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C. G.
06/03/2026

Rif. 2025/2909/sfc/Q8 Fast-Track erogazione carburante contaminato

Buongiorno, si riassume di seguito quanto già comunicato tra il giorno 06/10/2025 ed oggi, 19/02/2026 - in data 17/09/2025 veniva eseguito rifornimento presso P.V. Castellanza nr. 1670 (come da prova rifornimento presso stazione servizio Q8 – terzo buono cod. ATH4-3R3W-L011-156I-2260-6050-00 relativo al rifornimento in questione del 17/09/2026 così come già comunicato in data 29/10/2025) - in data 20/09/2025 l’autovettura di proprietà del sottoscritto si arrestava e veniva soccorsa tramite carro attrezzi (come da prova del ricorso al mezzo di soccorso) e, essendo sabato sera, il veicolo veniva trasportato presso il deposito del soccorritore Garage Autostrada Lainate srl, dove rimaneva sino al 23/09/2025 - in data 23/09/2025 l’autovettura veniva portata dal soccorrittore presso officina Jaguar-Land Rover di Castellanza, lì rimaneva sino alla data del ritiro da parte del sottoscritto, avvenuto il 29/10/2025 (come da foglio lavoro già condiviso) - in data 06/10/2025 l’autofficina Jaguar – Land Rover comunicava al sottoscritto per le vie brevi che la causa del danno all’autovettura risiedieva incontestabilmente nel carburante contaminato, prontamente comunicatomi anche via email il giorno successivo (confronta comunicazione carburante contaminato officina Jaguar già condivisa); sempre in data 06/10/2025, il sottoscritto comunicava immediatamente tramite il servizio Clienti Q8 al n. 800 01 08 08 l’accaduto, come già indicato al punto iii. della mia risposta del 29/10/2025, qui riallegata per comodità - in data 07/10/2025 il sottoscritto comunicava formalmente l’accaduto al servizio Clienti Q8 tramite email segnalazioni@q8.it (in tale comunicazione, il sottoscritto indicava le date di tutti gli ultimi rifornimenti effettuati tramite buoni carburante Edenred – non solo quello in questione – avvenuti in data 11/09/2025, 17/09/2025 e da ultimo il 26/09/2025; preciso che quest’ultimo, ovviamente, non è il rifornimento relativo al danno in questione essendo l’autovettura già ferma presso il soccorritore dal 20/09/2025 come testimonia incontestabilmente la prova di avvenuto soccorso e la successiva presa in carico dell’autofficina del 23/09/2025 (vedi foglio lavoro qui allegato); la data del rifornimento in questione – i.e. 17/09/2025 è stata prontamente rettificata a seguito della vostra richiesta del 20/10/2025 di verificare attentamente e confermare i dati, tramite risposta del sottoscritto datata 29/10/2025 (vedi punto ii della risposta qui allegata per comodità) In data 06/02/2026 il sottoscritto riceveva, dopo innumerevoli solleciti e dopo aver fornito ulteriore documentazione richiesta tramite Alco Gestione Rischi Srl, società incaricata per la gestione dei rischi da parte di Q8 Petroleum Italia S.p.A., rigetto alla propria domanda di rimborso, in sintesi per le seguenti motivazioni: - il sottoscritto comunicava solo il 07/10/25 il "presunto" rifornimento di carburante contaminato. Questo - ovviamente - perchè prima del 06/10/2025 per le vie brevi e poi il 07/10/2025 formalmente via email, data in cui l'autofficina Jaguar comunicava al sottoscritto che la causa del danno risiedeva nel carburante contaminato, il sottoscritto non aveva della reale causa del fermo vettura; - il rifornimento sarebbe avvenuto in data 29/09/2025. Il sottoscritto non ha mai menzionato tale data, bensì ha inizialmente erronemante citato la data del 27/10/2025 quale data del rifornimento, immediatamente rettificata in data 29/10/2025 a seguito della richiesta di verifica dati indicati nella risposta Q8 del 20/10/2025 (tutto qui riallegato per comodità) - conseguentemente, se il rifornimento fosse avvenuto il 29/09/25 o il 26/09/25, non vi sarebbe coerenza con la data di soccorso del carro attrezzi. Su questo aspetto, non si capisce come mai Q8 Petroleum Italia S.p.A. non tiene conto del fermo del 20/09 (documentato) -->ingresso in officina del 23/09 (documentato) -->diagnosi del 07/10 (documentata) e continua bensì a sostenere che il riforimento sarebbe quello del 26/09/25 così come segnalato erroneamente solo nella mia prima comunicazione del 07/10/25 ed immediatamente rettificato in sede di risposta del 29/10/25 all'apertura del sinistro, con lettera Q8 del 20/10/25. Per fugare ogni ulteriore eventuale dubbio, il sottoscritto ha ottenuto da parte di Edenred (società emettitrice dei buoni carburante) le date di tutti gli ultimi buoni utilizzati, non sapendo quale esattamente fosse quello oggetto del rifornimento contaminato. Ribadendo che la vettura si è arrestata il 20/09 (come da prove fornite), il buono oggetto del rifornimento contaminato è incontestabilmente quello del 17/09, senza dubbio In data odierna - 19/02/2026, a seguito di ulteriore sollecito di rivedere la decisione, il sottoscritto riceveva conferma di rigetto in quanto - si legge - la ricostruzione dei fatti non corrisponde alla documentazione successivamente trasmessa a supporto del reclamo, in particolare, come si legge nella stessa il mezzo si sarebbe arrestato il 27/09 (no! si è fermato il 20/09 come già ampiamente chiarito) ma successivamente trasmette un soccorso del 20/9 (esatto, si è arrestata il 20/09), ma vi è di più, il rifornimento avveniva mediante buoni carburante che sembrerebbero essere stati utilizzati nelle giornate del 11/09/2025, 17/09/2025 e 26/9/2025 (quando peraltro ero già stato costretto a noleggiare altra vettura) pertanto il suddetto soccorso stradale si colloca in mezzo agli stessi e pertanto non contestuale ai presunti suddetti rifornimenti Infatti il riforimento oggetto del riforimento contaminato è quello del 17/09 e la macchina si è arrestata il 20/09 In sintesi, non si comprendono le reali motivazioni del rigetto e le relative suddette motivazioni sono in palese contrasto con la cronostoria e la relativa documentazione prodotta

