Bacheca dei reclami
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Soldi sottratti indebitamente dal portfolio virtuale
Oggetto: Mancata trasparenza condizioni Portafoglio, cancellazione indebita di €8 e assistenza clienti inadeguata.Spettabile Servizio Clienti SHEIN,con la presente intendo contestare formalmente la sottrazione ingiustificata di €8 dal mio Portafoglio SHEIN, accumulati tramite il gioco "Cuccioli".Al momento della vincita, i regolamenti da me consultati non specificavano alcuna scadenza per il suddetto credito,al contrario si diceva chiaramente che nessuno poteva toccare in alcun modo le vincite nel portfolio.L'azienda ha successivamente modificato le condizioni contrattuali in modo unilaterale e non trasparente, azzerando il mio saldo.Da diversi mesi provo a contattare la vostra assistenza via email e tramite l'applicazione. Inizialmente gli operatori hanno riconosciuto l'errore, ma successivamente ho ricevuto esclusivamente risposte automatizzate (copia-incolla) del tutto slegate dalla mia richiesta (ad esempio, riferimenti a resi mai effettuati). I tentativi di contatto telefonico al numero 0230573404 e le richieste di ricontatto tramite l'applicazione sono stati sistematicamente ignorati o lasciati in attesa infinita.Non si tratta di una questione puramente economica, ma di una grave violazione dei diritti del consumatore e dei principi di correttezza e trasparenza commerciale.Richiesta: Esigo il riaccredito immediato della somma di €8 sul mio Portafoglio SHEIN oltre a una risposta fornita da un operatore umano e non da un risponditore automatico. In mancanza di riscontro, mi riservo di inoltrare formale segnalazione all'AGCM (Antitrust).Cordiali saluti.
Addebiti impropri
Buongiorno, sono a richiedere l'immediato rimborso dei 2 addebiti di Club rabajs di €29,90 ciascuno delle date 5 agosto e 5 settembre. Non avrei mai sottoscritto un abbonamento con tali costi. Allego ricevute Revolut. Cordiali saluti. Caterina Dondoli
Pratica commerciale scorretta
Sintesi del problema: Nel maggio 2021 ho acquistato una tenda motorizzata Arquati. A seguito della rottura del braccio sinistro avvenuta dopo 3 anni, a giugno 2025 ho provveduto alla sostituzione a pagamento di entrambi i bracci, ricevendo regolare fattura e un "certificato di corretta installazione", oltre a una nuova garanzia. A distanza di soli 13 mesi (luglio 2026), il braccio sinistro appena sostituito si è rotto nuovamente. Ai sensi del Codice del Consumo, trattandosi di componenti acquistati ex novo a pagamento, sono coperto da una nuova Garanzia Legale di Conformità di 24 mesi (scadenza giugno 2027). Ho contattato il Servizio Clienti Arquati, il quale ha ammesso per iscritto il regime di garanzia, ma ha subordinato l'intervento al pagamento di 150,00 € per il diritto di chiamata e all'acquisto obbligatorio di un sensore vento commerciale dal valore di 145,00 € + IVA, adducendo presunte e non provate responsabilità atmosferiche. Cosa chiedo: Chiedo il rispetto dell'Art. 130 del Codice del Consumo, ovvero l'intervento di riparazione/sostituzione del braccio in totale gratuità (0,00 €), senza costi di chiamata o trasferta del tecnico, e la cessazione immediata della pratica commerciale scorretta che vincola la garanzia a un acquisto forzato.
problema con reso e ordine
Buongiorno, ho fatto un ordine venerdi' sera tramite il loro sito verafarma ( sempre farmasave...strano abbiano diversi siti). Email di conferma mai arrivata, niente di niente, ma soldi prelevati dalla carta, non riuscivo a capire se l'ordine era andato in porto o se era un sito fake Sabato provo a modificare o annullare l'ordine, li contatto prontamente, mi rispondono su whatsapp che non si puo' annullare, anche se l'ordine non era ancora partito. Allora chiedo se posso fare un reso, una volta arrivato. Mi rispondono che non si possono fare resi di farmaci di banco ( mai aperti e nemmeno arrivati a me). Ma una farmacia cosa vende allora? Quando mai non c'e' il diritto di recesso? Boh, pessimi, ero loro cliente, ma dopo questa, MAI PIU' (oltretutto su facebook leggo che verafarma- sempre farmasave- ha tantissime recensioni negative! Avrei dovuto controllare meglio...)
