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Aumenti in bolletta: c'è una norma che li blocca. Ecco quando e come farla valere

Se hai ricevuto dal tuo fornitore di luce e gas la comunicazione di un aumento in bolletta, sappi che potrebbe essere illegittimo. Il decreto Aiuti bis ha introdotto una norma che blocca le variazioni di alcuni tipi di contratto di fornitura fino a maggio del 2023. Ecco in quali casi si applica e cosa puoi fare per protestare. E per mettersi al riparo dagli aumenti meglio scegliere una tariffa a prezzo bloccato, come l'offerta di Wekiwi che si aggiudicata l'asta del nostro gruppo d'acquisto.

  • contributo tecnico di
  • Anna Vizzari
  • di
  • Luca Cartapatti
31 agosto 2022
  • contributo tecnico di
  • Anna Vizzari
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  • Luca Cartapatti
Rimodulazione contratti energia

Si chiama in gergo tecnico "rimodulazione" o "variazione unilaterale del contratto", e nella pratica non è altro che la decisione da parte di un fornitore di servizi (ad esempio un operatore telefonico o un provider di energia), senza un accordo da parte del cliente, di cambiare i termini di un contratto gia stipulato, variando in particolar modo la sua parte economica. In questo caso il cliente riceve esclusivamente una comunicazione da parte del fornitore: se accetta le nuove condizioni non deve fare nulla se non attendere che entrino in vigore, se invece le rifiuta ha un tempo ben preciso per recedere dal contratto senza pagare alcuna sorta di penale. Tutto legale, se ciò avviene nei tempi e nei modi previsti dalla legge.

Una norma salva-bolletta

Tuttavia, non tutti sanno che, in questo periodo di forti rialzi del prezzo del gas e dell'energia elettrica, per evitare che molti fornitori riversino sui propri clienti questi aumenti, il Governo ha introdotto nel decreto Aiuti bis (il DL 115/2022) una norma per salvaguardare le bollette degli utenti. Di fatto la norma prevede uno stop alle modifiche unilaterali dei contratti di fornitura gas e luce. 

In particolare, il legislatore ha previsto che fino al 30 aprile 2023 non siano efficaci le clausole che nel contratto permettono alla società di fornitura di modificare le condizioni relative alla definizione del prezzo anche nel caso in cui sia riconosciuto il diritto di recesso per il cliente. Questa sospensione ha effetto retroattivo e dunque non sono validi tutti i preavvisi di aumento comunicati dalle società ai clienti prima dell’entrata in vigore della legge (e quindi fino al 9 agosto 2022) a meno che le modifiche non siano già entrate in vigore prima del 10 agosto 2022.

Sospensione: non si applica su tutti i contratti

La norma contenuta nel decreto Aiuti bis, in realtà non vale per tutti i contratti: ci sono casi in cui le rimodulazioni dei provider restano legittime e casi in cui sono sospese. Tutto dipende dalla tipologia di contratto sottoscritto dall'utente: ci sono innanzitutto contratti nel mercato tutelato e contratti nel mercato libero. Tra questi ultimi poi ci sono contratti che prevedono il prezzo della componente energia bloccata (prezzo fisso), altri in cui il costo è determinato dalle variabili di mercato (prezzo variabile) e altri ancora in cui il prezzo rimane fisso solo per un dato periodo di tempo dopo il quale il contratto stesso prevede un ritorno al prezzo variabile. Vediamo allora in quali casi si applica la norma blocca-aumenti contenuta nel decreto Aiuti bis e in quali no.

Mercato tutelato

La norma non si può applicare ai contratti che fanno riferimento al mercato tutelato. In questo caso infatti le tariffe sono decise direttamente da Arera, l'Autorità garante dell'energia. La norma quindi si applica solo ai contratti del mercato libero che conta circa 15 milioni di utenti.

Mercato libero con offerta a prezzo bloccato

Si tratta di contratti a tempo indeterminato che però prevedono un prezzo della componente energia costante per un certo periodo. In questo caso sono bloccate tutte le variazioni degli elementi di prezzo dell’offerta. Di conseguenza non sono valide le comunicazioni ricevute nei mesi scorsi che prevedono un aumento della tariffa dal 10 agosto in avanti. Contratti di questo tipo sono ad esempio quelli a tariffa fissa di Edison, o i contratti a prezzo bloccato di altre aziende come Dolomiti e Engie, oggi non più disponibili sul mercato..

Mercato libero a prezzo variabile

In genere queste offerte fanno pagare l’energia elettrica o il gas in base all’andamento di alcuni indici del mercato all’ingrosso (di solito il PUN per la luce e il PSV per il gas); le variazioni che riguardano l’andamento degli indici non rientrano nella casistica del decreto: si tratta, infatti, dell’andamento del mercato.