In lavorazione
E. T.
06/03/2026

Prodotto scadente e garanzia incompleta

A dicembre 2023 ho acquistato per 3500,00 €uro un completo folletto VK7S super accessoriato, super funzionale con super garanzia di 5 anni. A gennaio di quest'anno una delle due batterie in funzione, utilizzate una volta ogni 15/20 giorni, mi da errore 25. Vado in assistenza dove però mi fanno notare che la garanzia copre le batterie solo per 24 mesi - che strano . Cerco sul sito e trovo molti altri clienti con lo stesso propblema. Il centro assistenza mi restituisce il folletto con l'indicazione"dopo accurata anlisi si riscontra batteria non funzionante. Si consiglia acquisto di una nuova". Costo 190 €uro!!! Scrivo all'assistenza clienti e ho un riscontro veramente di pessima qualità e attezione nulla nei confronti del clinte. Con il costo del Folletto (che sto ancora pagando) averi acquistato sicuramente non uno, ma almeno altri 3 prodotti di qualità sicuramente superiore.

In lavorazione
L. S.
06/03/2026

Mancate emissione documentazione attestante i costi/prezzi.

Spett. ufficio Amministrativo della ditta CASCELLA MOBILI, in data 23/12/2025 ho saldato l'importo totale previsto per la cucina da me acquistata presso la FEBAL CASA di Verona su fattura riportante il costo totale e non per singole voci che allego. Dopo svariate richieste, da me inoltrate, di ricevere una documentazione che attestasse i costi per ogni singolo modulo, elemento ed elettrodomestico componente la cucina trovo da parte vostra mancanza di collaborazione e mancanza di trasparenza in quanto l'unica risposta ricevuta è che il Vs. sistema non può emettere il documento da me richiesto. Vi informo che, in mancanza di un riscontro entro 15 giorni dal ricevimento della presente, non esiterò ad adire le vie legali a tutela dei miei diritti.

