Bacheca dei reclami

Reclama Facile è un servizio a disposizione di tutti gli utenti registrati al nostro sito che ha l’obiettivo di mettere in contatto il consumatore con l’azienda di suo interesse per risolvere i problemi che possono verificarsi nei quotidiani rapporti di fornitura di prodotti o servizi.
Reclama Facile si propone di instaurare un utile dialogo tra imprese e consumatori per risolvere questi problemi in via amichevole, favorendo il raggiungimento di un accordo condiviso.
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C. S.
23/12/2017

Non riesco a disattivare offerta ALL TRAVEL WEEKLY UE&USA

Avevo attivato in passato l'opzione ALL TRAVEL WEEKLY UE&USA sul mio n. telefonico ricaricabile indicato nel reclamo.L'opzione prevede la possibilità di disattivazione mediante invio di SMS al n. 4033 con il testo ALL TRAVEL WEEKLY NO, ma in realtà nonostante abbia inviato più volte tale sms, il servizio resta sempre attivo.L'unica possibilità per disattivarlo sarebbe quella di chiamare il 155 e di rivolgersi ad un consulente Wind, però ciò comporta che il prossimo rinnovo mensile dell'offerta ricaricabile ALL DiGITAL attiva sul mio telefono verrà effettuato ad un prezzo maggiorato.

Risolto
A. C.
20/12/2017

Richiesta illegittima di pagamento a seguito recesso da servizio senza penali

Nel mese di maggio 2017 ho ricevuto un sms, da parte della compagnia Wind Tre S.p.A., dove mi venivano comunicate delle modifiche delle condizioni contrattuali del mio profilo tariffario (ALL IN RICARICABILE). Nello specifico vi era riportato che la fatturazione sarà conteggiata ogni 30 giorni, e non più ogni 7 giorni, con un aumento di 2,99 euro e soglie non più settimanali, ricordandomi di avere tempo fino al 30/6 per recedere dal contratto senza penali. Mi recavo così il 15 giugno 2017 in un ufficio postale di Milano che ha provveduto ad effettuare il cambio di gestore telefonico, che si sarebbero occupati loro di tutte le pratiche burocratiche e che non avrei dovuto mandare alcuna raccomandata alla Tre per la recessione del contratto in quanto sull'sms vi era la dicitura recesso senza penali. La compagnia Wind Tre mi ha già mandato una raccomandata avente per oggetto risoluzione del contratto relativo alle utenze sottoscritte, dove mi invitano a pagare una bolletta di 55,65€.Ora a distanza di 6 giorni dalla raccomandata mi arriva una lettera da uno Studio legale avv. Valentina Parini di Bergamo che mi diffida a provvedere al pagamento, entro 10 giorni al pagamento di 62,41€ comprensiva di EUR 1,19 per interessi e di EUR 5,57 per spese di recupero crediti.Nel frattempo ho provveduto tempestivamente a fare un fax all'800179600 di Wind Tre in risposta alla raccomandata appena arrivatami in cui facevo presente che la somma di 55,65€ richiestami come risoluzione di contratto non mi è addebitabile in quanto, come da vostro sms il passaggio ad altro operatore era senza penali.Tutto ciò mi sembra esagerato ed assurdo,mi rifaccio peraltro al recente procedimento dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato avviato nei confronti di Tim. Ravviso in queste richieste un abuso da parte della compagnia Wind Tre S.p.A. nel continuare a chiedere il pagamento di una somma non dovuta, ribadendo il concetto che la disdetta è stata fatta per giusta causa, disdetta senza penali così come comunicata via sms dalla Tre.

