Bacheca dei reclami
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Recensioni anonime
Non ritengo corretto che ancora oggi l'azienda Trustpilot, dopo la multa comminata il 23 marzo 2026 dall'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato per 4 milioni di euro per "pratica commerciale scorretta", continui ad accettare recensioni anonime che screditano le aziende. Questa la risposta ricevuta da Trustpilot a fronte di un commento negativo rivolto alla nostra scuola da parte di un individuo che non risulta aver mai partecipato ad alcun nostro corso. Egli ha fatto un commento anonimo, abbiamo chiesto di avere un riscontro reale e la risposta di Trustpilot è stata questa: "È del tutto normale non riconoscere un autore della recensione per nome o dai dettagli condivisi. Molti autori delle recensioni scelgono di rimanere anonimi, il che è accettabile sulla nostra piattaforma e non è motivo di rimozione. È facoltativo per gli autori delle recensioni rispondere alla tua richiesta di "Trova utente". Sebbene questa funzione aiuti le aziende, gli autori delle recensioni non sono obbligati a rispondere. La sola mancanza di risposta non comporta la rimozione della recensione. Gli autori delle recensioni sono liberi di scegliere qualsiasi nome utente, che sia il loro vero nome, un nome di battesimo o uno pseudonimo. Ciò significa che potresti non essere sempre in grado di identificarli nei tuoi registri. Per questo motivo, il semplice fatto di non riconoscere un autore della recensione non è un motivo sufficiente per la rimozione, e la recensione rimarrà online." Ciò incita i leoni da tastiera o semplicementi individui concorrenti a fare recensioni false in modo anonimo.
Problema con Park DEPOT
Spettabile Park Depot S.r.l./GmbH Via Martiri della Libertà 26 Oggetto: Contestazione formale richiesta di pagamento pratiche n. 004-076-000-773 e 004-076-000-757 – presunta violazione delle condizioni di parcheggio del 12.02.2026 e 13.02.2026 – Via di Torrespaccata, Roma (00173) Con la presente, il sottoscritto F.C. intende contestare formalmente la richiesta di pagamento relativa alle pratiche in oggetto, concernenti presunte violazioni delle condizioni di parcheggio in Via di Torrespaccata, pervenutami in data 26.02.2026 tramite posta ordinaria. I motivi della contestazione sono i seguenti: Mancanza di consenso contrattuale Non ho sottoscritto alcun contratto né ricevuto alcun ticket di parcheggio. La mera introduzione del veicolo nell’area di sosta non equivale automaticamente alla conclusione di un valido contratto, soprattutto in aree di pertinenza di attività commerciali con parcheggi normalmente gratuiti. Illegittimo trattamento dei dati personali Avete proceduto all’identificazione del sottoscritto tramite la targa del veicolo per risalire al mio nome e indirizzo in assenza di preventiva informativa ai sensi degli artt. 13 e 14 del GDPR, nonché senza indicare una valida base giuridica del trattamento. Assenza di segnaletica adeguata e mancata emissione del ticket Le sbarre di ingresso e uscita del parcheggio risultavano costantemente sollevate e non è stato emesso alcun ticket all’ingresso, circostanza incompatibile con l’esistenza di un rapporto contrattuale. Irregolarità della notifica La comunicazione è avvenuta tramite posta ordinaria, mezzo privo di valore probatorio in ordine sia alla data sia all’effettiva ricezione. Inoltre, eventuali immagini fotografiche risulterebbero acquisite in assenza di adeguata informativa sulla videosorveglianza, in violazione della normativa vigente in materia di protezione dei dati personali. Richiesta illegittima La somma richiesta non costituisce sanzione amministrativa, riservata esclusivamente agli organi pubblici competenti, bensì una presunta penale contrattuale priva di valido titolo. Mancata indicazione delle modalità di contestazione Nella vostra comunicazione non sono indicate modalità chiare ed efficaci per la proposizione di un reclamo, quali un indirizzo PEC, una mail dedicata o il nominativo di un responsabile amministrativo di riferimento. Sproporzione dell’importo richiesto L’importo complessivo di €59,00 appare manifestamente eccessivo e sproporzionato ai sensi dell’art. 1384 del Codice Civile. Addebito ingiustificato dei costi di identificazione del veicolo La richiesta di porre a mio carico i costi di identificazione del proprietario del veicolo risulta illegittima e sproporzionata, essendo quasi equivalente all’importo principale richiesto. Per tali motivi, chiedo l’annullamento immediato di ogni richiesta di pagamento relativa alle pratiche in oggetto e la cancellazione dei miei dati personali trattati per tale finalità. In difetto di un vostro riscontro scritto entro 15 giorni dal ricevimento della presente, mi riservo di adire le vie legali e di segnalare la vicenda alle autorità competenti, incluse l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) e il Garante per la Protezione dei Dati Personali. Opposizione al trattamento (art. 21 GDPR): il sottoscritto si oppone a ogni ulteriore trattamento dei propri dati per finalità di riscossione di crediti contestati e non provati. Limitazione del trattamento (art. 18 GDPR): si richiede di non comunicare tali dati a soggetti terzi, incluse società di recupero crediti. Distinti saluti, F.C.
