Bacheca dei reclami
Reclama Facile si propone di instaurare un utile dialogo tra imprese e consumatori per risolvere questi problemi in via amichevole, favorendo il raggiungimento di un accordo condiviso.
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Addebito di 8 euro, clausola dubbia
La presente deve intendersi quale formale diffida e contestazione dell’addebito della commissione di 8 euro applicata in relazione allo storno dell’addebito diretto SEPA. Con la presente inoltro formale reclamo e contesto integralmente l’applicazione della commissione di 8 euro relativa allo storno dell’addebito diretto. Ritengo tale richiesta priva di giustificazione, considerando che il saldo della mia carta di credito e’ stato integralmente pagato tramite bonifico bancario in data 25 giugno e che tale pagamento e’ stato da voi ricevuto nella medesima giornata. Nonostante cio’, in data 3 luglio avete comunque disposto un addebito diretto relativo ad un debito che risultava gia’ completamente estinto. Ho proceduto allo storno dell’operazione esclusivamente per impedire un evidente doppio pagamento della medesima somma. Non si e’ verificato alcun mio mancato pagamento, alcuna irregolarita’ e alcun inadempimento contrattuale imputabile al sottoscritto. Trovo pertanto ingiustificabile e inaccettabile la richiesta di una commissione a mio carico per aver semplicemente impedito un incasso non dovuto derivante da una gestione non corretta della procedura di addebito. Vi ricordo che il rapporto contrattuale deve essere gestito secondo i principi di correttezza e buona fede previsti dagli articoli 1175 e 1375 del Codice Civile. Una richiesta economica conseguente ad un’operazione effettuata su un debito gia’ estinto appare in contrasto con tali principi. La clausola contrattuale che impone il pagamento di una commissione pari a euro 8 è scritta in maniera poco chiara e dubbia, pertanto va considerata l'interpretazione più favore al consumatore. Vi intimo pertanto di procedere: all’immediato annullamento della commissione di 8 euro; alla conferma scritta dell’avvenuta corretta contabilizzazione del pagamento del 25 giugno; alla comunicazione della specifica clausola contrattuale e della relativa motivazione giuridica qualora intendiate mantenere tale richiesta. Informo che ho già provveduto ad effettuare una segnalazione a Banca d'Italia. In mancanza di un riscontro a me positivo mi rivolgerò all'ABF Chiedo un riscontro tempestivo e risolutivo a mio favore nell'immediato.
Esperienza con Liberty House (Novecentoimmobiliare S.r.l.s.) – Restituzione del deposito cauzional
Desidero condividere la nostra esperienza affinché altri consumatori, in particolare studenti e cittadini stranieri che intendano affittare un appartamento a Milano, possano disporre di informazioni utili prima di scegliere questa agenzia. Il contratto di locazione era intestato a mio figlio, **Theo **, studente in Italia durante il periodo della locazione. Per tutta la durata del rapporto contrattuale il nostro principale interlocutore è stato il sig. **Luigi **, operante con il marchio commerciale **Liberty House**. Successivamente, quando la controversia è stata affidata ai rispettivi avvocati, la società indicata nella documentazione legale e nell'accordo transattivo è risultata essere **Novecentoimmobiliare S.r.l.s.** Alla riconsegna dell'immobile, il deposito cauzionale di € 3.600,00 è stato trattenuto integralmente, con la motivazione che sarebbero stati necessari lavori di pulizia, manutenzione e altre spese. Non condividendo tali addebiti, abbiamo chiesto che venissero forniti documenti idonei a dimostrare l'effettiva esecuzione degli interventi e la relativa quantificazione economica. Fin dall'inizio abbiamo inoltre messo a disposizione un video realizzato al momento della riconsegna dell'appartamento, dal quale risultava lo stato dell'immobile al termine della locazione. Per evitare un procedimento giudiziario abbiamo incaricato un'avvocata in