Bacheca dei reclami
Reclama Facile si propone di instaurare un utile dialogo tra imprese e consumatori per risolvere questi problemi in via amichevole, favorendo il raggiungimento di un accordo condiviso.
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Iphone 17 pro max 256 gb non consegnato
Spett. Amazon In data 26/05/2026 ho acquistato presso il Vostro negozio online un Iphone 17 pro max 256 gv pagando contestualmente l’importo di 1379€ oltre a 5€ di spese di spedizione. Alla conferma dell’ordine, mi è stato comunicato che la consegna sarebbe avvenuta entro il 27/05/2026. Tuttavia, ad oggi, nonostante i ripetuti solleciti, non ho ancora ricevuto la merce. Vi invito pertanto a recapitarmi quanto prima, e comunque non oltre 30 gg dalla data dell’ordine, il prodotto da me acquistato. In difetto, mi riservo il diritto di richiedere la risoluzione del contratto e il risarcimento dei danni subiti. Attendo un riscontro entro 15 giorni dal ricevimento della presente, valendo la stessa quale messa in mora ai sensi e per gli effetti dell’art. 1219 c.c. Allegati: Conferma ordine Ricevuta di pagamento
Spese di rimborso non ricevute dopo oltre 2 mesi
Ho riscontrato un problema con AMAZON. Vi scrivo in merito alla pratica di reso relativa all'ordine dei pneumatici effettuato in data 30 marzo 2026 Vi segnalo che, pur non risultando l'ordine ancora consegnato dai vostri sistemi, ho provveduto a rispedire la merce tramite una posta privata, sostenendo di tasca mia le spese di spedizione pari a € 15 Come da voi stabilito, tali spese dovevano essermi interamente rimborsate. Tuttavia, sono ormai trascorsi 2 mesi dalla restituzione e non ho ancora ricevuto alcun accredito. Nonostante i miei ripetuti contatti telefonici con il vostro servizio clienti, mi è stato risposto che non è possibile procedere con il rimborso. In allegato alla presente vi trasmetto la ricevuta di spedizione della posta privata, che attesta l'avvenuto rinvio della merce e l'importo da me pagato. Considerando la situazione, vi richiedo lo sblocco immediato e il rimborso delle spese di spedizione anticipate. In caso contrario, mi vedrò costretto ad adire le vie legali e a tutelare i miei diritti di consumatore tramite le associazioni di categoria. porgo cordiali saluti.
Rimborso Amazon negato
Spett. Amazon In data 15/04/2026 ho acquistato presso il Vostro negozio online un Samsung Galaxy s26ultra pagando contestualmente l’importo di 1.499 € Alla consegna del prodotto, avvenuta il 21/4/2026, potendone visionare direttamente le caratteristiche, ho deciso di avvalermi del diritto di recesso ai sensi dell’art. 52 e segg. del D.Lsg. 206/05. Vi ho inviato una comunicazione in tal senso tramite [pec/raccomandata/email] il 21/04/2026 – max 14 gg dalla consegna]. Il 21/04/2026mi avete risposto accettando la richiesta di reso e dandomi istruzioni per la restituzione della merce. Ho provveduto come da vostre indicazioni ed ho avuto conferma dell’arrivo del prodotto presso di Voi il 27/04/2026 Tuttavia ad oggi, trascorsi 38 giorni, non ho ancora ricevuto il rimborso del prezzo pagato pari a 1.499€ Vi invito a corrispondermi quanto prima tale somma tramite riaccredito sul mezzo di pagamento utilizzato per l’acquisto. Attendo un riscontro entro 15 giorni dal ricevimento della presente, valendo la stessa quale messa in mora ai sensi e per gli effetti dell’art. 1219 c.c. Allegati: Conferma ordine Ricevuta di pagamento Copia comunicazione di recesso + ricevuta di consegna
rimborso mai avvenuto pur avendo ricevuto conferma
