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Ultimi reclami
CATENA ALBERO A CAMME
Spett.le Altroconsumo, con la presente desidero segnalare una problematica relativa alla mia autovettura Opel Corsa, acquistata come auto nuova e con attualmente circa 40.000 km. Per la seconda volta mi è stato notificato un richiamo relativo a un componente importante del veicolo. In questa occasione il richiamo riguarda la catena dell’albero a camme, un intervento che ritengo particolarmente rilevante considerando la giovane età e il basso chilometraggio dell’auto. Oltre al disagio legato al problema tecnico, sto riscontrando notevoli difficoltà nella gestione dell’intervento: nonostante abbia provveduto a prenotare l’appuntamento con circa un mese fa, le officine autorizzate risultano sature e l’intervento potrà essere effettuato solo nel mese di settembre. Inoltre, mi è stato comunicato che il veicolo dovrà rimanere fermo almeno un giorno e, nel caso in cui si renda necessaria la sostituzione della catena, anche per una settimana. Vorrei evidenziare che tutti questi disagi ricadono completamente sul cliente: tempo perso, difficoltà organizzative, impossibilità di utilizzare il proprio mezzo e potenziali costi indiretti. Acquistando un’auto nuova ci si aspetta affidabilità e tranquillità, mentre in questo caso mi trovo a dover affrontare ripetuti problemi su un veicolo con un chilometraggio ancora molto contenuto. Paradossalmente, un’altra mia autovettura con oltre dieci anni di vita si sta dimostrando più affidabile. Chiedo pertanto il supporto di Altroconsumo per valutare quali siano i miei diritti nei confronti della casa automobilistica e se sia possibile ottenere un adeguato riconoscimento per i disagi subiti, oltre a una gestione più efficace e tempestiva dell’intervento. Resto a disposizione per fornire tutta la documentazione necessaria (richiami ricevuti, libretto di manutenzione, comunicazioni con l’officina e documentazione di acquisto). Ringraziando per l’attenzione, resto in attesa di un vostro riscontro. Cordiali saluti,
Impianto GPL non sicuro dopo cambio serbatoio presso concessionaria ufficiale Opel
Nel marzo 2023 effettuavo presso l'officina della concessionaria Storti Auto S.r.l. di Pavia la sostituzione decennale obbligatoria del serbatoio GPL sulla mia Opel Astra J ST GPLTECH (impianto di serie). A seguito dei gravi e continui problemi emersi da allora su tale impianto, culminati nella scoperta che il tubo in rame ad alta pressione del gas in ingresso alla multivalvola è privo della spira antivibrante ed è stato pericolosamente schiacciato e strozzato nelle due pieghe a 90° rinvenute, mi sono rivolto al servizio clienti di Opel Italia. L'obiettivo era duplice: 1) segnalare la condotta della struttura; 2) richiedere un loro supporto tecnico per accertare se il lavoro rispecchiasse gli standard della casa madre, visto il notevole rischio di rotture e perdite di gas in quella zona, peraltro già verificatesi e riparate in garanzia presso la stessa officina. A fronte del rifiuto di Storti Auto di riconoscere il difetto, Opel Italia ha risposto declinando ogni responsabilità e liquidando la faccenda col fatto che l'officina non appartiene più alla loro rete autorizzata. Questo avviene nonostante la stessa struttura continui tuttora a esporre le insegne Opel e a dichiararsi sul proprio sito web "Concessionaria Ufficiale", traendo in inganno i clienti. Opel Italia mi ha invece invitato a rivolgermi alla rete attiva per ricevere l'assistenza necessaria. Seguendo alla lettera l'indicazione, mi sono recato presso la concessionaria autorizzata Fenino Auto di Pavia. Qui l'accettazione mi ha risposto che loro non effettuano interventi sugli impianti GPL (cosa che, secondo loro, Opel dovrebbe ben sapere) e che assistono solo vetture prodotte dal 2021 in poi. Ho provato a segnalare la risposta ricevuta (che pare davvero un ulteriore rimpallo) direttamente a Opel Italia tramite il form online dell'assistenza clienti, senza ricevere ad oggi alcuna replica, nemmeno quella automatica di ricezione che in molti siti viene trasmessa usando quel tipo di canale per i contatti.T rovo inaccettabile che il costruttore si disinteressi della sicurezza stradale di un proprio veicolo, comunque provvisto di impianto nativo. Risulta inoltre che Opel Italia ha precisi obblighi legali a cui non può sottrarsi per scaricare il cliente: i Regolamenti Europei (CE) n. 715/2007 e (UE) 2018/858 (confermati dalla giurisprudenza della Corte di Giustizia Europea, causa C-296/22) impongono ai costruttori l'obbligo tassativo di garantire l'accesso illimitato, chiaro e non discriminatorio alle informazioni tecniche, ai manuali d'officina e agli standard di riparazione dei veicoli. Destinatari di tali specifiche possono essere anche i proprietari di loro vetture che le necessitino. Anche il Codice del Consumo (D.Lgs. 206/2005) obbliga il produttore a immettere sul mercato prodotti sicuri e a cooperare attivamente con i consumatori per valutare e accertare i rischi legati alla sicurezza dei loro prodotti, dunque incluse situazioni come quella di anomalie gravi su impianti gas per autotrazione. Opel non può quindi rimpallare la consegna di questi dati ufficiali alla propria rete di assistenza, che tra l'altro nel mio caso ha pure dichiarato i limiti suddetti. Dopo le svariate segnalazioni già fatte, anche formali mediante precise richieste via PEC, provo anche il metodo della pubblica esposizione dei fatti per indurre Opel Italia ad adempiere ai propri doveri. Intendo fornendomi l'estratto della documentazione tecnica ufficiale (schemi originari e specifiche del tubo di carico gas) per accertare la conformità del lavoro svolto presso il loro ex concessionario.
