Bacheca dei reclami

Reclama Facile è un servizio a disposizione di tutti gli utenti registrati al nostro sito che ha l’obiettivo di mettere in contatto il consumatore con l’azienda di suo interesse per risolvere i problemi che possono verificarsi nei quotidiani rapporti di fornitura di prodotti o servizi.
Reclama Facile si propone di instaurare un utile dialogo tra imprese e consumatori per risolvere questi problemi in via amichevole, favorendo il raggiungimento di un accordo condiviso.
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M. S.
05/10/2022
Policlinico Gemelli

Mancato invio Cartella Clinica

Buongiorno, in data 05/08/2022 ho richiesto a mezzo PEC all'indirizzo cartellecliniche@policlinicogemelli.it la cartella clinica relativa al ricovero indicato. La richiesta è stata fatta, seguendo le opzioni del sito, online a seguito pagamento bonifico. E' stato inoltrato sollecito a mezzo PEC il 22/09/2022 ma ad oggi non vi è stata risposta.Richiedo pertanto l'invio urgente della documentazione.Maurizio Silla

Risolto
G. D.
05/10/2022

Anomalia adblue

Buongiorno,sono il primo nonché unico proprietario della vettura Citroen C3 Aircross 1.6 hdi, immatricolata il 05/2018, targa FR100NK. In data 03.09.2022 durante la regolare marcia il computer di bordo dell’autovettura summenzionata ( che attualmente ha percorso circa km 55000 totali) iniziava a segnalare i seguenti messaggi di errore: “Anomalia adblue” con accensione della relativa spia e della chiave inglese. Dopo poco tempo la spia si spegneva ma il giorno successivo si riaccendeva senza più spegnersi. Conoscendo il difetto già riscontrato in auto di miei colleghi ai quali è stato richiesto il pagamento della riparazione, peraltro molto onerosa, conoscendo anche la campagna di richiamo effettuata da Citroen per difettosita del serbatoio, pompa è centralina ad blue, conoscendo anche le peripezie necessarie per far passare l'intervento in garanzia, come richiamo oppure avere il rimborso di quanto pagato, conoscendo che trattasi di un problema di progettazione del serbatoio dell’urea, e che nel peggiore dei casi bisognerà sostituire il serbatoio dell’AdBlue, con un costo di circa €800-€900 per il solo serbatoio a cui va aggiunto il costo della manodopera, per un totale che supera tranquillamente i €1000 scrivo in anticipo questo reclamo in anticipo affinché Citroen si attivi ad effettuare il richiamo e la sostituzione dei pezzi difettosi senza oneri per lo scrivente, facendomi contattare dal servizio clienti per fissare appuntamento per controllo della vettura e riparazione prima possibile. Nelle varie ricerche da me condotte su forum online dedicati a vetture Citroen, nonché tramite il consulto con altre due officine indipendenti e con associazioni della tutela del consumatore, ho constatato come tale problema sia ampiamente diffuso sulle vetture del gruppo PSA e sia dovuto ad un difetto di progettazione del serbatoio (soggetto per altro a richiamo ufficiale solo per alcuni lotti di autovetture anche dello stesso modello di quella in mio possesso).Ora, premesso che la vettura ha solamente km 55000 circa, avendo effettuato i previsti tagliandi a 20.000 km e 40.000 km, non è mai stata incidentata, ed accertato che tale anomalia è dovuta ad una difettosità del serbatoio o comunque dell’impianto antiinquinamento AdBlue da Voi progettato, chiedo che l'intero costo della riparazione sia a carico Vostro.Sottolineo che alla data odierna mi risulta necessaria la sostituzione del serbatoio dell'urea e mi viene riferito che secondo Citroen Italia sono a mio carico il 50 % dei costi. Oggi provvederò a contattare officina Citroen e aprire ticket di reclamo tramite assistenza clienti Citroen Italia Sono sicuro che siate ben consci di come lo stesso problema da me riscontrato sia ricorrente in svariati modelli di vetture prodotte dalla Casa Madre che Voi rappresentate in Italia , basta fare una rapida ricerca sui forum dedicati o sul sito dell'associazione di tutela dei consumatori Altroconsumo.it vi sono molteplici casi come il mio, dai quali si evince che vi sia un chiaro vizio di progettazione del sistema antinquinamento Ad Blue montato sulle vetture Citroen, altrimenti non si spiegherebbe la necessità così ricorrente di dover sostituire il serbatoio dell'urea su diversi modelli di vetture prodotte da Citroen. Ad ogni modo, essendo sprovvisto del mio veicolo, mezzo indispensabile per recarmi al lavoro, nonchè per la maggior parte degli spostamenti necessari alle normali incombenze di vita quotidiana, per un problema di fabbricazione-progettazione del sistema antinquinamento non certo imputabile a me, Non vorrei essere costretto a pagare la riparazione per potere riavere la mia autovettura funzionante il più presto possibile, senza aggravio di spese a mio carico. Resto in attesa di riscontro da parte di Citroen altrimenti mi vedró costretto ad adire le vie legali, non senza aver adeguatamente pubblicizzato la cosa sui giornali di settore, sui social e senza aver informato il competente dipartimento del mise.