Chiuso
N. A.
07/12/2017

Il modem fibra che non arriva mai

Buona seraIl mio problema é identico a quello indicato in reclamo precedente con il titolo il modem non arrivaSono una cliente infostrada ADSL dal 2013Fine novembre 2017 è stato stipulato contratto telefonico di cambio offerta da adsl a fibra 100 con consegna del modem fibra in 37066, Sommacampagna (VR), SP26a Aeroporto Valerio Catullo, Buchbinder rent a car. In data 1 Dicembre è stata staccata la linea adsl e telefonica.Sempre per il giorno 1 dicembre (dopo una telefonata fatta dal corriere immagino) é stata prevista la consegna del modem che perö fino ad oggi non é stato mai consegnato. Dopo una ventina di Telefonate al wind mi é stato detto che il corriere ha fatto un tentativo di consegnare il modem il giorno 4 dicembre, ma c´erano i dati cliente errati (mi interessa quali - non hanno potuto trovare aeroporto internazionale di Verona? Oppure uffici di autonoleggio? In ogni caso c´e il mio Numero di telefono - potevano anche telefonare, ma secondo me, é un balla inventata da Wind. Assurdo!).Per chiarire la situazione telefono 5-6 volte al giorno ma ogni operatore ha una versione diversa e mi da informazioni diverse.Con tutto questo tutti mi dicono che il problema non è wind ma la logistica che sta avendo problemi alla consegna del modem. Non sanno dire il nome del corriere, e non sanno a che punto sta la consegna.Comunque dopo altre 7 Telefonate che ho fatto oggi sono riuscita a farmi dare il num di tracking, num di consegna e Numero di spedizione, PERO nessuno sa dire QUALE corriere deve consegnare.Hanno suggerito anche a me di provare a sentire direttamente o dhl o bartolini e vedere cosa dicono.Ho contattato questi corrieri sia telefonicamente (e con DHL paghi 50 Cent al minuto), che ho cercato sui loro siti - NON ESISTE un ordine con quei numeri di riferimento che mi hanno dato).Poi alcuni operatori dicono che non é nemmeno possibile avere il Numero di tracking, perche non Hanno il sistema per verificarlo, e non sanno come altri due operatori diversi hanno potuto darmi queste informazioni (RIDICOLO!)Non mi sanno dare nemmeno le informazioni chiare sulle tempistiche (in teoria posso aspettare fino all´infinito - tanto loro, wind, non sanno niente).Non mi sanno dare neanche le informazioni (giustamente) dove devo inviare un reclamo.Quindi resto SENSA Internet e SENSA telefono gia da 7 giorni ed é una situazione non accettabile. Il servizio di WIND é orribile e non accetabileIl cliente non e tutelato nemmeno al 1%Pessima azienda in assoluto.Esigo la consegna immediata entro 12/12/17, l´attivazione fibra immediata subito dopo la consegna del modem, risarcimento EUR 100,00

Chiuso
A. C.
30/11/2017

Assenza segnale internet 3 su webpocket

Dopo circa una settimana in cui mi risulta impossibile collegarmi a internet dal mio web pocket (la spia della rete risulta costantemente rossa), il 19 ottobre 2017, decido di chiamare il servizio clienti al 133. Dopo 8 minuti e 10 secondi mi viene comunicato che nella mia zona ci sono problemi di copertura wind-3. L’operatrice fa una segnalazione e mi comunica che verrà richiamata tra massimo 24 ore dal servizio clienti per risolvere la mia pratica.La sera del 20 ottobre, dopo aver atteso la telefonata per una giornata intera, ricevo questo SMS: “Gentile cliente, per informazioni sulla sua richiesta inoltrata, acceda gratis alla sezione portale3.tre.it”. Apro il link dove mi viene comunicato “che abbiamo provato a contattarla, però senza esito”.Nel frattempo il 20 ottobre sembra essere tornato il segnale e riesco a collegarmi a internet. Dopo qualche ora, cercando di collegare la mia smart TV, compare un messaggio di roaming a pagamento, perciò decido di lasciar perdere.La mattina del 21 ottobre chiamo il servizio clienti dove mi viene comunicato che i tecnici hanno effettuato delle verifiche e non risultano problemi di ricezione in zona. Parlando con l’operatrice comunico il problema emerso la sera precedente, in cui mi viene chiesto se accettare il roaming e pagare quindi ulteriori costi di connessione. L’operatrice mi dice di accettare comunque perché in ogni caso non pago, ma io insisto chiedendo di contattare un tecnico, perché non voglio rischiare di pagare per una connessione, visto che già pago l’abbonamento. Mi viene quindi fornito il numero verde dell’assistenza assistenza tecnica 800179797.Chiamo il numero e decido di seguire la procedura per resettare il web pocket. Mi arriva l’sms con la procedura, ma scopro che ho bisogno di collegarmi a internet tramite il web pocket e fare l’accesso da amministratore. Ma quando provo a collegarmi, mi ricompare la medesima schermata della sera prima, stavolta dal PC, decido quindi di non procedere con il reset del dispositivo.Ho un contratto di lavoro che prevede lo smart working da casa e, a causa di questi problemi, per poter lavorare sono costretta ad attivare una linea adsl che mi è stata attivata a fine ottobre, pagando quindi un ulteriore abbonamento.Il 14 novembre, mi reco per lavoro a Milano portando con me il mio webcube, pensando che in città non avrò problemi con la connessione. Tuttavia, anche in questa occasione, dopo aver acceso il pc e aver inserito la password di rete visualizzo l’icona del punto esclamativo giallo sul simbolo del wifi: non ho alcun accesso a internet.Al momento quindi sto pagando 10 euro al mese per un abbonamento ad internet che non riesco ad utilizzare e in caso di disattivazione ho una penale pari al valore delle rate residue a scadenza, ossia circa 170 euro (abbonamento attivato nel novembre 2016 con vincolo di 30 mesi).