Grave problema con lo sterzo
Con la mia auto Opel Mokka CTDI targata EW429SB, fortunatamente, mentre mi accingevo ad entrare in un'area di servizio a bassissima velocità improvvisamente rimango senza lo sterzo in quanto si è rotto il giunto che collega il piantone dello sterzo con la scatola. Le ruote anteriori sono rimaste dritte senza alcuna possibilità di controllo. Eravamo in tre in macchina e non oso immaginare cosa sarebbe successo se questa rottura fosse capitata in autostrada (che avrei preso subito dopo aver fatto rifornimento), o prima in piena strada statale trafficatissima. Mi rivolgo pertanto alla casa costruttrice dell'auto dicendo che una cosa del genere (a detta di molti tecnici del settore) non dovrebbe mai e poi mai succedere. Un giunto che si rompe improvvisamente, senza alcun avviso, lasciando il conducente in balia del destino è una faccenda di una gravità assoluta per le drammatiche conseguenze. Spero che la casa costruttrice risponda al mio appello e mi contatti al più presto per avere chiarimenti in merito al problema sopra esposto e come intende procedere.
Serbatoio Urea AdBlue
Buongiorno, richiedo l'intervento del servizio legale di Altroconsumo per l'applicazione della "Special Coverage AdBlue" (piani 4UA/4UB) concordata da Stellantis con l'AGCM. Il mio veicolo (Opel Corsa, targa e telaio come da carta di circolazione in allegato) immatricolato a novembre 2020, 93.399 km, ha subìto il blocco della pompa SCR per cristallizzazione urea. L'officina della rete di assistenza locale Opel ha ammesso la natura strutturale e frequente del problema, consigliando verbalmente l’uso di additivi anti-cristallizzanti. Tale raccomandazione contrasta però con il Libretto d'Uso e Manutenzione ufficiale di Opel, che vieta tassativamente qualsiasi additivo nell'AdBlue, confermando l'origine progettuale e non manutentiva del difetto. Ho pagato con espressa riserva di ripetizione la fattura di € 1.388,99 per la sostituzione obbligatoria dell'intero serbatoio urea presso l'officina autorizzata che - alla mia richiesta circa l'esistenza di rimborsi della casa costruttrice - mi ha invitato a contattare direttamente il servizio clienti. Il Customer Care Opel ha però respinto per due volte la mia richiesta a mezzo PEC utilizzando formule ciclostilate identiche e totalmente prive di motivazione tecnica o amministrativa. Ho inoltrato richiesta anche tramite la piattaforma ufficiale "Urea Tank Compensation Platform" di Stellantis, la quale è stata automaticamente respinta dal sistema con esito 'Richiesta rifiutata' pochissimi secondi dopo l’invio, che evidentemente deriva da un mero filtro algoritmico e non da una reale e corretta valutazione della pratica. Il veicolo rientra nei requisiti previsti dalle coperture per i marchi del gruppo coinvolti che utilizzano gli stessi motori e la medesima tecnologia SCR (vettura nella fascia 5-8 anni e ampiamente sotto il limite chilometrico di 210.000 km), impegni assunti da Stellantis in sede europea e nazionale. Si ribadisce che il guasto al serbatoio dell'urea costituisce un vizio occulto e strutturale del mezzo per il quale si giudica inaccettabile l'atteggiamento finora dimostrato da Opel/Stellantis. Chiedo pertanto l'apertura di un'istruttoria manuale e il rimborso delle somme spettanti. Anticipo che, qualora non dovessi ottenere riscontro positivo, segnalerò formalmente il caso all'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) per la verifica del rispetto degli impegni vincolanti assunti da codesto Gruppo. In allegato: - Carta di circolazione del veicolo - Fattura di sostituzione serbatoio AdBlue - Corrispondenza PEC fra la sottoscritta e Opel Customer Care - Estratto manuale d'uso Opel (su AdBlue)
Opel Corsa Electric: rifiuto assistenza su difetto seriale del compressore a soli 53.000 km