Risolto
A. M.
04/10/2022

Lavori 110% e cessione del credito alla Banca: tentativo ingiustificato di blocco della pratica

Nel mese di ottobre 2021 ho preso accordi con Unicredit in relazione ad una pratica di cessione del credito per lavori ecobonus-sismabonus 110% presso la mia abitazione. Ho seguito la procedura di registrazione prevista dalla Banca utilizzando il sito della pwc, inserito tutte le informazioni richieste e dichiarato il dettaglio delle tipologie di lavori previsti. Nel mese di settembre di quest'anno, avendo superato la quota del 30% dei lavori, ed essendoci pertanto le condizioni previste dalla Legge e dalla Banca per il riconoscimento del primo SAL, ho caricato in piattaforma i documenti richiesti, relativi ai lavori fino a quel momento realizzati, e ho chiesto il rimborso delle spese sostenute, condizione per me essenziale, sulla base delle previsioni effettuate, per poter finanziare il prosieguo dei lavori. Vi allego l'email di risposta da pwc (allegato n.1), la quale richiede che il 30% dei lavori venga da me certificato per ciascuno degli interventi per i quali si è richiesta la cessione e richiamati nell'elenco che vi allego (allegato n. 2). Nella stessa email viene precisato che qualora il 30% non fosse stato raggiunto su specifiche voci restano in attesa dell'autorizzazione all'annullamento delle singole pratiche, con successivo eventuale inserimento di una nuova richiesta, precisando però che al momento non è possibile inserire nuove richieste. Nel mio caso lo svolgimento dei lavori segue la logica sequenziale del cronoprogramma, dettato dalla giusta logica dei progettisti. Appare anche evidente che in un edificio monofamiliare pretendere il 30% su ogni singola voce finanziata ha nullo o poco significato : come è possibile (singole voci della pratica) aver installato solo 30% di un unico impianto termico? Oppure il 30% di un pannello fotovoltaico? Appare quindi evidente che la finalità della richiesta è quella di impedire e annullare quanto più possibile le cessioni dei crediti già autorizzati, facendo forza sulla propria posizione dominante, senza alcuna considerazione delle stime di spesa fatte dai Clienti, come il sottoscritto, e dei conseguenti impegni finanziari presi con imprese e tecnici coinvolti nei lavori e soprattutto un danno economico di proporzioni considerevoli.

