Bacheca dei reclami
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CONTESTAZIONE CON RICHIESTA RISARCIMENTO PER SMARRIMENTO DI UN PULLOVER
Buongiorno, in data 20/04/2026 vi ho consegnato, presso la sede in Via Copparo, 132, 44123 Ferrara (FE), 7 capi di maglieria, prevalentemente maglioni in puro cashmere, tra i quali vi era il pullover da donna oggetto della presente contestazione per smarrimento, acquistato da me on line sul sito ufficiale “Cains Moore” e visibile al seguente link: https://www.cainsmoore.it/it/donna/lupetto-over-cashmere-blend-nero. Il pullover smarrito è un “LUPETTO OVER CASHMERE BLEND” nero (griffato “Della Rovere”), in lana e cashmere, ancora in vendita su detto sito al prezzo di 189,00 €. Era Vostra cura accertarVi delle corrette modalità di etichettatura e registrazione dello stesso ai fini della restituzione del capo consegnato; CONSIDERATO CHE 1. Al ritiro mi è stato detto dall’operatrice che il pullover in questione non era ancora pronto. La stessa cosa mi è stata detta quando sono ripassata, dopo più di una settimana. 2. Solo dopo diversi tentativi in cui mi sono ri-presentata per ritirare il pullover mi è stato fatto capire che non riuscivano a trovarlo poiché “probabilmente” si era staccata l’etichetta identificativa che lo associava al mio nome; mi è stato detto altresì di non preoccuparmi e di ripassare perché avevano alcuni pullover senza etichetta da mostrarmi e che, probabilmente, il mio poteva essere tra quelli. 3. All’ennesimo tentativo mi sono stati mostrati alcuni maglioni affinchè potessi trovare il mio; dato che il mio pullover non era tra quelli, mi è stato detto chiaramente che era andato perso e che potevo fare la contestazione con il modulo consegnatomi. CIÒ PREMESSO E CONSIDERATO Atteso che la Vostra prestazione non risulta essere stata gestita adeguatamente e pertanto Vi ritengo responsabili per lo smarrimento del capo e per i danni da me subiti; CHIEDO il risarcimento, tenendo conto che il capo danneggiato era stato da me acquistato appena due mesi prima, il 07/02/2026, ed era praticamente nuovo. Il prezzo e quant’altro necessario per le valutazioni del caso, è facilmente verificabile sul sito web https://www.cainsmoore.it/it/donna/lupetto-over-cashmere-blend-nero oltre che nei documenti allegati.
Esperienza negativa con Arval: ritardo nella consegna, recesso e mancato riscontro alla formale cont
Buongiorno, ad aprile ho sottoscritto con Arval un contratto di noleggio a lungo termine per una vettura, confidando nei tempi di consegna comunicati dalla società. Nel mese di giugno mi è stato comunicato che la vettura sarebbe stata consegnata il 17 agosto 2026. Successivamente, nel mese di luglio, Arval mi ha informato che la consegna sarebbe stata ulteriormente posticipata, addirittura al 30 novembre 2026, comunicandomi contestualmente la possibilità di recedere dal contratto senza applicazione di penali. Di fronte a uno slittamento di oltre tre mesi rispetto alla data inizialmente comunicata, ho esercitato il diritto di recesso, senza aver nel frattempo versato anticipi o sostenuto spese nei confronti di Arval. Il problema, tuttavia, è che il semplice recesso senza penali non elimina i disagi e il pregiudizio concretamente subito a causa del ritardo. La vettura mi è infatti necessaria per motivi di lavoro e, avendo fatto affidamento sulla consegna comunicata da Arval, ho dovuto attendere diversi mesi prima di sapere che il veicolo non sarebbe stato disponibile nei tempi previsti. A quel punto mi sono trovato costretto a riavviare da zero la ricerca di una nuova vettura, affrontando nuovamente tutte le procedure necessarie e i relativi tempi di attesa per la consegna. Inoltre, in data 10 agosto 2026, dopo aver esercitato il diritto di recesso, ho inviato ad Arval una PEC di formale contestazione dell'inadempimento e del ritardo, con la quale ho espressamente