Truf*a nei miei confronti
Buongiorno, un, utente ha acquistato da me un tavolino 40×40×48. Ho imballato e spedito l'articolo immediatamente. Dopo il ritiro accettato dell'acquirente, la stessa segnala un problema a vinted ovvero segnala di aver ricevuto un pacco che è stato, a suo dire, aperto da qualcuno che ha rubato l'interno e che poi ha richiuso il pacco. L acquirente però non ha prove se non 3 foto di un pacco aperto lateralmente da lei. Non ha foto del pacco arrivato vuoto e chiuso. Ho spiegato a vinted che è palesemente un imbroglio in quanto l acquirente non avrebbe mai e poi mai potuto accettare una busta vuota soprattutto senza fare foto prima di aprire il pacco. Una busta vuota è ben visibile rispetto ad una busta con un tavolino di 2kg dentro. Ho chiesto prove all acquirente che non mi ha piu risposto ,inoltre si tratta di un acquirente francese è anche difficile una conversazione. Ho scritto piu volte a vinted i quali hanno deciso di rimborsare completamente l acquirente e non me. Sostanzialmente tutelano solo gli acquirenti e non i venditori, per una truf*a che ormai è su tutti i giornali. Ho spiegato loro che non è possibile una cosa del genere soprattutto considerato che l acquirente ha inviato 3 foto di una busta aperta di lato e non ha dichiarato pacco danneggiato ma pacco vuoto aperto da qualcun altro. Vinted mi accusa di non aver imballato bene la merce. Dunque ho spiegato che se non avessi imballato bene la merce non sarebbe arrivato un pacco vuoto chiuso ma un pacco distrutto, e di controllare i centri di smistamento inpost per verificare il peso del pacco! Ad un certo punto non mi hanno piu risposto. Hanno deciso così e basta. Ho ribadito che in questo modo qualsiasi utente puo comprare merce e dichiarare che il pacco è arrivato vuoto cosi da tenere la merce e ricevere il rimborso. E i poveri venditori cosa fanno ? Stanno alimentando una truf*a bella e buona. Ormai ovunque su social e online si legge di venditori truf*ati così ma a vinted non importa niente. Non posso difendermi in alcun modo. Spero possiate me aiutarmi a ricevere il mio rimborso e a porre fine a questa situazione. Ho anche detto loro di informarci sul peso del pacco fino all arrivo all ultimo centro di smistamento ho dato loro informazioni e prove come richiesto ma nulla. Oramai il mio profilo sembra essere preso di mira da vinted e non so perché. Avviero' tutto ciò che è in mio potere per avere giustizia.
