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consegna sbagliata
Buon giorno ho fatto un ordine per un paio di sandali ortopedici Arvelia Arch bianco taglia 38 per un ammontare di 49,99 + plantare ortopedico 4,99 euro, pagato direttamente al corriere GLS un totale di 54.98 euro. All'apertura del pacco ho trovato un paio di ballerine di certo non ortopediche. Ho mandato subito una mail per reclamare quanto successo ma non ho trovato riscontro ho continuato a rimandare mail ma nessuno risponde. Non esiste un indirizzo ne un nuero di telefono. Potete aiutarmi voi? Grazie Maria Angela Lanfranco - Via g: Carducci 24 - 24049 Verdello Tel. 3397548587
Cinghia usurata e mancata trasparenza del venditore
Spett.le Direzione concessionaria Autovenezia s.r.l Antolini motors [Via Terraglio, 19 - 30174 Venezia Mestre (VE)] , con la presente io sottoscritta Breda Conchita formulo formale contestazione per grave difetto di conformità relativo alla vettura in oggetto Fiat 500 lounge 1.2 and Modello 2015, acquistata presso di Voi in data 12 dicembre 2024. In sede di controllo officina, è stato riscontrato che il veicolo presentava ancora la cinghia di distribuzione originale di fabbrica (anno 2015), mai sostituita prima della vendita. Si evidenzia che il piano di Manutenzione Programmata ufficiale della casa madre Fiat impone la sostituzione tassativa di tale componente ogni 6 anni (limite ridotto a 4 o 5 in caso di uso gravoso), indipendentemente dal chilometraggio. Tale scadenza temporale era pertanto ampiamente superata già nel 2021, ben tre anni prima della Vostra vendita. In merito a quanto da Voi eccepito verbalmente circa presunti "controlli base pre-vendita" che non avrebbero evidenziato la necessità del cambio, Vi si ricorda che le prassi interne della Vostra concessionaria non possono in alcun modo derogare né al piano di manutenzione ufficiale del costruttore, né agli obblighi di legge. Vendere un veicolo con un componente vitale scaduto per anzianità, senza informare esplicitamente per iscritto l'acquirente, configura una grave violazione dei doveri di trasparenza. Si respinge parimenti l'eccezione verbale relativa alla responsabilità del precedente proprietario: ai sensi degli artt. 129 e successivi del Codice del Consumo (D.Lgs. 206/2005) su tale punto si evidenzia che è stata da voi rilasciata una certificazione sulla cinghia e senza una preventiva verifica in mancanza di documentazione, rilasciata dal precedente proprietario, sull' intervento della cinghia.L'unico soggetto giuridicamente responsabile della garanzia legale e della conformità del bene nei confronti del consumatore finale è il venditore professionista. Trovandosi il veicolo in una condizione pericolo di rottura del motore a causa del degrado strutturale della gomma, si renderà necessario procedere all'immediato ripristino della sicurezza tramite la sostituzione del kit di distribuzione presso officina qualificata. Vi invito pertanto al rimborso integrale del costo del preventivo che vi allego, o di eseguire voi il lavoro ma nella stessa tempisticha riferitami dal mio carrozziere di fiducia, ossia 5 giorni dalla consegna del l'autovettura. In mancanza di un Vostro riscontro scritto e positivo entro 3 giorni dal ricevimento della presente, provvederò a riparare l'auto e tutelare i miei diritti. Allego foto del preventivo, certificato conformità e foto usura. Cordiali saluti, Conchita Breda
Auto non consegnata, finanziamento attivato e clausole contrattuali già oggetto di rilievi AGCM
