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Problemi consegna auto
Con la presente intendiamo riepilogare l'intera vicenda che, ad oggi, perdura ormai da oltre quattro mesi, evidenziando non solo i gravi disservizi subiti, ma anche la totale assenza di una corretta gestione del cliente da parte della concessionaria, le continue promesse mai mantenute e il forte disagio personale e familiare che tale situazione ci ha causato. In data 27 febbraio ci è stata consegnata la vettura Peugeot 208 targata HC433LK, acquistata presso Fiorenzo Auto S.r.l., con sede in Via del Casale di San Basilio n. 49, P.IVA 16117521001. L'autovettura ci è stata venduta con circa 50.000 km. Durante il tragitto di rientro verso casa, dopo aver percorso appena 8 km, il veicolo si è improvvisamente arrestato sul Grande Raccordo Anulare di Roma. La situazione ha comportato un serio rischio per la nostra incolumità, poiché abbiamo evitato una collisione con altri veicoli solo riuscendo ad accostare tempestivamente sulla corsia di emergenza. Sul posto è intervenuto un addetto alle vendite della concessionaria munito di booster, ritenendo inizialmente che il problema fosse riconducibile alla batteria. Dopo numerosi tentativi di riavvio risultati vani, abbiamo autorizzato il trasporto del veicolo tramite carro attrezzi, con la promessa di ricevere tempestivi aggiornamenti sulla situazione. Precisiamo che non ci è stato possibile rimanere sul posto, essendo in auto con nostra figlia, che all'epoca aveva appena quattro mesi. Fin dall'inizio è emersa una gestione estremamente poco professionale della vicenda: il primo aggiornamento ci è stato fornito soltanto dopo circa una settimana. Ci veniva riferito che, durante l'intervento di sostituzione della cinghia di distribuzione — intervento previsto e concordato nel contratto di vendita — l'officina incaricata avrebbe eseguito il lavoro in maniera incompleta, provocando un grave danneggiamento del motore, tale da renderne necessaria la completa rettifica. Nei giorni e nelle settimane successive siamo stati costretti a contattare ripetutamente la concessionaria, sia telefonicamente sia tramite messaggi WhatsApp, per ottenere informazioni. Il titolare ci riferiva di aver intrapreso un'azione legale nei confronti dell'officina responsabile del danno, la quale non intendeva riconoscere le proprie responsabilità. Tale controversia, completamente estranea alla nostra posizione di acquirenti, ha comportato un'inaccettabile dilatazione dei tempi. Alla data del 18 marzo, come confermato anche dai messaggi intercorsi, la vettura risultava ancora smontata presso la medesima officina che aveva causato il danno. Solo a seguito delle nostre continue proteste e dei ripetuti solleciti, in data 20 marzo ci è stata consegnata presso la nostra abitazione un'autovettura sostitutiva, una Jeep Renegade, con il limite contrattuale di 250 km settimanali. Abbiamo accettato tale limitazione esclusivamente perché la mia compagna era ancora in maternità e confidavamo che la vicenda si sarebbe conclusa nel giro di poche settimane. Già il giorno successivo alla consegna abbiamo segnalato che il veicolo sostitutivo montava pneumatici posteriori completamente usurati e privi del battistrada minimo previsto dalla legge, circostanza successivamente confermata anche dal gommista incaricato dalla stessa concessionaria, alla presenza di un loro collaboratore. Nonostante la segnalazione, gli pneumatici non sono mai stati sostituiti. Ad oggi siamo pertanto costretti a circolare con un veicolo non conforme alle norme di sicurezza, esponendoci a rischi per la nostra incolumità e a possibili sanzioni. Nel corso dei mesi successivi la situazione non ha subito alcun miglioramento. Le settimane sono trascorse tra telefonate senza risposta, messaggi ignorati e continui solleciti rivolti sia al titolare sia al personale della concessionaria. Le rarissime volte in cui riuscivamo ad ottenere un riscontro, ci veniva sistematicamente assicurato che la vettura sarebbe stata pronta "entro 7-14 giorni" oppure che mancava solamente l'arrivo di un determinato ricambio. Abbiamo inoltre scoperto che il veicolo veniva trasferito da un'officina all'altra senza alcuna preventiva comunicazione, senza sapere quando venisse spostato, da chi e per quale motivo. Un comportamento che riteniamo gravemente irrispettoso nei confronti del cliente e sintomatico di una gestione completamente disorganizzata e priva della minima trasparenza. Ad oggi, dopo oltre quattro mesi, la situazione è sostanzialmente invariata: - la Peugeot 208 risulta ancora ferma e smontata presso una terza officina, in attesa di riparazione; - continuiamo ad utilizzare un'autovettura sostitutiva, con tutte le responsabilità e le preoccupazioni connesse all'utilizzo di un veicolo non nostro e con il timore costante che possa subire danni; - la mia compagna ha nel frattempo ripreso l'attività lavorativa al termine del periodo di maternità e solo dopo nostra esplicita richiesta il venditore