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SOLLECITO E AGGIORNAMENTO POSIZIONE GIURIDICA
SOLLECITO E AGGIORNAMENTO POSIZIONE GIURIDICA Alla cortese attenzione del Servizio Legale di Vinted, con la presente intendo formalizzare l’aggiornamento della mia posizione in merito alla controversia in oggetto. Vi informo che, a causa della vostra continua inattività, dell'assenza di riscontro umano e della persistente violazione dei termini di servizio e della normativa vigente, ho provveduto a formalizzare denunce e segnalazioni presso le seguenti autorità competenti: Garante per la Protezione dei Dati Personali: Prot. n. 20260005144 AGCOM: Stanza n. DSDI/4563/2026-1.0 AGCM (Antitrust): Segnalazione n. W00146452 ADR Center (Europeo): ID 138ca97281ad4b50a6e5 La presente costituisce un’ulteriore prova della gravità della condotta tenuta dalla vostra piattaforma, che ha configurato non solo un danno economico (frode con clonazione carta), ma anche un grave pregiudizio psicofisico, documentato e già oggetto di segnalazione (rif. caso Altroconsumo n. 15005688). Vi invito a prendere immediato contatto con lo scrivente per definire una risoluzione definitiva della vicenda. Si rammenta che il perdurare di questo silenzio non farà che rafforzare le istanze già depositate presso le autorità sopra citate, rendendo ogni futura conciliazione più onerosa per la vostra società. Resto in attesa di un riscontro immediato. Distinti saluti, Emanuele Sciascia
Richiesta di rimborso e indennizzo per grave disservizio relativo all’ordine n. 1604873108
Buongiorno con la presente desideriamo segnalare il grave disservizio verificatosi in relazione all’acquisto di una cucina presso il vostro punto vendita, con riferimento all’ordine n. 1604873108, gestito da IKEA Padova. Premettiamo che la cucina era destinata a un immobile situato in provincia di Belluno, utilizzato come casa di montagna della nostra famiglia. Fin dalle prime fasi dell’acquisto abbiamo evidenziato la particolarità della situazione, specificando che la gestione dell’ordine sarebbe avvenuta a distanza da parte nostra, residenti a Torino, e di mia madre, proprietaria dell’immobile e residente a Roma. Nessuno presso IKEA Padova ci ha informato della possibilità di gestire l’intera pratica tramite il punto vendita IKEA di Collegno. Di conseguenza, mio marito ha dovuto recarsi nuovamente presso IKEA Padova per completare le procedure necessarie. A seguito del sopralluogo del geometra, in data 25 maggio abbiamo finalizzato l’acquisto di tutti gli elementi immediatamente disponibili, per un importo superiore a 4.000 euro, ricevendo assicurazione che saremmo stati successivamente contattati per completare l’acquisto dei componenti mancanti, per un valore di circa 400 euro. Contestualmente è stato fissato il montaggio della cucina per il giorno 10 luglio. Il 26 giugno, mio marito ha ricevuto una telefonata da parte del numero identificato come “IKEA Lecco Plan & Order Point”, durante la quale un interlocutore non meglio identificato gli ha comunicato che alcuni componenti non erano disponibili e che, poiché il giorno successivo sarebbe andato in ferie, il montaggio sarebbe stato posticipato al 20 agosto, senza alcuna possibilità di confronto o approfondimento. Non riuscendo a ricontattare tale referente, poiché il numero utilizzato non era abilitato alla ricezione delle chiamate, mi sono rivolta al Servizio Clienti IKEA. Nel corso della telefonata effettuata il 26 giugno alle ore 14:27, un’operatrice ha verificato la pratica e mi ha confermato che l’ordine risultava regolarmente attivo e che i componenti mancanti risultavano addirittura in spedizione dal Portogallo, rassicurandomi che saremmo stati ricontattati per completare l’acquisto. Non avendo ricevuto alcun aggiornamento, in data 1 luglio alle ore 18:22 ho contattato nuovamente il Servizio Clienti. Anche in tale occasione mi è stata confermata la data del 10 luglio per il