Trade-In Refurbed: dispositivo non restituito e tracking non verificabile
In data 27 luglio 2026 ho avviato tramite Refurbed una procedura di vendita/Trade-In del mio iPhone 13 Pro, ordine #462487, dopo aver acquistato sulla stessa piattaforma un nuovo iPhone 16 Pro. Il 28 luglio ho affidato il dispositivo al corriere UPS utilizzando la procedura prevista da Refurbed. La consegna al partner incaricato da Refurbed, Click&Carry S.r.l., risulta regolarmente avvenuta il 5 agosto 2026. Nonostante la consegna documentata, per molti giorni la piattaforma Refurbed ha continuato a indicare la pratica nello stato “etichetta spedita”. Il 7 agosto, due giorni dopo la consegna, ho contattato per la prima volta il servizio clienti. Mi è stato confermato che il dispositivo era stato ricevuto e che sarebbe stato valutato, ma lo stato della pratica è rimasto invariato. Il 19 agosto, non avendo ancora ricevuto alcuna valutazione e risultando ancora lo stato “etichetta spedita”, ho nuovamente contattato l'assistenza. Mi è stato comunicato che sarebbe stato sollecitato il reparto competente. Soltanto sabato 22 agosto alle ore 19:19, a 17 giorni dalla consegna documentata, la piattaforma ha improvvisamente aggiornato lo stato del dispositivo a “Ricevuto”. Appena sei minuti dopo, alle ore 19:25, l'ispezione risultava già completata e mi veniva formulata una nuova offerta di 151,75 euro, rispetto ai 259,89 euro inizialmente proposti, sulla base di una valutazione dello stato del dispositivo che non condivido e rispetto alla quale dispongo di documentazione fotografica precedente alla spedizione. Pur non condividendo tale valutazione, ho semplicemente esercitato la possibilità prevista dal servizio: ho rifiutato immediatamente la nuova offerta richiedendo la restituzione del mio dispositivo. Da questo momento è iniziato il problema più grave. Il 24 agosto, anziché ricevere informazioni relative alla spedizione di ritorno, la piattaforma Refurbed ha modificato lo stato della pratica in “Restituito”, riportando addirittura: “Secondo gli ultimi aggiornamenti del rivenditore, hai ricevuto il dispositivo.” Non avevo invece ricevuto alcun dispositivo, né mi era stato comunicato alcun numero di spedizione. Il 25 agosto ho pertanto contattato immediatamente il servizio clienti per segnalare l'evidente incongruenza. A seguito del mio sollecito, mi è stato comunicato che il dispositivo sarebbe stato ritirato dal corriere BRT e mi è stato fornito il seguente numero di tracking: 179021133581702 Da allora, nonostante numerosi ulteriori solleciti, tale codice non è mai risultato riconosciuto dai sistemi BRT. Il 31 agosto, avendo nuovamente segnalato che non esisteva alcuna traccia della spedizione, mi è stato risposto che il numero era corretto e che avrei dovuto attendere l'aggiornamento del tracking. Nelle successive comunicazioni mi è stato inoltre riferito che gli aggiornamenti avrebbero potuto comparire con qualche giorno di ritardo, che il tracking si sarebbe attivato entro pochi giorni e che la tratta italiana sarebbe stata visibile sul portale BRT. Alla data odierna, 7 settembre 2026, a quasi due settimane dalla presunta consegna del dispositivo al corriere, il codice continua tuttavia a non risultare presente nei sistemi BRT. Ho inoltre tentato di aprire direttamente una richiesta attraverso il form ufficiale BRT dedicato alle informazioni sulle spedizioni, ma il sistema non consente neppure di inoltrarla, segnalando che il numero di spedizione fornito non è presente nel sistema BRT. La situazione assume particolare rilevanza considerando che Refurbed indica, nelle informazioni relative al proprio servizio Trade-In, che in caso di annullamento o rifiuto dell'offerta il dispositivo deve lasciare le strutture del partner entro 2 giorni lavorativi. Avendo rifiutato l'offerta sabato 22 