Spett. AMAZON In data 30/04/2026 ho acquistato presso il Vostro negozio online un [faber coffe ] pagando contestualmente l’importo di [264,14 EURO Alla consegna del prodotto, avvenuta il [05/05/2026], potendone visionare direttamente le caratteristiche, ho deciso di avvalermi del diritto di recesso ai sensi dell’art. 52 e segg. del D.Lsg. 206/05. Vi ho inviato una comunicazione in tal senso tramite APP in quanto la merce al suo interno era mancante di macchinetta ma erano presenti solo accessori Il 06/05/2026 mi avete risposto accettando la richiesta di reso e dandomi istruzioni per la restituzione della merce. Ho provveduto come da vostre indicazioni ed ho avuto conferma dell’arrivo e del rimborso emesso del prodotto il 19/05/2026 Tuttavia ad oggi, trascorsi tantissimi giorni non ho ancora ricevuto il rimborso del prezzo pagato pari a [264,14 €]. Vi invito a corrispondermi quanto prima tale somma tramite riaccredito sul mezzo di pagamento utilizzato per l’acquisto. Attendo un riscontro entro 15 giorni dal ricevimento della presente, valendo la stessa quale messa in mora ai sensi e per gli effetti dell’art. 1219 c.c. Allegati: Conferma ordine Ricevuta di pagamento Copia comunicazione di recesso + ricevuta di consegna
Invece di ricevere due cellulari, ho ricevuto pietre e carta igienica
In data 25 maggio 2026 ho ordinato e pagato con due ordini n. 2 SAMSUNG GALAXY S25 ULTRA. Dovevano arrivate il 26, ma stranamente mi comunicano da Amazon (o un hacker??) che la spedizione è in ritardo. Il giorno dopo mi comunicano il codice che devo dare al corriere. Il corriere arriva io comunico il codice e salgo in ufficio. Io e la mia collega apriamo i pacchi ma dentro (come da foto) troviamo pietre avvolte in carta igienica. Parlo poi con Amazon che mi concede il rimborso, Poi iniziano ad arrivarmi mail (sono qui allegate in fila) e mi dicono che non mi rimborsano perchè i pacchi spediti da loro erano giusti e contenevano i cellulari. Quindi velatamente mi danno della truffatrice. Come posso fare, potete aiutarmi
Mancato rimborso ordine 171-5589561-5849109 nonostante esibizione di regolare denuncia di Pubblica S
Spettabile Assistenza Clienti Amazon, Con la presente si inoltra formale reclamo in merito all'ordine n. 171-5589561-5849109, del valore di 173,34€ (pagato 159,99€ tramite bonus cultura ed il restante con carta di credito), per il quale mi viene illegittimamente negato il rimborso. Il pacco in oggetto risulta erroneamente consegnato dal corriere Poste Italiane nella città di Palermo a un soggetto terzo sconosciuto, anziché a Cefalù (indirizzo di destinazione corretto e registrato sull'ordine), come inequivocabilmente dimostrato dai sistemi di tracciamento ufficiali. A fronte della vostra richiesta di fornire un verbale di polizia per procedere al rimborso, sia lo scorso sabato 30 maggio, che molte altre volte, ho sporto regolare Verbale di Integrazione/Denuncia presso il Commissariato di P.S. di Cefalù. Ogni volta la denuncia è stata rifiutata senza alcuna motivazione, e gli operatori si si si sono addirittura rifiutati di parlare con gli ispettori di polizia che gli chiedevano cosa non andasse bene. Tale documento soddisfa tutti i requisiti da voi esplicitamente richiesti: attesta la mia identità reale legata allo pseudonimo inserito sull'ordine, specifica l'indirizzo di spedizione originale ed evidenzia la consegna errata nella giurisdizione di Palermo a un soggetto terzo. La documentazione completa è stata notificata formalmente alla vostra attenzione anche tramite PEC legale lunedì 1 giugno. Nonostante l'esibizione di un Atto Pubblico valido e l'invio tempestivo della documentazione rispetto alla vostra scadenza fissata per il 7 giugno, continuate a respingere la pratica inviando risposte del tutto generiche e automatizzate (l'ultima ricevuta dall'operatrice Fabrizia O.), le quali affermano l'impossibilità di "convalidare i dettagli del verbale" senza fornire alcuna motivazione logica o giuridica. Trattenere l'importo di un ordine palesemente non consegnato al destinatario e rifiutare un documento ufficiale della Polizia di Stato costituisce una grave violazione dei diritti del consumatore, tanto più grave poiché grava su fondi statali erogati tramite Bonus Cultura. Chiedo pertanto l'immediata revisione manuale della pratica da parte di un operatore umano del dipartimento investigativo e lo sblocco definitivo del rimborso spettante.