rappresentato i disagi conseguenti e mi sono riservato di esercitare ogni diritto e di richiedere il risarcimento di tutti i danni conseguentemente subiti. Nella medesima PEC ho precisato che la quantificazione e la specifica individuazione delle singole voci di danno sarebbero state oggetto di successiva valutazione, anche alla luce del riscontro di Arval e della documentazione che sarebbe stata fornita. Ho inoltre invitato la società a fornire un riscontro scritto, completo e documentato entro 15 giorni dal ricevimento della PEC, con espressa riserva, in caso di mancato riscontro o di risposta non esaustiva, di intraprendere ogni ulteriore iniziativa a tutela dei miei diritti. A tale PEC, tuttavia, non ho mai ricevuto alcun riscontro, se non quello di presa in carico dal servizio clienti. A mio avviso, sarebbe stato inoltre ragionevole, attendersi da Arval una soluzione compensativa al disagio creato. Mi sono state invece proposte alcune auto in preassegnazione ma con tariffe lontane dalle mie disponibilità. Ritengo quindi negativa l'esperienza complessiva con Arval: nonostante la possibilità di recedere senza penali, il significativo slittamento della consegna mi ha fatto perdere tempo prezioso, mi ha costretto a riorganizzare completamente le mie esigenze di mobilità e a riavviare la ricerca di un'automobile, con conseguenti difficoltà anche sul piano lavorativo. Segnalo pertanto la mia esperienza ad Altroconsumo, ritenendo importante verificare se, in situazioni di questo tipo, il cliente possa essere adeguatamente tutelato non solo attraverso la possibilità di recedere senza penali, ma anche rispetto ai disagi e ai pregiudizi concretamente derivanti da un ritardo così significativo nella consegna, soprattutto quando il veicolo è necessario per esigenze lavorative.
Problema con hotel servizio viaggi
Con la presente presento formale reclamo nei confronti di Italia Travel Marketing S.r.l. – Servizio Viaggi, in relazione al soggiorno prenotato presso Hotel Villa Marcella di San Vincenzo (LI), per il quale abbiamo corrisposto complessivamente € 1.982. Il soggiorno riguardava la nostra famiglia composta da due adulti e due bambini piccoli, uno di circa 4 anni e una bambina di meno di 2 anni. Ritengo importante precisarlo perché le condizioni della sistemazione e, soprattutto, quanto accaduto al momento della nostra richiesta di assistenza hanno avuto un peso particolarmente rilevante proprio per la presenza dei due bambini. Desidero inoltre ricostruire con precisione la cronologia degli eventi, perché riteniamo che la nostra partenza anticipata non possa essere considerata una semplice decisione volontaria di interrompere una vacanza che non ci piaceva. Lunedì 17 agosto contattai telefonicamente Servizio Viaggi perché ero insoddisfatto della struttura: l’hotel non mi piaceva e, a mio giudizio, non rispecchiava ciò che appariva e veniva rappresentato online. In quella prima telefonata non segnalai ancora formalmente i problemi che successivamente ci avrebbero portato a lasciare la struttura. Chiesi semplicemente se, qualora avessi deciso volontariamente di interrompere il soggiorno perché insoddisfatto dell’hotel, avessi diritto al rimborso dei giorni rimanenti. Mi venne risposto che, qualora fossimo partiti per nostra scelta, non avremmo ricevuto alcun rimborso. Proprio per questo motivo non lasciammo l’hotel. Nonostante la forte insoddisfazione iniziale, decidemmo di rimanere e tentare di proseguire normalmente la vacanza insieme ai nostri due bambini. Nei giorni successivi, tuttavia, la situazione è diventata sempre più difficile e abbiamo riscontrato problematiche che andavano oltre il semplice fatto che la struttura non fosse di nostro gradimento. In particolare abbiamo riscontrato problemi di muffa/umidità e relativo odore nella sistemazione, condizioni problematiche del bagno, che era inoltre privo di finestra, nonché