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Umidificatori: guida alla scelta

11 novembre 2019
Umidificatori

Quando l’aria in casa è troppo secca, oltre a danni a pavimenti e mobili in legno, possono verificarsi anche problemi respiratori. Gli umidificatori aiutano a ristabilire il corretto tasso di umidità. Ecco una guida per scegliere il tipo più adatto alle tue esigenze.

Arriva il freddo, si accendono i caloriferi e l’aria in casa diventa secca. Respirare aria “asciutta” non fa bene alla nostra salute: può provocare gola secca, naso chiuso, tosse, pelle disidratata e occhi arrossati. È dunque necessario ristabilire il grado di umidità ideale. Il primo passo è non dimenticarsi mai di arieggiare le stanze, spalancando le finestre almeno dieci minuti ogni giorno. Altrettanto importante è tenere una temperatura appropriata in ogni stanza: ad esempio in camera da letto i gradi devono rimanere tra i 16-18°C, in soggiorno tra i 18°-20°C. Se però non basta, per aumentare l’umidità si può ricorrere alla classica vaschetta piena d’acqua per ogni calorifero, soluzione economica ed efficace, se ancora non è sufficiente, ad apparecchi umidificatori.

Anche se i prezzi possono variare molto, gli umidificatori non sono apparecchi particolarmente costosi: se ne trovano di buoni anche a 25 euro. Il costo varia anche a seconda del canale di vendita: farmacie, negozi per bambini o di elettrodomestici. Prima di acquistarne uno quindi valuta diverse opzioni come la grande distribuzione (ci sono spesso offerte) e i siti online.

Scegli il tipo che fa al caso tuo

In base al funzionamento possiamo distinguere tre tipi di umidificatori:

  • Umidificatore evaporativo: una vaschetta con dentro dell’acqua viene posizionata accanto o sopra i termosifoni. L’evaporazione avviene quindi naturalmente. La quantità di umidità rilasciata è limitata e non regolabile.
  • Umidificatori a vapore caldo: l’acqua viene riscaldata fino a ebollizione e quindi rilasciata nell’aria. Sono abbastanza rumorosi e soggetti alla formazione di calcare: devono essere quindi puliti periodicamente. I prezzi variano da 25 a 80 euro.
  • Umidificatori a ultrasuoni: gli ultrasuoni “colpiscono” l’acqua creando delle vibrazioni che la trasformano in una nebbiolina di vapore freddo. Questi umidificatori sono più silenziosi di quelli a vapore caldo, permettono una migliore regolazione del flusso di vapore e consumano meno energia. I prezzi variano dai 25 ai 130 euro.

Dimensioni: alcuni sono ingombranti

Scegli un apparecchio con un peso intorno ai 2-3 chili. Se è troppo leggero (meno di un chilo) potrebbe risultare un po’ instabile e poco resistente, mentre se è un modello pesante (più di 5 chili) può risultare scomodo da spostare e ingombrante.

Attenzione alla posizione: non si può incastrarlo in uno scaffale come se fosse un libro, ma si deve lasciare un po’ di spazio attorno per evitare il surriscaldamento del motore e per poterlo riempire in modo più agevole. Ovviamente più acqua contiene, più grande sarà. Per una stanza di 10-15 mq un serbatoio di 3 litri è sufficiente.

Tuttavia, in generale, anche i meno capienti forniscono autonomia sufficiente ad esempio per fare vapore tutta la notte (ovviamente dipende da come viene impostato il getto del vapore). Per una questione di igiene meglio apparecchi con serbatoi non troppo capienti: occchio però, perché se si sceglie un umidificatore a caldo il consumo di acqua sarà maggiore perché in genere hanno regolazione meno "fine" del getto. 

Attenzione all’igiene

Se l’acqua non viene cambiata spesso può andare incontro alla formazione di batteri che si possono diffondere nell’ambiente. Per evitare contaminazioni è bene pulire spesso l’umidificatore e usare solo l’acqua di rubinetto. Gli apparecchi a vapore caldo, contestualmente al funzionamento, sterilizzano le componenti interne uccidendo così eventuali batteri. Fai attenzioni alle pareti fredde: quando ne incontra una il vapore acqueo condensa e se l’umidità è eccessiva può crearsi della muffa. Questo fenomeno è generalmente più marcato se si utilizzano degli umidificatori a vapore caldo perché il flusso è meno regolabile ed è maggiore la differenza di temperatura con quella dei muri.

Comandi e accessori: devono essere facili da usare

I modelli più semplici hanno solo il pulsante di accensione e spegnimento. Altri possono avere una funzione che consente di controllare il livello di umidità nella stanza: una volta raggiunto quello ideale, l’apparecchio smette di funzionare. In più si può trovare il comando per programmare il timer, molto utile per far partire l’apparecchio qualche ora prima del rientro in casa. Attenzione però a quanta acqua si lascia nel serbatoio: se è troppa e ristagna, si possono creare batteri e muffe; oppure se è poca si esaurisce, e l’apparecchio continua a funzionare provocando il surriscaldamento del motore e uno spreco di energia elettrica.

Il nostro consiglio è di utilizzarli solo quando si è in casa, altrimenti sceglierne uno con la funzione di autospegnimento quando non c’è più acqua. L’umidificatore potrebbe essere dotato di un filtro HEPA, come quello presente nella maggior parte degli aspirapolvere, che trattiene la polvere, e di una vaschetta dove mettere le essenze, che è meglio evitare perché possono essere allergeniche e irritanti.

Un occhio ai consumi

Non sono apparecchi che consumano molto. Sulla confezione o sull’apparecchio è indicato il numero di Watt: si va da un minimo di 20 a un massimo di 700 W. La differenza la fa il tipo di apparecchio: quelli a vapore caldo hanno una resistenza che si scalda e quindi consumano di più di quelli a ultrasuoni. Tuttavia a incidere sui consumi sono soprattutto i vari accessori presenti come il display, il timer, lo stand by. Però i consumi sono relativamente bassi. Lo affermiamo dopo aver svolto una simulazione: abbiamo ipotizzato un uso intensivo, otto ore al giorno per tre mesi, e il costo per l’energia di un apparecchio di 100 W è in media di circa 5 euro al mese. Sulla confezione è dichiarato anche il vapore fornito dall’apparecchio, ossia il grado di nebulizzazione. Si trova indicato in ml/h (ora) o g/h. Gli apparecchi in commercio variano molto: possono fornire un grado di vapore che va da 10 a quasi 500 g/h. Consigliamo di scegliere un modello sui 100-200 g/h, adatto per una stanza media.

Le temperature giuste stanza per stanza

Qual è la temperatura giusta da mantenere negli ambienti domestici?

  • Nelle stanze da letto la temperatura dovrebbe essere compresa tra i 16 e i 18 gradi.
  • Il soggiorno e lo studio non dovrebbero mai superare i 20 gradi ne scendere al di sotto dei 18.
  • Tra i 16 e i 18 gradi la temperatura ideale per la cucina.
  • Nel bagno i gradi non dovrebbero mai essere superiori a 22.