Chiuso
A. C.
04/10/2022
enegan

Truffa, fattura triplicata

Con la presente si contesta fattura numero 0768419 relativa al mese di settembre. Sono diventato vostro cliente a partire dal 1 Luglio 2022. La fattura in questione è a dir poco vergognosa, importo di euro 342,26 per un totale di 405 kWh fatturati. Siamo a circa euro 1,18 per kWh a differenza della fattura precedente riferita al mese di luglio con kWh quasi simili (362 kWh fatturati) per un totale di euro 136,88 e quindi circa euro 0,37 per kWh. Avrò sbagliato qualcosa ma i conti sono quelli in pratica il costo del kWh è praticamente triplicato.Nel contratto che ho firmato l’importo proposto era di circa 0,16 euro a kWh e inoltre riporto testualmente un estratto del contratto da me firmato ed allegato “Enegan S.p.A. si riserva di non applicare la quota variabile per i primi mesi di fornitura”.Capisco la crisi e l’aumento dell’energia ma cosi credo che si stia cavalcando l’onda e cercare di truffare i clienti, voglio che tutti leggano e reclamino in quanto sono sicuro di non essere l'unico vittima di questa semi-truffa!Vi chiedo, pertanto, di correggere la fattura in oggetto in quanto il sottoscritto non ha assolutamente intenzione di procedere al pagamento. Attendo la correzione della fattura in oggetto prima di segnalare l’accaduto alle autorità competenti (Arera).Cordiali saluti,Giuseppe

Chiuso
V. B.
04/10/2022
HAIER

RICHIESTA SOSTITUZIONE LAVASCIUGA DIFETTOSA

Buongiorno,In data 23 ottobre 2020 ho acquistato una lavasciuga (modello: HWD80-B14979-IT - numero: CEAAF2E0A00PVL7V0118).In data 19 settembre 2021 la asciugatrice ha smesso di funzionare e sul pannello veniva indicato il codice di errore FD.Il 20 settembre 2021 ho contattato il servizio clienti HAIER e attivato la pratica 324149.Il tecnico è venuto a casa, ha aperto la protezione posteriore della lavasciuga e risolto il problema.A mia domanda in merito alle motivazioni, il tecnico non ha dato grandi spiegazioni, ma ha commentato dicendo che il problema riaccadrà ogni qualche mese.In data 1 ottobre 2021, preoccupato dell'idea che il problema si potesse ripresentare dopo altri 10 mesi, ho chiamato il Centro Assistenza Haier (02.400.48.270) per comprendere se è un problema delle lavasciuga HWD80-B14979-IT o se la mia è un caso isolato. Non mi sono state date risposte in merito e mi è stato suggerito di scrivere all'indirizzo servizioclienti@haier.it, a cui ho immediatamente scritto il giorno stesso, senza mai ricevere alcuna risposta.La lavasciuga ha funzionato correttamente fino al 23 luglio 2022, quando ha nuovamente smesso di funzionare (indicando il medesimo codice di errore FD), puntualmente dopo altri 10 mesi. Ho nuovamente contattato il servizio clienti HAIER e attivato la pratica 351769.Un altro tecnico è venuto a casa, ha aperto la protezione posteriore della lavasciuga e risolto il problema.Dopo pochissimi utilizzi, ad inizio settembre 2022, la asciugatrice ha smesso di funzionare per la terza volta (indicando il medesimo codice di errore FD), ho nuovamente contattato il servizio clienti HAIER e attivato la pratica 354193.Un tecnico è venuto a casa, ha aperto la protezione posteriore della lavasciuga e risolto il problema.Per il tecnico non c'è nulla che si possa fare per evitare che ciò accada nuovamente e, a mia domanda, il tecnico sostiene non si tratti di manutenzione ordinaria (che potrei fare io), ma di un intervento per cui è necessario un esperto.A questo punto, mi ritrovo, quasi alla scadenza della garanzia legale di 24 mesi, con una lavasciuga che, nella migliore delle ipotesi, richiede l'intervento di un tecnico ogni 10 mesi o, addirittura, ogni mese (come accaduto la terza volta): questo mi porterebbe ad un esborso di denaro (non previsto al momento dell'acquisto) per continui interventi (non previsti da libretto di istruzioni o da specifiche tecniche della lavasciuga).Chiedo, pertanto, la sostituzione della lavasciuga (o della componentistica difettosa), immaginando che sia la mia lavasciuga ad avere questo problema (e non tutte le lavasciuga del modello HWD80-B14979-IT). In alternativa, se rietenete si tratti di un problema di tutte le HWD80-B14979-IT, chiedo che venga prolungata gratuitamente la garanzia a tempo indeterminato, in modo tale che io possa fare ricorso gratuitamente all'assistenza HAIER ogniqualvolta si dovesse ripresentare il problema. Vi ringrazio.Cordiali Saluti.