montaggio della cucina. Persistendo l’assenza di comunicazioni relative ai componenti ancora da saldare, il 7 luglio alle ore 17:23 ho effettuato un’ulteriore chiamata al Servizio Clienti. Anche questa volta mi è stato confermato che non risultavano criticità e mi è stato suggerito, vista l’imminenza della data prevista per il montaggio, di rivolgermi direttamente al punto vendita IKEA più vicino. Io e mio marito ci siamo pertanto recati presso IKEA Collegno, dove abbiamo incontrato il sig. Federico, che si è mostrato disponibile e comprensivo della situazione, assicurandoci che avrebbe effettuato le opportune verifiche e ci avrebbe ricontattati il giorno successivo. Non ricevendo alcuna comunicazione, siamo tornati il giorno seguente presso lo stesso punto vendita, dove siamo stati ricevuti dal sig. Francesco. Quest’ultimo ci ha spiegato di non averci ricontattato perchè non aveva ancora ottenuto un riscontro definitivo dal servizio di montaggio. In questa occasione ci è stato richiesto il pagamento di ulteriori componenti, per un importo di circa 250 euro, e ci è stata nuovamente confermata la data del 10 luglio per l’installazione della cucina. Abbiamo pertanto rappresentato con chiarezza la necessità di ricevere una conferma definitiva, poiché mio marito avrebbe dovuto partire il giorno precedente per raggiungere l’immobile in provincia di Belluno, aprire la casa e predisporre tutto il necessario per l’arrivo dei montatori, sostenendo anche una permanenza fuori sede. Non essendo pervenuta alcuna comunicazione contraria, mio marito è partito nel pomeriggio successivo (9 luglio) insieme a mia madre per essere presente sul posto all’appuntamento concordato. In data 10 luglio, abbiamo ricevuto comunicazione dell’arrivo dei componenti. Per ulteriore sicurezza abbiamo ricontattato il Servizio Clienti (alle ore 10:32 e 13:15) e, anche in tali occasioni, siamo stati rassicurati circa il regolare svolgimento del montaggio. Mio marito e mia madre hanno quindi atteso l’arrivo dei montatori fino alle ore 13:00 circa. In quel momento, io, ed esclusivamente io, ho ricevuto una chiamata proveniente da un numero privato alla quale non sono riuscita a rispondere. Contestualmente ho ricevuto un’e-mail nella quale venivo informata di un presunto tentativo di contatto nei confronti di entrambi, circostanza non corrispondente al vero. Solo dopo ulteriori contatti con il Servizio Clienti ci è stato finalmente comunicato, alle ore 13:56, che il montaggio non sarebbe stato effettuato nella giornata prevista bensì il giorno 21 luglio. A mio marito, inoltre, un’ulteriore operatrice ha confermato di visualizzare nelle note della pratica l’informazione secondo cui ci saremmo spostati da Torino alla provincia di Belluno per consentire l’intervento e che avremmo dovuto ricevere un aggiornamento entro il mercoledì precedente. A rendere la situazione ancora più paradossale, alle ore 14:04 dello stesso giorno ho ricevuto una nuova e-mail che indicava che i montatori erano in arrivo. Oggi infine riceviamo una telefonata in cui ci viene annunciato che i montatori verranno il giorno 23 luglio. Il giorno 23 luglio la casa non può essere presidiata in alcun modo, pertando abbiamo nuovamente parlato col servizio clienti di IKEA Torino Collegno che hanno inviato comunicazione ai montatori di intervenire come da precedenti accordi il giorno 21 luglio. Esattamente come il giorno 10 luglio non siamo stati avvisati che non sarebbero venuti a montare la cucina, la risposta non può essere "non possono spostare un appuntamento già preso per voi" come ci hanno risposto al telefono. Tutte le comunicazioni sopra riportate risultano documentate e verificabili tramite registrazioni delle telefonate e corrispondenza e-mail. Alla luce di quanto esposto, riteniamo che la gestione della pratica sia stata caratterizzata da una serie di gravi disservizi, informazioni contraddittorie e mancanza di coordinamento, che ci