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Bonus matrimonio: a chi spetta, a quanto ammonta e come si richiede

L'assegno per il congedo matrimoniale è destinato solo ad alcune tipologie di lavoratori e ai disoccupati che hanno perso da poco il lavoro; permette agli sposi di godere di una sorta di "licenza" retribuita, là dove mancano le garanzie del contratto di lavoro. Spetta a entrambi i coniugi e occorre richiederlo: ecco come si fa, chi lo può ottenere e a quanto ammonta.

  • contributo tecnico di
  • Tatiana Oneta
  • di
  • Luca Cartapatti
24 maggio 2022
  • contributo tecnico di
  • Tatiana Oneta
  • di
  • Luca Cartapatti
Bonus matrimonio

Viene chiamato più genericamente "bonus matrimonio", ma non deve essere confuso con il bonus da 5.000 euro destinato dal Governo, attraverso il decreto Sostegni bis, al settore del wedding, ovvero a tutte quelle aziende che ruotano attorno al business dei matrimoni e che hanno avuto difficoltà a causa della scorsa pandemia. Siamo parlando invece di un vero e proprio assegno per congedo matrimoniale destinato questa volta agli sposi (lavoratori e disoccupati). Vediamo a chi spetta e come farne domanda.

Che cos'è il bonus matrimonio

È un contributo riconosciuto dall’Inps per alcune tipologie di lavoratori (ma anche come vedremo, di disoccupati) in occasione del matrimonio civile o per l’unione civile. Per ottenerlo bisogna fruire del congedo matrimoniale entro 30 giorni dalla data della celebrazione del matrimonio o dell’unione civile.

A chi spetta

L’assegno per il congedo matrimoniale è destinato a entrambi i coniugi o parti dell’unione civile se anche uno solo dei due possiede le caratteristiche richieste. In particolare, il bonus spetta ai disoccupati e a operai, apprendisti, lavoratori a domicilio, lavoratori marittimi, dipendenti di aziende industriali, artigiane, cooperative che:

  • si sposano o sottoscrivono un contratto di unione civile ed entro 30 giorni dalla celebrazione fruiscono del congedo relativo;
  • hanno un lavoro da almeno una settimana o se disoccupati, dimostrano che nei 90 giorni precedenti la data del matrimonio hanno lavorato per almeno 15 giorni come dipendenti di un’azienda industriale, artigiana o cooperativa;
  • se sono lavoratori, non sono in servizio per malattia, sospensione del lavoro o richiamo alle armi.

Chi non ne ha diritto

L’assegno non spetta ai dipendenti di:

  • aziende industriali, artigiane, cooperative e della lavorazione del tabacco con qualifica di impiegati, apprendisti impiegati e dirigenti;
  • aziende agricole;
  • commercio, credito e assicurazioni;
  • enti locali e statali;
  • aziende che non versano il relativo contributo alla Cassa Unica Assegni Familiari ( CUAF ).

L’assegno non viene erogato a chi contrae il solo matrimonio religioso. Si può avere diritto a successivi assegni solo se vedovi, divorziati o sciolti da unioni civili.

A quanto ammonta il bonus matrimonio

L’assegno non ha un importo fisso ma varia a seconda di chi lo percepisce. In particolare il bonus è pari al valore di:

  • 7 giorni lavorativi per operai e apprendisti;
  • 7 giorni di guadagno medio giornaliero per i lavoratori a domicilio;
  • 8 giornate di salario medio giornaliero per i marittimi;
  • I giorni di retribuzione che coincidono con quelli previsti dal contratto di lavoro part-time verticale.

In ognuno di questi casi si detrae una percentuale inferiore al 6% dal totale. L’assegno non è cumulabile con le prestazioni di malattia, maternità, cassa integrazione ordinaria e straordinaria, trattamenti di disoccupazione (NASpI). In questi casi sarà corrisposto l’assegno per il congedo matrimoniale perché più favorevole.

Come si ottiene il bonus matrimonio

lavoratori occupati devono presentare la domanda al datore di lavoro alla fine del congedo e non oltre 60 giorni dalla data del matrimonio/unione civile. I lavoratori disoccupati o richiamati alle armi devono presentare domanda all’Inps entro un anno dalla data del matrimonio/unione civile.

Come presentare la domanda

lavoratori occupati devono presentare la domanda al datore di lavoro allegando il certificato di matrimonio/unione civile o lo stato di famiglia con i dati dell'atto rilasciato dall’autorità comunale.

lavoratori disoccupati o richiamati alle armi possono presentare domanda online all’Inps.  In alternativa si può chiamare il Contact center al numero 803 164 (rete fissa) oppure 06 164 164 da rete mobile o rivolgersi a un patronato.

L’Inps effettua il pagamento tramite bonifico presso l’Ufficio postale o mediante accredito su conto corrente bancario o postale, sul codice Iban indicato nella domanda dal lavoratore. 

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