Chiuso
D. C.
04/10/2022

Consegna articolo sbagliato e rifiuto rimborso

Puntata 21 ottobre ho ordinato il seguente articolo da Amazon lo stesso rivenditore mi inviava un articolo diverso da quell'ordinato da me ho provveduto a procedere al reso dell'articolo come reso articolo sbagliato la stessa società mi rispondeva che finché non gli mando il reso con l articolo corretto non procederanno al rimborso e per di più non mi spediranno il pacco con l'articolo sbagliato che loro mi hanno inviato e che io gli ho reso, valore articolo 334 euro, ho il mio possesso la fattura dell'ordine ho il mio possesso la ricevuta del resoconto effettuato e sono in possesso di tutte le mail che il gestore mi ha inviato.

Chiuso
A. V.
04/10/2022

Errata attribuzione del pagamento consulcesi club

Salve, scrivo a nome della dott. Cini (numero cliente 1228844). In data 17/02/2021 si è registrata al consulcesi club per un periodo gratuito di 6 mesi (allegato 1). Prima del termine dei 6 mesi, verso i primi di agosto è stata inviata, tramite il loro sito web, una richiesta per non rinnovare l'iscrizione al successivo anno, di cui però non abbiamo ricevuto risposta. in data 30/08/2021 la dott. Cini riceve una chiamata dove le indicano che deve provvedere al pagamento dei 29,9€ mensili richiesti per il rinnovo del consulcesi club. Facendo notare la ferma decisione a non voler aderire al contratto del pagamento di un intera annualità, risolviamo bonariamente la cosa insieme all'operatore decidendo di pagare il primo mese (dato che non avevamo mandato disdetta entro i 30 giorni come previsto dal loro contratto - allegato 2 - ci sembrava corretto provvedere in questo senso).Insieme al pagamento (allegato 3) è stato mandato anche tramite PEC una nuova conferma di estinzione contratto (allegato 4), e in seguito anche qualche giorno dopo è stata inviata nuovamente un'altra PEC a conferma (allegato 5) (questo perchè ci era stato detto che avrebbero gestito l'incasso del bonifico in una settimana).Dal pagamento della prima rata sono stati riattivati anche i servizi del consulcesi club (si veda allegato 1), servizi di cui ovviamente non abbiamo usufruito.In data 11/11/2021 la dott. Giada riceve un'altra chiamata in cui le viene richiesto nuovamente di provvedere al pagamento della rata e che Consulcesi non aveva ricevuto nessuna disdetta in quanto la PEC doveva essere inviata dall'indirizzo PEC della dottoressa stessa (cosa che ovviamente non era stata indicata). Ribadiamo così la nostra posizione nel non voler pagare e mandiamo un'altra PEC di disdetta (allegato 6).Ci sono stati poi ulteriori avvisi di pagamento che però abbiamo sempre ignorato in virtù del fatto che per noi il tutto si era concluso con il pagamento della prima rata. In data 27/09/2022 riceviamo una telefonata e una email da Consulcesi (allegato 7) che ci indica nuovamente di provvedere al pagamento dell'intera annualità (328,9€) e che se ciò non avviene entro 15 giorni avrebbero intrapreso le vie legali, indicando che loro avevano comunque sostenuto dei costi per permettere alla dottoressa Giada di continuare ad usufruire dei servizi del portale (cosa non vera perchè dal 30 agosto 2021 avevamo scritto loro nero su bianco tramite PEC che la dott. non avrebbe necessitato dei suddetti servizi)Abbiamo fatto più volte notare a chi telefonava quello che viene indicato nelle loro condizioni di adesioni al punto 4.4 che riporto qui integralmente:4.4. (Decadenza) In caso di rinnovo, il pagamento del corrispettivo deve avvenire entro 30 (trenta) giorni dalla scadenza del Periodo di Prova, o dell’annualità precedente per i rinnovi successivi al primo. In mancanza, il richiedente perderà la qualità di Utente ed il diritto a fruire del Pacchetto Servizi.Come ben indicato nelle loro condizioni contrattuali, se noi non avessimo provveduto al pagamento della prima rata, il contratto non si sarebbe formalizzato e non ci avrebbero addebitato l'intera annualità in quanto il contratto sarebbe decaduto per mancanza di pagamento entro 30 giorni.Il pagamento bonario che è stato fatto è stato pertanto un modo truffaldino non solo per estorcere la prima rata, ma soprattutto per vincolarci per un anno al pagamento. Alla luce di tutto ciò richiediamo:1 La restituzione dei 29.9€ che sono stati pagati per risolvere in maniera bonaria il contratto2 la cessazione immediata di qualsiasi richiesta da parte di Consulcesi nei nostri confrontiAllego al presente tutta la documentazione indicata nel riassuntoSpettabili saluti

