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Dal 2023 stop al canone Rai in bolletta. Dal 730 all'abolizione della tassa: le ipotesi al vaglio

Dal 2023 il canone Rai non comparirà tra le voci delle bollette elettriche. L'Italia fa seguito agli accordi presi con l'Unione europea che aveva richiesto di eliminare l'imposta sulla tv pubblica dalle fatture della luce, perché considerata "onere improprio". Il Governo è ora al lavoro a una soluzione che potrebbe arrivare entro fine 2022, probabilmente con la prossima Legge di Bilancio. Dal versamento assieme alle imposte sulla casa all'abolizione del canone: ecco le ipotesi al vaglio dell'esecutivo. 

19 aprile 2022
Canone Rai 2023

Stop al canone Rai in bolletta, a partire dal 2023 l'imposta sulla tv pubblica non sarà più inserita tra le voci che compongono le fatture della luce. La decisione fa seguito agli accordi che l'Italia ha preso con Bruxelles: era stata proprio l'Unione europea a chiedere di scorporare la tassa dai consumi elettrici, perché definita "onere improprio". Come pagheremo allora in canone Rai a partire dal 2023?  

Canone Rai: le ipotesi in campo

Il Governo dovrà trovare entro la fine del 2022 una soluzione al problema della riscossione del canone Rai a cui, con tutta probabilità, non si arriverà prima della prossima Legge di Bilancio. Le ipotesi al vaglio dell'esecutivo in questa fase sono diverse e prendono spunto da quanto fatto da altri Paesi dell'Unione europea ed extra Ue. Una strada, seppur remota, sembrerebbe essere quella adottata in Francia: qui ormai dal 2005 la tassa sulla tv pubblica (di 138 euro) viene versata assieme alle imposte sull'abitazione principale. In questo caso, quindi, i cittadini potrebbero doverla versare tramite il modello 730. C'è anche la soluzione proposta da Israele che prevede il versamento del canone come tassa aggiuntiva a quella sull'automobile. 

Abolizione dell'imposta sulla tv pubblica

Tra le ipotesi c'è anche quella di una definitiva abolizione del canone Rai: soluzione seguita da Finlandia, Olanda, Norvegia, Spagna e Svezia. In questi casi è lo Stato a decidere e stanziare i fondi destinati alla tv pubblica, quindi i soldi vengono assegnati direttamente. A contribuire in maniera diretta sono comunque i cittadini e le imprese, attraverso le imposte generali da versare ogni anno. Quella dell'abolizione del canone è una soluzione che, come diciamo da anni, a nostro avviso va nella direzione giusta. Per questo avevamo lanciato una petizione per richiedere l'eliminazione dell'imposta, accompagnata da una proposta di riforma del servizio pubblico. Proposta che abbiamo sottoposto a più riprese all'esecutivo e che mirava a uno snellimento e a ripensare un servizio ormai vittima di anni di inefficenza.