Richiesta di recesso e messa in mora
Spett. Revée S.R.L. (tramite piattaforma Amazon), In data 9 aprile 2026 ho acquistato presso il Vostro negozio online un lotto di due reggiseni pagando contestualmente l’importo di 67,00 euro per il capo attualmente non rimborsato, oltre a eventuali spese di spedizione. Alla consegna del prodotto, avvenuta il 13 aprile 2026, potendone visionare direttamente le caratteristiche, ho riscontrato problemi di comfort e vestibilità (il modello risultava scomodo sulle spalle, ai lati del busto sotto le ascelle e nella zona sotto il seno) e ho dovuto avvalermi del diritto di recesso ai sensi dell’art. 52 e segg. del D.Lgs. 206/05. Vi ho inviato una comunicazione in tal senso tramite la procedura di reso Amazon il 7 maggio 2026. Il 18 maggio 2026 mi avete risposto che la mia richiesta non poteva essere accettata interamente perché asserite la presenza di una presunta macchia su uno dei due capi. Contesto quanto sopra poiché l'acquisto non è stato effettuato per ragioni mediche, non presento alcuna ferita sul corpo e il prodotto è stato rispedito integro e pulito, nelle medesime condizioni in cui è stato consegnato; pertanto, tale macchia non è mia. Inoltre, entrambi i reggiseni erano di colori molto chiari (uno bianco e uno crema) e sono stati provati e rispediti insieme nello stesso pacco: risulta del tutto incoerente e ingiustificabile che uno sia stato accettato come conforme e l'altro no. Desidero segnalare che anche l'assistenza Amazon ha dichiarato di non poter intervenire in quanto si tratta di un venditore esterno, lasciandomi del tutto priva di tutela. Vi invito pertanto ad ottemperare la mia legittima richiesta di recedere dal contratto, confermando che il prodotto è già stato da Voi ricevuto e richiedo di conseguenza il rimborso del prezzo pagato pari a 67,00 euro tramite riaccredito sul mezzo di pagamento utilizzato per l’acquisto. Attendo un riscontro entro 15 giorni dal ricevimento della presente, valendo la stessa quale messa in mora ai sensi e per gli effetti dell’art. 1219 c.c.
Vendita prodotto tossico per neonati — piombo 520 volte oltre il limite legale — responsabilità nega
Nel luglio 2023 ho acquistato su Amazon.it una lampada LED a forma di pera commercializzata per bambini, come regalo per mio nipote appena nato, venuto al mondo prematuro. Ho scelto Amazon deliberatamente perché mi fidavo della sua reputazione di sicurezza e affidabilità. Avrei potuto comprare lo stesso prodotto su un sito cinese a un quarto del prezzo, ma ho preferito pagare di più perché credevo che Amazon garantisse la sicurezza di ciò che vendeva. Quella fiducia si è rivelata un errore gravissimo. Per quasi due anni, quel bambino ha avuto contatto fisico quotidiano con quella lampada. La abbracciava, la mordeva. Ho fotografie che documentano tutto questo. Il 1° agosto 2025 ho ricevuto una email da Amazon che mi informava del richiamo del prodotto. Il portale ufficiale EU Safety Gate (Allerta n. 10095053) certifica che il prodotto contiene piombo a livelli 520 volte superiori al limite legale previsto dalla normativa europea. Non è una mia opinione. È un accertamento ufficiale delle autorità pubbliche europee. Amazon stessa ha emesso il richiamo. Amazon stessa ha riconosciuto il pericolo. Ho dovuto chiamare mia sorella — la madre del bambino — per dirle che il regalo che avevo scelto con tanta cura per suo figlio prematuro era stato tossico per tutto il tempo in cui lui ci giocava. Non auguro a nessuno di dover fare quella telefonata. Quello che è successo dopo ha reso