Ultimi reclami

C. L.
06/08/2026

MALFUNZIONAMENTO TOUCH SCREEN

Il/La sottoscritto/a Leone Carmela Rosa, codice fiscale LNECML72R55L259O, residente a Pomezia (RM), con la presente contesta formalmente l'esito dell'intervento di assistenza tecnica effettuato in data 14/07/2026 presso l'Apple Store di Roma - Apple Euroma2. Il dispositivo iPhone 14 (IMEI/Seriale Numero di serie: Q4XJ0XTLWP: ) è stato consegnato esclusivamente per la sostituzione della batteria. Prima di tale data, lo schermo touch funzionava perfettamente. Al momento del ritiro o subito dopo l'accensione a seguito dell'intervento, il touch screen sembrava funzionante, ma dopo tre giorni la funzione touch ha smesso di funzionare senza che fossero subentrati fattori scatenanti. Essendo evidente il nesso di causalità tra l'apertura del dispositivo da parte del vostro personale tecnico e il guasto al modulo del display, si richiede, ai sensi delle condizioni di garanzia sulle riparazioni Apple (90 giorni) e del Codice del Consumo, il ripristino immediato e gratuito delle piene funzionalità del telefono. Ho preso appuntamento e mi sono recata nell’Apple Store il giorno 2 agosto 2026 segnalando il malfunzionamento ed i tecnici dopo un controllo sommario non hanno effettuato alcuna riparazione, consigliando l’acquisto di un altro modello dando in permuta l’iPhone 14 di mia proprietà. Il 5 agosto 2026 ho aperto utilizzando il canale telefonico un reclamo (ID 20000126911089) In mancanza di riscontro entro 7 giorni, la pratica verrà gestita tramite l'Associazione dei Consumatori con riserva di richiesta danni.

In lavorazione
C. D.
31/07/2026

Conformità colore titanio nero iPhone 16 pro max

Buongiorno ho preso il telefono il 09/08/2025 Neanche una settimana ha incominciato a staccarsi la pittura dalla scocca oggi è passato quasi un anno e il telefono sta ancora più rovinato mai fatto cadere lo pulisco sempre non tiene un danno dicono che usura ma dopo 1 settimana è impossibile 1.500 dí telefono tenuto sempre con pellicola e questo è il risultato potete fare qualcosa presentarlo alla Apple io domani vado da loro

In lavorazione
E. C.
29/07/2026

Apple - ricatto su parti non originali

Buongiorno, da libero consumatore, per esigenze di risparmio, ho correttamente installato in autonomia batteria e schermo di un iphone 12 (parliamo di un dispositivo uscito sul mercato nel 2020 e acquistato usato nel 2026). Dopo l'installazione di questi componenti non originali, ho scoperto (cosa che esiste da poco) che, a partire dagli ultimi aggiornamenti del sistema operativo, Apple ha inserito un sistema di controllo che verifica le parti hardware installate. La cosa a mio avviso estremamente grave (peraltro in conflitto anche con le ultime normative europee volte a intervenire sui 35 milioni di tonnellate di rifiuti prodotti "inutilmente" da beni riparabili) è che quando Apple individua parti non originali, disabilita volutamente FACE ID, il sistema di rilevazione biometrica (riconoscimento facciale). Così, come se fosse una punizione per non aver utilizzato i costosi sistemi di assistenza e ricambi originali. Preciso che il dispositivo che fa funzionare face ID è perfettamente funzionante, tant'è che l'iphone è in grado di riconoscere i miei movimenti del volto, sorrisi, sopracciglia in movimento, o dove vanno gli occhi (eye tracking), etc. (semplicemente perché ci sono modalità di accessibilità facilitata che possono essere attivate e che confermano il perfetto funzionamento, il danneggiamento del componente in fase di sostituzione è pertanto assolutamente escluso!). Ora, io posso capire perfettamente ed essere d'accordo sulla perdita di garanzia di un prodotto nel momento in cui lo si manomette. Ritengo senza riserve che sia giusto. Ma in questo caso parliamo di un vero e proprio ricatto: se ti servi di mercati paralleli (eppure legali) per i tuoi ricambi - che costano anche meno di un decimo di quello che chiederebbe invece Apple (io con 40€ circa ho comprato batteria con maggiore potenza e schermo!) - allora noi ti puniamo. Io ho acquistato un bene, è di mio possesso. Mi assumo la responsabilità in caso di manomissione errata (vale a dire guasti a componenti interne), ma non tollero che si inserisca volutamente una limitazione perché non sono passato da loro a lasciargli qualche centinaia di euro! E' un ricatto. E' come se i fari di un automobile, non originali ma perfettamente compatibili, venissero spenti volutamente dalla centralina perché non ci si è affidati ai costosi ricambi della marca produttrice dell'auto. Occorre fare chiarezza! Non bastano i megaprofitti di questa azienda appartenente alle "Big Five" che fattura più dell'intero PIL italiano, ora addirittura si puniscono i consumatori infedeli...! Posto che chiaramente abbandonerò per sempre Apple, il suo squallore e la sua prigionia commerciale, ritengo che sia necessario per tutti fare chiarezza e discernere tra due cose: 1. la responsabilità del consumatore che - a suo rischio e pericolo - decide di utilizzare per qualunque bene ricambi non originali (per esempio un caricabatterie non originale che, in quanto tale, potrebbe finire per deteriorare in maniera molto più rapida le condizioni della batteria originale); 2. la libertà del consumatore di rivolgersi al miglior offerente o comunque ad altro offerente attivo legalmente nel mercato. In altre parole, occorre distinguere tra i danni (reali o potenziali) di cui sarebbe effettivamente responsabile il consumatore dai danni al consumatore deliberatamente pianificati a tavolino per scoraggiare pratiche alternative di risoluzione.