Chiuso
A. C.
29/11/2017

Mancata autorizzazione metodo di pagamento centro di fatturazione P1064687515

Dall'estate del 2017 mi arrivano fatture in quanto la mia carta di credito era scaduta. Tutte le fatture sono state regolarmente pagate. Nel frattempo cercavo in tutti i modi di aggiornare la carta di credito per l'addebito nei seguenti modi:- presso un centro Wind- Online nell'area personale con My Wind- chiamando il servizio clienti al 155In nessuno di questi casi sono riuscito nell'aggiornare il metodo di pagamento, mi hanno sempre deviato su altre soluzioni fino a quando non sapevo più che fare.Ho solamente ricevuto una risposta dal servizio clienti riferendomi che non avendo proceduto al pagamento l'offerta si ritiene chiusa e devo pagare il telefono per intero rinunciando allo sconto iniziale.Non mi sembra giusto, anche perchè le fatture sono arrivate sempre in ritardo e comunque pagate, ho cercato di risolvere il problema senza riuscirci seguendo quanto mi è stato riferito.

Chiuso
A. C.
13/11/2017

Pagamenti non dovuti

• ho inviato in data 01/03/2016 raccomandata per disdetta della linea (il provider dovrebbe avere 30 giorni per legge per procedere) ho spedito loro il router • ho ricevuto la fattura 7308029425 che avrei dovuto pagare per metà (il mese di aprile non era di mia competenza visti i loro 30 giorni di tempo) e che ho pagato interamente• ho ricevuta la fattura 7311543489 che non ho pagato dal momento che ho chiamato Amex e ho scollegato l’utenza dalla cartao ho scritto a Wind un post su Facebook, mi hanno invitato a contattarli in privato, ho scritto messaggio e sono stato ricontattato dopo qualche giorno: l’operatrice mi ha detto che vedeva la pratica in disattivazione ma ancora il processo non era completato, mi ha chiesto IBAN su cui avrebbero provveduto a rimborsarmi quanto pagato in più e che mi avrebbero mandato poi fattura per costi di disattivazioneo non è mai arrivato alcun rimborso• ho ricevuto la fattura 7315015010 che non ho pagato (conteneva solo e ancora costi di linea, nulla per disattivazione)• ho ricevuto la fattura 7318453206 che non ho ovviamente pagato, dove:o mi si imputano 68,35 € come costi di disattivazione abbonamentoo ancora costi per utilizzo servizi per 7 mesi oltre la data in cui avrebbero dovuto disattivare la linea o addirittura interessi passivi per i mancati pagamenti• ho ricevuto telefonata, credo giugno ’17, proveniente da un paese dell’est dove una operatrice in italiano stentato mi intimava di pagare i miei arretrati a Wind. Ho provato a spiegare la questione e mi è stato risposto che lei mi stava dicendo “la vera verità” e la mia pratica si sarebbe presto trovata sul tavolo di un avvocato• in data 10/11/2017 ho ricevuto telefonata da Studio Legale Barbaro con oggetto mancati pagamenti nei confronti di Wind. Ho spiegato la situazione e mi è stato detto che avrei ricevuto un sms contenente indirizzo email dello studio al quale inoltrare la mia versione dei fatti. Non ho ricevuto nulla.

