autonomia anche economica dei giovani. Pertanto, dovranno esser introdotte misure che tramite detrazioni fiscali sostengano le famiglie nell’acquisto di libri universitari e nel pagamento dell’affitto dovuto eventualmente dallo studente che si trasferisce per ragioni di studio. Inoltre, per le coppie in cui entrambi i componenti abbiano meno di 35 anni, saranno previse specifiche agevolazioni fiscali per il pagamento dell’affitto sulla propria abitazione.