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Come scegliere il modem router

20 febbraio 2019
modem libero

20 febbraio 2019

Oggi il consumatore può scegliere il modello di modem che preferisce al posto di quello fornito dall'operatore. Ma come si fa a capire quale fa al caso nostro? Quali caratteristiche bisogna guardare? E quali tipologie ci sono sul mercato? Ecco tutto ciò che devi sapere per scegliere bene il tuo modem.

Grazie alla battaglia vinta sul modem libero, oggi chiunque può decidere di utilizzare un modem di proprietà al posto di quello fornito dagli operatori di telefonia. Ma che cos'è un modem? Il modem router è un apparecchio che funziona come porta d’accesso a Internet e, allo stesso tempo, permette a più dispositivi presenti in casa di dialogare tra loro oppure di accedere alla rete. L’accesso a Internet avviene attraverso le linee telefoniche. Escludendo la rete di telefonia mobile (anche se esistono modem router da casa capaci di sfruttare le rete cellulare) i modem router utilizzano le reti esistenti, che funzionano grazie a cavi in rame, mediante la tecnologia ADSL o attraverso le più recenti reti in fibra ottica.

Cosa guardare in un router?

In base alla tipologia di rete presente nella zona e al contratto stipulato con l’operatore bisogna scegliere un router con determinate caratteristiche. Ecco quali sono le caratteristiche principali da guardare prima di acquistare un determinato modello.

Tipologia di WiFi

I modem router odierni supportano la tecnologia WiFi, ma è bene sapere che esistono molteplici revisioni di questo standard, che si è evoluto nel tempo per garantire maggiore velocità, migliori capacità di gestire più apparecchi contemporaneamente e una copertura più ampia.

Storicamente lo standard WiFi trasmetteva sulla frequenza di 2.4 GHz (gigahertz) condivisa con altri apparecchi e che ancora oggi viene impiegata da molti dispositivi WiFi. Questa frequenza è un buon compromesso fra copertura, capacità di aggirare ostacoli e raggiungere anche stanze separate da muri o solette in calcestruzzo. Tuttavia si tratta appunto di una frequenza "affollata" e, specie nei condomini, non è raro che la presenza di molteplici router finisca per peggiorare la qualità di connessione. I router cosiddetti "dual band" trasmettono anche su un’altra banda, intorno ai 5.7 GHz. La maggior banda a disposizione permette di raggiungere velocità maggiori. Per contro, le onde radio a questa frequenza vengono maggiormente schermate da muri e altri ostacoli, per cui il segnale peggiora più rapidamente all’aumentare della distanza. Nondimeno, avere la possibilità di operare su due bande è preferibile, soprattutto in contesti cittadini.

Porte USB

Alcuni router includono una porta USB che si può utilizzare per vari scopi. Esiste la possibilità di collegarsi a una stampante in modo da "condividerla in rete" e poter stampare da più dispositivi contemporaneamente senza una connessione fisica alla stampante. Sebbene esistano anche stampanti dotate di tecnologia WiFi, la porta USB permette di estendere questa capacità a qualsiasi stampante. Un altro utilizzo della porta USB è quello di collegarci un hard disk esterno in modo da avere un "disco di rete" accessibile a più dispositivi in modo da condividere i dati salvati al suo interno. Questo è utile per copie di backup oppure per rendere disponibili a lettori multimediali e Smart Tv dei contenuti per esempio scaricati da un PC.

Gli standard

I router WiFi si rifanno allo standard 802.11. Le successive revisioni dello standard (a/b/g/n/ac/ax) sono indicate di solito di seguito al numero dello standard (es 802.11n). Per evitare di generare confusione, i produttori hanno deciso di cambiare la denominazione introducendo una nuova denominazione informale per gli standard: d’ora in poi, per indicare le tecnologie della famiglia 802.11 si dirà semplicemente "WiFi" seguito da un numero. Lo standard 802.11ac (il più recente in commercio, in attesa del nuovo ax) sarà dunque indicato come WiFi-5 in quanto si tratta della quinta, più recente revisione. In commercio si trovano ancora dei router tipo 802.11n (WiFi-4) ma, almeno che non siano "dual band", al momento non sono più un’opzione raccomandabile. Sulle scatole dei prodotti dotati di tecnologia WiFi compaiono dei loghi circolari con un numero in alto a destra. Il numero indica la revisione dello standard (4 = 802.11n, 5 = 802.11ac, 6 = 802.11ax).