Chiuso
M. M.
11/11/2017

errato addebito

Il 5 nov ricevo sms da Wind che mi informa che dal 9/11/17 usufruirò dell'offerta All Inclusive Big a 25,21 euro al mese. Per non aderire devo inviare sms con scritto ALL NO al n.4033 entro tale data. Il giorno 7 invio sms ALL NO. Ricevo subito risposta All inclusive Unlimited sarà disattivata al termine dell'ultimo periodo di rinnovo, come richiesto. Il giorno 9 ricevo da Wind sms con qs testo: Ti abbiamo addebitato 4,53 euro a fronte di 25,21 previsti per il costo mensile di All Inclusive Big. etc..Mi reco al negozio Wind per chiarire e mi dicono che non possono fare nulla, che devo pagare gli altri 20 euro e poi cambiare offerta. Non sono d'accordo, l'errore è di Wind.Mi sono già stati addebitati in passato erroneamente dei soldi sull'altro mio telefono, sempre da Wind, e ad un certo punto , viste tutte le difficoltà ho lasciato perdere. Ma ora basta .

Chiuso
M. D.
09/11/2017

Mancato passaggio adsl/fibra

Poco più di un mese fa, dopo essere stato contattato per la centesima volta da uno dei loro call center dai quali mi si chiedeva se volevo passare dalla adsl alla fibra, ho deciso di accettare dopo aver chiesto parecchie informazioni.Per la centesima volta prima di avviare la registrazione vocale dell’accettazione del contratto, l’operatrice mi ha chiesto il numero di telefono e l’indirizzo, confermando (per la centesima volta) il raggiungimento della fibra fino al mio numero civico.Ho quindi eseguito la registrazione del passaggio da adsl 20 mega a fibra 100 mega tutto incluso ad € 29,50 mensili per sempre più € 3,90 mensili per il modem (48 rate).Terminata la registrazione ho chiesto all’operatrice i tempi di consegna del modem e mi è stato detto che sarebbero stati al massimo di 24/48 ore e, considerato che era sabato, al massimo l’avrei ricevuto il martedì successivo.Il modem è arrivato dopo 15 gg. e dopo ripetute telefonate al 159 ed al 155 dopo un rimpallo di responsabilità tra corriere e stessa Wind sulle modalità di consegna.Oltretutto adesso il call center memorizza il numero fisso che si digita su richiesta della voce automatica ed automaticamente, sicuramente per non fornire spiegazioni sui continui disservizi, la stessa voce automatica ti dice che tutti gli operatori sono momentaneamente occupati e che bisognerà richiamare.Arrivato finalmente il modem (scusa ufficiale “abbiamo avuto problemi con il nuovo corriere”) ho provveduto a sostituirlo con il mio adsl cambiando le impostazione e perdendoci tempo.Ho atteso qualche giorno dopodichè, constatando che il passaggio a fibra non avveniva, sono ricaduto nel girone infernale delle chiamate al call center che continuava a ripetere, più o meno, “il modem fibra è stato consegnato ed il passaggio avverrà a breve”.Sono solo riuscito a “chattare” con una operatrice tramite mywind via internet ed anche lì mi è stato detto che il passaggio sarebbe avvenuto a breve.Il giorno 2 novembre, non avendo ricevuto alcuna notizia, sono riuscito miracolosamente a contattare un operatore chiedendo come mai fosse passato un mese dal contratto e la fibra ancora non arrivava e mi è stato detto candidamente che la fibra a casa mia non è mai arrivata. Comunque è stata aperta una segnalazione (arrivato subito sms di conferma ) e che nell’arco di 48 ore mi avrebbe chiamato un tecnico.Del tecnico, naturalmente, neanche l'ombra così l’8 novembre ho ricontattato il call center chiedendo per l’ennesima volta spiegazioni su questo ritardo e la risposta è stata “ la sua pratica risulta ko in quanto la fibra Infostrada non raggiunge la sua abitazione”.Alle mie comprensibili rimostranze mi è stato risposto che il loro sistema dà sempre come raggiungimento della fibra il mio numero civico quando si fa un’interrogazione, ma in realtà non arriva un bel niente.Ciliegina sulla torta, avrei dovuto restituire il modem ad un punto Wind.Ho solo avuto l’educazione di dire all’operatore che intanto avrei immediatamente cambiato gestore e che il modem se lo rivolevano avrebbero dovuto mandarlo a prendere presso la mia abitazione quando mi era possibile essere presente.

