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Cibi light: solo pubblicità o sono davvero leggeri?

21 novembre 2016
prodotti light

21 novembre 2016

Light, leggero, senza grassi, con poco zucchero,.... Queste scritte sono soltanto escamotage per farci comprare i prodotti light? Oppure no? Ecco come riconoscere i cibi più leggeri e capire se convengono davvero rispetto alle ricette tradizionali.

Light, leggero, senza zucchero, 30% di grassi in meno… Sulle confezioni dei prodotti ormai leggiamo di tutto. Ma sono soltanto claim pubblicitari per attirare l'attenzione dei consumatori attenti alla linea? Non sempre è così, ma solamente l’uso di questi prodotti non permette di perdere peso: come sempre il consiglio è quello di seguire una dieta sana e equilibrata, oltre che a fare regolare attività fisica. Ma è anche vero che in alcuni casi possono essere appetibili e placare i sensi di colpa: ecco come riconoscere quando sono davvero light oppure no.

Ridotto contenuto di grassi

Nel caso di latticini o di alimenti contente il latte tra gli ingredienti, si può utilizzare latte scremato o parzialmente scremato: attraverso un’operazione fisica di centrifuga, la parte grassa viene allontanata. In altri prodotti, invece, può essere usato meno olio o grasso e una parte di questo può essere sostituita con proteine, fibre, amido o in alcuni casi aggiungendo acqua. Bisogna ricordare, però, che l'acqua può rendere più instabile il prodotto dal punto di vista microbiologico e che quindi bisogna aggiungere conservanti.

Ridotto contenuto di zuccheri

Moltissimi prodotti ipocalorici prevedono la riduzione o l’eliminazione dello zucchero e la sua sostituzione, parziale o completa, con gli edulcoranti. Gli edulcoranti si dividono in due categorie. Una è quella degli intensivi (aspartame, acesulfame K,...) che non apportano calorie e di cui ne basta una piccola quantità: riducono l’apporto di zucchero, ma non continuano a abituarci al gusto dolce. La seconda categoria è quella dei polioli (sorbitolo, mannitolo,...) che sono impiegati soprattutto in caramelle e gomme da masticare non solo per dolcificare ma anche per dare consistenza al prodotto. A differenza degli edulcoranti intensivi, però, contribuiscono al bilancio calorico (2.4 kcal/g contro i 4 kcal/g del comune zucchero) e un loro consumo eccessivo può avere effetti lassativi.

Cosa dice l'etichetta?

Per riportare slogan che fanno riferimento a calorie, grassi e zuccheri, i produttori devono rispettare le indicazioni del Regolamento Europeo. Ma cosa vogliono dire i claim scritti in etichetta? Non sempre è facile capire cosa significano, ma ecco una breve guida:

  • a basso contenuto calorico: il prodotto contiene non più di 40 kcal/100 g per i solidi o più di 20 kcal/100 ml per i liquidi. Per gli edulcoranti da tavola si applica il limite di 4 kcal  per circa un cucchiaino;
  • a ridotto contenuto calorico: è consentita solo se il valore energetico è ridotto di almeno il 30 %;
  • senza calorie: solo se il prodotto contiene non più di 4 kcal/100 ml. Per gli edulcoranti da tavola il limite è 0,4 kcal per un cucchianino;
  • a basso contenuto di grassi: il prodotto contiene non più di 3 g di grassi per 100 g per i solidi o 1,5 g di grassi per 100 ml per i liquidi (1,8 g di grassi per 100 ml nel caso del latte parzialmente scremato);
  • senza grassi: contiene non più di 0,5 g di grassi per 100 g o 100 ml. Le indicazioni di "X % senza grassi" sono proibite;
  • senza zuccheri: contiene non più di 0,5 g di zuccheri per 100 g o 100 ml;
  • senza zuccheri aggiunti: non contiene mono saccaridi o disaccaridi aggiunti o ogni altro prodotto alimentare utilizzato per le sue proprietà dolcificanti. Se l'alimento contiene naturalmente zuccheri, l'indicazione seguente deve essere sull'etichetta: "Contiene naturalmente zuccheri".
  • a tasso ridotto di...: l'indicazione che il contenuto di una o più sostanze nutritive è stato ridotto è consentita solo se la riduzione del contenuto è pari ad almeno il 30% rispetto a un prodotto simile, ad eccezione dei micronutrienti, per i quali è accettabile una differenza del 10% nei valori di riferimento di cui alla direttiva 90/496/CEE, e del sodio o del valore equivalente del sale, per i quali è accettabile una differenza del 25%;
  • leggero/light: devono essere specificate le caratteristiche che rendono tale il prodotto.

Light sì o no?

Ecco qualche consiglio prima di comprare prodotti light:

  • Leggi la lista degli ingredienti confrontandola con la versione tradizionale: ti permette di capire che cosa è variato nella formulazione del prodotto, se sono presenti additivi e eventualmente quali.
  • Controlla la tabella nutrizionale confrontando, con la versione tradizionale, i valori sia per 100 g sia per porzione. In questo modo si può scoprire che il pur vantaggioso 30% dei grassi in meno, per esempio, non comporta una uguale riduzione delle calorie finali.
  • Attenzione al “senza zuccheri” (aggiunti). In questo caso ricordati che possono esser stati aggiunti edulcoranti, sconsigliati per i bambini sotto i tre anni di età e per le donne in gravidanza e in allattamento.
  • Attenzione ai controsensi.  A volte mangiar “leggero” può essere la scusa per mangiare di più, azzerando così anche l’eventuale beneficio di questi prodotti. A maggior ragione se parliamo di alcuni prodotti, come le patatine light: avranno anche qualche grammo di grasso in meno, ma si tratta pur sempre di uno snack molto salato e il sale è proprio uno di quei nutrienti di cui ridurne il consumo.
  • Attenzione al prezzo: sebbene non è possibile generalizzare, spesso il prodotto light/con meno grassi/senza zuccheri, costa più della versione tradizionale.

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