Chiuso
A. C.
04/10/2022
Fondo EST

Blocco erogazione prestazioni sanitarie

Sono iscritto al Fondo Est in quanto lavoratore dipendente presso un'azienda con contratto Commercio e Servizi.Mi sono avvalso del Fondo Est varie volte e, negli ultimi anni, per la richiesta di rimborsi per patologie note e più volte documentate e rimborsate dallo stesso Fondo.Da circa inizio 2022 sto presentando pratiche come da prassi ma senza avere più alcuna risposta nè rimborso: nello specifico, in data 31/09/2022, inserisco l'ultima pratica e, per puro scrupolo, vado a verificare lo stato di tutte le altre di cui sono in attesa, notando la stessa dicitura Sospesa per nota di credito su ciascuna pratica.Non sapendo cosa volesse dire tale descrizione e non avendo ricevuto alcuna documentazione al riguardo, scrivo al Fondo Est chiedendo delucidazioni e, il 03/10/2022, vengo contattato telefonicamente da un operatore del Fondo Est dal numero 0651031: mi riferisce che tutte le pratiche sono sospese da novembre 2011 perchè io devo rimborsare dei soldi di una pratica pagata dal Fondo Est erroneamente due volte. In aggiunta mi viene riferito che non ho mai dato risposta ad una loro fantomatica lettera con la quale mi veniva richiesto tale storno ben un anno prima di questa telefonata. Non sapendo minimamente di cosa stessero parlando, ho chiesto quando fosse stata inviata tale lettera e perchè, trattandosi di richieste economiche, non sia stata inviata tramite raccomandata, pec o qualcosa di tracciabile: a tale domanda è stato risposto che la segreteria invia lettere standard senza ricevuta nè tracciabilità e non sono possibili alternative. Non vedendo una via d'uscita e riscontrando un tono anche spiacevole da parte dell'operatore, ho quindi chiesto di ricevere la documentazione almeno via email, visto che non ero a conoscenza di nulla nello specifico. E qui comincia il bello della storia.Partiamo con l'inadeguatezza delle comunicazioni: non ho mai ricevuto alcuna lettera dal Fondo Est da quando sono residente nella mia attuale dimora (anno 2010), non si sa perchè e per come e nonostante abbia fatto presente telefonicamente nel 2010-2011 la cosa al call center.Al netto di ciò, leggo l'attuale documentazione ricevuta per email: cita il pagamento di una pratica 294260 del 2021 per un importo di 23€ e riporta chiaramente in termini ricattatori che l'erogazione delle prestazioni sanitarie sarà bloccata fin tanto che la nota di credito non sarà saldata.Riassumo per non essere prolisso: il Fondo Est commette un errore non documentandolo adeguatamente, non fornendo alcun diritto di replica e/o integrazione, senza comunicarlo adeguatamente in modo tracciabile e, a mia insaputa, mi blocca i servizi. Per dirla in altre parole, se non è una forma di ricatto questa siamo davvero al limite.Ad ogni modo, certo della mia ignara posizione e sicuro dell'aver presentato abbondantemente tutta la documentazione, continuo a leggere il documento pervenuto via email sperando di trovare una qualche spiegazione tra le note, ma così non è.Allora vado a recuperare dal portale del Fondo Est quella che poteva essere la pratica: non avendo documentazione cartacea, è questa l'unica alternativa in mio possesso.La pratica da loro indicata nella documentazione ricevuta via email (n. 294260) non esiste nel marasma delle pratiche visualizzate come lavorate e, quindi, devo procedere per tentativi aprendole tutte: tralasciando la perdita di tempo che ciò comporta, alla fine, arrivo alla pratica n. 1547404 il cui protocollo è il 2021/294260/PRE (ben diverso da quello indicato da Fondo Est nella richiesta di rimborso) e, spulciando tra i dettagli, riesco ad individuare che è la pratica corretta grazie agli allegati che avevo inserito in fase di presentazione della domanda.Visualizzando i dettagli della pratica che, per inciso, è analoga a tutte quelle presentate nel 2020 per stessa terapie, stesso importo e stessa struttura curante, vedo che la pratica risulta gestita dall'operatore xxxx (non cito il nome per evitare problemi di privacy) e pagata regolarmente, tanto che, nella dichiarazione precompilata dei redditi 2022 (anno 2021), tale importo risulta anche sul sito dell'Agenzia delle Entrate.Ora, a novembre 2021, secondo Fondo Est avrei dovuto ricevere una lettera, mai ricevuta nella realtà, contenente la richiesta di risarcire un importo che, nell'anno 2022, è già stato acquisito dall'Agenzia delle Entrate come reddito percepito per la dichiarazione dei redditi ormai presentata.Adesso chiedo se tutta questa storia è un qualcosa che può stare in piedi: Fondo Est giudica una pratica, emette una sentenza (forse) errata e chiede ad un terzo il pagamento di suoi errori senza nemmeno informare il diretto interessato e, oltretutto, visti i tempi trascorsi, senza curarsi del perchè di questo mancato riscontro ma bloccando, in maniera autoritaria e del tutto opinabile, l'erogazione dei servizi per i quali, mensilmente, l'assicurato paga una quota di iscrizione con trattenuta diretta in busta paga.A me sembra ci siano gli estremi per più di una denuncia, non solo per quanto accaduto ma soprattutto per le modalità di comunicazione sospette, fraudolente ed inadeguate, motivo per cui, in via bonaria, chiedo l'immediata riattivazione del servizio e dei rimborsi attualmente sospesi nonchè l'annullamento di tale procedimento di storno in quanto non è stata fornita possibilità di replica al danneggiato.