Buongiorno desidero segnalare il comportamento scorretto e la mancata assistenza da parte di Opel Italia (Gruppo Stellantis) in merito a un gravissimo difetto strutturale riscontrato sulla mia vettura Opel Corsa Electric (Targa: GD649AB, Telaio: VXKUHZKXZL4458807). Il compressore del climatizzatore della vettura si è scoperto dopo vari tentativi e dopo aver provato tre officine che è guasto. Ci tengo a precisare che non si tratta di un problema recente dovuto all'usura del tempo, ma di un'anomalia emersa sin dai primi anni di vita dell'auto. All'epoca, la rete di officine ufficiali Opel a cui mi sono rivolto non è stata in grado di diagnosticare correttamente né di risolvere definitivamente il problema, che è rimasto latente fino al blocco totale. Come ampiamente documentato dalle riviste specializzate europee (tra cui la francese L'Argus) e dai bollettini tecnici interni del Costruttore (TSB), questo specifico compressore fornito da Valeo per le vetture del gruppo Stellantis prodotte tra il 2019 e il 2022 soffre di un difetto nativo di progettazione (cortocircuito della scheda elettronica interna o grippaggio meccanico). A fronte della mia richiesta di intervento in regime di "correntezza commerciale", il Servizio Relazione Clienti Opel ha liquidato la pratica con una mail standard, rifiutando qualsiasi tipo di contributo economico e asserendo che, essendo l'auto fuori dal biennio di garanzia legale, ogni criticità è a carico dell'utilizzatore. Questo rifiuto è inaccettabile per due ragioni fondamentali: La responsabilità della mancata risoluzione tempestiva è della rete ufficiale Opel, che non ha sanato il difetto quando la macchina era pienamente in garanzia. L'auto ha all'attivo appena 53.186 km (dato confermato per iscritto dalla stessa Opel). Un chilometraggio così esiguo è l'evidenza lampante di un cedimento strutturale precoce e di un vizio occulto originario del pezzo, che non può essere imputato alla normale usura o a carico dell'utente. Chiedo il supporto di Altroconsumo affinché Opel Italia riapra la pratica e riconosca la sostituzione del componente difettoso a proprie spese, come già fatto per molti altri clienti europei colpiti dallo stesso difetto seriale. Chiedo che Opel Italia riveda la propria posizione ufficiale e intervenga a titolo gratuito (o in regime di totale correntezza commerciale) per la sostituzione del compressore del climatizzatore difettoso, riconoscendo la natura seriale del guasto e il bassissimo chilometraggio del veicolo (53.186 km), non imputabile a usura. Cronistoria del difetto: inizio secondo anno di vita dell'auto l'aria condizionata smetteva di funzionare e poi ripartiva casualmente, in occasione del tagliando (fatto con secar srl), effettuato in inverno facevo presente il problema che però veniva liquidato con un "adesso pare che funziona lo rivediamo in estate" Estate successiva non riuscivo a prendere un appuntamento in tempi normali e l'aria nel periodo più caldo riprendeva a funzionare regolarmente. chiedo ugualmente un controllo ma mi viene chiesto di pagare per il solo controllo, mi rifiuto e mi riprometto di cercare un'altra officina. Per mia pigrizia e perchè in inverno comunque l'aria condizionata non serve passa il tempo. Nel 2025 prima dell'estate visto che l'aria non funziona chiamo il servizio clienti e spiego la situazione e in quel caso si dicono disponibili a contribuire dopo aver fatto un preventivo in una officina ufficiale opel, l'officina (Ellebi S.r.l. di Lai Giorgio & C.) non essendo riuscita a diagnosticare il giusto problema mi propone a un prezzo esorbitante la sostituzione di un tubo ( ho il loro preventivo) perchè secondo loro c'era perdita di gas, ma in realtà avevo fatto controllare preventivamente per diffidenza e non risultava nessuna perdita e infatti magicamente anche se per poco tempo ancora una volta il compressore riprende a funzionare. Poco dopo però il problema si ripresenta e così quest'anno visto che una nuova officina diventa partner opel (AF Motors)richiamo l'assistenza clienti e mi dicono di fare il preventivo e di risentirci. Finalmente viene fatto il preventivo ma opel nega qualsiasi tipo di intervento in aiuto o contributo. In allegato il preventivo della riparazione, la fattura per preparare il preventivo e la mail del servizio clienti. Nel campo tipo di riferimento id ho inserito la targa dell'auto.
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