Italia, che ha avviato una trattativa con il legale della controparte. Dopo diversi mesi di negoziazione è stato raggiunto un accordo transattivo. Pur ritenendo di avere diritto a una restituzione maggiore, abbiamo accettato di ricevere **€ 2.229,80**, esclusivamente per chiudere definitivamente la controversia in via amichevole. L'accordo è stato sottoscritto da entrambe le parti e prevedeva il pagamento entro pochi giorni lavorativi. Da quel momento, tuttavia, il pagamento non è stato eseguito. Sono iniziate numerose richieste relative alle modalità di pagamento. Abbiamo fornito inizialmente le coordinate di un conto corrente negli Stati Uniti. Successivamente, poiché ci è stato comunicato che il bonifico non poteva essere eseguito, abbiamo trasmesso tutti i dati richiesti, compresi codice SWIFT, coordinate complete della banca e ulteriori informazioni richieste. Dopo ulteriori settimane ci è stato comunicato che sarebbe stato preferibile utilizzare un conto italiano. Abbiamo cercato di soddisfare anche questa richiesta, ma abbiamo scoperto che, essendo ormai rientrati all'estero, l'apertura di un conto italiano richiedeva codice fiscale italiano, documentazione relativa alla residenza e altri requisiti che non eravamo più in grado di soddisfare. Nel tentativo di agevolare ulteriormente il pagamento abbiamo successivamente fornito anche un conto Wise in euro, dotato di IBAN europeo. Anche questa soluzione non ha consentito di concludere il pagamento. Nel frattempo, dopo mesi di attesa, abbiamo pubblicato una recensione su Google descrivendo la nostra esperienza personale come consumatori. Successivamente ci è stato comunicato che la rimozione della recensione sarebbe stata richiesta nell'ambito delle trattative per l'esecuzione dell'accordo transattivo. Non intendiamo esprimere valutazioni giuridiche su tale circostanza, che lasciamo alle Autorità eventualmente competenti. Ci limitiamo a riferire i fatti così come si sono verificati. Lo scopo di questa testimonianza non è quello di offendere persone o società, bensì di raccontare un'esperienza realmente vissuta, documentata da contratto, corrispondenza tra le parti, accordo transattivo e successivi scambi di comunicazioni. Auspichiamo che la vicenda possa concludersi positivamente e che il pagamento concordato venga definitivamente eseguito. Riteniamo tuttavia che condividere questa esperienza possa essere utile ad altri consumatori, soprattutto stranieri, affinché siano pienamente informati prima di intraprendere un rapporto contrattuale.
Ritardo della consegna
Buongiorno, con riferimento alle vostre precedenti comunicazioni, rilevo che ad oggi non è stata fornita alcuna indicazione concreta sulla consegna delle seguenti spedizioni: GFIT26180155269755 * GFIT26181159092250 * La consegna era prevista per il 6 luglio e i pacchi risultano fermi presso Struttura di destinazione regionale . Le risposte ricevute fino a questo momento si limitano a indicare verifiche interne e tempi di attesa, senza fornire una data certa di consegna né una soluzione concreta al disservizio subito. Chiedo pertanto un immediato intervento affinché venga garantita la consegna delle spedizioni entro e non oltre 9 luglio, oltre a un aggiornamento preciso sullo stato reale dei pacchi. In mancanza di riscontro o di consegna entro il termine indicato, mi vedrò costretta a tutelare i miei diritti nelle sedi competenti e a procedere con ulteriori segnalazioni a tutela del consumatore. Resto in attesa di un riscontro urgente.
Polizza assicurativa - pratica commerciale scorretta