In lavorazione
G. C.
06/03/2026

Problema con l’annullamento dell’ abbonamento

Buongiorno, Spett. ON THAT ASS vi contatto in merito a una richiesta di pagamento che ho ricevuto oggi, in data 6/3/2026 tramite email, relativa al mio account. Desidero segnalare che il mio abbonamento è stato annullato correttamente da parte mia, e che ho anche verificato l’avvenuta cancellazione. Inoltre, dopo il primo boxer gratuito ho regolarmente acquistato e pagato i due boxer successivi non gratuiti. Per questo motivo non comprendo il motivo della richiesta di pagamento ricevuta oggi. Vi chiedo gentilmente di: verificare lo stato del mio account e dell’abbonamento; annullare immediatamente il mio abbonamento e qualsiasi richiesta di pagamento non dovuta; confermare per iscritto che il mio abbonamento risulta effettivamente cancellato e senza ulteriori addebiti. Resto in attesa di un vostro riscontro e di una rapida risoluzione del problema. In mancanza di un riscontro entro 15 giorni dal ricevimento della presente, non esiterò ad adire le vie legali a tutela dei miei diritti.

In lavorazione
C. C.
06/03/2026

Attenzione agli scontrini

Buongiorno Il ticket è stato chiuso senza risposta, quindi lo riporto nuovamente in attesa di contatto. Sabato 6 dicembre mi sono recata presso l’Eurospin di sarzana per effettuare la spesa. Avendo passato l’app, alla cassa mi è stato chiesto se volevo ritirare l’omaggio, omaggio “orsetto natalizio” che poi vedo nello scontrino essere stato addebitato per € 5,99 senza nessuna voce di storno. Decido così di segnalare subito la cosa ad Eurospin allegando naturalmente lo scontrino. Nonostante la pratica sia stata aperta e più volte sollecitata (Apertura Caso n. 02326875), un risponditore automatico via mail continua a dare questo riscontro “La ringraziamo per averci contattato. In merito alla Self del 6 Dicembre, la decorazione natalizia data in omaggio ai clienti con l'App Family era una a cliente, fino ad esaurimento scorte. Con la speranza di riuscire a soddisfare la preferenza accordataci l'occasione ci è gradita per porgerLe Cordiali saluti” Dato che la risposta che non ha nulla a che vedere con il mio caso, decido di contattarli telefonicamente. Più di 10 chiamate in Romania per non avere risposta se non quella che comprendono ma non hanno autonomia per gestire la cosa. Chiamo così il numero degli uffici di Verona e peggio che peggio la ragazza dice che l’unico canale è la mail. Non trovo corretto che si prendano gioco delle persone soprattutto anziane, chiedo un pronto intervento di Eurospin e anche di altro consumo Grazie

