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Spese scolastiche detraibili nel 730: cosa puoi scaricare e quanto ti spetta

Puoi detrarre nel 730 il 19% di molte spese sostenute per scuola, asilo nido e università: rette, mensa, gite, servizi integrativi, tasse universitarie e contributi ammessi. Per non perdere l’agevolazione, però, non basta aver pagato: servono documenti corretti e, nella maggior parte dei casi, un pagamento tracciabile.

Con il contributo esperto di:
02 luglio 2026
banco sopra calcolatrice

Le spese scolastiche danno diritto a una detrazione del 19 % nel modello 730: rette dalla materna alle superiori, mensa, gite, corsi extrascolastici, assicurazione e asilo nido, tasse universitarie e riscatto della laurea. Basta indicarle nel quadro E e conservare ricevute e attestazioni.

Per le spese scolastiche dalla materna alle superiori, dal 2025 il limite massimo su cui calcolare la detrazione è di 1.000 euro all’anno per ogni alunno o studente. In pratica, il beneficio massimo è di 190 euro per ciascun figlio, se la spesa sostenuta raggiunge almeno 1.000 euro.

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Quali sono le spese scolastiche detraibili nel 730?

Le spese scolastiche sono detraibili per il 19% della spesa sostenuta per i figli, se riguardano la frequenza di scuole dell’infanzia, primarie, secondarie di primo grado e secondarie di secondo grado, sia statali sia paritarie private o degli enti locali.

Il limite di spesa è calcolato per ciascun alunno o studente. Se hai più figli, il tetto si applica separatamente per ognuno.

Rientrano tra le principali spese detraibili: 

  • Rette scolastiche dalla materna alle superiori: sono detraibili le spese per la frequenza alla scuola materna, elementare, media e superiore, sia statali sia paritarie private e quelle degli enti locali. Rientrano tra queste spese le tasse d'iscrizione, la tassa di frequenza, i contributi obbligatori, i contributi volontari e le erogazioni liberali, purché deliberati dagli istituti scolastici o dai loro organi e sostenuti per la frequenza scolastica.
  • Mensa scolastica: è detraibile anche quando il servizio è reso dal Comune o da un soggetto terzo rispetto alla scuola.
  • Assicurazione scolastica
  • Gite scolastiche
  • Pre e post scuola, corsi pomeridiani, corsi di lingua o teatro: Sono detraibili i servizi scolastici integrativi come l'assistenza al pasto, il pre e il post scuola (anche se il servizio è reso da soggetti terzi), e ogni altro contributo finalizzato all'ampliamento dell'offerta formativa (come corsi di lingua, teatro, ecc., svolti anche al di fuori dell'orario scolastico e senza obbligo di frequenza).
  • Le spese per la frequenza a corsi istituiti presso i conservatori di musica e gli istituti musicali pareggiati con ordinamento antecedente al DPR 212/2005 (quelli successivi sono equiparati ai corsi universitari).
  • Le spese per il servizio di trasporto scolastico sono detraibili anche se rese dal Comune o da soggetti terzi verso la scuola, e anche se non è stato deliberato dagli organi di istituto. Per questa specifica spesa è possibile integrare a mano il documento con i dati dell'alunno. Le spese per il trasporto possono essere indicate alternativamente nelle detrazioni per gli abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico se non riguardano un servizio specifico scolastico.

Non sono detraibili i libri, il materiale scolastico o la cancelleria;

Le spese devono essere documentate (tramite ricevute, bonifici, fatture) e intestate a uno dei genitori. Se la fattura è intestata all’alunno, i genitori possono dividerla al 50%, oppure il genitore che ha sostenuto la spesa può inserirla nel 730 annotandolo sulla fattura.

La detrazione segue il principio di cassa: conta l’anno in cui hai pagato, non il periodo scolastico a cui la spesa si riferisce. Se paghi nel 2025 una quota riferita anche al 2026, la spesa va nel 730/2026 relativo ai redditi 2025.

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Cosa fare quando sostieni la spesa per non perdere l'agevolazione

Prima di pagare o subito dopo il pagamento, controlla questi aspetti: 

  • usa un sistema di pagamento tracciabile: bonifico, carta, bollettino, MAV, Pago PA o altri strumenti tracciabli;
  • conserva ricevute, quietanze, fatture o attestazioni;
  • verifica che il documento riporti l’importo pagato e il riferimento alla spesa sostenuta;
  • per mensa, servizi integrativi e trasporto scolastico, controlla che nella causale o nell’attestazione siano indicati il servizio, la scuola frequentata e nome e cognome dell’alunno;
  • se il pagamento riguarda più studenti, per esempio nel caso di un versamento fatto dal rappresentante di classe, serve un’attestazione dell’istituto con i dati di ciascun alunno o studente;
  • se la spesa per gite o attività integrative è pagata a soggetti terzi, per esempio a un’agenzia di viaggi, conserva anche l’attestazione della scuola dalla quale risultino la delibera di approvazione e i dati dello studente;
  • prima di inviare il 730, controlla che la spesa sia presente correttamente nella precompilata. Se manca o risulta incompleta, puoi inserirla o correggerla, ma devi avere la documentazione idonea.