agosto, tale termine conduceva sostanzialmente a martedì 25 agosto. Proprio il 25 agosto, dopo la mia contestazione relativa all'erroneo stato “Restituito”, mi è stato comunicato che il dispositivo era stato ritirato dal corriere BRT. A oggi, tuttavia, non dispongo né del mio telefono né di un tracking riconosciuto dal vettore né di una prova documentale che dimostri che il dispositivo sia stato effettivamente preso in carico fisicamente da BRT. Ho pertanto chiesto formalmente a Refurbed e Click&Carry di produrre entro 48 ore prova documentale dell'effettiva presa in carico del dispositivo da parte del vettore in data 25 agosto, quale distinta di ritiro, lettera di vettura, manifest del corriere o altra documentazione equivalente. Ciò che chiedo di documentare non è quindi la semplice creazione di un'etichetta o di un numero di spedizione, bensì l'effettiva presa in carico fisica del mio dispositivo da parte del vettore. Segnalo inoltre di aver riscontrato proprio sulla Bacheca dei Reclami di Altroconsumo un precedente molto recente relativo allo stesso servizio Trade-In Refurbed e allo stesso partner Click&Carry, pubblicato nell'agosto 2026, che presenta elementi notevolmente simili alla mia vicenda. Anche in quel caso il consumatore riferiva una restituzione problematica dopo il rifiuto della valutazione, l'indicazione sulla piattaforma Refurbed del dispositivo come già “restituito” nonostante il cliente non lo avesse ricevuto e la comunicazione da parte di Click&Carry di un primo tracking che non risultava riconosciuto dal sistema del vettore. Soltanto successivamente era stato comunicato un diverso numero di tracking. Refurbed, rispondendo pubblicamente a quel reclamo, ha successivamente comunicato l'avvenuta rispedizione del dispositivo e riconosciuto i ritardi verificatisi nella gestione della pratica. Non dispongo naturalmente di elementi per affermare quali siano le cause di tali circostanze, né intendo attribuire a Click&Carry o Refurbed condotte che non posso dimostrare. Ritengo tuttavia che la somiglianza tra due vicende così ravvicinate, riguardanti lo stesso servizio Trade-In, lo stesso partner e analoghe discrepanze tra lo stato indicato dalla piattaforma e l'effettiva restituzione del dispositivo, meriti un chiarimento da parte di Refurbed. Dopo oltre un mese dall'avvio della procedura e numerosi solleciti, la mia richiesta è molto semplice: 1. restituzione immediata del mio iPhone 13 Pro; oppure, qualora Click&Carry sostenga di non avere più la disponibilità del dispositivo perché affidato al corriere il 25 agosto, 2. produzione della documentazione che comprovi l'effettiva presa in carico fisica del dispositivo da parte del vettore e indicazione di un riferimento di spedizione verificabile autonomamente presso quest'ultimo. Chiedo inoltre a Refurbed di intervenire direttamente presso il proprio partner Click&Carry, anziché limitarsi a riportarne le informazioni, per accertare dove si trovi effettivamente il mio dispositivo e garantirne l'immediata restituzione. Dopo oltre un mese dall'inizio della procedura, numerosi solleciti e informazioni che non trovano riscontro nei sistemi del vettore indicato, ritengo di avere atteso un tempo più che ragionevole. Chiedo pertanto a Refurbed un intervento immediato e un riscontro documentato che consenta di chiarire dove si trovi attualmente il mio dispositivo e di garantirne la restituzione senza ulteriori ritardi. Dispongo della prova UPS della consegna del dispositivo a Click&Carry il 5 agosto, della documentazione fotografica del dispositivo precedente alla spedizione, dell'intera corrispondenza intercorsa con Refurbed e Click&Carry, degli screenshot relativi agli stati della pratica Refurbed e delle evidenze relative al tracking BRT e sono disponibile a produrre tutta la documentazione necessaria.