In lavorazione
D. X.
06/03/2026

recidere offerta/contratto con Remail

Buongiorno, In data 31/01/2026 si è presentata come da appuntamento la consulente di Nome Daniela della Ditta REMAIL,per un preventivo “senza impegno” per la trasformazione della vasca in doccia. Il tutto avviene alla presenza di mio Marito che può fare da testimone.Eseguite le misurazioni per un futuro piatto doccia in marmoresina, scelto “perché si può tagliare a misura” (e non è quindi confezionato su misura), per un vetro di sicurezza anche qui si tratta di prodotto standard che viene tagliato a misura, scelte le piastrelle, e l’asta doccia, e di uno scarico ,mi viene presentata una spesa di circa 6000€, e mi informa che c’e’ la possibilita’ della detrazione IRPEF del 50%. Dichiaro a voce piu volte che non essendo ancora casa di mio Marito Alexander Alter (e’ lui che acquista) perche’ al momento del sopralluogo non avevamo rogitato,dico che non siamo abituati a firmare di primo acchito e che ho bisogno di riflettere sulle scelte (anche estetiche) che mi vengono proposte,inoltre non volevamo vincolarci prima ancora di rogitare. Daniela mi rassicura (scrivendolo anche sulla proposta) che non e’ vincolante al momento visto che non e’ casa nostra ma per non tornare ancora una volta da torino fino ad Arona preferisce prendere tutte le misure e farci scegliere i materiali,e poi’ gli avrei dato l’ok una volta decisi. In piu come da promo Aziendale ci propone in regalo un condizionatore se firmo subito,ma insieme concordiamo a voce che non possiamo prenderci questo impegno perche la casa non era ancora di nostra proprieta'.Mi conferma il Consulente che i lavori non verranno eseguiti prima che io dia l’ok. Il 5 Marzo ricevo una chiamata dalla Azienda Remail dove il servizio commerciale si mette in contatto con me per farmi notare che ho firmato il contratto e' che non ho diritto al recesso contrariamente a quanto affermato dal consulente Daniela che l’aveva scritto tutto sull’offerta (in presenza di un testimone). Piu' volte la persona mi ripete che se non aderisco all'obbligo di fare iniziare i lavori,passeranno la pratica all'ufficio legale.Spiego nuovamente che c'era un accordo con il consulente (ho delle prove scritte dove Daniela comunica all'azienda quello che ci siamo detti) ma mi viene detto che non ci si puo' fidare delle cose promesse a voce e che quello che conta e' il contratto. Il sottoscritto Daniele Xibilia, comunica che intendo formalmente recedere dal contratto, poiché dichiaro: Di non aver usufruito di nessun bene o servizio, Che i lavori preventivati, non rispettano le mie necessità, ed erano come riferito dal venditore senza impegno, Di non aver versato alcuna caparra per la conferma del contratto o gli inizi dei lavori, Di non aver avuto la possibilità di leggere le clausole del contratto firmato, e di non essere stato redarguito sulla possibilità di non ottenere il recesso, Di essere stato indotto dal venditore, con chiare parole, di poter recedere dal contratto in qualsivoglia momento in quanto le firme sarebbero servite solo a bloccare l’omaggio dell’azienda, in caso di formalizzazione, in un secondo momento della vendita, e non alla conclusione della vendita stessa, Di essere stato indotto dal venditore e dalle pubblicità dell’azienda che il consulto con il venditore, nella abitazione che non era ancora di proprieta’ di mio Marito, e il seguente preventivo, nonostante le firme, fossero senza impegno a dimostrazione del fatto che non è stata versata alcuna caparra fino ad oggi e non è stato confermato alcun finanziamento, Che il diritto di recesso in questo caso, può essere effettuato in quanto non ci sono materiali, e lavorazioni personalizzate e pezzi su misura, poiché i materiali, i modelli della doccia, i colori e le fantasie sono standard da catalogo, Che la fase di preventivo e contratto è avvenuta in un luogo esterno all’attività commerciale, Che non c’è stata alcuna conferma dei lavori, non è stata decisa alcuna data e non è stato avviato alcun finanziamento. CHIEDO di non dare esecuzione alla proposta contrattuale e ottenere il diritto di recederlo, per quanto dichiarato nei punti sopra indicati. Cordiali Saluti

Risolto
M. R.
06/03/2026
HP

Ordine ITP000063570

Dopo aver cancellato l'ordine in data 21 gennaio 2026, ad oggi non ho ancora avuto indietro i soldi versati tramite bonifico bancario. L'azienda pratica una politica commerciale scorretta ed illegale e le persone che rispondono al numero 0238594093 ridono mentre gli si racconta la problematica. Chiedo un aiuto su come poter aprire una causa nei confronti di tale società. Grazie