Buongiorno, Voglio inoltrare un reclamo0 in merito ad una pratica commerciale scorretta della filiale Unicredit di Piazza Fiume a Roma. La scorsa estate (luglio 2025) il direttore della filiale mi ha convinto a fare degli investimenti e ho accettato; dopo la firma delle pratiche mi hanno detto che mi dovevano dei soldi e invece di darmeli cash mi hanno fatto firmare per una polizza gratuita sulla salute (Polizza N. 596898723), che sarebbe stata appunto gratuita per un anno e io ho verbalmente spiegato che oltre quell'anno non mi interessava perché ho già assicurazione medica lavoro. A giugno 2026 ricevo una mail che informa che la polizza si è rinnovata automaticamente e parlando con la filiale scopro che avrà un costo di 82€ mensili circa. Chiedo pertanto l'annullamento immediato della polizza e il blocco di qualsiasi addebito per la rata mensile, in caso contrario considererò di chiudere il conto UniCredit. Un saluto, Melissa Boscarino
Sostituzione parabrezza con CARGLASS
Buongiorno, volevo segnalare che grazie a CARGLASS avere o meno la polizza cristalli è indifferente, anzi nel mio caso è addirittura meno conveniente. La mia esperienza, ma siamo solo all'inizio, è questa: parabrezza con ampia lesione non riparabile e quindi da sostituire; in un primo momento, in cui non ricordavo di avere anche la polizza cristalli, mi sono rivolto ad un'autocarrozzeria (affiliata CARGLASS) per chiedere il costo della sostituzione e la richiesta (verbale) è stata di 520 €. Parliamo di una Opel Corsa marzo 2024 con telecamera e vari sensori. Subito dopo mi sono reso conto che nella mia polizza RC auto con Genertel era invece compresa anche la copertura cristalli fino a 1.000 € e quindi ovviamente ho pensato che l'intervento fosse coperto. Nel momento invece in cui mi sono rivolto ad un'altra carrozzeria, per me più comoda, ma sempre affiliata CARGLASS, alla richiesta di sostituire il parabrezza mi è stato fornito un preventivo pari a 1.393,01 € per il quale dovrei corrispondere la differenza pari a 543 € compresi 150 € che è una sorta di franchigia. A questo punto ho chiamato anche altri due centri affiliati CARGLASS per chiedere il costo (senza dire di avere la polizza cristalli) è il prezzo richiesto per l'intervento (ricambio originale ovviamente) è sempre di 500 € in un caso e 530 € nell'altro. Allora ho chiamato direttamente anche CARGLASS per chiedere spiegazioni su questa enorme differenza di prezzo, ottenendo come sola risposta che quel tipo di intervento costa quasi 1.500 € e questo è il prezzo praticato. Conti alla mano quindi mi chiedo e lo chiedo soprattutto a CARGLASS e a GENERTEL, A COSA SERVE AVERE LA POLIZZA CRISTALLI? Questa cosa ovviamente non finisce qui.
Negato rimborso per doppia transazione errata e indebito trattenimento di denaro
In data 5/7/26 ho effettuato una prenotazione sul sito Avioparking per la sosta della mia auto. Per un mero errore materiale in fase di acquisto, ho selezionato la sede sbagliata di Treviso anziché quella dell'Aeroporto di Venezia. Accortami immediatamente dell'errore, ho contattato telefonicamente l'assistenza clienti di Avioparking Treviso. L'operatore mi ha esplicitamente rassicurata, indicandomi di effettuare subito una seconda transazione corretta per la sede di Venezia e garantendomi che la prima transazione errata sarebbe stata rimborsata. Seguendo alla lettera le istruzioni ricevute, ho provveduto ad acquistare la nuova sosta corretta (Prenotazione n° DP03517). Tuttavia, dopo aver richiesto formalmente il rimborso della prima prenotazione non fruita (DG94418) a info@avioparking.it, il servizio clienti (operatrice Elisa) ha respinto la richiesta. La motivazione addotta è la mancata sottoscrizione del servizio opzionale "Rimborso Totale". Ritengo che tale condotta sia del tutto scorretta. Non si tratta di un annullamento discrezionale o di un ripensamento, bensì di una correzione di un errore materiale. Avendo io regolarmente riacquistato e pagato il medesimo servizio per la sede corretta, Avioparking ha incassato due volte la tariffa per un unico periodo di sosta, senza subire alcun danno economico o logistico. Il trattenimento della prima somma configura un evidente "arricchimento senza causa" (Art. 2041 c.c.) e un "indebito oggettivo" (Art. 2033 c.c.). Chiedo pertanto l'immediato storno e il rimborso della somma di € 41,25 relativa alla prima prenotazione errata n° DG94418.