hanno causato notevoli disagi organizzativi ed economici. Con la presente richiediamo pertanto: • il montaggio della cucina il giorno 21 luglio come da accordi preesistenti • il rimborso integrale delle spese sostenute per il viaggio effettuato inutilmente presso l’immobile in provincia di Belluno; • l’indenizzo per la giornate (o le eventuali giornate di lavoro) persa per il disservizio subito. Seguirà email con tutte le ricevute di pagamento per le spese sostenute. Comunico che è stato aperto il medesimo reclamo anche sul sito di Altroconsumo. In attesa di vostra rapida risposta, porgo distinti saluti Sara Drovandi
RIMBORSO SPEDIZIONE
Spett. Global Service In data 28 Aprile 2026 ho acquistato presso il Vostro negozio una spedizione di 3 colli con corriere UPS pagando contestualmente l’importo di € 640,65 . Come sapete la spedizione non ha mai lasciato l'italia , bensi e' stata trattenuta nei magazzini di Milano e non ha mai raggiunto la destinazione finale negli Stati Uniti . Mi e' stata resa la merce dopo 1 mese , ed il cliente nel frattempo , visto il ritardo , ha preteso anche il rimborso totale dell'ordine che aveva fatto . La presente e' per richiedere il rimborso totale del servizio che ho acquistato e che non mi e' mai stato fornito , compreso l'aggravio delle spese di rimborso al cliente e la mancata vendita In mancanza di un riscontro entro 15 giorni dal ricevimento della presente, non esiterò ad adire le vie legali a tutela dei miei diritti.
Diffida formale ad adempiere – Ordine n. UXHTPENUS del 17/06/2026
Spett.le FALMATECH S.r.l.s. Il sottoscritto Matteo Giachino, con la presente intende formalmente contestare la comunicazione del 3 luglio 2026 con la quale è stato disposto l'annullamento dell'ordine n. UXHTPENUS, avente ad oggetto l'acquisto di un Apple MacBook Air 13" M5 16GB/512GB Sky Blue (cod. MDHH4T/A) al prezzo di € 983,37, già integralmente corrisposto al momento dell'acquisto. Premesse In data 17 giugno 2026: ho effettuato l'ordine tramite il Vostro sito; il pagamento è stato immediatamente accettato; ho ricevuto la Vostra comunicazione denominata "Conferma ordine", contenente tutti gli elementi essenziali del contratto (prodotto, prezzo, pagamento, indirizzo di consegna e modalità di spedizione). Successivamente, la Vostra società ha continuato a gestire l'ordine come pienamente valido. In particolare: mi è stato richiesto di indicare il BRT FermoPoint per la consegna; mi è stato comunicato che la spedizione sarebbe stata effettuata presso il punto di ritiro indicato; nei giorni successivi mi è stato rappresentato esclusivamente un ritardo nell'approvvigionamento della merce da parte del fornitore, invitandomi ad attendere il riassortimento. Solo in data 3 luglio 2026, dopo oltre due settimane dalla conclusione dell'ordine e dopo numerosi contatti intercorsi, mi è stato comunicato che il contratto sarebbe stato annullato poiché il Vostro fornitore non aveva recepito tempestivamente un aggiornamento dei listini Apple. Contestazione Tale motivazione non appare idonea a giustificare l'annullamento del contratto già concluso. Le Vostre Condizioni Generali di Vendita, vigenti al momento dell'acquisto, prevedono espressamente che: "Il contratto si intende concluso al momento dell'invio dell'email di conferma dell'ordine." Pertanto, secondo le stesse condizioni contrattuali predisposte dalla Vostra società, il contratto di vendita risulta essersi perfezionato il 17 giugno 2026, data nella quale mi è stata inviata la comunicazione di conferma dell'ordine. Le medesime condizioni prevedono la possibilità di annullamento esclusivamente in presenza di un "errore di prezzo manifesto", richiamando l'art. 1433 del Codice Civile. Nel caso di specie, tuttavia: il prezzo di € 983,37 era pienamente compatibile con il valore di mercato del prodotto nel periodo di riferimento; non ricorreva alcun prezzo palesemente irrisorio o tale da rendere evidente un errore