In lavorazione
I. G.
06/03/2026

vendita smartphone iPhone SE 64gb bianco

Buongiorno, in data 28/01/2026, proponevo la vendita del mio smartphone iPhone SE 2020 64gb a Refurbed; dopo aver compilato il modulo online per una valutazione immediata; mi veniva proposta un'offerta d'acquisto pari a € 30,29. Una volta accettata la loro offerta, mi veniva inviata un'etichetta per la spedizione tramite corriere espresso. Inviato il mio dispositivo, c'era la possibilità di seguire le varie fasi tramite il loro portale. Dopo alcuni giorni (oltre a quelli da loro indicati) avendo ricevuto una mail dalla loro assistenza in cui mi veniva richiesto di spedire il dispositivo, li contattavo per capire come mai seguendo il tracking del corriere da loro inviato, il dispositivo risultava consegnato ma nel loro portale risultava in attesa di invio da parte del vendito (il sottoscritto) e mi rispondevano che il dispositivo era arrivato e che avrei visto l'aggiornamento solo al termine dell'ispezione dei loro presunti tecnici. Passano altri giorni e non ricevo alcuna comunicazione, quindi li contatto nuovamente per capire meglio la situazione; a quel punto mi arriva una comunicazione che il mio dispositivo non aveva passato l'ispezione in quanto a loro dire lo smartphone presentava segni evidenti di usura (non indicati secondo loro da me) oltre alla batteria da sostituire (sapevano tramite il modulo compilato lo stato della batteria) e quindi per loro i lavori da eseguire erano più del valore da loro proposto e così mi comunicavano che avrebbero reso il mio iPhone tramite corriere. Mi arriva un messaggio dal loro corriere che di li a poco avrei ricevuto il pacco al mio indirizzo. Quando arriva il loro pacco, per rispettare le regole (indicate anche da loro) prima di aprire il pacco, decido di registrare un filmato del pacco ricevuto (pessimo imballaggio) e così una volta aperto, scopro che lo smartphone reso, non era il mio. Il mio dispositivo era un iPhone SE 2020 - 64GB - colore bianco, mentre quello da loro reso era un iPhone SE - colore rosso. Contatto nuovamente la loro assistenza clienti dove iniziano a chiedermi di fornire il codice IMEI del mio dispositivo; che ovviamente fornisco; in quanto non riuscivano a risalire al mio iPhone SE bianco. Rispondo loro che avevo inviato le foto e il video dell'imballaggio del dispositivo in questione e loro mi rispondono che lo smartphone non era più nei loro magazzini. A quel punto chiedo se avessero commesso lo stesso errore fatto con me, inviando il mio dispositivo ad altra persona. In sostanza mi confermavano che c'era stato un errore negli invii e che il mio iPhone era stato inviato ad altra persona e a me avevano inviato quello di altro soggetto (gravissimo considerando che gli iPhone hanno i codi IMEI legati alla persona che acquista il dispositivo). In sostanza dal 28/01/2026 momento in cui inviavo il mio dispositivo alla società esterna Refurbed che si occupa della gestione degli invii e ritiri di tutti i dispositivi per l'Italia la ditta CLICK&BERRY SRL di Cardito (NA) di Francesco Varracchio; ad oggi il mio iPhone non è ancora stato reso. Ci hanno girato attorno, e nonostante svariati solleciti per provvedere al ritiro dello smartphone errato che mi avevano inviato, non ho ancora ricevuto l'etichetta e la conferma del corriere. Ovviamente nonostante il prezzo che avrei ricevuto che era irrisorio ma non cambia la vita, se questa operazione la fanno con molti, diventa un problema oltre al fatto che uno smartphone che riporta i dati IMEI collegati al proprietario se quello smartphone non rientra è un rischio. Consiglio a tutti coloro che possono incappare in casi analoghi di segnalare alle associazioni dei consumatori e se i vostri dispositivi non rientrano sporgere denuncia alle forze dell'ordine, in quanto i dispositivi che spedite a questi soggetti sono di vostra proprietà e se non ve li ritornano o li inviano erroneamente ai soggetti sbagliati, ci sono rischi seri per i proprietari.