Nel mese di marzo 2026 ho sottoscritto presso Romana Auto (Gruppo I.V.A. S.p.A.) un contratto di acquisto relativo ad un'autovettura usata, associato ad un contratto di finanziamento collegato. Prima della sottoscrizione avevo chiesto espressamente di poter visionare il veicolo oggetto dell'acquisto. Mi veniva tuttavia riferito che l'automobile si trovava presso un deposito esterno e che, per tale ragione, non sarebbe stato possibile organizzare una visione preventiva del mezzo. Mi veniva inoltre rappresentata la possibilità di eventuali ritardi logistici, pur indicando una tempistica orientativa di consegna compatibile con quella riportata nel contratto. Facendo affidamento sulla notorietà del marchio commerciale, sulle dimensioni del gruppo e sulla convinzione di trovarmi di fronte ad una realtà strutturata e affidabile, decidevo comunque di procedere con l'acquisto. Nei giorni successivi iniziavo tuttavia a rilevare alcune anomalie. Analizzando con maggiore attenzione il materiale fotografico utilizzato nella trattativa commerciale, emergevano infatti elementi che apparivano poco coerenti con il veicolo oggetto del contratto. In particolare, l'autovettura da me acquistata risultava di colore nero, mentre nelle fotografie raffiguranti gli interni si intravedevano montanti di colore bianco, circostanza che appariva difficilmente compatibile con il veicolo prescelto. Pur iniziando a nutrire alcuni dubbi circa la corrispondenza tra le immagini utilizzate e l'automobile acquistata, decidevo inizialmente di non attribuire particolare rilevanza a tali circostanze, continuando a confidare nella correttezza dell'operazione e nella buona fede del venditore.. Pochi giorni dopo venivo contattato telefonicamente per procedere alla sottoscrizione del contratto di finanziamento. Nel corso della telefonata mi veniva richiesto di comunicare verbalmente un codice OTP ricevuto via SMS per completare la firma digitale della documentazione. Solo successivamente prendevo effettiva visione della documentazione bancaria e delle condizioni economiche applicate. Analizzando successivamente i log della documentazione, emergeva che i documenti precontrattuali, il contratto di finanziamento e la relativa accettazione risultavano trasmessi e perfezionati in un intervallo temporale estremamente ridotto di circa 2 minuti . Considerata la complessità dell'operazione, la durata del finanziamento e la quantità di documentazione coinvolta, tale circostanza mi ha lasciato forti perplessità circa la possibilità di una reale lettura e comprensione preventiva delle condizioni contrattuali, che non mi era stata fornita in fase di vendita. Nel corso della trattativa commerciale mi era stata inoltre prospettata una formula presentata come assimilabile ad un "Valore Futuro Garantito", con possibilità di sostituzione del veicolo dopo un determinato periodo di utilizzo, riconsegna del mezzo e accesso a condizioni economiche agevolate in occasione di un futuro acquisto. Solo successivamente, esaminando con attenzione la documentazione contrattuale e bancaria, mi rendevo conto che il finanziamento sottoscritto risultava in realtà strutturato come un ordinario finanziamento rateale di lunga durata, privo di una maxi-rata finale tipica delle formule VFG tradizionalmente diffuse nel settore automobilistico. Comprendevo inoltre che il meccanismo prospettato non avrebbe necessariamente consentito l'azzeramento del debito residuo e che, anche dopo anni di pagamento, sarebbe potuta permanere una significativa differenza economica a carico del cliente per poter accedere alla procedura di sostituzione del veicolo. Con il passare delle settimane iniziavo a richiedere ripetutamente