Attenzione: per mensa scolastica e trasporto scolastico non è possibile integrare a mano il documento se mancano i dati relativi all’alunno o alla scuola. Se il documento è incompleto, occorre chiedere un’attestazione corretta al soggetto che ha ricevuto il pagamento o alla scuola.

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Dove vanno inserite le spese scolastiche nel 730?

Nel modello 730, le spese scolastiche si indicano nel Quadro E, righi da E8 a E10 con il codice relativo alla tipologia di spesa:

  • Codice 12: per le spese scolastiche (materna, elementari, medie, superiori).
  • Codice 13: per le spese universitarie.
  • Codice 33: per la detrazione asilo nido.

In questi righi vanno riportati anche gli oneri indicati con gli stessi codici nella Certificazione Unica. Non possono invece essere indicate le spese che nello stesso anno sono state rimborsate dal datore di lavoro in sostituzione di premi di risultato. Se il rimborso è parziale, la detrazione spetta solo sulla parte rimasta effettivamente a carico.

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Come si detrae la mensa scolastica nel 730?

Per ottenere la detrazione per la mensa scolastica, sono necessarie ricevute di pagamento, bollettini postali o bonifici. Questi documenti devono indicare chiaramente il nome dell'alunno, il nome della scuola e la causale del pagamento ("servizio mensa"). La detrazione è valida anche per la spesa sostenuta per l'acquisto di buoni pasto, sia cartacei che elettronici.

Chi incassa il pagamento (sia la scuola, il Comune o un altro ente incaricato) deve rilasciare un'attestazione, esente da bollo, che certifichi la spesa sostenuta e i dati dello studente. La spesa può essere detratta anche se il servizio è erogato da soggetti terzi.

È fondamentale conservare le ricevute o quietanze di pagamento recanti gli importi sostenuti e i dati dello studente. Non è possibile integrare a mano i dati di scuola e alunno se non sono già presenti sulla documentazione originale. Se il pagamento è stato effettuato a soggetti terzi, è necessaria l'attestazione dell'istituto scolastico dalla quale risulti la delibera di approvazione del servizio e i dati dello studente.

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Sono detraibili anche le gite scolastiche?

Sì. Le gite scolastiche sono detraibili se rientrano tra i contributi scolastici finalizzati all’ampliamento dell’offerta formativa e sono deliberate dagli organi dell’istituto.

La documentazione cambia a seconda di come viene effettuato il pagamento:

  • se paghi direttamente alla scuola, conserva ricevuta o quietanza di pagamento con l’importo e i dati dello studente;
  • se paghi a un soggetto terzo, per esempio un’agenzia di viaggi, serve anche l’attestazione dell’istituto scolastico dalla quale risultino la delibera di approvazione e i dati dell’alunno o studente;
  • se il pagamento riguarda più studenti, serve un’attestazione dell’istituto con i dati di ciascuno.

Oltre alle gite, possono essere detraibili anche assicurazione scolastica, corsi di lingua, teatro e altre attività integrative deliberate dalla scuola.

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Come funziona la detrazione asilo nido nel 730?

È possibile detrarre il 19% delle spese sostenute fino a un massimo di 632 euro per ciascun figlio,in base all'iscrizione dello stesso al servizio, non alla sua età anagrafica. Questa detrazione si applica alle spese sostenute per la frequenza di:
  • Asili nido pubblici e privati.
  • Sezioni primavera.
  • Tagesmutter (ovvero servizi educativi domiciliari offerti da soggetti che curano ed educano i bambini presso il proprio domicilio se sono assimilabili al servizio di nido).

Per poter beneficiare della detrazione è indispensabile conservare le fatture, i bollettini bancari o postali, le ricevute o quietanze di pagamento. La detrazione va divisa tra i genitori in base alla spesa sostenuta da ciascuno. Qualora il documento di spesa sia intestato al bambino o a uno solo dei coniugi, è possibile specificare sullo stesso documento le percentuali di spesa sostenute da ciascun avente diritto. La spesa viene detratta in base al principio di cassa, anche se copre periodi a cavallo d'anno.