In lavorazione
G. R.
28/07/2026

Batteria IPhone 14

nel mese di luglio ho inviato il mio iPhone 14 in assistenza per la sostituzione della batteria, la cui capacità massima risultava pari al 76%. Essendo il dispositivo coperto da AppleCare, avevo diritto alla sostituzione gratuita della batteria. Desidero però evidenziare che questa vicenda nasce già da un precedente disservizio. A partire dal mese di maggio mi sono recato presso il centro assistenza R-Store di Catanzaro, distante circa un’ora dalla mia abitazione, dove sono stato invitato a tornare in ben quattro occasioni senza che l’intervento venisse mai eseguito. Dopo mesi di inutili spostamenti e perdite di tempo, sono stato costretto a ricorrere alla spedizione del dispositivo. Prima della spedizione ho seguito scrupolosamente tutte le procedure richieste da Apple, compreso il ripristino completo del telefono. Una volta ricevuto il dispositivo presso il vostro centro assistenza, sono stato contattato e informato che, oltre alla sostituzione della batteria, sarebbe stato necessario sostituire anche il gruppo display anteriore, con un costo di €29. Ho autorizzato immediatamente tale intervento. Dopo circa una settimana ho ricevuto nuovamente il telefono e ho provveduto al ripristino completo del dispositivo. Trattandosi del mio telefono di lavoro, questa operazione ha richiesto diversi giorni, sia per la quantità di dati e applicazioni da reinstallare, sia per la riattivazione di numerose applicazioni protette. Solo per ripristinare l’accesso alle applicazioni bancarie ho dovuto recarmi personalmente presso tre diversi istituti di credito, ciascuno con appuntamenti dedicati. Con mia grande sorpresa, dopo pochi giorni di utilizzo ho notato che l’autonomia continuava ad essere identica a prima dell’assistenza. Verificando lo stato della batteria nelle impostazioni del dispositivo, ho constatato che la capacità massima risultava ancora pari al 76%, esattamente come prima dell’invio in assistenza. È quindi evidente che la batteria non è mai stata sostituita, nonostante il telefono sia rimasto presso il vostro centro assistenza per circa una settimana e io abbia affrontato tutti i disagi connessi alla procedura. Contattando nuovamente l’assistenza Apple, mi è stato semplicemente proposto di spedire ancora una volta il dispositivo. Ritengo questa soluzione inaccettabile. Non è ragionevole pretendere che il cliente subisca nuovamente l’assenza del proprio telefono, debba effettuare un ulteriore ripristino completo del dispositivo e affrontare ancora tutte le procedure necessarie per riconfigurare le applicazioni professionali e bancarie, quando il problema è esclusivamente riconducibile ad un errore del servizio di assistenza. Alla luce di quanto accaduto, Vi chiedo di individuare una soluzione definitiva che tenga conto del grave disagio che mi è stato arrecato. Ritengo infatti che non sia il cliente a dover sopportare ulteriori sacrifici per rimediare ad una mancata esecuzione dell’intervento richiesto e dovuto. Resto pertanto in attesa di un Vostro riscontro, confidando che vogliate proporre una soluzione adeguata alla situazione, che consenta di risolvere definitivamente il problema senza arrecarmi ulteriori disagi. Cordiali saluti

In lavorazione
P. M.
23/07/2026

RECLAMO RIMBORSO IVA LEGGE 104

In Data: 16/07/2026, è stato acquistato presso store Apple Online, un MacBook (Modello: MacBook Neo 256GB Argento, fatturato a nome del Disabile con 104. per un importo totale corrisposto pari a € 679,00. Il pagamento è stato effettuato tramite gift card e Carta di credito MasterCard. Trattandosi di un sussidio tecnico-informatico destinato a facilitare l'autosufficienza e l'integrazione di una persona con disabilità, è stata regolarmente trasmessa la documentazione medica e amministrativa richiesta per beneficiare dell'applicazione dell'IVA agevolata al 4% ai sensi della Legge 104/1992. In fase di acquisto e durante i contatti con il supporto Apple, è stato esplicitamente confermato che lo storno della differenza d'imposta (pari a € 100,18) sarebbe avvenuto tramite riaccredito monetario diretto sul metodo di pagamento personale o tramite bonifico bancario intestato alla persona disabile. Invece ho ricevuto dalla Apple una Apple Gift Card del valore equivalente alla quota di IVA da rimborsare, invece di procedere al riaccredito. A tal proposito evidenzio e contesto quanto segue: La cifra in oggetto rappresenta uno storno d'imposta statale dovuto per legge e non un'operazione commerciale di marketing o una promozione interna ad Apple. Tali somme appartengono al legittimo avente diritto e non possono essere trattenute o vincolate nel circuito di un privato. Vincolare il rimborso di una tassa dello Stato all'obbligo di effettuare ulteriori acquisti esclusivamente sul canale Apple Store configura una grave e indebita limitazione della libertà di spesa del consumatore, oltre che una palese violazione degli accordi pre-contrattuali. Non è mai stato dato alcun consenso a ricevere un saldo d'acquisto vincolato (Gift Card) in sostituzione del denaro contante o del riaccredito bancario.

In lavorazione

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