tutto ancora peggiore. Ho contattato immediatamente Amazon. Invece di assumersi le proprie responsabilità, hanno rimborsato il prezzo di acquisto e indicato un venditore terzo come responsabile. Come se il rimborso fosse mai stato il problema. Come se qualche euro potesse cancellare quasi due anni di un neonato che mordeva un oggetto tossico. Ho escalato al team Executive Customer Relations. Ho inviato tutte le prove, incluse le fotografie. L’agente Kelly Grace Crosby è stata assegnata al mio caso, ha contattato mia sorella direttamente, ha promesso una revisione entro il 27 settembre 2025, e poi è sparita. Per tre mesi consecutivi — da dicembre 2025 a metà febbraio 2026 — nessuna risposta. Né a me, né a mia sorella. Ho dovuto chiamare Amazon ripetutamente, scrivere a più agenti, fare pressione continua, prima che qualcuno rispondesse di nuovo. Il caso è stato poi trasferito all’assicuratore di Amazon, Zurich Insurance Europe AG (Sinistro n. P-0920-25-05433/01). Il 2 aprile 2026 — nove mesi dopo la mia prima segnalazione — ho ricevuto la loro risposta formale. Una lettera datata 17 marzo 2026 ma recapitata solo il 2 aprile, con 16 giorni di ritardo. Il contenuto: nessuna responsabilità. Prove insufficienti. Caso chiuso. Prove insufficienti. Nonostante un’allerta ufficiale europea. Nonostante il richiamo di Amazon stessa. Nonostante le fotografie di un neonato prematuro che mordeva quel prodotto per quasi due anni. Questo è uno schema deliberato. Ritardi, silenzio, trasferimenti, rigetti. Una strategia calcolata per stancare il consumatore fino a farlo desistere. Io non ho desistito. Ho presentato reclami formali a: IVASS, AGCM, ECC-Net Italia, ECC Lussemburgo, e una petizione formale al Parlamento Europeo. Continuerò a seguire questa vicenda per tutto il tempo necessario e la renderò pubblica su ogni piattaforma disponibile, perché altri genitori meritano di sapere cosa è successo. Voglio essere chiaro su una cosa fondamentale: questo non riguarda solo me. Questo prodotto è stato venduto su Amazon.it a consumatori italiani ed europei. Qualsiasi bambino in Europa il cui genitore abbia acquistato lo stesso articolo è stato esposto allo stesso rischio. Il piombo non discrimina. È una questione di sicurezza infantile europea. Chiedo ad Altroconsumo di intervenire formalmente nei confronti di Amazon Italia Services S.R.L., richiedere una risposta giuridicamente motivata, valutare se la condotta di Amazon costituisca una pratica commerciale scorretta, e rendere pubblica questa vicenda affinché altri consumatori siano informati e protetti. Voglio concludere con una riflessione che va oltre il mio caso personale. Questa è una questione che dovrebbe riguardare chiunque tenga ai bambini. Non stiamo parlando di un inconveniente commerciale. Stiamo parlando della salute degli esseri più innocenti e vulnerabili che esistano. Aziende miliardarie come Amazon sono disposte a guadagnare di più a scapito della salute di questi bambini, e quando vengono chiamate a rispondere, usano il loro potere e le loro risorse per stancare chi osa chiedere giustizia. Se oggi mi fermo — se oggi ci fermiamo — lo faranno di nuovo. E di nuovo. E di nuovo. Finché qualcuno non li fermerà. Spero che Altroconsumo sia parte di quella fermata. Documenti disponibili: allerta EU Safety Gate n. 10095053, email di richiamo Amazon del 1° agosto 2025, lettera di rigetto Zurich Insurance ricevuta il 2 aprile 2026, fotografie del bambino a contatto con il prodotto. Tutta la corrispondenza con Amazon e Zurich è disponibile su richiesta.
