Guida all'acquisto

Come scegliere le caraffe filtranti

12 giugno 2019
caraffe filtranti

12 giugno 2019
Stai pensando di acquistare una caraffa filtrante? Ecco tutto quello che devi sapere per sceglierla al meglio.

L’acqua di acquedotto normalmente può essere consumata così com’è, perché è controllata, sicura e adatta all’uso da parte di tutta la famiglia. Se però vogliamo migliorarne il gusto e rimuovere eventuali tracce di inquinanti, allora si può pensare di acquistare una caraffa filtrante, anziché rinunciare del tutto a bere l’acqua del rubinetto.

le caraffe filtranti migliori del test

Solo con acqua potabile

Le caraffe devono essere utilizzate solo su acqua già potabile: non possono essere usate su acqua di pozzo o sorgente di cui non si conosce la potabilità. Il principio di funzionamento è lo stesso per quasi tutte le caraffe: all’interno della caraffa, una cartuccia filtrante, costituita da diversi materiali granulari, provvede a trattenere i composti indesiderati dall’acqua che si versa nella caraffa.

Migliorare il gusto

Durezza e sapore di cloro sono i principali motivi per i quali non si beve l’acqua del rubinetto. Eppure questa è controllata sistematicamente dagli acquedotti e dalle Asl (o Usl o ATS) e deve rispettare limiti su oltre 30 parametri chimici e microbiologici. Ma se il problema è solo il gusto, una caraffa filtrante potrebbe essere un valido alleato per il consumo domestico di acqua potabile. Se hai dubbi sull’acqua di casa tua, falla analizzare con We Test Water.

Contro la durezza e le tracce di inquinanti

Sebbene non ci siano particolari controindicazioni a consumare acqua dura per persone in buono stato di salute, le caraffe filtranti normalmente addolciscono l’acqua che filtrano, rimuovendo il calcio e il magnesio e sostituendoli con sodio e potassio. Rispetto ai nostri primi test (nel 2003) su queste caraffe, le cartucce filtranti oggi si limitano a un blando addolcimento dell’acqua, proprio per non impoverirla troppo di elementi utili per la salute.

Il carbone attivo presente nella cartuccia, invece, ha il compito di trattenere eventuali tracce di inquinanti presenti nell’acqua, come solventi e trialometani, ma anche pesticidi, idrocarburi, residui di farmaci e altri inquinanti raramente presenti nelle acque di acquedotto. Tutte le caraffe fanno bene il loro lavoro di filtrazione e trattengono facilmente le molecole più grosse e persistenti. Meno efficace invece la filtrazione su elementi inquinanti più piccoli e solubili, come l’arsenico.

Meno plastica, ma la cartuccia resta

Anche se le caraffe filtranti nei nostri test sono gradualmente migliorate negli anni, bere dal rubinetto resta la scelta migliore e la più conveniente: costa meno di due euro all’anno, non obbliga a portare pesi a casa e ci evita di produrre montagne di rifiuti di plastica. Il costo medio dell’acqua filtrata, ipotizzando che la caraffa duri almeno 5 anni, tra la spesa di acquisto e il costo delle cartucce, è di circa di 70 euro l’anno, arrivando a soli 25 euro all’anno se si opta per le nuove cartucce che durano anche più di 30 giorni. Attenzione però alla manutenzione: evita che l’acqua ristagni a lungo nella caraffa e rispetta scrupolosamente i tempi di sostituzione della cartuccia come indicato nelle istruzioni o sulla caraffa stessa. Eliminato il problema delle bottiglie di plastica, le caraffe filtranti mantengono l’inconveniente della cartuccia da smaltire una volta esauriti i giorni di funzionamento: le cartucce devono essere buttate nell'indifferenziata e poche soluzioni davvero sostenibili sono al momento a portata di mano per evitare questo rifiuto.