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Bonus famiglie da 150 euro, ecco a chi spetta e il modulo per fare domanda

150 euro una tantum nella busta paga di novembre per lavoratori dipendenti e pensionati con reddito sotto i 20 mila euro. È la misura a sostegno delle famiglie contro il caro energia, contenuta nel decreto Aiuti ter, che si affianca al bonus 200 euro. Anche in questo caso, serve che il lavoratore mandi una certificazione al datore di lavoro: ma non vale la stessa del bonus 200 euro. Scarica il modulo fac simile corretto che abbiamo preparato proprio per richiedere questo bonus.

  • contributo tecnico di
  • Tatiana Oneta
28 settembre 2022
  • contributo tecnico di
  • Tatiana Oneta
Bonus 150 euro

Fa parte del terzo (e ultimo) decreto Aiuti (il ter) che comprende anche il prolungamento del taglio delle accise su benzina e gasolio, il rifinanziamento del bonus trasporti, un'estensione dei crediti di imposta per le imprese, aiuti economici agli enti locali, alla sanità e al terzo settore per far fronte ai rincari energetici e una norma ad hoc per regolamentare in maniera più stringente la delocalizzazione delle aziende. La misura a sostegno delle famiglie più in difficoltà sul fronte del caro energia è di fatto un vero e proprio bonus una tantum, nello stile del precedente bonus 200 euro. Ecco nel dettaglio cos'è, chi lo può richiedere e come si fa domanda.

Bonus alle famiglie, cos'è

Si tratta di un bonus del valore di 150 euro elargito (a chi ne ha diritto) direttamente in busta paga a novembre. Lo scopo è quello di venire incontro alle famiglie meno abbienti e aiutarle a far fronte ai rincari di luce e gas di questi ultimi mesi. Un bonus che dovrebbe interessare circa 22 milioni di persone. 

A chi spetta il nuovo bonus

Il bonus appena licenziato dal Governo è al momento destinato a tutti i lavoratori dipendenti (del settore pubblico e di quello privato) con un reddito non superiore ai 20 mila euro lordi annui. Analogamente il bonus andrà anche ai pensionati e ai lavoratori autonomi, sempre con lo stesso tetto di reddito di 20 mila euro lordi annui, ma relativo al 2021. Si restringe quindi la base dei beneficiari rispetto al precedente bonus 200 euro che invece era destinato ai redditi fino a 35 mila euro.

Come viene erogato ai dipendenti e quando

La misura è simile, nelle modalità di erogazione, al bonus 200 euro. Sono 150 euro che non costituiscono reddito per chi li riceve e che quindi non vengono conteggiati ai fini del riconoscimento delle agevolazioni fiscali o per l’Isee. Verranno accreditati direttamente nella busta paga di novembre a tutti coloro che hanno una retribuzione imponibile nella competenza di novembre non superiore a 1.538 euro. Per ottenere il bonus, il dipendente deve presentare una dichiarazione com’è già successo per il bonus 200 euro, ma non è utilizzabile il fac simile previsto per il bonus 200 euro perché, in quello per il bonus 150 euro si deve dichiarare di possedere i requisiti previsti specificatamente per quest'ultimo. Abbiamo preparato per te un fac simile corretto, fatto apposta per il bonus 150 euro. Puoi scaricarlo qui: registrati gratuitamente al sito e scarica il facsimile.

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Attenzione perché anche in questo caso il bonus deve esser percepito una sola volta, quindi, in caso di più rapporti di lavoro è bene verificare che non venga accreditato in ognuna delle buste paga di novembre, in questo caso viene poi recuperato dai datori di lavoro nelle mensilità successive pro quota. 
Il bonus 150 euro spetta anche a chi nel mese di novembre è coperto da contribuzione figurativa integrale dall’Inps come ad esempio per la maternità.

Come viene erogato ai pensionati e quando

Hanno diritto al bonus 150 euro i pensionati che percepiscono trattamenti pensionistici da qualunque forma di previdenza obbligatoria, pensioni sociali o di invalidità che abbiano decorrenza entro il primo ottobre 2022 e che hanno posseduto un reddito imponibile nel 2021 di massimo 20.000 euro. Attenzione perché non si fa riferimento solo alla pensione, ma anche ad altri redditi come quelli derivanti dall’affitto o da collaborazioni, sono esclusi redditi derivanti dalla casa di abitazione e il TFR. I 150 euro vengono erogati direttamente dall’ente previdenziale in base alle informazioni reddituali in suo possesso, salvo poi esser recuperato entro l’anno successivo in base alle verifiche effettuate anche con l’amministrazione finanziaria.

Come viene erogato agli altri e quando

I lavoratori autonomi che percepiscono il bonus 200 euro, ricevono anche il bonus 150 euro se il reddito che hanno percepito nel 2021 è inferiore a 20.000 euro.

Per i lavoratori domestici che hanno già preso il bonus 200 euro non ci sono problemi, perché viene erogato direttamente dall’Inps nel mese di novembre.

Per i disoccupati che percepiscono nel mese di novembre la Naspi o la Diss-coll l’Inps riconosce automaticamente nello stesso mese il bonus 150 euro. Lo stesso vale per chi percepisce l’indennità di disoccupazione agricola.

Per i lavoratori iscritti a Sport e Salute Spa, che hanno percepito nel 2021 i bonus di sostegno al reddito a causa del Covid, viene riconosciuto in automatico il bonus da 150 euro.

Chi percepisce il reddito di cittadinanza riceve in automatico il bonus di 150 euro con la mensilità di novembre, sempre che nel nucleo familiare non ci siano altri componenti che lo abbiano ricevuto perché appartengono ad una delle altre categorie cui spetta.

Alcune categorie, per ottenere il bonus 150 euro devono fare domanda all’Inps:

  • I titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa iscritti alla gestione separata, con reddito massimo di 20.000 euro nel 2021;
  • I dottorandi e gli assegnisti di ricerca iscritti alla gestione separata con reddito massimo di 20.000 euro nel 2021;
  • I lavoratori stagionali, a tempo determinato e intermittenti che abbiano svolto la prestazione per almeno 50 giornate se hanno posseduto nel 2021 un reddito massimo di 20.000 euro;
  • I lavoratori iscritti al Fondo pensione lavoratori dello spettacolo che nel 2021 abbiano almeno 50 contributi giornalieri versati e abbiano posseduto un reddito massimo di 20.000 euro derivante da questi rapporti.

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