materiale; la Vostra comunicazione del 3 luglio non parla di errore materiale nella pubblicazione del prezzo, bensì di un mancato aggiornamento dei listini del fornitore a seguito di variazioni dei prezzi Apple. Si tratta di una circostanza riconducibile alla Vostra organizzazione commerciale e ai rapporti con il fornitore, che non può automaticamente incidere su un contratto già concluso con il consumatore. Ulteriore elemento di rilievo è rappresentato dalla Vostra condotta successiva alla conclusione del contratto. Per oltre due settimane avete infatti: confermato la validità dell'ordine; predisposto le modalità di consegna; giustificato il ritardo esclusivamente con problemi di approvvigionamento. Solo successivamente avete mutato radicalmente la motivazione, riconducendo l'annullamento ad un presunto errore di listino. Diffida Alla luce di quanto sopra, VI DIFFIDO a dare esecuzione al contratto di vendita n. UXHTPENUS, provvedendo alla consegna del bene acquistato alle condizioni originariamente pattuite entro 10 (dieci) giorni dal ricevimento della presente. Qualora riteniate invece di confermare l'annullamento dell'ordine, Vi invito a comunicare, entro il medesimo termine: le specifiche disposizioni contrattuali sulle quali ritenete di fondare tale decisione; le ragioni per le quali ritenete applicabile l'art. 1433 c.c. al caso concreto; gli elementi oggettivi dai quali desumereste che il prezzo praticato fosse manifestamente erroneo e riconoscibile come tale da un consumatore medio; le ragioni per cui, nonostante il presunto errore, il contratto è stato confermato, il pagamento accettato e l'ordine gestito per oltre due settimane come perfettamente valido. Le eventuali problematiche intercorse tra la Vostra società e il Vostro fornitore FOCELDA S.p.A. attengono esclusivamente ai Vostri rapporti interni e non possono incidere sui diritti del consumatore derivanti da un contratto già concluso. In difetto di positivo riscontro entro il termine indicato, mi riservo di tutelare i miei diritti nelle sedi competenti, richiedendo l'adempimento del contratto ovvero il risarcimento di tutti i danni subiti, ivi compresa la maggiore spesa eventualmente necessaria per acquistare il medesimo prodotto presso altro rivenditore, oltre interessi e spese. Vi invito inoltre a conservare integralmente tutta la documentazione relativa all'ordine, comprese le registrazioni informatiche concernenti la pubblicazione del prezzo, gli aggiornamenti dei listini, le comunicazioni con il fornitore e ogni altro elemento utile alla ricostruzione dei fatti. La presente vale quale formale costituzione in mora e con espressa riserva di ogni diritto, azione ed eccezione. Cordiali saluti.
ABBONAMENTO INDESIDERATO
Buongiorno ho fatto un acquisto sul sito Deporvillage.it in data 12/07/2026. durante il check-out c’era la possibilità tramite un sito di avere un rimborso di € 25, 00 sull’ordine, senza dover sottoscrivere abbonamento. Fatto tutto mi è stato attivato un abbonamento con prelievo di € 29,90 da parte di Club Rabajas. PER FORTUNA, HO USATO UNA CARTA PRE PAGATA DOVE AVEVO SALDO INSUFFICIENTE. Ma alla prossima carica, mi addebiteranno subito i soldi ( euro 29.90). PER CORTESIA E URGENTEMENTE, Richiedo pertanto il, blocco immediato e la disattivazione dell’abbonamento. Rimango in attesa del vostro riscontro RABIA HALIMI
Mancata assistenza post vendita
Spett. Bricoroo S.r.l. In data 08/06/2026 ho acquistato presso il Vostro negozio un Decespugliatore Elettrico pagando alla consegna l’importo di €84.98 (compreso di spese di spedizione). Una volta consegnato ho constatato che mi è stato spedito un articolo differente rispetto a quello ordinato. Ho provato a contattarvi con le modalità indicate sul Vs. sito diverse volte, ma, ad oggi, non ho mai ottenuto risposta. In mancanza di un riscontro entro 15 giorni dal ricevimento della presente, non esiterò ad adire le vie legali a tutela dei miei diritti.