Chiuso
M. C.
04/10/2022
Ad Tranquility

Non ho richiesto gli addebiti che mi sono stati fatti

Buon giorno... è da stamattina che continuo a chiamare il vostro servizio legale e o cade la linea o mi mettete il sondaggio... non sono riuscita a risolvere il problema e ho deciso di scrivere sperando di risolvere qualcosa.Sono stata vittima di una truffa on line e mi hanno indebitato somme non autorizzate dalla poste pay constatando dalle recensioni che non sono stata l unica ad essere truffata

Risolto
D. T.
04/10/2022

Mancato perfezionamento della richiesta di cessione del credito per ristrutturazione edilizia

Buongiorno. Ho inoltrato il reclamo che segue via PEC all'indirizzo indicato da Poste, ma è stato restituito un messaggio di errore per casella piena (ne immagino i motivi, vista la mia esperienza...).Di seguito il reclamo, nel quale ometto i dati personali.Con la presente intendo inoltrare reclamo sull’operazione di cessione del credito di Euro 29.886,00, detrazione spettante per tipologia di intervento 17, su importo complessivo della spesa di Euro 59.771,00, sostenuta nell’anno 2022, riferita all’immobile nel comune xxx, Foglio xx part. xx sub x. (ometto dati personali e codice fiscale del richiedente: dato richiesto da Poste per i reclami, n.d.r.) Per tale cessione Vi ho effettuato n. 3 richieste:1. 28/07/2022: pratica n. A024541629, da me annullata poiché non è stato possibile integrare un documento dimenticato tra gli allegati2. 05/08/2022: pratica n. A024909380, non perfezionata poiché è stato risposto: “Pratica rifiutata per tipologia documento Documenti dell'Immobile non conforme.”3. 29/08/2022: pratica n. A025776221, non perfezionata poiché è stato risposto: “Pratica rifiutata per tipologia documento Asseverazione non conforme.”I motivi della contestazione sono i seguenti:1. per la prima pratica n. A024541629: non mi sembra corretto da parte Vs. non consentire l’integrazione di un documento mancante. Nel mio caso si trattava della ricevuta di invio della “Comunicazione dell’opzione relativa agli interventi di recupero del patrimonio edilizio, efficienza energetica, rischio sismico, impianti fotovoltaici e colonnine di ricarica ex artt. 119 e 121 decreto legge n. 34 del 2020, modificati dalla legge n. 234 del 2021”. Per tale ricevuta il professionista ha fornito, come da Voi richiesto, sua personale “dichiarazione di conformità della Comunicazione a quella inviata all’Agenzia Entrate”, pertanto era implicito che fosse stata regolarmente inviata… MA L’INTEGRAZIONE DEL DOCUMENTO NON ERA IN ALCUN MODO POSSIBILE… pertanto non mi è rimasto altro da fare che richiedere l’annullamento della pratica2. per la seconda pratica n. A024909380: le motivazioni del mancato perfezionamento da Voi fornite non