problemi relativi al WC e alla doccia. A ciò si aggiungevano ulteriori carenze che avevano già reso il soggiorno molto diverso da quello che ritenevamo di avere acquistato. La permanenza in tali condizioni risultava per noi ancora più problematica perché nella stessa sistemazione soggiornavano anche i nostri due bambini piccoli. Giovedì 20 agosto, intorno alle ore 14:24, contattai nuovamente Servizio Viaggi. È fondamentale distinguere questa telefonata da quella effettuata lunedì. Lunedì avevo semplicemente chiesto cosa sarebbe successo economicamente se avessi deciso spontaneamente di andarmene perché l’hotel non mi piaceva. Giovedì, invece, contattai Servizio Viaggi per segnalare concretamente le problematiche della sistemazione e ottenere una soluzione che permettesse a me, alla mia compagna e ai nostri due bambini di continuare la vacanza. Servizio Viaggi ci indicò di rivolgerci alla reception e chiedere il cambio della camera. Seguimmo tale indicazione e chiedemmo espressamente all’hotel di assegnarci un’altra camera. Ci venne però comunicato che non era disponibile alcuna camera alternativa. Tale circostanza non si basa soltanto sul nostro racconto: disponiamo della registrazione della conversazione relativa alla richiesta di cambio camera e alla risposta ricevuta dall’hotel. Informammo quindi nuovamente Servizio Viaggi dell’impossibilità di ottenere una camera differente. Anche in quel momento non decidemmo semplicemente di prendere le nostre cose e tornare a casa. Attendemmo che Servizio Viaggi cercasse una sistemazione alternativa nella quale trasferirci e continuare la vacanza. Nel frattempo, non potendo continuare normalmente il soggiorno nella camera contestata, rimanemmo per circa 2-3 ore in automobile insieme ai nostri due bambini piccoli, aspettando che venisse individuata una soluzione. Nonostante l’attesa, non venne trovata una sistemazione alternativa concretamente disponibile che ci permettesse di proseguire la vacanza. Ci trovammo quindi con due bambini piccoli, senza la possibilità di ottenere un’altra camera all’interno dell’hotel e senza una sistemazione alternativa individuata da Servizio Viaggi. Solo a quel punto, non vedendo una soluzione concretamente praticabile, decidemmo di interrompere definitivamente il soggiorno e rientrare a casa. Per questo motivo contestiamo l’eventuale qualificazione della nostra partenza come “abbandono volontario” della struttura. La cronologia dimostra infatti due situazioni completamente differenti: Lunedì: eravamo insoddisfatti dell’hotel e chiedemmo semplicemente se avremmo ricevuto un rimborso scegliendo spontaneamente di partire. Ricevuta risposta negativa, rimanemmo nell’hotel. Giovedì: dopo aver riscontrato ulteriori e concrete problematiche, le segnalammo, chiedemmo assistenza, chiedemmo il cambio camera come indicatoci da Servizio Viaggi, ricevemmo dall’hotel risposta negativa per indisponibilità, informammo nuovamente Servizio Viaggi e attendemmo che venisse trovata una sistemazione alternativa. Soltanto dopo il fallimento di questi tentativi e dopo essere rimasti per ore in attesa con due bambini piccoli, decidemmo di rientrare a casa. Disponiamo inoltre di documentazione fotografica delle condizioni riscontrate, delle comunicazioni intercorse e di diverse registrazioni audio, compresa quella relativa alla richiesta di cambio camera. Disponiamo inoltre di una conversazione registrata con un’addetta alle pulizie nella quale viene affrontata la problematica della muffa. Siamo disponibili a mettere a disposizione di Altroconsumo e, ove necessario, della controparte tutta la documentazione utile a verificare quanto riportato. Alla luce di quanto accaduto, chiediamo in via principale il rimborso integrale dell’importo corrisposto, pari a € 1.982. Riteniamo infatti che non siano stati compromessi soltanto i giorni di soggiorno che non abbiamo