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Carburanti, rincari anomali. Non solo colpa dello stop agli sconti

In molte città italiane, gasolio e benzina rincarano alla pompa più di quanto ci si sarebbe aspettato se fosse stato tolto il solo sconto governativo. E' quanto emerge dalla nostra indagine sui prezzi del carburante in 12 città prima e dopo la fine del taglio delle accise: a Bari i rincari più alti, aumenti anomali anche a Cagliari, Verona, Roma e Milano. 

09 gennaio 2023
Portafoglio senza soldi alla pompa di benzina

Fare il pieno in questo inizio 2023 sta diventando un salasso. Certamente pesa sulle tasche del consumatore la decisione del Governo Meloni di non rifinanziare per il 2023 lo sconto delle accise sui carburanti voluto dal precedente esecutivo (30,5 centesimi alla pompa fino allo scorso novembre, poi ridotti a 18,3 centesimi di euro fino a fine anno).

Dal 1° gennaio quindi gli italiani sono tornati a pagare la benzina e il diesel a "prezzo pieno". Una decisione, quella di non rinnovare il taglio delle accise che sta generando rincari pesanti e repentini. Ma siamo davvero sicuri che questi aumenti siano davvero soltanto frutto della fine dello sconto governativo alla pompa? Per scoprirlo abbiamo analizzato la situazione dei prezzi del carburante in 12 tra le principali città italiane (Torino, Genova, Milano, Verona, Trieste, Bologna, Firenze, Roma, Ancona, Napoli, Palermo e Cagliari).

L'indagine prima e dopo la fine degli sconti

Per ogni città, abbiamo calcolato i prezzi medi nelle giornate dal 29 dicembre 2022 all’8 gennaio 2023 (ovvero prima e dopo la fine degli sconti), utilizzando i dati pubblicati quotidianamente dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Abbiamo poi messo a confronto il prezzo medio alla pompa del 29 dicembre con quello rilevato il successivo 8 gennaio: se l’incremento di prezzo fosse dovuto esclusivamente alla fine degli sconti governativi sulle accise, benzina e gasolio sarebbero dovute rincarare rispettivamente dell’11,1% e del 10,7%. In alcune città è stato così, ma in molti capoluoghi ci sono stati aumenti ben più alti, che arrivano a sfiorare il 20%. Qualcosa non torna. Ma vediamo nel dettaglio.

Benzina: a Bari rincari del 19,9%

Una premessa è doverosa: l’analisi del prezzo della benzina riguarda la sola modalità “self” per gli impianti della rete stradale. Abbiamo quindi escluso sia i prezzi delle pompe in autostrada (in genere decisamente più cari), sia quelli della modalità "servito" che sono mediamente più onerosi per il consumatore già in situazione tranquilla.

Per quanto riguarda la benzina, i dati si commentano da soli: in 9 città su 12 gli aumenti sono stati più alti del semplice incremento delle accise dovuto alla decisione del Governo di non rinnovare gli sconti alla pompa anche per il 2023. Ma ciò che stupisce è che in alcune città la differenza tra il prezzo medio rilevato il 29 dicembre e la stessa quello calcolato con i dati di ieri è ben più alto dell'11,1% che ci sarebbe aspettati: è il caso ad esempio di Bari, dove il rincaro è del 19,9%, ma anche di Cagliari (+14,7%), Verona (+13,8) e Roma (+13%).

Anche Milano (così come a Firenze e Genova) presenta un aumento anomalo, anche se più contenuto: +11,9% e, se anche in percentuale sembra poca cosa, stiamo parlando di un incremento di oltre 19 centesimi al litro. Il tutto in poco più di dici giorni.

Gasolio: una preoccupazione in più per i trasporti

Una situazione simile si verifica anche per i prezzi del gasolio (per il quale abbiamo sempre rilevato i prezzi in modalità “self”, sulla rete stradale). Bari mantiene, purtroppo, il primato dei rincari: +19,8% tra il 29 dicembre e l’8 gennaio, pari a oltre 32 centesimi in più per un litro di gasolio. Teniamo però conto che, nel caso del diesel, la variazione dovuta al solo rialzo delle accise sarebbe dovuta essere sensibilmente più bassa, ovvero del 10,7% contro l'11,1% della benzina. Quindi l'aumento anomalo per Bari è in proporzione ancora più alto.

Più lieve l'incremento rispetto alle attese per Milano (+10,9 contro 10,7%), più decisa la salita dei prezzi invece nella Capitale: a Roma, infatti, si registra una differenza tra i prezzi medi pari a +11,6% rispetto alla fine dell’anno. Ma quando si parla di diesel, la preoccupazione cresce perché bisogna tenere conto che ogni aumento potrebbe farsi sentire anche nel settore dei trasporti e, a cascata, su tutto il costo delle merci trasportate su gomma.

Azzerare l'Iva sui carburanti, ora è una priorità   

Come abbiamo visto, la repentina salita dei prezzi, arrivata con l’azzeramento dello sconto sulle accise, è in parecchi casi decisamente più alta delle aspettative. Soprattutto perché durante tutto il mese di dicembre i prezzi hanno continuato a scendere, per poi risalire improvvisamente in questi giorni. Si può allora parlare di speculazione? Difficile dirlo. Le quotazioni internazionali variano di giorno in giorno, ma è certo che gli aumenti registrati sono difficilmente spiegabili con un normale andamento del mercato.

Di certo questi aumenti aggravano ulteriormente la condizioni dei consumatori che, come ha confermato di recente anche l'Istat, sono usciti impoveriti e con meno possibilità di risparmio dal 2022 e che hanno iniziato il 2023 con nuove preoccupazioni. Ma prima che gli effetti di questi aumenti si scarichino ulteriormente su altre filiere e categorie di beni, occorre intervenire urgentemente e, come diciamo da tempo, in maniera strutturale direttamente sull'Iva. Dai calcoli fatti su tutto il 2022 abbiamo rilevato che se avessimo azzerato l’Iva non avremmo pagato nemmeno un euro in più di benzina, mentre con il taglio delle accise la spesa è stata comunque di 130 euro in più ad auto rispetto allo scorso anno. 

Per questo motivo, accogliamo con favore la proposta di un tavolo istituzionale con le rappresentanze dei consumatori, previsto per la settimana prossima, ma ci aspettiamo che in quella sede il Governo arrivi con un pacchetto di misure ampie e su queste apra un confronto vero con chi rappresenta i soggetti più deboli in questa situazione. Noi parteciperemo con le nostre proposte. Sostienile anche tu: più siamo, più forte sarà la nostra voce.

Firma per azzerare l'Iva sui carburanti

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