Reclamo formale e diffida ad adempiere — Richiesta di rimborso di € 19,50 ex art. 56, c. 2 D.Lgs. 20
Spettabile NO PROBLEM PARKING S.p.A. (marchio commerciale "Quick — No Problem Parking"), il sottoscritto Daniele Ferrara, consumatore residente in provincia di Caserta, presenta formale reclamo pubblico, contestualmente all'invio di formale diffida via PEC indirizzata alla casella legale di codesta Società (alla quale si rinvia per gli ulteriori dati anagrafici, fiscali e bancari del sottoscritto e per la richiesta di rimborso da effettuarsi mediante bonifico SEPA all'IBAN ivi comunicato). FATTO In data domenica 3 maggio 2026, alle ore 10:29, ho effettuato l'ingresso con il mio veicolo presso il parcheggio Quick Napoli Azzurro, sito in Via Vicinale Cupa Cintia 249, 80126 Napoli, varco EN 22 A, ticket n. 17 6204 (codice 1/26291810/0605501067/074216). L'ingresso è avvenuto sulla base della tariffa pubblicizzata in modo dominante sul sito ufficiale del Centro Commerciale Azzurro (www.ccazzurro.com), che nella sezione "Parcheggio coperto" riporta un riquadro grafico evidenziato "3H 0,50 cent". La pagina è stata archiviata su Internet Archive in data 03/05/2026 ore 20:32:47, URL: https://web.archive.org/web/20260503203247/https://www.ccazzurro.com/. La medesima pagina pubblicizza distintamente, mediante apposite card grafiche, le offerte tariffarie speciali ("Offerta per universitari" e "Offerta per tifosi"), ma NON riporta alcuna card o indicazione relativa a una "tariffa evento" applicabile in occasione di manifestazioni alla Mostra d'Oltremare. Parimenti, la pagina ufficiale di codesta Società dedicata al parcheggio Azzurro (https://quickparking.it/parcheggi/quick-napoli-azzurro/) non pubblicizza alcuna tariffa straordinaria "evento", a differenza di altri parcheggi del medesimo Gruppo (es. Quick Napoli Kennedy, dove la tariffa speciale per le partite del Napoli è espressamente pubblicata). All'uscita, alle ore 20:19:17, presso la cassa automatica è stato addebitato un corrispettivo di € 20,00 (imponibile € 16,39 + IVA 22% € 3,61), pari a oltre quaranta volte la tariffa pubblicizzata. L'addebito è stato effettuato su carta di credito Mastercard (transazione descrittore "Quick parking park azz napol"). Il ritiro del ticket all'ingresso, e la conseguente conclusione del contratto di parcheggio, sono avvenuti sulla base esclusiva della tariffa "3H 0,50 cent" pubblicizzata. Eventuale segnaletica difforme collocata in prossimità della cassa automatica al piano interrato è giuridicamente inopponibile, in quanto percepibile solo a contratto già concluso e a veicolo già immesso nella struttura. DIRITTO La condotta integra: — azione ingannevole ex art. 21, c. 1, lett. d) D.Lgs. 206/2005, sulla presentazione del prezzo; — omissione ingannevole ex art. 22 D.Lgs. 206/2005, per mancata indicazione preventiva e visibile della tariffa straordinaria; — violazione dell'art. 1336 c.c. sull'offerta al pubblico, vincolante alle condizioni esposte; — clausola vessatoria ex artt. 33 D.Lgs. 206/2005 e 1341, c. 2 c.c., non specificamente accettata per iscritto; — principio costantemente affermato dalla Cassazione (SS.UU. 14139/2011; Cass. 16079/2002): le clausole peggiorative sono efficaci solo se "adeguatamente percepibili prima della conclusione del contratto"; — art. 56, c. 2 D.Lgs. 206/2005, sul diritto al rimborso dell'eccedenza versata. RICHIESTA Chiedo a codesta Società il rimborso di € 19,50, pari alla differenza tra il corrispettivo addebitato di € 20,00 e la tariffa contrattualmente dovuta di € 0,50 per le prime 3 ore, oltre interessi legali dalla data del pagamento. I dati per il bonifico SEPA sono stati forniti nella PEC formale già inoltrata. In difetto di integrale riscontro entro 15 giorni dalla PEC, saranno attivate senza ulteriore preavviso: — procedura di chargeback Mastercard (Reason Code 4853 — Cardholder Dispute / Goods or Services Not as Described; in subordine 4834 — Transaction Amount Differs); — segnalazione formale all'AGCM ex art. 27 D.Lgs. 206/2005; — ricorso al Giudice di Pace di Napoli ex art. 7 c.p.c., con condanna alle spese di lite. Allego: 1) ricevuta del ticket n. 17 6204 del 03/05/2026; 2) screenshot della transazione del 03/05/2026 dall'app BBVA; 3) screenshot della pagina www.ccazzurro.com archiviata su Internet Archive in data 03/05/2026. In attesa di sollecito riscontro, distinti saluti. Daniele Ferrara
Accuont disabilitato
Buonasera mi è stato disabilitato l account con dentro sempre dei soldi nel mio wallet chiedo la riattivazione del account, FERHATI0092@gmail.com.