Gravissimo difetto di conformità, discrepanza economica contrattuale e omessa fatturazione - Veicolo
Spett.le Gruppo Italia Vendita Auto S.p.A. (Concessionaria Jazzoni), con la presente formulo formale reclamo ai sensi del Codice del Consumo (D.Lgs. 206/2005) per gravissime irregolarità contruttuali, commerciali e finanziarie, oltre che per evidenti difetti di conformità, relativi all'acquisto del veicolo DR 4,0, targa HE212CB, effettuato presso la vostra sede di Via Appia Nuova (Roma) in data 1 Aprile 2026. Al momento della trattativa, il venditore mi aveva espressamente assicurato che l'autovettura mi sarebbe stata consegnata in condizioni "pari al nuovo" e con un "tagliando completo" effettuato, a fronte di un preventivo scritto di € 10.487,01. A seguito della consegna e di successive verifiche indipendenti, ho riscontrato una condotta del tutto illegittima e fraudolenta, che si articola nei seguenti punti: - Gravissima discrepanza economica contrattuale: Ho scoperto che la società finanziaria ha erogato a vostro favore l'importo maggiorato di € 14.482,01, inserito direttamente nel contratto di finanziamento. Vi è una differenza ingiustificata di ben € 3.995,00 rispetto al preventivo pattuito, applicata arbitrariamente e senza che vi fosse un mio reale e consapevole consenso sul prezzo finale. - Omessa documentazione fiscale: Ad oltre tre mesi dalla consegna del veicolo, la concessionaria non ha mai provveduto a rilasciarmi la regolare fattura d'acquisto, violando le norme fiscali vigenti; - Omissione informativa sull'uso pregresso (Dolo): Tramite una verifica sul report CARFAX, ho scoperto che il veicolo è stato utilizzato per 3 anni come auto a noleggio in Spagna. Questa informazione fondamentale sull'uso e sul conseguente stato di usura del bene mi è stata taciuta in fase di trattativa, viziando il mio consenso all'acquisto; - Danni strutturali e pezzi mancanti: La mascherina anteriore risulta danneggiata, parzialmente spaccata nei ganci interni e non correttamente agganciata alla carrozzeria ed è evidente un tentativo di riparazione della stessa con la colla; - Mancano inoltre alcuni componenti minori dell'auto come guarnizioni nel portellone posteriore, coperchi nel vano motore e nell'abitacolo, supporti per la cappelliera, ecc...; - Pneumatici pericolosi: L' auto è stata consegnata con pneumatici lisci, in totale contrasto con la promessa di un veicolo sicuro ed equiparabile al nuovo. Avendo già tentato invano di contattare il vostro servizio clienti via telefono ed e-mail, inviando anche ampio materiale fotografico senza ricevere ad oggi alcun riscontro, vi diffido formalmente a risolvere la questione. Ai sensi degli artt. 129 e seguenti del Codice del Consumo, richiedo che l'azienda provveda immediatamente e a proprie spese a: - stornare o rimborsare immediatamente la somma di € 3.995,00 incassata in eccedenza rispetto al preventivo originario di € 10.487,01; - emettere e consegnarmi immediata copia del contratto e della regolare fattura commerciale d'acquisto per l'importo pattuito; - sostituire e montare correttamente la mascherina anteriore e i pezzi mancanti con ricambi conformi. - sostituire gli pneumatici lisci con un treno di gomme nuove e idonee alla circolazione in sicurezza. In caso di mancato riscontro entro i termini previsti dalla piattaforma, mi riserverò di agire per vie legali per la risoluzione del contratto per dolo e inadempimento, nonché di depositare formale esposto alla Guardia di Finanza per omessa fatturazione e alla Procura della Repubblica per le condotte contrattuali fraudolente.
Reclamo
Il giorno 13/07/26 ho fatto un ordine sul vostro sito Durante il chekout mi è stata data la possibilità di aderire ad un programma di sconti al costo di €1 . Ho aderito fornendo il n. della carta. Nei giorni successivi mi sono trovato un adebbito di € 75 al Club Rabajas a cui non avevo mai aderito, avendo autorizzato un prelievo solo per 1€. Vorrei avere informazioni circa il vostro rapporto con il club Rabajas (visto che l'attivazione del link è partita dal vostro sito durante un acquisto dei vostri prodotti) e su come posso recuperare questa somma. Richiedo pertanto il rimborso dell ‘ addebito e la disattivazione dell’abbonamento.