Mancata produzione certificazione unica AIRBNB
Gestisco 2 appartamenti con CIN perfettamente in regola che lo scorso anno hanno generato ricavi tramite piattaforma di affitti brevi AIRBNB. AIRBNB come da legge ha applicato sui miei compensi una ritenuta del 21% che, a norma di legge, entro il termine perentorio del 15 marzo 2026 avrebbe dovuto trasmettere all'agenzia delle entrate e, contemporaneamente, produrre a me la certificazione unica. Ho scoperto l'assenza della certificazione unica nel mese di maggio. Da allora ho contattato diverse volte AIRBNB chiedendo di ottemperare ai loro obbblighi di legge ma: 1) i ticket aperti nel tramite del customer service vengono sistematicamente chiusi accampando la ragione che il serivizio relativo alla trasmissione dei dati fiscali all'agenzia delle entrate è delegato ad azienda terza e che loro non hanno cognizione dei tempi con cui il problema verrà analizzato né se verrà mai risolto 2) in risposta alla pec inviata alla società italiana Partita IVA IT07610730967 (36 milioni di fatturato) si son lavati le mani dicendo, in data 22 maggio 2026, che "Come previsto dai Termini del Servizio e dalla Informativa sulla Privacy, Airbnb Ireland UC, con sede 25 North Wall Quay, Dublin 1, D01 H104, Ireland, è la società che gestisce la piattaforma e fornisce i relativi servizi agli utenti" 3) la successiva raccomandata internazionale inviata dopo pochi giorni alla società di diritto irlandese non ha prodotto alcun tipo di riscontro Mi trovo da oltre 2 mesi a sbattere il muso contro un muro di gomma messo in piedi dal pessimo customer service di AIRBNB dove ti risponde un agente che dice di non poter far altro che aprire il ticket presso il dipartimento dedicato. Il dipartimento dedicato con il quale non si può comunicare dopo alcuni giorni risponde che non può far nulla poiché le attività sono delegate ad aziende terze. Nel mentre ho dovuto inviare un 730 nel quale ho dovuto pagare nuovamente le tasse che AIRBNB ha già versato per mio conto, l'anno scorso, al fisco italiano. In tutto ciò non ho mai ricevuto delle scuse né dagli agenti, né dal dipartimento dedicato né da alcuno per i danni cagionati. In aggiunta a questo da quando ho iniziato a lamentarmi per il mancato espletamento da parte loro di un obbligo di legge non sono riuscito a prenotare più neanche una singola notte tramite la loro piattaforma. Chiedo: 1) l'immediata produzione della certificazione unica 2) scuse formali 3) la rimozione dei blocchi che a livello algoritmico mi impediscono di fittare l'appartamento sulla loro piattaforma
Contestazione richiesta pagamento parcheggio
Spett.le Park Depot, Con la presente contesto fortemente la richiesta di pagamento relativa alla presunta violazione delle condizioni di sosta riferita alla pratica n 001-874-004-387 avvenuta in data 01.11.2025 alle ore 20:35 presso il parcheggio Carrefour sito in via Cristoforo Colombo 5, Como. Ritengo che la richiesta non sia fondata in quanto le informazioni relative alle condizioni di utilizzo del parcheggio, alle penali in caso di superamento del tempo limite di sosta ed alla presenza del sistema di rilevamento targhe ANPR non erano chiaramente visibili e leggibili. La segnaletica riportante le informazioni risulta collocata sul lato destro della carreggiata in una zona con scarsa visibilità. Dato che il cartello (di sfondo blu con scritte bianche) apparentemente non presenta materiale retroriflettente e data l' assenza di un' illuminazione dedicata è difficile identificarlo durante le ore notturne. Inoltre in prossimità dello spazio in cui è stata parcheggiata l' autovettura non esiste nessun cartello idoneo ad informare l' utente (su richiesta posso fornire documentazione fotografica) In base alle considerazioni di cui sopra, ritengo che la richiesta di pagamento sia priva di presupposti e per questo chiedo l' annullamento della stessa. In attesa di un gentile riscontro Ringrazio Cordiali saluti M. B.
Addebito abbonamento e prelievo carta
Buongiorno Per sbaglio ho attivato l'abbonamento tramite la vostra applicazione. Pretendo la disdetta immediata e il rimborso della quota di 50€ che avete prelevato a mia insaputa.
Mancato rimborso della caparra
contatto tramite la presente e-mail ordinaria per richiedere un'informazione e assistenza in merito a un grave episodio di mancata emissione di documentazione fiscale obbligatoria.In data 05/03/2026 ho sottoscritto un preventivo d'ordine con la società DEBORA COSTRUZIONE SRLS (P.IVA 05423850267) per dei lavori edili. Contestualmente alla firma, ho versato nelle mani della titolare la somma di € 2.100,00 in contanti a titolo di anticipo, alla presenza di mio figlio in qualità di testimone oculare.A fronte di questo pagamento, la ditta non mi ha mai rilasciato alcuna ricevuta fiscale o fattura. Successivamente i lavori sono stati annullati e la titolare, dopo aver promesso via WhatsApp la restituzione dei soldi, è sparita e mi ignora.Avendo intenzione di procedere regolarmente e legalmente, chiedo a Codesto Ufficio le seguenti informazioni!grazie
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