Risolto
A. B.
04/10/2017

Indennizzo - Risarcimento Danni

In data 9 giugno 2017 dopo passaggio da contratto Wind-ADSL a Wind-Fibra, sia la linea telefonica fissa che quella internet hanno smesso di fuzionare arrecando gravi disagi alla mia attività economica, essendo la linea attiva in un negozio che lavora principalmente con internet.Con tanto di appuntamento “mancato” il 13 giugno 2017 da parte di un tecnico la linea non veniva ripristinata perchè il tecnico non si è presentato a tale appuntamento. Chiuso lo studio il 14 giugno 2017 e ritornato il 22 giugno 2017 a regolare attività scopro che il problema non è stato risolto e sollecito nuovamente “via telefonica” il ripristino della linea. Il 25-26 giugno non ricordo esattamente, finalmente un tecnico Telecom risolve il problema della linea Internet e la linea dati viene ripristinata. Tuttavia manca ancora la telefonia fissa con la quale i miei clienti non riescono ancora a contattarmi. Dopo numerose telefonate al comparto tecnico Wind l’11 agosto 2017 trovo una gentilissima operatrice, che dopo un ora di tentativi e di prove tecniche al suo terminale, riesce a risolvere il problema della telefonia fissa. Dopo due mesi di disservizio tutto torna a funzionare. Ho sollecitato il ripristino della linea via pec il giorno 13 giu 2017 e il giorno 18 luglio 2017, infine in data 11 agosto 2017 ho chiesto il rimborso del corrispondente, a periodo di mancato uso in fattura numero W1713160808, senza chiedere alcun indennizzo e avvisando che in caso di mancata comunicazione da parte dell'azienda entro un mese dalla pec, avrei proceduto alla richiesta di risarcimento danni oltre che a quella di indennizzo fattura. Ora vado a chiedere il rimborso totale del periodo di disservizio e sia un indennizzo per i danni arrecati da tale disservizio. Alessandro Bidoli

Chiuso
A. C.
01/10/2017

Addebito euro 35 per Costo per attività di migrazione servizio verso altro operatore

