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Smog lemergenza e cronica

29 gennaio 2010

29 gennaio 2010

Dalle 10 alle 18 di domenica 28 febbraio è vietata la circolazione delle auto private a Milano e Torino, salvo quelle a impatto zero. Alla domenica senza auto hanno aderito anche 80 Comuni tra Lombardia, Piemonte, Liguria, Emilia Romagna, Trentino e Friuli. È un bene mantenere alto il livello di attenzione sul problema, ma servono misure più strutturali per combattere in maniera significativa l'inquinamento.

Questa volta il blocco è concertato è allargato. Domenica 28 febbraio è vietata la circolazione delle auto private a Milano, Torino e altri 80 Comuni sparsi tra le diverse regioni italiane. Purtroppo, però, le estemporanee interruzioni della circolazione sono insufficienti a risolvere il problema dell'inquinamento.

Salute a rischio
Milano, anche per la particolare posizione geografica, all'interno della Pianura padana, è da sempre tra le città più inquinate, anche se purtroppo è in bella compagnia. Uno studio del Cnr ha messo in evidenza che in 13 città italiane si superano dal 2005 le soglie consentite di PM10. Si tratta di: Torino, Genova, Milano, Trieste, Padova, Venezia, Verona, Bologna, Firenze, Roma, Napoli, Catania, Palermo.

Un altro studio epidemiologico, realizzato dall'Apat e dall'Oms nel 2006, ha analizzato gli effetti a lungo termine dell'esposizione alla polveri sottili: nelle città italiane il PM10 è causa della morte di circa 8 mila persone l'anno, tra i più colpiti bambini ed anziani.

Durante i superamenti dei limiti di legge per le polveri sottili, come avviene in questi giorni, i cittadini sono esposti a picchi molto elevati di particolato (vedi la nostra inchiesta).

Il ruolo dei sindaci
Il sindaco ha tra i suoi compiti anche quello di tutelare la salute dei cittadini. Quando lo smog supera le soglie consentite, come succede in molte città nel periodo invernale, scatta l'obbligo per gli amministratori di adottare misure strategiche di intervento. Da qui le giornate senz'auto o le targhe alterne, provvedimenti estemporanei che si sono dimostrati spesso insufficienti. La soluzione alla pessima qualità dell'aria nel capoluogo lombardo, come in molte altre città italiane, appare ancora lontana. L'esperimento dell'Ecopass, per quanto lodevole, non è sufficiente. Servono ulteriori restrizioni all'uso dell'automobile.

Misure immediate per le grandi città
Potenziamento del trasporto pubblico, nuovi servizi di mobilità (come car sharing, bike sharing, bus a chiamata), limitazioni del traffico (con varchi a pagamento), maggiore efficienza del parco auto: sono interventi utili, soprattutto a cambiare le abitudini dei cittadini, ma con un'efficacia di lungo periodo. La situazione di emergenza richiede invece interventi immediati, utili per la salute. Il blocco della circolazione dei veicoli commerciali senza filtri antiparticolato, per esempio, ridurrebbe di quasi un terzo le emissioni di polveri in una città come Milano. Si potrebbe iniziare a fermarne almeno una parte, con il metodo delle targhe alterne applicato ai veicoli che trasportano le merci.

La battaglia per migliorare l'aria non si gioca solo sul traffico, è fondamentale il rinnovo degli impianti di riscaldamento, che contribuiscono alla formazione delle polveri sottili e altri inquinanti. Ma servono maggiori incentivi per stimolare il passaggio dagli impianti a gasolio a quelli a metano.


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