Doppio addebito sosta su strisce blu
In data 07/04/2026 ho pagato, tramite l'app MooneyGo, una sosta su strisce blu nel comune di Paderno Dugnano (v. email di conferma fine sosta, allegata). Al termine della sosta, l'importo di € 1,19 è stato addebitato sulla mia carta di credito, che è lo strumento di pagamento prescelto nell'app (v. screenshot SMS conferma addebito su carta di credito, allegato). Dopo alcuni giorni, ho constatato che nel "borsellino" dell'app (metodo di pagamento alternativo che io NON utilizzo) era presente un saldo negativo pari a € -1,19. Tale addebito, oltre che essere palesemente ingiustificato, avendo già pagato la sosta con la carta di credito, impedisce l'utilizzo dell'app per il pagamento di ulteriori soste, dato che l'app richiede obbligatoriamente di ricaricare il borsellino per ripianare il presunto debito. In data 10/04/2026 ho segnalato l'accaduto all'assistenza di MooneyGo (v. email allegata), richiedendo l'azzeramento del saldo negativo del borsellino. A tale segnalazione, a cui è stato assegnato il n. 568151. è seguito uno scambio di email (v. stampa allegata) nelle quali MooneyGo sosteneva che il pagamento risultava effettuato tramite il borsellino, e mi invitava a inviare la documentazione bancaria dalla quale risultava che l'addebito sulla carta di credito era stato contabilizzato. Cosa che ho fatto con l'email inviata in data 15/04/2026, alla quale era allegata la ricevuta bancaria dell'addebito (allegata). Dopo l'invio di quest'ultima email, non ho più ricevuto alcun riscontro da MooneyGo. A tutt'oggi (04/05/2026) nel borsellino è ancora presente il saldo negativo di € -1,19, così come l'addebito del medesimo importo sulla carta di credito. Col presente reclamo ribadisco la richiesta di azzeramento del saldo negativo del borsellino. In mancanza di un riscontro entro 15 giorni dal ricevimento della presente, non esiterò ad adire le vie legali a tutela dei miei diritti.
Non riesco a anulare l'abbonamento
Buongiorno . Mi sono stati presi 16 euro dalla mia carta senza la mia autorizzazione dal sito di unsubby . Vorei anulare questo abbonamento ma non ci riesco. Cosa devo fare?
DietaSocial Addebito ingiustificato
Buongiorno, chiedo rimborso al Fornitore per quanto segue. Il giorno I febbraio 2026 ho attivato il servizio trimestrale “DietaSocial Premium Max3” (n. DS80632) al costo di euro 37,35, anziché 74,70. Il pagamento è stato effettuato tramite carta di credito, di cui non sono titolare, e i cui estremi avevo fornito solo ed esclusivamente ai fini di quella transazione. Oltre alla mail di riepilogo del Fornitore, ricevuta sempre in data I febbraio, che riassumeva unicamente l’importo e lo stato di avvenuto pagamento, nulla ho mai ricevuto rispetto alle condizioni di contratto, nessun documento di sintesi contrattuale o avvertenze sull’imminente scadenza e sui suoi effetti. Anzi, il Fornitore ha fatto invio massivo e fuorviante di messaggi che mi invitavano ad approfittare di offerte vantaggiose in vista del rinnovo, rinnovo al quale non ero per nulla interessata. Condotta, questa del Fornitore, che ha rafforzato il mio convincimento originario che vedeva la chiusura del rapporto al I maggio. Nel pomeriggio del 3 maggio, invece, il Fornitore ha pensato bene di addebitare, sulla carta utilizzata a febbraio, l’importo di euro 74,7, attivando un servizio che non ho mai voluto e richiesto. Nella giornata del 4 maggio ho segnalato l’accaduto al Fornitore segnalando tutte le criticità del caso, sia in termini di trasparenza contrattuale che di trattamento di dati. Il primo riscontro mi ha parlato di sottoscrizione di abbonamento ricorrente, con rinnovo automatico, disciplinato dalle condizioni contrattuali che a loro dire avrei letto al momento della sottoscrizione. Peccato che le loro condizioni generali di contratto, reperibili sul loro sito, considerano il rinnovo automatico come una eventualità e non automatismo. Nello scambio di mail parlano di un video esplicativo del contratto che io avrei visto all’atto della sottoscrizione. A me non risulta e ho loro ribadito che non esistono evidenze che dimostrano una adeguata e corretta informazione sia prima della stipula del contratto che in fase di esecuzione. Men che meno sono stata edotta sul trattamento dei dati ed in particolare sull’utilizzo di quelli relativi alla carta di credito. Chiedo dunque il rimborso dell’importo di euro 74,4, oltre agli interessi legali a decorrere dalla data odierna. Allego riepilogo dell’ordine del I febbraio e SMS di addebito.