aggiornamenti sulla disponibilità dell'autovettura, sulla sua effettiva ubicazione e sulla data prevista di consegna. Nonostante numerose comunicazioni, non ricevevo indicazioni concrete né una data certa di disponibilità del mezzo. Nel frattempo effettuavo autonome verifiche documentali e tecniche sul veicolo acquistato, raccogliendo progressivamente documentazione utile a comprendere l'effettiva situazione dell'automobile e del rapporto contrattuale. Tali approfondimenti contribuivano ad accrescere il mio stato di incertezza e le perplessità già maturate circa la trasparenza dell'intera operazione. Particolarmente preoccupante appariva inoltre il fatto che il finanziamento risultasse ormai attivato e che la prima rata fosse prossima alla scadenza nonostante il veicolo non fosse mai stato consegnato né concretamente messo a mia disposizione. A fronte della persistente assenza di informazioni e della mancata consegna del bene, provvedevo quindi ad inviare una formale diffida ad adempiere, concedendo un termine per ottenere chiarimenti e per consentire la corretta esecuzione del contratto. Anche tale iniziativa rimaneva sostanzialmente priva di riscontri concreti. Nel corso delle ulteriori verifiche effettuate prendevo inoltre conoscenza del Provvedimento AGCM n. 31821/2026 relativo alle condizioni contrattuali adottate da Gruppo I.V.A. S.p.A. Approfondendo il contenuto del provvedimento, apprendevo che l'Autorità aveva ritenuto vessatorie diverse clausole presenti nelle condizioni generali di vendita utilizzate dalla società, con particolare riferimento alle disposizioni concernenti i termini di consegna e altre limitazioni dei diritti del consumatore. La circostanza assumeva particolare rilievo poiché molte delle clausole richiamate dall'Autorità risultavano presenti anche nella documentazione contrattuale da me sottoscritta. Ciò contribuiva ad accrescere ulteriormente la perdita di fiducia nei confronti del venditore e a rafforzare la convinzione che le criticità emerse non fossero riconducibili ad un semplice ritardo operativo. Decorso inutilmente anche il termine assegnato mediante diffida e in assenza di qualsiasi elemento concreto circa l'effettiva disponibilità del veicolo, comunicavo formalmente la risoluzione del contratto e contestavo il contratto di credito collegato, chiedendo la restituzione delle somme versate e la cessazione degli effetti dell'operazione finanziaria. Successivamente presentavo inoltre reclamo all'istituto finanziatore e avviavo le ulteriori iniziative di tutela ritenute necessarie presso le competenti autorità e organismi di risoluzione delle controversie. Ad oggi il veicolo non mi è mai stato consegnato, non ho mai potuto visionarlo personalmente, non ho ricevuto alcuna proposta concreta di consegna e non ho ottenuto il rimborso richiesto. Non è inoltre pervenuto alcun riscontro sostanziale alle contestazioni formalmente sollevate. Ritengo che la vicenda presenti profili meritevoli di attenzione sotto il profilo della trasparenza delle informazioni fornite al consumatore, delle modalità di commercializzazione dei veicoli usati, della rappresentazione delle formule finanziarie collegate alla vendita e della gestione delle richieste di assistenza e chiarimento successive alla sottoscrizione del contratto. Pubblico pertanto il presente reclamo affinché altri consumatori possano valutare con attenzione esperienze analoghe e auspico una rapida definizione della controversia mediante restituzione delle somme richieste, chiusura definitiva della pratica e pieno riconoscimento dei diritti del consumatore coinvolto.