sono state esaurienti, ma abbiamo intuito che fosse un problema legato al fatto che la visura storica scaricata dal sito dell’Agenzia Entrate non recasse l’indicazione dei proprietari. Per ovviare a questo problema, avevo comunque anche allegato una visura semplice, con regolare intestazione, ma, evidentemente, non è stata ritenuta sufficiente…3. per la terza pratica n. A025776221, abbiamo richiesto la Visura Storica ad un Ente Privato A PAGAMENTO, MA… siamo letteralmente TRASALITI leggendo le motivazioni del nuovo mancato perfezionamento, visto che nella precedente non era stato fatto nessun appunto sulla STESSA asseverazione del professionista (IL DOCUMENTO ALLEGATO ERA IDENTICO): non capiamo proprio in cosa possa consistere questa NON CONFORMITA’… Vorrei dei chiarimenti…Faccio presente con ogni nuova comunicazione di cessione del credito all’Agenzia Entrate mi è costata un ulteriore esborso (non essendo possibile inviarla autonomamente), pertanto non intendo subire altri costi inutilmente, visto che ogni nuova pratica si rivela mancante di QUALCHE requisito, che emerge, di volta in volta, evidentemente a seconda dell’operatore che la esamina.Chiedo cortesemente un riesame dell’ultima pratica presentata (A025776221) e, nel caso in cui risulti che tutti i documenti siano stati correttamente presentati (come anche secondo i professionisti da me incaricati, e pagati…, risulta!!), il perfezionamento della stessa o le istruzioni PRECISE per un’eventuale nuova presentazione, per la quale, nel caso decidessi di procedere, non abbia NUOVE brutte SORPRESE.Inutile dire che purtroppo finora sono rimasto notevolmente deluso dal Vs. “servizio”, avendo oltretutto dovuto, oltre che sostenere le spese per visto di conformità, tre invii telematici ed asseverazione, anche aprire un nuovo conto corrente, che mi costa ben 6 Euro al mese (tra l’altro ho appreso che per chi l’avrebbe aperto a fine giugno, anziché ad inizio giugno come nel mio caso, sarebbe anche stato gratuito…). Nel caso in cui non possa portare a termine questa operazione dovrei certamente chiudere il conto a breve.Aggiungo anche un’altra osservazione: dopo la prima presentazione, a distanza di pochi giorni, con la seconda presentazione abbiamo scoperto che avevate anche cambiato le condizioni, passando dall’80% al 70% accreditabile rispetto all’importo del credito fiscale spettante…Spero, comunque, in una positiva risoluzione della vertenza, volendo evitare, per quanto possibile, di rivolgermi alle Associazioni dei Consumatori. (purtroppo sono stato costretto a perseguire questa strada visto che la loro PEC è piena, n.d.r.) Ringraziando per l’attenzione, colgo l’occasione per porgere cordiali saluti.

Chiuso

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