Reclamo formale per addebito non autorizzato e richiesta di prova del preavviso di rinnovo ex art. 6
Spett.le Oxygen Sports Club, il sottoscritto Gjeka Marcel, titolare della membership n. 1973, con la presente contesta formalmente l’addebito di € 500,00 effettuato in data 16/04/2026 a titolo di rinnovo automatico dell’abbonamento annuale, senza alcuna notifica di preavviso: ai sensi dell’art. 65‑bis del Codice del Consumo, il rinnovo automatico di un contratto di abbonamento a pagamento è ammesso solo se il consumatore riceve un preavviso informativo almeno 30 giorni prima della scadenza, con indicazione chiara delle conseguenze e delle modalità di disdetta. In ragione di ciò, Si chiede di trasmettere prova documentale dell’invio del preavviso di rinnovo automatico, indicando: • copia del messaggio informativo inviato; • data e ora di invio; • canale utilizzato (e-mail, SMS, lettera, ecc.); • evidenza dell’avvenuta ricezione da parte mia; • ogni ulteriore elemento utile a dimostrare l’assolvimento dell’obbligo previsto dall’art. 65‑bis. In mancanza di tale documentazione, il rinnovo automatico sarà da ritenersi inefficace nei miei confronti e l'addebito della somma prelevata dovrà considerarsi un pagamento indebito e non autorizzato. Si richiede quindi: * l’annullamento immediato del rinnovo; * il rimborso integrale della somma di €500 entro 5 giorni; In difetto, mi vedrò costretto ad avviare le opportune azioni a tutela dei miei diritti, inclusa segnalazione all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato e alle associazioni dei consumatori. Distinti saluti, Gjeka Marcel.
prelievo non autrorizzato
Buongiorno, il giorno 01/05/2026 mi sono stati prelevati dal mio conto 84 euro a seguito di un contratto "da me assolutamente non firmato e autorizzato" dalla ankompanii itd riguardante una visura camerale da me scaricata e pagata euro 3,50 il giorno 28/4/2026 chiedo il rimborso immediato degli 84 euro in più sporgerò denuncia presso le autorità competenti
Pratica commerciale scorretta, pubblicità ingannevole e irregolarità fiscali – Servizio Fabbro Manto
Con la presente intendo segnalare il comportamento scorretto della ditta "Interventi Rapidi 24h" di Verona (che opera per conto della ditta Arthur Pronto intervento fabbro) I fatti: In data 26/01/2026, necessitando di un fabbro a Mantova, ho contattato un numero con prefisso locale (0376) per assicurarmi un artigiano di zona ed evitare costi di trasferta. Senza alcuna informativa preventiva, la chiamata è stata smistata alla ditta "Interventi Rapidi 24 H" con sede a Verona. Le mie contestazioni: Pubblicità ingannevole: L'azienda utilizza numeri con prefissi locali per indurre il consumatore a credere di contattare un artigiano di prossimità, omettendo di comunicare che l’intervento verrà eseguito da una ditta fuori provincia con costi diversi. "Sproporzionalità del corrispettivo: mi è stata addebitata la somma di € 340,00 per un intervento di soli 41 minuti che non ha richiesto alcuna apertura forzata né la sostituzione di componenti. L'attività del tecnico si è limitata esclusivamente a far cadere la chiave rimasta inserita nel cilindro dal lato interno della porta, operazione che mi ha poi permesso di aprire la serratura autonomamente con le mie chiavi di scorta. Tale importo, pari a una tariffa oraria di circa € 500,00 per un'operazione elementare e priva di ricambi, risulta palesemente fuori mercato, oltre che mai preventivata Irregolarità fiscali: Al momento del pagamento tramite POS è stata applicata un'aliquota IVA differente da quella poi riportata in fattura, configurando un'irregolarità nel documento fiscale in mio possesso. Richiesta: Chiedo il supporto di Altroconsumo per ottenere la restituzione della somma pagata in eccesso (250 euro circa) rispetto alle tariffe medie di mercato per una semplice chiamata e per segnalare alle autorità competenti la pratica commerciale scorretta messa in atto dal network in questione.
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