Importante: Non è possibile beneficiare della detrazione per l'asilo nido se si è già ricevuto il bonus nido INPS. Inoltre, non sono detraibili le spese rimborsate dal datore di lavoro in sostituzione dei premi di produzione, che sono indicate nei punti da 701 a 706 della Certificazione Unica con il codice 33.w

Bonus nido e detrazione nel 730: le differenze

È fondamentale non confondere la detrazione asilo nido nel 730 con il bonus nido erogato dall’INPS. Ecco le principali differenze:

Voce

Detrazione 730

BonusINPS 2025

Importo massimo

632 € a figlio (19%)

Variabile in base all'ISEE

Chi può richiederlo

Genitori che sostengono la spesa

Genitori in base all’ISEE

Cumulabile?

NO se si è già ricevuto il bonus

NO se si vuole usufruire della detrazione

Dove si inserisce

Quadro E, codice 33

Sul portale Inps

Se si ha già richiesto il bonus nido, non è possibile detrarre la spesa nel 730.

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E le tasse universitarie?

Le tasse universitarie sono detraibili al 19% della spesa sostenuta, ma per:

  • le università statali,la percentuale si applica all'intero importo;
  • le università private, la detrazione è soggetta a limiti annuali che variano in base all'area geografica e alla facoltà. Questi limiti sono stabiliti annualmente con apposito decreto del Ministero dell’Istruzione.

Di seguito la tabella con i limiti massimi di spesa detraibile per le università private, per area disciplinare e geografica:

Area   disciplinare NORD CENTRO SUD/ISOLE
Medica 3.600 euro 2.900 euro 2.650 euro
Sanitaria 4.100 euro 3.100 euro 3.050 euro
Scientifico - tecnologica 3.700 euro 2.900 euro 2.600 euro
Umanistico - sociale 3.200 euro 2.750 euro 2.550 euro
Corsi di dottorato, di specializzazione e master universitari di primo e secondo livello 4.100 euro 3.100 euro 3.050 euro

A questi importi si aggiunge la tassa regionale per il diritto allo studio per il calcolo definitivo della detrazione. Per le spese sostenute per la frequenza a corsi universitari all'estero, si fa riferimento all'importo massimo stabilito per i corsi della stessa area disciplinare nella zona geografica in cui lo studente ha la residenza. Per i corsi di laurea svolti dalle università telematiche, si fa riferimento all'area tematica del corso e, per l'individuazione dell'area geografica, alla regione in cui ha sede legale l'università.

La detrazione è applicabile a:

  • Corsi di laurea (breve, magistrale e a ciclo unico).
  • Corsi di dottorato, master universitari di primo e secondo livello.
  • ITS (Istituti Tecnici Superiori).
  • Conservatori di Musica e Istituti musicali pareggiati (istituiti ai sensi del DPR 212/2005).
  • Corsi statali di Alta formazione e specializzazione artistica e musicale.
  • Corsi di perfezionamento e specializzazione universitaria.
  • Spese per la partecipazione ai test di accesso ai corsi di laurea.
  • Spese per la frequenza dei TFA.
  • Spese per la "ricognizione" (il diritto fisso da corrispondere per anno accademico per chi non ha rinnovato l'iscrizione per almeno due anni consecutivi, che permette di riattivare la carriera accademica).
  • Frequenza a corsi di formazione universitari e accademici per il conseguimento dei CFU/CFA per l'accesso al ruolo di docente.
  • Spese sostenute per la frequenza di corsi di laurea in teologia.

Non si possono detrarre:

Anche per le tasse universitarie, la detrazione spetta a prescindere dal periodo di competenza coperto dal versamento; ciò che conta è la data del pagamento. È necessario conservare sempre le ricevute di pagamento per poter inserire la spesa nel 730.

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Riscatto della laurea nel 730

Il riscatto degli anni di laurea può essere gestito fiscalmente in due modi:

  • È deducibile dal reddito per chi ha frequentato il corso di laurea e versa direttamente i contributi, insieme agli altri contributi previdenziali e assistenziali (si indicano al rigo E21 del 730).
  • È detraibile per il 19% della spesa sostenuta, senza alcun limite di spesa, se la spesa è sostenuta da familiari che dichiarano a carico il laureato, a condizione che quest'ultimo non sia iscritto ad alcuna forma di previdenza obbligatoria e non abbia ancora iniziato alcuna attività lavorativa.

Dove va inserito il riscatto della laurea nel 730: Il riscatto della laurea di familiari a carico va inserito nel Quadro E, righi da E8 a E10 con il codice 32. In questo rigo vanno indicati anche gli oneri riportati con il codice 32 nella Certificazione Unica.

Il riscatto della laurea del familiare a carico: Sono detraibili le spese relative ai contributi versati per il riscatto degli anni di laurea dei familiari a carico che non sono iscritti ad alcuna forma di previdenza obbligatoria e che non hanno ancora iniziato alcuna attività lavorativa. Per gli iscritti ai percorsi formativi degli ITS Academy è prevista la possibilità di riscattare gli anni di studio ai fini pensionistici.

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