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Nuova Irpef, chi ci guadagna di più? Le simulazioni per dipendenti e pensionati

L’ultima versione delle nuove aliquote Irpef, contenuta nella riforma fiscale in discussione in Parlamento, potrebbe portare fino a 945 euro in più nelle tasche dei lavoratori con un reddito annuo fino a 40 mila euro e quasi 760 per i pensionati con un reddito fino a 50 mila euro. Quattro le aliquote previste, revisione completa delle detrazioni da lavoro e pensione a tutto vantaggio del ceto medio. Vediamo chi e quanto ci guadagnerà dal 2022.

  • contributo tecnico di
  • Tatiana Oneta
  • di
  • Luca Cartapatti
21 dicembre 2021
  • contributo tecnico di
  • Tatiana Oneta
  • di
  • Luca Cartapatti
Nuove aliquote irpef

Poco più di 20 milioni di italiani pagano il 56% dell’Irpef totale, di questi circa un terzo è nella fascia di reddito tra i 20 e i 26 mila euro, un altro terzo tra i 26 e i 30 mila e la restante parte tra i 30 e i 50 mila euro. La nuova Irpef dovrebbe avere un effetto positivo sui contribuenti italiani, in particolare su quelli che si situano nelle fasce intermedie di reddito, sia per pensionati che per lavoratori dipendenti.

All’interno della riforma fiscale che tocca molti aspetti della tassazione degli italiani, infatti, una parte importante è rappresentata dalla revisione delle aliquote e degli scaglioni dell’Irpef, in pratica delle imposte che i cittadini pagano prevalentemente in busta paga o sulla pensione. Con la legge di bilancio è stato stanziato un fondo di 7 miliardi con lo scopo di lavorare sulla riduzione del cuneo fiscale (cioè la differenza tra quanto il datore di lavoro versa come stipendio lordo e quanto arriva netto in busta paga). 

Le nuove aliquote

La nuova Irpef sarà rimodulata su 4 aliquote, attualmente infatti sono 5, con riduzioni delle percentuali che hanno importanti effetti sui redditi.  Nella tabella seguente le probabili modifiche. Infatti, l’emendamento concordato tra Governo e partiti è arrivato ma dobbiamo ovviamente attendere che venga approvato e che la legge di Bilancio venga approvata dal Parlamento entro il 31 dicembre.

Fasce di reddito lordo Vecchia aliquota Nuova aliquota
Da 0 a 15.000 euro 23% 23%
Da 15.000 fino a 28.000 euro 27% 25%
Da 28.000 a 50.000 euro 38% 35%
Da 50.000 a 55.000 euro 43%
Da 55.000 a 75.000 euro 41%
Oltre i 75.000 euro 43%

Quanto si risparmia: i nostri calcoli

Partendo dalle informazioni attualmente in nostro possesso, che riguardano aliquote e detrazioni da lavoro o da pensione, oltre alla modifica del cuneo fiscale, vediamo alcuni esempi di risparmio per scaglione di reddito.

Grafico riforma fiscale dipendenti

Grafico riforma fiscale pensionati

Addio al bonus taglia cuneo: tutto in una sola detrazione

Oltre alla definizione delle nuove aliquote irpef, il Governo è intervenuto anche sulle detrazioni legate alla fonte del reddito, cioè quelle che dipendono dal lavoro dipendente o dalla pensione. Già i Governi precedenti avevano lavorato su questo aspetto, con il fine di rilanciare l’economia tramite il doppio volano rappresentato dalla riduzione del costo del lavoro e l’aumento della capacità di spesa. Siamo passati infatti dal Bonus Renzi di 80 euro al Bonus taglia cuneo di 100 euro del Governo Draghi attualmente in vigore.

Con la modifica delle aliquote e delle detrazioni da lavoro dipendente, quest’ultima misura dovrebbe esser assorbita, semplificando anche le numerose voci della busta paga. Ricordiamo infatti, che anche l’introduzione dell’assegno unico al figlio darà un nuovo volto al cedolino a partire dal mese di marzo, dove vedremo sparire le voci di detrazione per i figli a carico e gli eventuali assegni al nucleo familiare per ottenere direttamente sul conto corrente l’importo sostitutivo spettante.

Vediamo nel dettaglio cosa succede al bonus taglia cuneo:

  • Per i redditi da lavoro fino a 15.000 euro il bonus da 1.200 euro annui rimane identico a quello del 2021;
  • Per i redditi da lavoro superiori a 15.000 euro e 28.000 scatta una così detta clausola di salvaguardia che garantisce un guadagno per chi si situa in questa fascia. Infatti, qualora l’imposta da pagare, già al netto di detrazioni per lavoro, per familiari, per gli interessi pagati sul mutuo per l’abitazione principale e per ulteriori spese quali quelle da ristrutturazione, fosse maggiore di zero, viene riconosciuto il bonus per taglio del cuneo fino a un massimo di 1.200 euro annui. In pratica, questa salvaguardia verrà riconosciuta in sede di dichiarazione dei redditi.

Le nuove detrazioni da lavoro dipendente di fatto sono maggiori rispetto al passato e non solo perché inglobano al loro interno il bonus taglia cuneo fiscale, ma anche perché ad esempio la detrazione base di 1880 euro che era riconosciuta in maniera fissa solo fino ai redditi fino a 8.500 euro, ora viene garantita fino ai 15.000 euro. In particolare:

  • per i redditi compresi tra 0 e 15.000 euro la detrazione è di 1880 euro (1380 per i lavoratori a tempo determinato);
  • tra 15.000 e 28.000 euro di reddito la detrazione si calcola con la seguente formula 1910 + 1190 x (28.000 – Reddito) / 13.000;
  • tra 28.000 e 50.000 euro di reddito la detrazione di calcola con la seguente formula 1910 x (50.000 – Reddito) / 22.000;
  • oltre i 50.000 euro non spettano detrazioni;
  • per redditi compresi tra 25 mila e 35 mila euro viene riconosciuta una ulteriore detrazione fissa di 65 euro.

Lo stesso discorso possiamo farlo per le nuove detrazioni da pensione, che vengono ritoccate al rialzo:

  • per i redditi compresi tra 0 e 8.500 euro la detrazione è di 1955 euro;
  • tra 8.500 e 28.000 euro di reddito la detrazione si calcola con la seguente formula 700 + 1255 x (28.000 – Reddito) / 19.500;
  • tra 28.000 e 50.000 euro di reddito la detrazione di calcola con la seguente formula 700 x (50.000 – Reddito) / 22.000;
  • oltre i 50.000 euro non spettano detrazioni;
  • per redditi compresi tra 25 mila e 29 mila euro viene riconosciuta una ulteriore detrazione fissa di 50 euro.