Indicazioni disastrosamente fuorvianti di taglia calzature
Spett.le Decathlon, Contesto formalmente la conformità dello scarpone Salomon Quest 5 acquistato il 19/08/2026 a Teramo. Non stiamo parlando di un normale reso per ripensamento, ma di un difetto di conformità (Art. 129 Codice del Consumo) dovuto a informazioni errate del Vostro personale. Il consiglio errato: cercavo un 42 (la mia taglia, che era esaurito). L'addetta alle vendite, qualificatasi come espressamente formata sulle calzature, mi ha convinto ad acquistare il 43 1/3, garantendone l'assoluta idoneità. La sorpresa sul campo: dopo due escursioni e forti dolori, ho verificato i parametri Salomon scoprendo che la mia taglia è il 42 2/3. L'uso era indispensabile per accorgersi dell'errore. Mancanza di trasparenza: a scaffale il cartellino indicava erroneamente "43" anziché "43 1/3". Il rifiuto: Il 2 settembre in negozio mi è stato negato il cambio perché "usati", mi è stato inoltre comunicato che Decathlon non commercializza la mia taglia corretta (42 2/3, perché la casa indica di prendere una taglia in più) per scelta aziendale. Poiché la sostituzione con la taglia corretta è impossibile per Vostra scelta di assortimento, chiedo la risoluzione del contratto con il rimborso integrale del prezzo (o voucher di pari valore). Lo scontrino virtuale è regolarmente registrato sul mio account Decathlon.
Richiesta risarcimento di 191€ per bug tecnico e falla sicurezza Vinted
Buongiorno, Richiedo il risarcimento del danno economico residuo di 191,00 € causato da un bug informatico e da una successiva falla nei protocolli di sicurezza della piattaforma Vinted. In data 27 agosto 2026, l'applicazione ha registrato un prezzo errato di 59,00 € anziché 250,00 € (valore reale del profumo vintage Christian Dior). Il sistema ha congelato l'annuncio impedendomi modifiche o cancellazioni, per poi sbloccarlo nella notte e permettere la vendita automatica. Successivamente all'invio (Tracking InPost 23026695), Vinted ha contrassegnato l'acquirente dreamscent472 come 'UTENTE BLOCCATO' per motivi di sicurezza, ma ha fallito nel revocare i codici del locker in Francia, permettendo all'utente sanzionato di sottrarre il bene. L'assistenza ha liquidato il caso a soli 59,00 €, rifiutandosi di risarcire il danno residuo.
RIMBORSO LAVANDERIA
Buongiorno, ho consegnato un vestito presso una lavanderia per effettuare il lavaggio. Successivamente, la lavanderia mi ha comunicato che il vestito era stato smarrito e che non riuscivano più a trovarlo. In seguito a questa comunicazione, il titolare mi ha detto verbalmente che mi avrebbe rimborsato il valore del vestito e, nello specifico, mi aveva detto che avrebbe effettuato il bonifico già il giorno successivo. Nel momento in cui mi è stato comunicato lo smarrimento mancava solamente una settimana al matrimonio. Il vestito mi serviva per il matrimonio e non avevo quindi la possibilità di aspettare settimane per vedere se sarebbe stato ritrovato. Inoltre, il vestito che avevo originariamente consegnato non era semplicemente un vestito che avrei potuto sostituire all'ultimo momento senza ulteriori problemi: doveva essere modificato e accorciato e richiedeva ulteriori lavori sartoriali prima di poter essere utilizzato al matrimonio. Per questo motivo, dovendo necessariamente procurarmi un vestito in tempo utile e facendo affidamento sulla comunicazione della lavanderia e sulla promessa di rimborso, ho acquistato un nuovo vestito dello stesso identico modello, sostenendo una spesa di 330 euro. La situazione è stata particolarmente problematica perché l'acquisto è avvenuto a ridosso del matrimonio. Dopo aver acquistato il nuovo vestito ho dovuto occuparmi anche di tutti i lavori necessari per renderlo utilizzabile, tra cui modifiche e adattamenti, affrontando una serie di incombenze e perdendo molto tempo nei giorni immediatamente precedenti al matrimonio, periodo nel quale sia io sia la mia ragazza eravamo già impegnati con tutti i preparativi e stavamo lavorando moltissimo. Inoltre, non era concretamente possibile acquistare il vestito e successivamente effettuare semplicemente un reso una volta ritrovato