Ritenzione indebita di rimborso per smartphone regolarmente restituiti
Spettabile Altroconsumo, desidero sporgere reclamo formale contro Amazon Italia per l'ingiusta, arbitraria e prolungata ritenzione del mio denaro relativo ai seguenti ordini regolarmente restituiti, per un valore totale di rimborsi bloccati pari a circa 1.900,00 €: 1. Ordine n. 404-8759594-5698721 (Samsung Galaxy S26 - 899,00 €) 2. Ordine n. 406-3504971-0997947 (Samsung Galaxy S26 Ultra - 1.099,00 €) 3. Ordine n. 405-4362948-0783507 (Samsung Galaxy S26 Ultra - 1.099,00 €) 4. Ordine n. 404-4694757-8129954 (Samsung Galaxy S26 Ultra - 1.228,58 €) Il blocco automatizzato di sicurezza è scattato sui nostri account di famiglia in quanto il sistema ha rilevato il reso di questi smartphone di alto valore e l'utilizzo della stessa carta MasterCard (terminante in 8110) intestata a mia suocera, la signora Tanya Todorova Akova. Desidero chiarire formalmente che non vi è alcuna attività fraudolenta. Tutti i prodotti sopra elencati sono stati rispediti in totale buona fede e sono stati regolarmente ricevuti e accettati presso i magazzini di Amazon. I resi sono stati effettuati esclusivamente per motivi di convenienza economica, poiché Amazon stessa ha abbassato i prezzi dei medesimi articoli (versione 512 GB) a distanza di pochissimi giorni dall'acquisto. Per usufruire delle promozioni e dei limiti di finanziamento, sono stati utilizzati i diversi profili del nostro nucleo familiare. A riprova della mia assoluta buona fede, della trasparenza e della continuità dei rapporti commerciali con la vostra piattaforma: 1. Tramite l'account principale iskrenorlinov1@gmail.com (a mio nome, Iskren Kamenov Orlinov) sono stati acquistati e si stanno regolarmente e puntualmente pagando a rate i 2 nuovi smartphone attualmente in nostro possesso (rate mensili da 100€ e 200€). 2. In data odierna (31/05/2026) è in consegna un terzo smartphone, acquistato in un'unica soluzione e pagato per l'intero importo online tramite la stessa carta MasterCard dall'account orlinoviskren205@gmail.com, intestato a nome di mia suocera Tanya Todorova Akova. Ho già provveduto a fornire ad Amazon tutta la documentazione idonea: i documenti d'identità miei e della titolare della carta (Signora Akova) e l'estratto conto ufficiale Postepay del 26/05/2026 che attesta la titolarità della carta. Nonostante la merce sia già nelle loro mani da settimane, l'azienda mantiene un totale silenzio rifiutandosi di sbloccare i rimborsi spettanti. Vi chiedo di intervenire con urgenza affinché Amazon proceda allo sblocco manuale delle pratiche e al riaccredito immediato delle somme dovute sulla carta d'origine. Cordiali saluti, Iskren Kamenov Orlinov Tel: +393284366441 Email principale: iskrenorlinov1@gmail.com
Riparazione Amazon sospesa da mesi
Ho richiesto assistenza di garanzia per un robot ECOVACS DEEBOT T50 PRO OMNI Gen2 Robot Aspirapolvere Lavapavimenti, (Migliorato da T30 PRO) in data 26/03/2026. Il reso del prodotto si è concluso il 7 aprile, con arrivo del prodotto all'indirizzo Via delle Industrie 1/A Arese, presso la sede Sertec 360 Repairs. Ad oggi, 29 maggio 2026, non si hanno informazioni riguardo lo stato di riparazione del prodotto e non è possibile da Amazon chiedere un sollecito in nessun modo. Attendiamo gentile riscontro. Contratto acquisto: 406-3902902-8845104
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