In lavorazione
G. C.
05/03/2026

Pratica Altroconsumo nr 14350523

Oggetto RISPOSTA ALLA VS. PEC DEL 05/03/2026 – FORMALE DIFFIDA, CONTESTAZIONE ANALITICA E ULTIMATUM 24 ORE – RIF. CASO 260108-000721 – RECLAMO ALTROCONSUMO N. 14350523 Alla C.A. della Sig.ra Serena (Servizio Clienti MediaWorld), e p.c. All’Amministratore Delegato Emanuele Cosimelli, e p.c. Spett.le Findomestic Banca S.p.A., e p.c. Spett.le AGCM. Gentile Sig.ra Serena, riscontro la Vs. nota del 05/03/2026 restando francamente sbigottito dall'approssimazione tecnica e dalla parzialità con cui è stata ricostruita la vicenda. La sua risposta non solo ignora i fatti documentati, ma palesa una grave incompetenza nel distinguere un sintomo da una causa hardware. Voglio sperare che La Sua risposta sia dettata da imperizia piuttosto che pensare sia ingannevole. Contesto punto per punto le sue erronee affermazioni: 1. MISTIFICAZIONE DEI DIFETTI DENUNCIATI (DOC. 10/01/2026) Lei afferma che io lamentassi un "malfunzionamento della batteria". Si rilegga il modulo di consegna RMA 10765014S: i difetti segnalati sono "il PC si spegne da solo", "surriscaldamento anomalo" e "ventola sempre attiva". Ridurre tutto alla "batteria" è tecnicamente imbarazzante: la batteria è stata una Vs. maldestra ipotesi di riparazione che, come previsto, non ha risolto il problema termico e di alimentazione della scheda madre. Aggiungo che, alla prima consegna del bene sono stato per ben 5 ore presso il pv con il Vostro addetto pc che, non riusciva lui stesso a portarlo allo stato di fabbrica. SMENTITA DELLE DICHIARAZIONI DI MEDIAWORLD SUL PRIMO INTERVENTO: Nella Vs. PEC affermate che il sottoscritto lamentasse solo un "malfunzionamento della batteria". Al contrario, come da documento di consegna del 10/01/2026 (RMA 10765014S), i difetti denunciati erano: "il PC si spegne da solo senza riaccendersi", "problemi all'alimentazione", "ritardo di acenzione", "surriscaldamento anomalo" e "lentezza". La sostituzione della batteria è stata una Vs. scelta tecnica infruttuosa, poiché il difetto, ripeto, risiede nella scheda madre/sistema di dissipazione. 2. CONTESTAZIONE CRONOLOGICA E PROBATORIA (PEC 17, 26 E 29 GENNAIO) Le mie precedenti comunicazioni (PEC del 17/01, 26/01 e 29/01) smentiscono ogni Vs. ricostruzione: In data 17/01 vi mettevo formalmente in mora per l'inadempimento. In data 26/01 contestavo la riparazione parziale e richiedevo il risarcimento danni. In data 29/01 denunciavo formalmente l'ostruzionismo del Vs. personale di Palermo che si rifiutava di firmare il mio "ritiro con riserva di verifica tecnica", motivo per cui inizialmente non ho ritirato il bene. 2. ANALISI TECNICA E AMMISSIONE DI COLPA (PASTA DISSIPANTE) Lei definisce il primo intervento "risolutivo" e il secondo "privo di difetti", per poi contraddirsi citando il referto: "Per sicurezza sostituita pasta dissipante". Qualsiasi tecnico informatico di base sa che la pasta termica non si sostituisce "per sicurezza" su un PC di soli 4 mesi, a meno che non vi sia un grave e conclamato problema di dissipazione hardware. Questa riparazione è la prova documentale che il PC è nato con un difetto di conformità termico. Dichiarare che il PC sia "perfettamente funzionante" mentre si interviene sul cuore della dissipazione è un insulto alla logica e alla mia intelligenza. 3. COMPORTAMENTO OSTATIVO E RITIRO CON RISERVA In merito al 29/01/2026, lei omette di menzionare che il mancato ritiro è dipeso dal Vs. personale che si è rifiutato di firmare la mia dichiarazione di "ritiro con riserva di verifica tecnica". Se il bene fosse stato "perfetto", che timore aveva il punto vendita nel sottoscrivere una riserva di prova? Tale condotta è pratica commerciale scorretta. 4. INTERVENTO DELLA SIG.RA ANNALISA (09/02/2026) Ignora inoltre che in data 09/02/2026, al secondo tentativo di ritiro, la Vs. addetta Annalisa ha dovuto verbalizzare nuovamente: “IL PC SURRISCALDA”, “IL PC RESTA SPENTO”, costringendomi a scrivere di mio pugno: “CHIEDO SOSTITUZIONE DEL PC”. Dove sarebbe la "risoluzione" se i difetti sono rimasti identici dal 10 gennaio a oggi? 5. AGGRAVANTE EX LEGGE 104/92 La sua risposta ignora totalmente la mia condizione di invalido civile (L. 104/92). Per me il PC è un ausilio fondamentale, non un giocattolo. La sua insistenza nel definirlo "funzionante" contro ogni evidenza tecnica e documentale configura una condotta vessatoria e discriminatoria. 6. LE PEC inoltrate sono ben 7 che, Le allego alla presente compresa anche la prima mail di segnalazione guasti datata 08/01/2026 a soli 46 gg dall' acquisto del pc, in modo possa meglio ricostruire l' evidente Vostra condotta vessatoria. Le allego anche i due doc. di consegna del pc datati 10/01 e 09/02 e La invito a rileggere con assoluta correttezza insieme alle mie comunicazioni tutte, inoltrate. CONCLUSIONE E ULTIMATUM Stante l'inadeguatezza delle Vs. verifiche e l'evidente pregiudizio ingiustificato nel riportare i fatti, il sottoscritto RIFIUTA CATEGORICAMENTE il ritiro di un bene non conforme. DO TEMPO 24 ORE dalla ricezione della presente per ricevere conferma della: SOSTITUZIONE IMMEDIATA del prodotto; In subordine, la RISOLUZIONE DEL CONTRATTO con storno totale del finanziamento Findomestic. Decorso tale termine, la pratica passerà definitivamente ai legali di Altroconsumo (Pratica 14350523) per la richiesta di risoluzione e il risarcimento del danno biologico e patrimoniale (quantificato al momento in € 3.000,00). Non seguiranno ulteriori avvisi. Distinti saluti, Gianfilippo Ciancimino