quello originale. Il nuovo vestito era stato infatti già lavorato e modificato appositamente per essere utilizzato al matrimonio e, proprio per questo motivo, non era più nelle condizioni originarie per poter essere restituito. Il vestito era stato acquistato per la mia ragazza, che avrebbe dovuto indossarlo in qualità di testimone al matrimonio, e gli interventi effettuati lo rendevano di fatto un capo ormai personalizzato e destinato esclusivamente a lei. Successivamente ho ricevuto anche una comunicazione scritta dalla lavanderia nella quale veniva indicato che il rimborso sarebbe stato effettuato qualora il vestito non fosse stato ritrovato entro quattro settimane. Tale comunicazione si aggiunge alla precedente comunicazione verbale del titolare, che mi aveva assicurato che avrebbe effettuato il bonifico. Il giorno prima del matrimonio, quando ormai avevo già acquistato il nuovo vestito, sostenuto la spesa di 330 euro, effettuato le modifiche necessarie e affrontato tutti i problemi organizzativi conseguenti, la lavanderia mi ha comunicato di aver finalmente ritrovato il vestito originale. A quel punto mi è stato comunicato che, essendo stato ritrovato il vestito, non avrebbero più effettuato alcun rimborso e che la spesa sostenuta per il nuovo vestito non sarebbe stata considerata un loro problema. Ritengo questa posizione ingiusta perché, se la lavanderia non mi avesse comunicato che il vestito era stato smarrito e se non mi fosse stato detto che sarei stato rimborsato, non avrei mai acquistato un secondo vestito identico spendendo 330 euro. L'acquisto è stato effettuato esclusivamente perché avevo ricevuto la comunicazione dello smarrimento quando mancava solamente una settimana al matrimonio e avevo quindi la necessità concreta e urgente di procurarmi un'alternativa. Non ho effettuato un acquisto per mia scelta, per comodità o per avere un secondo vestito: ho dovuto sostenere quella spesa perché mi era stato comunicato che il mio vestito era stato perso e avevo una scadenza precisa e non rinviabile, cioè il matrimonio. Il ritrovamento del vestito il giorno prima del matrimonio non elimina la spesa che avevo già sostenuto né il fatto che, al momento dell'acquisto, io dovessi ragionevolmente comportarmi sulla base delle informazioni che mi erano state fornite dalla lavanderia. La situazione mi ha inoltre causato notevoli disagi e mi ha costretto, nei giorni immediatamente precedenti al matrimonio, a occuparmi di un problema che non avrei mai avuto se il vestito fosse stato correttamente restituito o se non mi fosse stato comunicato che era stato smarrito. Dispongo della ricevuta relativa alla consegna del vestito alla lavanderia, della comunicazione scritta relativa al rimborso e della documentazione relativa all'acquisto del nuovo vestito per un importo di 330 euro. Vorrei pertanto sapere se, alla luce di queste circostanze, posso richiedere alla lavanderia il rimborso dei 330 euro sostenuti per l'acquisto del vestito sostitutivo e quali siano i passi più efficaci per far valere tale richiesta.
Vendita materiale falso/contraffatto dichiarato ORIGINALE
Ho acquistato a Dicembre 2025 un kit di 3 maglie della SS Lazio 1900 dal sito Retro Soccer Kit dove sono proposte casacche di squadre di calcio “originali ed autenticate” (vedi allegato 1). All’arrivo dell’ordine non ero presente per motivi lavorativi ed ho potuto visionare/analizzare i prodotti solo successivamente. Ho notato immediatamente delle incongruità, su tutti lo stemma/simbolo proposto su una delle maglie è di un'epoca successiva rispetto all’originale della stagione indicata (allegati 2-3). Ho fatto presente il problema tramite contatti email, allegando prove fotografiche a riscontro, ricevendo risposte (molto probabilmente IA) sommarie e di fatto non risolutrici della problematica e che identificano nella mia insoddisfazione tutta la questione. Sono a scrivervi dunque per azione di rivalsa e denuncia nei confronti della ditta Retro Soccer Kit - Corso Roma n.50, 20900 Monza Brianza - per vendita di materiale falso/contraffatto e conseguente raggiro dei consumatori.
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