Ricordiamo infine che, nel caso il router non raggiungesse ogni punto della casa, una soluzione molto efficace, che abbiamo provato in passato, è quella di installare un HomePlug AV extender. Si tratta di una copia di apparati (un "master" che si collega a una delle porte fisiche del router e un "hotspot" da mettere nella stanza che si vuole coprire) che usano i comuni cavi della corrente elettrica per trasportare i dati fino all’hotspot che poi provvede a ritrasmetterli, localmente, su una mini rete WiFi creata dallo stesso.

Installazione e configurazione del router

Prima di procedere all’installazione vera e propria è necessario informarsi sulla tipologia della propria connessione ad internet e sui parametri necessari per una corretta configurazione degli apparati. Questi dati possono essere richiesti direttamente ai gestori telefonici, se non sono già presenti nella documentazione rilasciata con il contratto o con il modem che, solitamente, è dato in comodato d’uso ai clienti.

Per installare un router Wifi, si deve, per prima cosa, scollegare dal computer il cavo di rete (cioè quello che proviene dal modem) e innestarlo in una particolare porta del router chiamata porta internet o WLAN. La prima volta che si effettua la configurazione del router è necessario collegarlo al computer: sul retro vi è un certo numero di prese ethernet alle quali è possibile allacciare altrettanti dispositivi. Utilizzando un cavo passante (solitamente se ne trova uno già dentro la confezione del router) si colleghi quindi l’apparecchio al computer utilizzando una delle porte ethernet libere.

Una volta completati tutti collegamenti si può passare alla fase di configurazione vera e propria. I router sono dispositivi che funzionano indipendentemente dal computer: a differenza di altre periferche, quindi, non è necessario installare alcun “driver”. Molti router sono comunque venduti insieme con un Cd sul quale si trova un programma che facilita la fase di configurazione. Con o senza CD, è sempre possibile configurare il router usando un qualsiasi browser internet: il pannello di controllo che permette la loro gestione remota è visualizzato come una pagina web interattiva attraverso la quale cambiare i parametri di configurazione. Sul libretto d’istruzioni, (a volte anche su di un’etichetta attaccata al router stesso) si trova riportato l’indirizzo internet al quale collegarsi per accedere al pannello di controllo (in genere è una sequenza di numeri, ad esempio http://192.168.1.1 ). Per accedervi è sempre necessario identificarsi e immettere password: se il router è nuovo, si usa una parola d’ordine provvisoria indicata sul libretto d’istruzioni dell’apparecchio. Che si usi il programma di configurazione fornito sul CD oppure il pannello di controllo via browser, il primo passo è configurare il router affinché si interfacci correttamente con il dispositivo che provvede alla connessione ad internet.

Un router ha il compito di "instradare" (dall’inglese "to route") il traffico Internet. Tutti i router casalinghi possono collegarsi agli apparecchi di casa via cavo oppure tramite una connessione radio a breve distanza denominata WiFi. I router, come detto, possono essere suddivisi in router ADSL e router Fibra (detti anche router VDSL). Una connessione ADSL offre una velocità massima di 24 Mbps. A loro volta, i router VDSL sono di due tipologie, in base al tipo di connessione offerta dal gestore telefonico. Se la fibra ottica arriva fino al palazzo o nel quartiere, ma l’ultimo tratto è ancora coperto da normali cavi in rame, si parla di "Fiber To The Cabinet" (FTTC). Fisicamente le porte e gli allacciamenti sono indistinguibili da quelli utilizzati per una connessione ADSL classica. Se la fibra invece arriva in casa ("Fiber To The House", FTTH), è necessario un trasduttore e un router con un ingresso apposito. In questi casi il router fa anche da ponte verso i telefoni tradizionali e possiede un'ulteriore porta alla quale attaccare un apparecchio telefonico.