Reclamo formale, diffida ad adempiere e costituzione in mora – Ordine n. IT2605280103
Spett.le Vente-unique.it, In data 28 maggio 2026 ho acquistato presso il Vostro negozio online un tavolo da pranzo modello "Firelia", pagando contestualmente l’importo di € 664,77. Tale cifra è comprensiva del costo del tavolo e dei servizi professionali di spedizione, consegna al piano e montaggio. Con la presente, la scrivente contesta formalmente la condotta della vostra azienda in merito alla gestione del reso a fronte di risoluzione per difetto di fabbrica del suddetto ordine, qualificando le vostre ultime comunicazioni come palesemente false, pretestuose e contrarie alla realtà storica dei fatti. Al momento del montaggio a domicilio, ho riscontrato immediatamente che il tavolo presentava gravissimi difetti di conformità. Il mobile risultava del tutto instabile e traballante quando in configurazione da 4 persone, presenta un piede - che dovrebbe essere centrale - del tutto asimmetrico (con i fori per avvitarlo al binario non paralleli l'uno rispetto all'altro e non correttamente posizionati al centro del tavolo), oltre a presentare evidenti bolle e alterazioni di colore sul rivestimento della lastra in MDF. Contestualmente, ho richiesto alla squadra di montatori da voi incaricata di lasciare gli imballi originali presso la mia abitazione, prevedendo la necessità di un reso. I montatori si sono rifiutati categoricamente, portando via i cartoni e asserendo che tale ritiro rientrava nelle direttive aziendali tassative. Tale condotta della vostra filiera logistica ha privato la sottoscritta, sin da subito, dei mezzi necessari per un normale confezionamento del bene. A fronte dei difetti di fabbrica prontamente segnalati, la vostra assistenza ha inizialmente tentato di liquidare la pratica proponendomi soluzioni palliative e inadeguate, quali un buono sconto di € 100,00 o la sostituzione completa del prodotto. Considerata la scarsissima qualità del mobile e la gravità dei vizi, ho legittimamente rifiutato tali opzioni: il difetto di conformità riscontrato è talmente grave da giustificare l'immediata risoluzione del contratto di vendita. Ho pertanto rigettato il buono e la sostituzione, pretendendo la restituzione del tavolo a vostre spese, con il conseguente e integrale rimborso di tutte le spese sostenute, pari a € 664,77. Fin da subito ho specificato che le operazioni di smontaggio e imballaggio dovessero essere a vostro totale carico, sia perché i vostri montatori mi avevano sottratto gli incarti specifici, sia perché — date le dimensioni colossali del tavolo — sarebbe stato impossibile e sproporzionato per me reperire imballaggi alternativi adeguati a garantire la sicurezza del trasporto. Nei giorni successivi è seguito un estenuante rimpallo di comunicazioni, in cui la vostra assistenza esigeva che fossi io a imballare il pesante tavolo pur sapendo che i vostri stessi montatori mi avevano sottratto i cartoni. La svolta è avvenuta il 26 giugno 2026. In tale data, ho avuto un'interlocuzione telefonica risolutiva con un operatore del Servizio Clienti, il quale mi ha espressamente rassicurata dicendo: «Non si preoccupi, a queste cose pensiamo noi; lei deve solo avvolgere il tavolo in sacchi di plastica, poi all'arrivo del corriere ci occuperemo noi dello smontaggio nei nostri hub e della preparazione tecnica per il trasporto, sappiamo che lei non ha i cartoni». Subito dopo questa telefonata, in data 26 giugno, la vostra azienda mi ha inviato una e-mail formale in cui confermava di aver accettato la mia richiesta di rimborso integrale del tavolo e che il corriere Bartolini mi avrebbe contattata per il ritiro. Appare evidente che abbiate agito in modo ingannevole: avete formalizzato per iscritto l'accoglimento della mia richiesta di rimborso (da me pretesa alle mie condizioni di assistenza totale), omettendo volutamente i dettagli logistici nelle e-mail, ma confermandoli a voce per indurmi a credere che la procedura sarebbe stata gestita interamente a vostro carico. Fidandomi di quanto pattuito, ho preparato il tavolo avvolgendolo nella plastica. La situazione è