Prodotto difettoso / Pratica commerciale scorretta / Obsolescenza programmata
Ho acquistato nel mese del 2022 la Piastra Dyson Corrale™ (viola/nero), serial number F1D-EU-NGJ2033A, ad un prezzo di fascia alta, scegliendo il prodotto proprio in virtù della qualità premium dichiarata dal marchio Dyson. Dopo soli 4 anni di utilizzo estremamente limitato (2 volte a settimana, sempre riposta sul porta-piastra originale, mai caduta né maltrattata in alcun modo), il prodotto ha sviluppato un problema alla batteria che lo rende completamente inutilizzabile. Ho contattato l'assistenza Dyson, che ha aperto la Pratica n. 53819952. La risposta ricevuta è stata che il prodotto è irreparabile a causa della "temporanea indisponibilità" dei componenti di ricambio. Come unica soluzione mi è stato offerto uno sconto del 30% sull'acquisto di un nuovo prodotto. Ho formalmente contestato questa risposta facendo notare che: • Se l'indisponibilità è "temporanea", i componenti esistono e la riparazione è tecnicamente possibile. Dyson tuttavia si rifiuta di fornire tempi certi né di impegnarsi alla riparazione futura. • Per un prodotto di fascia alta, venduto a prezzo premium con promesse di qualità superiore, risultare irreparabile dopo soli 4 anni configura una forma di obsolescenza programmata, contrastata dal Regolamento UE 2024/1781. • La condotta di Dyson costituisce una pratica commerciale scorretta ai sensi del D.Lgs. 206/2005 (Codice del Consumo), in quanto spinge il consumatore verso un ulteriore acquisto senza offrire alcuna soluzione reale. • Lo sconto proposto non è accettabile in quanto mi obbligherebbe ad acquistare un nuovo prodotto dello stesso marchio che ha dimostrato di non garantire né durata né assistenza adeguata. Chiedo: 1. Un rimborso parziale in denaro commisurato al valore residuo del prodotto. Documenti allegati: • Prima mail inviata a Dyson • Risposta di Dyson con riferimento alla "temporanea indisponibilità" • Seconda mail di contestazione inviata a Dyson
Problemi con Faschim
Ho inviato la richiesta di Rimborso per una colonscopia virtuale e me l'hanno respinta già due volte dicendo che dovevo caricare il referto... ma l'ho caricato ben due volte e loro continuano a chiederlo e a respingere la mia pratica. Pessimi, senza parole!
Ad oggi nessun rimborso
Ho ordinato un tavolo il 18 marzo con pagamento di 790 euro con bonifico istantaneo il 19. L'11 aprile non avendo ricevuto il tavolo ho mandato una raccomandata con la richiesta di rimborso. Ad oggi ,25 maggio ancora non ho ricevuto i miei soldi. Continuano a rispondere con frasi create tutte uguali dicendo che ci va tempo e che sono un azienda piccola ma i soldi però li .vogliono subito Se in settimana non ricevo il rimborso sarò obbligata a rivolgermi ad un legale .
attivazione utenze luce e gas non autorizzata
Buongiorno, con la presente desidero formalizzare un reclamo in merito all’attivazione non autorizzata di tre utenze a mio nome. A seguito di una richiesta online effettuata per il gestore Octopus, sono stato vittima di un raggiro telefonico che ha comportato il passaggio delle mie forniture a Rec Energy senza il mio consenso. Il rapporto con Rec Energy è stato successivamente chiuso in data 30/04/2026 e ho già provveduto a riattivare le forniture con Octopus, che inizieranno per le due utenze di energia elettrica dal 01 giugno, mentre per quella del gas mi hanno detto che non è possibile ancora fare un passaggio e non si capisce il motivo In questa vacanza contrattuale ( mese di maggio) mi è stato consigliato da ARERA di verificare le mie utenze nel loro sito e mi sono sorprendentemente ritrovato le suddette utenze associate alla Vostra società, nonostante io non abbia mai sottoscritto alcun contratto né autorizzato alcun rapporto commerciale con voi: da sito ARERA Codice offerta: 037381GNVML03XX0000ISC2400GG2026 PDR: 00881109115129 Codice offerta: 037381ENVFL03XX0725ISC2400EE2026 POD: IT002E2903164A Codice offerta: 037381ENVFL03XX0725ISC2400EE2026 POD: IT001E65871922 Preciso di non aver mai firmato né accettato verbalmente alcun contratto relativo alle suddette forniture. Con la presente chiedo pertanto: l’immediata cessazione di qualsiasi rapporto contrattuale riferito alle utenze sopra indicate; la rettifica della mia posizione presso i sistemi informativi competenti; copia di eventuali contratti o registrazioni vocali che dimostrerebbero una mia adesione; chiarimenti dettagliati in merito ad eventuali importi o pagamenti che ritenete dovuti, che corrispondano alle leggi di mercato!!!! In mancanza di un rapido riscontro, mi riservo di procedere con segnalazione formale presso ARERA, Sportello del Consumatore e le autorità competenti. Cordiali saluti Elio Mustè. Lasciatemi un contatto perchè non rispondo a telefonate ingannevoli o rispondete tramite la mail indicata
Mi era stato detto che era una tessera sconti non che avessi obblighi di acquisto
Euroclub di Mondadori mi ha imbrogliato. I ragazzi che lavoravano nella libreria di Via Appia nuova 51 in Roma, mi hanno avvicinato dicendomi che questa tessera Euroclub mi avrebbe permesso di avere sconti del 15% sui libri della Mondadori. Ho accettato ma nessuno mi ha mai menzionato che ci fossero obblighi di acquisto e che mi avrebbero mandato dei libri a casa da restituire o da comprare per forza. Inoltre non si può recedere da questo fantomatico contratto, io esigo che mi sia annullato tutto perché non mi è stato spiegato bene volutamente per farmi firmare e questo non è lecito.