potuto usufruire dopo la partenza, ma che anche i giorni effettivamente trascorsi presso la struttura siano stati significativamente pregiudicati dalle problematiche riscontrate, nonostante avessimo acquistato una vacanza destinata a una famiglia con due bambini piccoli. La nostra richiesta principale rimane pertanto il rimborso dell’intero importo di € 1.982. Soltanto in via subordinata e nell’ottica di raggiungere una soluzione conciliativa, qualora non venisse riconosciuto il rimborso integrale, siamo disponibili a discutere una riduzione che tenga conto esclusivamente dei giorni di soggiorno già effettivamente usufruiti. Riteniamo invece imprescindibile quantomeno il rimborso integrale di tutti i giorni non usufruiti a seguito della partenza anticipata, avvenuta dopo la segnalazione delle problematiche, il mancato cambio camera e il mancato reperimento di una sistemazione alternativa. Chiediamo pertanto a Italia Travel Marketing S.r.l. – Servizio Viaggi di riesaminare integralmente la pratica e di procedere al rimborso di € 1.982, o comunque di formulare una proposta di rimborso adeguata che tenga conto di tutte le circostanze sopra descritte. In assenza di una soluzione soddisfacente, ci riserviamo di sottoporre l’intera documentazione alla consulenza legale di Altroconsumo e di valutare ogni ulteriore iniziativa prevista a tutela dei nostri diritti di consumatori.
Condizioni igienico sanitarie al limite
Spett. Il sentiero società agricola semplice In data 12/08/2026 ho sottoscritto il contratto per un soggiorno di 7 notti (21/08-28/08)per 4 persone con trattamento di mezza pensione presso la vostra struttura concordando un corrispettivo di € 800.00 pari al 40% dell'importo totale. Siamo arrivati in struttura nel tardo pomeriggio del 21/08/2026,ovviamente non c'è stata accoglienza in quanto c'era stato inviato un video per darci le indicazioni per raggiungere le due stanze,che abbiamo trovato con la chiave attaccata alla porta. Già all'entrata nelle rispettive camere 5 e 6,che erano sullo stesso piano,abbiamo trovato un ambiente dove le condizioni igienico sanitarie non erano delle migliori, un forte odore di chiuso,ragnatele sparse un po' ovunque, nella stanza 5 zanzariera strappata. Abbiamo visionato i bagni ,nella stanza 5 l'odore era insopportabile, il piatto doccia sporco e scrostato , mentre nella 6 ,dove c'era la doccia idromassaggio, praticamente non utilizzabile a causa delle incrostazioni di calcare. Alle ore 20 ci siamo recati a cena dove l'igiene non è migliorato,posate opinabilmente pulite,bicchieri e caraffe sporchi, ma come ciliegina sulla torta i cani del proprietario che mangiavano nello stesso servizio di piatti utilizzato per i commensali.Tornati in camera ci siamo messi sul "pianerottolo" per fare due chiacchiere e da lì è iniziata fuoriuscita di scarafaggi dal muro,una cosa improponibile.Dormire è stato un calvario,nella stanza 5 il condizionatore faceva rumore e avendo la zanzariera strappata sono stata costretta a cercare di riposare completamente senza aria.Al momento della colazione ambiente completamente deserto senza un supporto,ciambelloni non tagliati ne presenza di utensili per farlo,contenitori di rifiuti posizionati vicino al cibo, infatti la colazione l'abbiamo saltata. La mattina stessa (22/08)abbiamo telefonato per disdire la nostra prenotazione in quanto continuare a soggiornare lì era impossibile,ma da parte sua abbiamo trovato solo un muro negando l'evidenza dei fatti e giustificando la cosa come normale in quanto ci trovavamo in campagna.Non crediamo che il soggiorno di una notte con cena e colazione, ne' il disagio che lei dice di aver subito possa costare 800€ ,anche perché anche noi abbiamo subito il disagio di una vacanza rovinata. In mancanza di un riscontro entro 15 giorni dal ricevimento della presente, non esiterò ad adire le vie legali a tutela dei miei diritti.