degenerata il 15 luglio 2026. Il corriere si è presentato per il ritiro ma si è categoricamente rifiutato di prendere in carico il tavolo poiché non smontato e privo di imballaggi in cartone. Al contempo, io mi trovo nell'impossibilità oggettiva di smontare il mobile: le viti di fissaggio dei piedi risultano bloccate e inamovibili, a causa di un evidente difetto di fabbrica o di un errato e violentissimo serraggio effettuato con avvitatori professionali dai montatori da voi inviati. Contattato immediatamente il vostro Servizio Clienti, avete risposto in data odierna (16 luglio 2026) con una e-mail vergognosa in cui smentite voi stessi e gli accordi del 26 giugno, pretendendo che io acquisti autonomamente dei cartoni "colossali", che smonti le viti difettose facendomi "aiutare da amici o conoscenti" per preparare i colli. Ad aggravare ulteriormente questa condotta ostruzionistica e scorretta, subito dopo avermi inviato la suddetta e-mail di rifiuto in data odierna, la vostra azienda ha deliberatamente disattivato e bloccato i canali di comunicazione sul vostro sito. Attualmente, nella mia area personale, il tasto "Rispondi" è disabilitato e il form di contatto online restituisce costantemente un errore generico di sistema, impedendomi di fatto di replicare per iscritto alla vostra falsa ricostruzione dei fatti. Appare evidente come tali condotte siano configurabili come pratiche commerciali scorrette che ledono il consumatore ponendo oneri sproporzionati che de facto impediscono l'esercizio dei propri diritti. Si ribadisce pertanto che: 1)L'operazione di smontaggio è inesigibile: Le viti risultano bloccate a causa di difetti del prodotto o dell'errata installazione da parte dei vostri montatori professionisti (servizio da me regolarmente pagato). 2) L'obbligo di imballaggio è a vostro carico: Avendo la vostra filiera logistica sottratto i cartoni originali, spetta a voi ripristinare lo stato dei luoghi fornendo materiale idoneo al trasporto. 3) La condotta è discriminatoria: Prevedere l'invio di personale per lo smontaggio e il ritiro del tavolo esclusivamente in caso di "sostituzione" dello stesso, negandolo invece in caso di "risoluzione con rimborso", configura una pratica commerciale scorretta volta a penalizzare il consumatore. Tutto ciò premesso, tenuto anche conto del tempo trascorso da quando la problematica è stata segnalata e delle infruttuose interlocuzioni, la scrivente VI DIFFIDA E METTE IN MORA a provvedere, entro e non oltre 7 (sette) giorni dal ricevimento della presente: Al disassemblaggio del tavolo in loco a cura di vostro personale tecnico incaricato; Al ritiro dello stesso con contestuale fornitura di idoneo imballo da parte del trasportatore; Al rimborso integrale e immediato di quanto pagato, pari a € 664,77. In mancanza di un riscontro positivo entro il termine indicato, non esiterò ad adire le vie legali a tutela dei miei diritti per ottenere la risoluzione giudiziale del contratto, la restituzione delle somme e il risarcimento del danno da occupazione forzata di suolo privato (atteso il grave intralcio logistico che il vostro mobile inservibile arreca all'interno della mia abitazione). Sto inoltre provvedendo a depositare una dettagliata denuncia presso l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) per pratica commerciale scorretta e condotta ostruzionistica. La presente vale a tutti gli effetti di legge quale atto di costituzione in mora e interruzione di ogni termine di prescrizione e decadenza. Con riserva di ogni diritto. Distinti saluti, NMLM
Account bloccato maxv12345
Buongiorno, mi è stato bloccato definitivamente l'account per una tuta Nike che inspiegabilmente è stata reputata falsa. La tuta in questione è del Manchester United stagione 2010-2011 ed è stata comprata nuova in un negozio noto di Roma (https://www.chiappinisport.com/). Come aggravante, Vinted ha trasferito il mio pagamento per il quale era in corso un reso accordato per un articolo non corrispondente a descrizione. Chiedo, quindi che venga riattivato l'account e conclusa la pratica di reso.
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