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Pulitori a vapore: poco utili, poco efficaci

04 marzo 2015

04 marzo 2015

Le pubblicità di questi prodotti promettono risultati strabilianti e poca fatica. In realtà, per eliminare lo sporco ostinato occorre ben più di una passata. Se poi non si regola bene il vapore, si possono fare anche dei danni. Ecco tutto quello che è bene sapere prima di acquistare questi apparecchi.

Come funzionano

Il funzionamento di questi apparecchi è abbastanza semplice. L’acqua riscaldata si trasforma in vapore che scioglie lo sporco rimuovendo macchie, muffa e incrostazioni, oltre a igienizzare uccidendo germi e batteri.

Sono composti da:

  • Un serbatoio che contiene una resistenza elettrica che scalda l’acqua fino alla temperatura di ebollizione per trasformarla in vapore.
  • Un termostato che controlla la temperatura.
  • Una valvola di sicurezza che mantiene la giusta pressione all’interno del serbatoio.
  • Un tubo (per i pulitori grandi) o una bocchetta (per quelli portatili) a cui si possono agganciare vari accessori (spazzole, bocchette particolari...) studiati per pulire le differenti superfici.
Serbatoio, dimensioni, accessori: ecco come scegliere

Di pulitori a vapore ne esistono diversi tipi. Si va dalle pistole portatili, con un costo di circa 30 euro, alle scope a vapore (50 euro circa), fino ai modelli tradizionali che partono dai 70 euro.

  • Pulitori a vapore tradizionali. Hanno diversi tipi di spazzole (rotonde, rettangolari) e sono dotati sia di tubi rigidi che flessibili a seconda delle necessità di pulizia.
  • Pistole o modelli portatili. Rispetto ai modelli tradizionali, sono più compatti e maneggevoli e quindi più facili da usare.
  • Scope a vapore. Sono una via di mezzo. Più maneggevoli e compatte dei pulitori tradizionali, ma con prestazioni meno convincenti. Sicuramente meno versatili delle pistole.  

Gli accessori

Tra quelli più utili le bocchette “a lancia” per pulire con il vapore tra le fessure delle piastrelle o le macchie sui tessuti. È importante avere anche spazzole di varie forme, rotonde o angolari, per i vetri e per raggiungere gli angoli.

Il tubo è un accessorio che non può mancare perché permette di raggiungere ogni punto della casa. È importante, infatti, anche tenere in considerazione il raggio d’azione dell’apparecchio: più è ampio, più le operazioni di pulizia saranno veloci. Se il raggio d’azione è poco bisogna spostare spesso l’apparecchio e staccare e attaccare la spina più volte. Per gli spazi grandi meglio optare per i pulitori tradizionali.  

I pulitori tradizionali posso trasformarsi anche in un ferro da stiro. La piastra è un accessorio che va comprato a parte e si attacca al serbatoio come tutti gli altri tipi di spazzole. I risultati della stiratura sono buoni su tutti i tipi di tessuto.

A cosa prestare attenzione

Tre aspetti da tenere in considerazione prima dell’acquisto.

  • Serbatoio. È più pratico se removibile. Nei vecchi prodotti, la caldaia non poteva mai essere aperta durante l’uso: bisognava aspettare che si raffreddasse prima di aprire il serbatoio e rabboccarlo di acqua. La capacità del serbatoio era quindi determinante per valutare l’autonomia. Oggi i nuovi modelli tradizionali e alcuni portatili danno la possibilità di versare nuova acqua “in continuo” consentendo un’autonomia illimitata.
  • Dimensioni e peso. Una volta riempito il serbatoio gli apparecchi possono diventare piuttosto pesanti: un aspetto da tenere in considerazione se vuoi usare il pulitore a vapore per vetri e superfici verticali. Le dimensioni sono importanti nel momento in cui si decide di riporre l’apparecchio: prendi un modello grande solo se poi hai il posto per tenerlo.
  • Regolazione del getto di vapore. è importante perché permette di adattare la quantità di vapore al tipo di pavimento. Se in alcune aree della casa hai le piastrelle, in altre il parquet e in altre ancora la moquette, un apparecchio con la regolazione ti farà comodo, anzi sarà indispensabile per evitare di danneggiare i pavimenti più delicati con il vapore bollente.
Le prestazioni

Le pubblicità di questi prodotti promettono risultati strabilianti e poca fatica. In realtà, per eliminare lo sporco ostinato occorre ben più di una passata e su alcuni materiali, se non si regola in modo corretto il flusso di vapore, si possono fare anche danni.

La capacità di pulire le superfici dure (pavimenti, vetri, mattonelle) varia da modello a modello, anche se è generalmente buona. Buono è anche il loro potere smacchiante, cioè la capacità di togliere dai tessuti macchie difficili come cioccolato, ketchup o uovo.

Deludono nella pulizia di tappeti e moquette. Il vapore, infatti, da solo non basta a eliminare lo sporco. C’è bisogno anche di un detergente e di un po’ di olio di gomito per sfregare le superfici. Senza questi ulteriori accorgimenti, il risultato è simile a quello di un normale aspirapolvere, con l’unica differenza che il vapore ravviva i colori.

Ecologici si ma non troppo

Spesso le aziende, nelle pubblicità, puntano sulla vocazione ecologica di questi apparecchi. In effetti, pulire e igienizzare solo con il vapore permette di evitare detergenti e altri prodotti chimici inquinanti. In più, il consumo d’acqua è modesto.

Ma c’è un altro aspetto da tenere in considerazione: il consumo di energia. Anche se varia dal tipo di apparecchio e dalla quantità d’acqua che si mette nel serbatoio, in generale per questi apparecchi è alto. Meglio scegliere i pulitori con serbatoio separato, staccabile o che si può ricaricare durante l’uso: scaldano solo una piccola quantità di acqua alla volta e per questo sono più efficienti dal punto di vista dei consumi.