Messa in sicurezza di una rete wifi

Un aspetto spesso trascurato è la messa in sicurezza della propria rete domestica. Sebbene una volta che si è superato lo scoglio di configurare il router non sono necessari ulteriori passaggi, nella maggior parte dei casi la rete locale così instaurata è priva di ogni forma di protezione. Chiunque sia dotato di un computer con wifi è, pertanto, potenzialmente in grado di sfruttare abusivamente l’accesso ad internet: un malintenzionato potrebbe approfittarne per commettere attività illecite le quali finirebbero per essere erroneamente addossate all’ignaro possessore della rete wifi. Per questo, è fondamentale adottare tutti gli accorgimenti necessari per impedirne l’accesso ad estranei.

Nome della rete (SSID): una prima buona norma da seguire è quella di cambiare nome alla rete. Il nome scelto è visibile a tutti e serve a distinguere la propria rete da quelle eventualmente presenti nelle immediate vicinanze (Chi abita in un palazzo, con tutta probabilità, è in grado di ricevere i segnali radio provenienti da apparecchiature wifi dei propri vicini di casa). Di base, il router assegna alla rete un nome fittizio; lasciare questo nome è un chiaro invito per i malintenzionati: il proprietario di quella rete non si è curato di configurarla quindi si tratta di un facile ed invitante bersaglio!

Cifratura dei dati: I dispositivi wifi permettono di nascondere, mediante crittografia, i dati scambiati in modo che siano utilizzabili solo da quelle persone che conoscono la parola chiave indispensabile per decifrare i dati. Si evita, così, che dei malintenzionati possano inserirsi nella rete ed usarla abusivamente. Attualmente esistono due metodi per cifrare i dati trasmessi su reti wifi: WEP e WPA. Il secondo sistema è più sicuro del primo e quindi preferibile. Quando si sceglie di proteggere una rete mediante crittografia, bisogna anche scegliere una parola chiave (password) da utilizzare per connettersi. La parola chiave può essere successivamente cambiata in qualsiasi momento ed è consigliabile farlo periodicamente come ulteriore misura cautelativa.

Password di amministratore: per accedere al pannello di controllo è indispensabile immettere una password. La parola d’ordine provvisoria andrebbe cambiata al più presto come ulteriore misura di protezione contro attacchi dall’esterno. Un malintenzionato che riesce ad entrare nella rete e, successivamente, nel pannello di configurazione del router è in grado di assumerne il completo controllo.

Nascondere la SSID: una precauzione superflua?

Nonostante tutte le misure di sicurezza descritte, le reti wifi rimangono vulnerabili ad un attacco portato con determinazione e con le conoscenze giuste. In questo documento non si è fatto finora menzione ad una pratica molto diffusa, quella di “nascondere” il nome della rete (SSID). Nascondendo il nome della rete, questa non compare più nell’elenco di quelle automaticamente rilevate da Windows, quando cerca di instaurare una nuova connessione su reti wireless.
Tuttavia, la SSID è comunque trasmessa dal router ed è possibile intercettarla. Bastano dei semplici programmi reperibili su internet ed è possibile risalire facilmente a tutte le reti a portata di antenna, siano esse nascoste o meno. Per questa ragione, nascondere la SSID serve a ben poco; è molto più utile poter regolare la potenza di trasmissione del router perché dove non arrivano le onde radio non arrivano nemmeno gli intrusi.

Router wifi: guida all'acquisto

Un router wifi è un dispositivo che consente di mettere in rete più pc contemporaneamente e senza fili consentendo, ad esempio, di navigare in internet senza bisogno di collegare via cavo il computer e gli altri dispositivi al modem di casa. 
Installare un router wifi non è un’operazione particolarmente complicata. Le difficoltà maggiori sono nel configurare correttamente il dispositivo per funzionare con le differenti tipologie di connessione a internet disponibili e mettere in sicurezza la propria rete wifi (un aspetto da molti sottovalutato) in maniera di impedire l’accesso a sconosciuti.

Solo router o anche modem?