Satispay Addebito Fraudolento di Gift Card AirBNB
Spett. Satispay In data 23 agosto 2026 ha verificato sull’App che il conto risultava azzerato. Risultava che in data 22 Agosto tra le ore 9:02 e le 9:05 erano state effettuiate delle operazioni: una ricarica di denaro per €.1.001,00#, prelevata dal mio conto Bancario collegato, ed immediatamente dopo il denaro presente è stato girato su n.3 gift card emesse dalla piattaforma online AIRBNB del valore per N.2 di €.500,00 ciascuna ed una da €.350,00, pari a complessivi €.1.350,00. Considerato che nessuna delle operazioni elencate sono state eseguite od autorizzate da me chiedo lo storno delle stesse ed il riaddebito delle somme prelevate. Premetto che ho regolarmente sporto denuncia presso il Commissariato di P.S. ed ho provveduto a bloccare ogni attività tra il Conto Corrente e satispay. In mancanza di un riscontro entro 15 giorni dal ricevimento della presente, non esiterò ad adire le vie legali a tutela dei miei diritti.
Richiesta restituzione penale applicata
Buongiorno, procedo con il contestare formalmente la penale applicatami in sede di check out, in relazione alla presunta prenotazione relativa a due camere. Come anticipato via mail si sollecita la restituzione della penale o l'invio della documentazione richiesta nella mail del 22/08/2026 alla quale non avete dato riscontro. Si allega l'ultima delle 2 mail alle quali non avete dato riscontro. Cordiali saluti
Blocco improprio account Facebook a seguito di errore del sistema automatico
Vorrei segnalare un problema assurdo che sto vivendo con il mio account Facebook, bloccato per quello che è palesemente un errore di un algoritmo. Il primo blocco strano: All'improvviso mi è stato impedito di inviare messaggi su Messenger, anche se potevo continuare a riceverli. Il blocco di Facebook e la richiesta documenti: Subito dopo, Facebook è stato bloccato del tutto e mi è stato chiesto di inviare un documento d'identità per verificare chi fossi. Bloccato anche Instagram: Nel giro di pochi giorni è stato bloccato pure il mio profilo Instagram, che ha la stessa email e lo stesso nome. L'assurdo doppio peso: Ho inviato la foto dello stesso identico documento sia a Facebook che a Instagram. Risultato? Instagram ha verificato il documento, ha confermato la mia identità e mi ha sbloccato subito. Facebook invece no, mi ha bloccato definitivamente. Parliamo della stessa identica azienda (Meta) e dello stesso identico documento. Come è possibile che per Instagram io sia una persona reale e per Facebook no? È evidente che il sistema automatico di Facebook ha preso una cantonata enorme. Sul quel profilo ho oltre 10 anni della mia vita: foto, ricordi personali e contatti a cui tengo molto e che non vorrei perdere per la svista di un bot. Chiedo quindi che una persona in carne e ossa verifichi la mia pratica e faccia la cosa più logica: Sblocchi subito il mio account Facebook, visto che la mia identità è già stata confermata ufficialmente su Instagram.