Il recesso non può comportare per legge dei costi, comunque denominati e neanche indiretti. Lo ha stabilito il Tribunale di Taranto con la sentenza n. 2707 del 28 settembre 2016, sulla base di quanto contenuto nell’art. 1, co. III della legge n. 40/2007, che convertiva il decreto legge n. 7-2007 (c.d. decreto Bersani): “I contratti per adesione stipulati con operatori di telefonia… devono prevedere la facoltà del contraente di recedere dal contratto e di trasferire le utenze presso altro operatore senza vincoli temporali o ritardi non giustificati e senza spese non giustificate dai costi dell’operatore …”Quest’ultima’espressione usata dal legislatore è stata l’oggetto del dibattito affrontato dal Tribunale di Taranto: “e senza spese non giustificate dai costi dell’operatore…”.Il “senza spese” non può essere interpretato nel senso di privare di contenuto precettivo la prima parte, con l’utilizzo dell’escamotage contenuto nella seconda parte: “non giustificate dai costi dell’operatore”. In tal modo si rischierebbe di addebitare spese illegittime.Nel caso di specie, inizialmente la domanda era stata proposta dal sig. M. con citazione regolarmente notificata al Giudice di Pace di Taranto contro la Wind Telecomunicazioni S.p.A., a causa delle spese addebitate illegittimamente nell’ultima fattura: oltre al regolare canone, figuravano euro 35.00 per attività di migrazione verso altro operatore ed euro 33,06 + I.V.A. per contributo vendita apparato.L’attore sosteneva di non dover pagare la prima somma sulla base di quanto stabilito dall’articolo 1 del decreto Bersani poc’anzi richiamato. Riguardo alla seconda somma contestata, dichiarava invece che nel contratto non era stato previsto a carico dell’utente alcun obbligo di acquisto dell’apparecchio telefonico, che gli era per questo motivo stato dato in comodato gratuito.Il sig. M decide comunque di pagare la fattura per non incorrere in morosità e di avanzare un reclamo per le somme contestate, verso il quale la Wind non ha dato alcuna risposta. In merito a quest’ultima richiesta, l’attore ricorda quanto contenuto nell’art. 11 della delibera n. 73-11- Cons. “Per ogni giorno di ritardo nella risposta l’operatore è tenuto a pagare 1,00 euro fino ad un massimo di trecento euro rimaste senza esito le richieste di chiarimenti, opinava la difesa istante, aveva così maturato a tale titolo un credito di euro 300,00.” Quindi, chiede la condanna al pagamento della somma di euro 75,00 per i due costi della fattura ritenuti non dovuti, euro 300,00 per l’indennizzo sopra descritto ed euro 200,00 a titolo di risarcimento di danni.La Wind si difende richiamando proprio l’articolo del decreto Bersani addotto dall’attore a sostegno della sua tesi. La somma di euro 35,00 sarebbe stata addebitata al cliente per l’avvenuto passaggio dell’utente ad altro operatore, giustificata quindi nella disattivazione della linea telefonica e di conseguenza nella sua riattivazione in favore del nuovo operatore. In risposta alla contestazione della prima somma la convenuta ricorda che tale costo, peraltro ridotto rispetto a quanto accadeva un tempo, era stato pure approvato dall’AGCOM (successivamente contestata dal tribunale di Taranto.)Aggiunge che il contributo per la vendita dell’apparato in caso di disattivazione anticipata era regolato dall’art. 6.3 condizioni generali di vendita, che ne giustificava sul piano causale il contributo vendita. Contesta quindi la fondatezza della domanda risarcitoria.Il Giudice di Pace con la sentenza impugnata accoglie la domanda principale condannando la Wind a pagare la somma di euro 75,00 e di euro 300,00 a titolo di indennizzo rigetta, infine, la domanda risarcitoria. Con l’appello la Wind chiede la integrale riforma della sentenza, mentre l’appellato ne chiede la conferma.Il Tribunale di Taranto conferma in toto la sentenza appellata sulla base di quanto segue.Le disposizioni introdotte dal decreto Bersani, altro non sono, che una conferma della interpretazione sulla gratuità del recesso. “Come reso palese dalla lettera della norma ma soprattutto dall’intenzione del legislatore il recesso in parola non deve comportare un costo (vedi art. 12, I co., delle Preleggi: “Nell’applicare la legge non si può ad essa attribuire altro senso che quello fatto palese dal significato proprio delle parole secondo la connessione di esse e dalla intenzione del legislatore”).L’intento del legislatore evidentemente è quello di favorire la concorrenza piena nel mercato della telefonia eliminando i costi correlati al recesso operato dall’utente – parte debole del rapporto.Il costo di disattivazione o a maggior ragione quello di migrazione, posto che in quest’ultimo caso si ha un passaggio dell’utente ad altro operatore, di per sé non può giustificarsi, alla luce del precetto normativo sopra evocato, perché si finirebbe per rendere oneroso il recesso, che invece la legge ha voluto gatuito.Solo i costi diversi e quindi quelli non strettamente correlati al recesso - ed all’operazione conseguente della disattivazione - potrebbero essere sopportati dall’utente.”Quanto anzidetto, viene supportato dal Tribunale di Taranto con il riferimento alla disciplina preesistente al decreto Bersani, che già si indirizzava chiaramente verso una ma maggior tutela del contraente debole, ovvero gli art. 1341 e 1342 c.c., e la previsione di nullità c.d. di protezione, ex art. 33 della legge 203 del 2005 (codice del consumo).L’art. 1, co. III della legge n. 40/2007, ha quindi voluto introdurre una ulteriore norma di favore per l’utente nel senso della necessaria gratuità del recesso.

Chiuso

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