In lavorazione
R. D.
05/03/2026

Unjustified blocking of professional seller account - Vestiaire Collective

Good morning, I am a professional seller with a registered VAT number, specialised in the luxury resale market, with over 250 completed sales on Vestiaire Collective. On February 26, 2026, Vestiaire Collective blocked my account without providing any specific technical justification, citing only generic doubts about the provenance of some items sent for consignment. The core issue has six parts: 1. They reject legally valid documentation. I provided official Vinted purchase receipts (with physical “Item Verification” service) and StockX invoices (with certified multi-stage authentication). Both are internationally recognised leading platforms in the sector, whose documents are fiscally valid in Italy and across the EU. Vestiaire Collective rejected them, demanding “documents from the original brand” an impossible requirement in the secondhand luxury market, where by definition items do not come directly from the manufacturer. 2. They blocked my account for items that were NEVER sold. The contested items had been sent exclusively for consignment and they had not yet been sold to any end customer. Vestiaire Collective’s own consignment process already includes an internal physical inspection: if an item fails that check, it is simply returned to the seller. Blocking an entire professional account over items still sitting in their warehouse is a disproportionate and illogical measure. 3. Inconsistent and arbitrary criteria. Items of the exact same brand (Jacquemus, Toteme), same model, purchased through the same channels, were previously accepted by Vestiaire Collective and in some cases successfully sold on the platform. Those same items are now being rejected with no differentiating technical explanation. Vestiaire Collective had already conducted a similar review in April 2025 and fully reinstated my account at that time. What I am requesting: the immediate reinstatement of my professional account. I have complied with every documentation request made by Vestiaire Collective. The documentation provided is legally valid. The account block is causing me growing financial damage every day, with approximately €30,000 of my inventory currently held in Vestiaire Collective’s warehouse. 4. The most scandalous aspect: they profited from the exact same items they now reject. Vestiaire Collective has physically inspected, accepted, listed, sold, and collected their commission (between 20% and 35%) on items identical to those they are now flagging. In other words: when it was profitable for them, those items were authentic enough to sell. Now that a new batch of identical items arrived for consignment, suddenly the same products from the same source are unacceptable. This is not a coherent authenticity policy but it is a selective and self-serving application of internal rules. 5. The account was not blocked because I sold counterfeit goods. I was never notified that any item I sold to a customer was counterfeit. No buyer ever raised an authenticity dispute. The block was triggered by an automated internal system that flagged too many consignment rejections in a recent period not because of any proven wrongdoing on my part. I received no prior warning, no alert, no opportunity to address the issue before my entire account was suspended. If Vestiaire Collective had concerns about the provenance of specific items, the proportionate response would have been to flag those items and ask for clarification not to shut down the entire account of a professional seller with a clean track record of 250+ sales. Attached is the complete email exchange with Vestiaire Collective (February 26 – March 5, 2026), which documents all the contradictions described above.

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