  • Se la comunicazione riguarda la variazione di altre voci di costo delle offerte a prezzo variabile, come per esempio le quote fisse dell’offerta, eventuali costi a consumo accessori (per esempio eventuali spread da aggiungere al prezzo della materia prima), si rientra nella casistica del decreto e tali variazioni non hanno efficacia. Per fare un esempio, prendiamo l’offerta Next Energy di Sorgenia; si tratta di un’offerta con una quota fissa, e un costo al consumo che è la somma di due voci: la prima è l’indicatore che riflette il prezzo all’ingrosso, la seconda è una fee (si tratta di un componente aggiuntivo che altri fornitori chiamano con nomi diversi, ma il più diffuso è spread). In questo caso, le oscillazioni dell’indicatore del prezzo all’ingrosso sono solo il riflesso dell’andamento del mercato e non rientrano quindi nella casistica del decreto. Non si possono evitare le variazioni, purtroppo al rialzo, che stanno caratterizzando il mercato.
  • Quando la comunicazione di variazione riguarda la quota fissa o della fee, si rientra nella casistica prevista dal decreto, perché l'aumento non dipende dall’andamento del mercato all’ingrosso.

Offerte a prezzo bloccato solo per un periodo

Il decreto non incide, invece, sui contratti che sono nati con una tariffa fissa per un certo periodo di tempo ma prevedevano già che dopo questo periodo la tariffa ritorni ad essere variabile e quindi soggetta alle oscillazioni del prezzo di mercato. In questo caso il contratto non subisce una modifica unilaterale perché di fatto si tratta di un contratto che è già nato prevedendo una variazione in corso d'opera. Ad esempio, rientravano in questa casistica le condizioni contrattuali delle offerte Energia a prezzo fisso 12 (o 24 mesi) e gas prezzo fisso 12 mesi di Wekiwi, attivabili fino a qualche mese fa.

Se ricevi la variazione, invia il reclamo 

Nonostante l'esistenza di questa norma, parecchi consumatori ci stanno segnalando che alcuni provider stanno inviando comunicazione di una variazione nelle condizioni contrattuali anche per quei contratti protetti dalla normativa. Le ragioni addotte da questi provider riguardano la validità di questa norma. Se è vero che il decreto Aiuti bis deve essere ancora convertito in legge (c'è tempo fino al 10 ottobre) e che quindi potrebbe subire modifiche, è anche vero che dal 10 agosto tutte le norme del decreto sono pienamente operative, e lo rimarranno fino a eventuali cambiamenti previsti dalla legge di conversione.

Se hai ricevuto, quindi, una comunicazione di questo tipo (e hai un contratto che rientra tra quelli coperti dalla norma) l’aumento non è valido: il provider non può applicare la nuova tariffa e se la trovi già in bolletta puoi inviare un reclamo, comunicando alla società che non potrà essere applicata ai sensi dell’articolo 3 del DL 115/2022. Per farlo puoi utilizzare il modello di lettera che abbiamo preparato proprio per questa situazione e inviarlo all'indirizzo mail del tuo fornitore di luce e gas. 

Hai bisogno di aiuto? Contattaci per una consulenza

Nonostante la norma esista, come abbiamo visto, alcuni provider stanno comunque continuando a inviare variazioni di contratto. Controlla innanzitutto se hai ricevuto una di queste comunicazioni dal tuo fornitore (via mail o via posta). In secondo luogo controlla se puoi protestare o no in base al tuo contratto. Se non ricordi ad esempio se sei nel mercato libero o nel mercato tutelato, puoi verificarlo prendendo in mano una bolletta: nella prima pagina è indicato il mercato di riferimento. 

Se sei nel mercato libero e tuttavia hai difficoltà a capire se il tuo contratto è tra quelli che possono essere modificati oppure no, oppure hai difficoltà a preparare il reclamo, possiamo darti una mano noi: contattaci al numero 02.6961561 e un nostro esperto ti aiuterà, bolletta alla mano, a capire cosa puoi fare.

Prezzo bloccato con il gruppo d’acquisto di Altroconsumo

Infine, se il tuo provider ti sta imponendo una variazione illegittima o che ritieni inaccettabile, puoi sempre pensare di cambiare operatore. In questo clima di incertezza e di forti rialzi dei prezzi, il nostro consiglio è quello di optare per un'offerta a prezzo bloccato. Grazie al nostro gruppo d'acquisto energia Abbassa la bolletta 2022 abbiamo ottenuto dal provider vincitore dell'asta un'offerta a prezzo bloccato per l'energia elettrica particolarmente vantaggiosa; si tratta dell'Offerta Energia Prezzo Fisso – Abbassa la Bolletta 2022 di Wekiwi, una tariffa conveniente oltre che per coloro che ora hanno una tariffa a prezzo variabile, anche per quelli che sono in regime di tutela e per quelli che hanno ricevuto una rimodulazione e pagano la materia prima più di 0,3150 €/kwh. Se sei interessato puoi ancora aderire ad Abbassa la bolletta fino al 31 ottobre e decidere se sottoscrivere o meno l'offerta solo dopo aver valutato la sua convenienza.

Partecipa ad Abbassa la bolletta