Sul mercato esistono due grandi famiglie di router WiFi: quelle che includono un modem ADSL e quelli senza, ovvero che si limitano a “fare da ponte” fra una connessione esistente e una rete senza fili. I router con incorporato il modem sono in genere un po’ (poche decine di euro) più costosi e richiedono una maggior attenzione in fase di configurazione: di fatto occorre prima configurare la parte “modem” e in seguito la parte “router” con la relativa rete wifi casalinga. I modelli solo router, quindi sono certamente più flessibili (ad esempio si possono usare per espandere reti pre esistenti o per trasformare una connessione internet non necessariamente via adsl in rete wifi), tuttavia per connettersi a internet devono obbligatoriamente appoggiarsi a un apparecchio esterno. Nella scelta tra una di queste due categorie bisogna tenere in considerazione un paio di cose: da una parte il fatto che ormai sono molti i provider internet che forniscono anche un modem in comodato d’uso, ma soprattutto che alcuni servizi offerti possono essere usati solo in abbinamento all’apparecchio che rilasciano in comodato d’uso (un esempio è proprio la rete in fibra ottica di Fastweb). In questo caso non è proprio possibile usare un modem integrato nel router, e spesso non conviene neppure comprare anche solo un router perché il modem integra già la possibilità di connettere i dispositivi via WiFi.

Router G o router N?

Già ormai da un paio d’anni lo standard tecnologico più diffuso nei negozi è quello che comunemente viene definito N: nello specifico è lo standard 802.11n che però è compatibile anche con il precedente standard G (802.11g) e quello ancora più vecchio (B). Rispetto ai precedenti, i router N sono certamente più veloci, anche se le velocità dichiarate dai produttori sono di fatto solo teoriche e difficilmente si raggiungono anche in condizioni ottimali. Oltre alla distanza tra il dispositivo wifi e il router e a eventuali ostacoli come muri, oggetti e soffitti, il fattore che limita decisamente la velocità di trasmissione è legato principalmente alla linea adsl. Paradossalmente, se si possiede una normale linea adsl, potrebbe essere sufficiente anche un router G. Va detto però che i router G stanno uscendo dal mercato. Soprattutto per guardare filmati in streaming o trasferire file di grosse dimensioni un router più veloce può essere utile. Poiché la velocità di una connessione wireless è influenzata dalla qualità del segnale radio ricevuto, un dispositivo N, con i suoi meccanismi migliorati per aumentare la portata e la copertura, potrebbe fornire un vantaggio in alcune situazioni in cui la ricezione è scarsa. I router N si possono trovare nei negozi e online con prezzi che variano dai 15 ai 40 euro. Se invece se ne cerca uno che integra anche il modem i prezzi variano tra i 20 e i 50 euro. Vadetto, però, che molti dispositivi portatili, per ragioni di costo e compatibilità, continuano a usare la connessione wifi di tipo G quindi, con questi apparecchi, non è il caso di aspettarsi incrementi di velocità anche si passa a un router N.

I router Dual band

Un po’ più di recente sono stati messi in commercio router N dotati di una doppia banda (dual band). Questi dispositivi, che si possono trovare nei negozi con prezzi che vanno dai 70 ai 160 euro (i modelli con il modem costano invece tra i 100 e i 140 euro), offrono la possibilità di trasmettere (per molti modelli anche contemporaneamente) su due bande differenti. Oltre alla frequenza tradizionale (2,4 GHz), possono trasmettere anche sui 5GHz, una banda ancora poco utilizzata e soprattutto in grado di trasportare una maggior quantità di dati. Il risultato è che utilizzando la banda da 5GHz la trasmissione è molto più veloce, con prestazioni (in condizioni ottimali) vicine a quelle via cavo. Tuttavia non tutti i dispositivi che hanno il wifi interno ne hanno uno in grado di dialogare col router sulla banda da 5GHz; se non avete un computer portatile piuttosto recente o un tablet di ultima generazione dovrete accontentarvi di quella tradizionale da 2,4GHz, piuttosto affollata e quindi (soprattutto in certe ore del giorno) tutt’altro che rapida. Per questa ragione, per quasi tutti questi modelli è possibile abbinare, acquistandolo separatamente (con prezzi che variano dai 20 ai 55 euro), un adattatore usb che permette anche ai pc non recentissimi (o ai computer desktop che di solito non hanno il wifi) di connettersi al router attraverso la frequenza di banda più grande e libera, ovvero quella da 5GHz, e di navigare quindi più velocemente. Con un apposito test abbiamo verificato che un router di una certa marca dialoga bene anche con un adattatore di una marca diversa. Per sfruttare la maggior velocità di questi modelli di router, badate solo di acquistare un adattatore che supporti lo standard wifi 802.11 N ma che sia anche dual band.