Ripetute contestazioni errate e richiesta di pagamento tramite studio legale
Spett.le PARK & CONTROL S.r.l., con la presente contesto formalmente la richiesta di pagamento relativa alla presunta violazione n. 1260345117 del 16/03/2026, riferita al parcheggio Carrefour di Via Tiburtina Valeria, Tivoli, per una presunta permanenza di 3 ore e 21 minuti, dalle ore 09:14:46 alle ore 12:36:16. La contestazione si inserisce in una situazione che si protrae ormai da mesi. A partire da febbraio 2026 ho infatti ricevuto complessivamente 13 comunicazioni relative a presunte soste oltre il tempo consentito presso il medesimo parcheggio. Diverse di queste comunicazioni indicavano permanenze di parecchie ore, anche durante le ore notturne, circostanza assolutamente impossibile. Ho pertanto contattato il vostro servizio clienti chiedendo di effettuare le opportune verifiche e mi è stato confermato che si trattava di un vostro errore e che non dovevo dare seguito alla comunicazione. La situazione si è tuttavia ripetuta anche con le successive comunicazioni, che ho puntualmente contestato tramite il vostro servizio clienti. In risposta alle mie contestazioni mi è stato più volte comunicato che le relative violazioni erano state annullate. Tuttavia, i numeri di violazione indicati nelle vostre risposte spesso non corrispondevano ai numeri riportati nelle comunicazioni da me contestate. Questo ha generato una notevole confusione e non mi consente di verificare con certezza a quali delle contestazioni le vostre risposte facciano effettivamente riferimento né quali posizioni risultino realmente chiuse. Ritengo particolarmente grave che, a fronte di una gestione così poco chiara delle contestazioni e di errori che mi sono stati già riconosciuti, sia stata comunque avviata un'attività di recupero del credito nei miei confronti, con il coinvolgimento dello Studio Legale Marchetti e un'ulteriore richiesta di €60,00 a titolo di spese legali. Ho inoltre richiesto la documentazione fotografica relativa alle presunte violazioni, al fine di poter verificare la correttezza delle rilevazioni e gli orari di ingresso e uscita del veicolo, ma non ho mai ricevuto tale documentazione. Contattando nuovamente il vostro servizio clienti, mi è stato invece indicato di rivolgermi direttamente allo Studio Legale Marchetti. Considerato quanto sopra, contesto integralmente la violazione n. 1260345117 e la relativa richiesta di pagamento, non avendo mai riconosciuto né effettuato il pagamento di tale presunta violazione. Ritengo inoltre inaccettabile essere costretto a gestire, da mesi, una continua successione di comunicazioni, contestazioni e richieste di chiarimento, anche alla luce del fatto che alcune delle precedenti segnalazioni erano già state ricondotte a errori da parte vostra. Chiedo pertanto che la posizione relativa alla violazione n. 1260345117 venga definitivamente archiviata e che cessino le richieste di pagamento e le attività di recupero del credito ad essa collegate. Mi riservo inoltre di valutare ogni ulteriore iniziativa a tutela dei miei diritti in relazione al notevole disagio e al tempo perso a causa della reiterazione di tali comunicazioni e della gestione della vicenda. In mancanza di un riscontro entro 15 giorni dal ricevimento della presente, non esiterò ad adire le vie legali a tutela dei miei diritti. Distinti saluti
Solleciti di pagamento
Buongiorno, nel mese di gennaio del 2025, mi sono iscritta per provare il servizio di prova premium di due settimane offerto da Jobleads. Mi sono accorta che mi hanno attivato un abbonamento solo dopo la scadenza delle due settimane, quando mi chiedevano di pagare l'abbonamento ( 69 euro). Ovviamente ho disdetto subito tutto, non mi sono più arrivate richieste di pagamento. Adesso, dopo più di un anno PairFinance mi sta mandando continue richieste di pagamento della fattura non saldata. Ho provato a scrivere e spiegare cosa è successo ma pare non capiscono le mie ragioni. Oltretutto mi scrive sempre qualcun'altro. Non vedo perché dovrei pagare un servizio che non volevo,del quale non ho usufruito. È palese che usano una pubblicità ingannevole, quasi nessuno si rende conto subito che dopo le due settimane di prova, ti attivano automaticamente l'abbonamento se non disdici entro le due settimane. Adesso minacciano azioni legali. Come devo muovermi?
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