Mancato invio omaggio Festa della Mamma (ordine 158€) e totale assenza di risposta al reclamo
Spett.le Farmaweb (Farmacie Lombardi S.r.l.), Scrivo per rendere pubblica una condotta commerciale che ritengo profondamente scorretta.In data 10/05/2026 ho effettuato l'ordine n. id 577527 per un totale di 158,00 euro. Ho deciso di effettuare questo acquisto consistente, superando la soglia minima richiesta di 149,00 euro, attratta esclusivamente dalla vostra campagna pubblicitaria per la "Festa della Mamma", che prometteva in omaggio una borsa a marchio Nuxe.Il pacco è arrivato privo dell'omaggio. Contattando i vostri operatori, mi è stato liquidato il problema parlando di un generico "esaurimento scorte". Trovo inaccettabile che si utilizzino omaggi di valore come "esca" per spingere i consumatori a spendere cifre importanti, senza poi garantire un quantitativo di scorte proporzionato o, in alternativa, proporre un omaggio sostitutivo automatico nel pacco. Inoltre, la vostra proposta di un codice sconto per un acquisto successivo è irricevibile, poiché non intendo spendere altro denaro sul vostro sito dopo questa esperienza. Ho inviato una formale mail di reclamo e diffida in data 20 maggio 2026, ad oggi totalmente ignorata dal vostro servizio clienti.Essendo i prodotti farmaceutici (vitamine) già stati aperti per necessità terapeutica immediata, non mi è possibile procedere al reso totale. Pertanto, con la presente pubblicazione su Altroconsumo, vi DIFFIDOa risolvere bonariamente la controversia entro 7 giorni, provvedendo a: Accreditare un rimborso parziale in denaro sul mio metodo di pagamento originale (pari al valore commerciale stimato dell'omaggio Nuxe non ricevuto); Oppure spedire a vostre spese un omaggio alternativo di pari valore senza obbligo di acquisto.In mancanza di un vostro riscontro risolutivo, procederò immediatamente a formalizzare la denuncia già predisposta all'Antitrust (AGCM) per pratica commerciale scorretta e ingannevole.In attesa di un vostro riscontro (stavolta pubblico e tracciabile).
Rate modem
Spett. TIM, Sono titolare del contratto per fonia fissa e internet su numero 069410068. Sono passato ad altro operatore vista la fine del vincolo con rate di attivazione su 24 mesi, noto però le restanti rate per 24 mesi ulteriori per il pagamento del modem. Vi scrivo perché restituirò il modem, quindi richiedo la restituzione delle rate pregresse già pagate, 24 mesi x 5€ in quanto il modem è stato usato solo in comodato d'uso in quanto tornerà a voi come proprietà. In mancanza di un riscontro entro 15 giorni dal ricevimento della presente, non esiterò ad adire le vie legali a tutela dei miei diritti. Aggiungo il fatto che stiamo continuando a ricevere le rate da 5€ anche se il modem è ormai stato restituito l'11 marzo. Attendo al più presto vostre risposte Numero fattura: RN00037662
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