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Cosmetici: triclosan vietato negli Stati Uniti

16 febbraio 2017
triclosan

16 febbraio 2017

L’uso prolungato può contribuire all’insorgere di allergie e potrebbe favorire lo sviluppo di antibiotico-resistenza. Stiamo parlando del triclosan, conservante (usato principalmente come antibatterico) che si trova in alcuni cosmetici. Gli Usa l'hanno vietato, ma non bisogna allarmarsi: nella maggior parte dei casi, i produttori non lo utilizzano più. E per i pochi prodotti che lo contengono, è possibile trovare facilmente alternative.

Il triclosan è un conservante attualmente ammesso, secondo la normativa europea vigente, per la sua attività antimicrobica solo in alcuni cosmetici a delle concentrazioni massime prestabilite: dentifrici, saponi, deodoranti non spray, ciprie, correttori, prodotti per le unghie e collutori.

Da tempo, però, l’uso costante e prolungato del triclosan desta preoccupazioni per diverse ragioni:

  • Può favorire lo sviluppo di antibiotico-resistenza.
  • Può contribuire all’insorgenza di allergie.
  • Ha un impatto ambientale negativo.

Cosa fare

Il nostro consiglio è quello di limitare l’esposizione a questa sostanza, evitandola dove possibile. L’industria cosmetica ha ormai eliminato o sostituito questo ingrediente nella maggior parte dei prodotti in commercio. E per i pochi prodotti che lo contengono, è possibile trovare facilmente delle alternative. Inoltre, non c'è nessuna necessità di scegliere un prodotto per la detergenza che contenga sostanze antibatteriche o che vanti effetti igienizzanti, né per la cura della persona né per la pulizia della casa.

Puoi verificare tu stesso se i cosmetici (nei quali è ammesso) che vuoi acquistare lo contengono. Basta leggere la lista degli ingredienti che per legge è riportata dietro la confezione. Se nell’elenco non trovi il nome triclosan significa che non è presente nella composizione.

Se invece ti accorgi di avere in casa dei prodotti che lo contengono, non ti allarmare. Come per la maggior parte delle sostanze critiche, non è un singolo prodotto a rappresentare il problema, ma l’esposizione continuata ed estesa attraverso più fonti. Quindi la cosa più importante è essere informati e scegliere consapevolmente per i futuri acquisti.

Discorso a parte va fatto per i dentifrici. Pur consigliando in generale di evitare il triclosan, l’utilizzo di questo ingrediente nei dentifrici è invece accettabile. È utile, infatti, per combattere i batteri responsabili di gengiviti come provato da studi scientifici. Ma, bisogna precisare che anche in questo specifico settore è possibile optare per soluzioni differenti dato che ormai sono molti i dentifrici in commercio in cui è assente.

Negli USA è stato tolto dal mercato

Quest’anno l’Agenzia americana per gli alimenti e i medicinali (FDA) ha annunciato una modificazione del regolamento vigente per togliere dal mercato americano 19 principi attivi tra cui il triclosan. Questo è stato vietato nei detergenti come saponi “antibatterici” per le mani e il corpo: prodotti in cui è stato osservato un abuso di questa sostanza nonostante non esistano prove scientifiche che dimostrino la maggiore efficacia di questi saponi nel prevenire la diffusione batterica.

Il divieto dell’FDA non si applica, però, ai dentifrici: i dati dimostrano, infatti, che il triclosan sia vantaggioso per l’igiene della nostra bocca.


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