ha eliminato, tramite comunicazione e-mail, il limite dei 250 km settimanali, ormai del tutto incompatibile con le nostre esigenze quotidiane; - siamo costretti a sostenere costi di carburante nettamente superiori rispetto a quelli che avremmo sostenuto con la Peugeot acquistata, dovendo utilizzare una Jeep Renegade con motorizzazione 1.6 diesel anziché una Peugeot 208 1.2 benzina; - pur non avendo mai avuto la concreta disponibilità del veicolo acquistato, dal 27 febbraio continuiamo regolarmente a sostenere le spese relative a bollo e assicurazione della Peugeot. Da ultimo, in occasione dell'incontro del 26 giugno, ci era stato nuovamente garantito che avremmo ricevuto aggiornamenti concreti entro la settimana successiva. Anche questa promessa è rimasta completamente disattesa. Ciò che riteniamo maggiormente grave non è soltanto il ritardo nella riconsegna del veicolo, ma soprattutto il modo in cui siamo stati trattati. In questi oltre quattro mesi siamo stati costretti a rincorrere continuamente informazioni, ricevendo risposte frammentarie, promesse puntualmente disattese e continui rinvii, senza mai essere aggiornati spontaneamente sull'effettivo stato della pratica. La controversia tra la concessionaria e le officine incaricate rappresenta un problema interno che non può e non deve ricadere sul cliente, il quale ha regolarmente adempiuto ai propri obblighi contrattuali e aveva il legittimo diritto di ricevere un'autovettura perfettamente funzionante. L'intera vicenda ci ha causato un enorme disagio, sia sotto il profilo economico sia sotto quello personale. In questi mesi abbiamo vissuto una situazione di continua incertezza, accumulando stress, preoccupazioni e disagi organizzativi proprio in un momento particolarmente delicato della nostra vita familiare, dovendo prenderci cura di una bambina che oggi ha appena otto mesi. Invece di poterci dedicare serenamente alla nostra famiglia, siamo stati costretti per oltre quattro mesi a rincorrere telefonate, richiedere aggiornamenti, gestire promesse mai mantenute e convivere con l'incertezza di non sapere quando avremmo finalmente potuto disporre dell'autovettura regolarmente acquistata. Riteniamo pertanto che il comportamento tenuto dalla concessionaria sia gravemente inadempiente sotto il profilo contrattuale e del tutto insufficiente sotto il profilo dell'assistenza al cliente, venendo meno ai principi di correttezza, buona fede e diligenza che devono necessariamente caratterizzare ogni rapporto commerciale.
Problemi consegna auto
Con la presente intendiamo riepilogare l'intera vicenda che, ad oggi, perdura ormai da oltre quattro mesi, evidenziando non solo i gravi disservizi subiti, ma anche la totale assenza di una corretta gestione del cliente da parte della concessionaria, le continue promesse mai mantenute e il forte disagio personale e familiare che tale situazione ci ha causato. In data 27 febbraio ci è stata consegnata la vettura Peugeot 208 targata HC433LK, acquistata presso Fiorenzo Auto S.r.l., con sede in Via del Casale di San Basilio n. 49, P.IVA 16117521001. L'autovettura ci è stata venduta con circa 50.000 km. Durante il tragitto di rientro verso casa, dopo aver percorso appena 8 km, il veicolo si è improvvisamente arrestato sul Grande Raccordo Anulare di Roma. La situazione ha comportato un serio rischio per la nostra incolumità, poiché abbiamo evitato una collisione con altri veicoli solo riuscendo ad accostare tempestivamente sulla corsia di emergenza. Sul posto è intervenuto un addetto alle vendite della concessionaria munito di booster, ritenendo inizialmente che il problema fosse riconducibile alla batteria. Dopo numerosi tentativi di riavvio risultati vani, abbiamo autorizzato il trasporto del veicolo tramite carro attrezzi, con la promessa di ricevere tempestivi aggiornamenti sulla situazione. Precisiamo che non ci è stato possibile rimanere sul posto, essendo in auto con nostra figlia, che all'epoca aveva appena quattro mesi. Fin dall'inizio è emersa una gestione estremamente poco professionale della vicenda: il primo aggiornamento ci è stato fornito soltanto dopo circa una settimana. Ci veniva riferito che, durante l'intervento di sostituzione della cinghia di distribuzione, intervento previsto e concordato nel contratto di vendita, l'officina incaricata avrebbe eseguito il lavoro in maniera incompleta, provocando un grave danneggiamento del motore, tale da renderne necessaria la completa rettifica. Nei giorni e nelle settimane successive siamo stati costretti a contattare ripetutamente la concessionaria, sia telefonicamente sia tramite messaggi WhatsApp, per ottenere informazioni. Il titolare ci riferiva di aver intrapreso un'azione legale nei confronti dell'officina responsabile del danno, la quale non intendeva riconoscere le proprie responsabilità. Tale controversia, completamente estranea alla nostra posizione di acquirenti, ha comportato un'inaccettabile dilatazione dei tempi. Alla data del 18 marzo, come confermato anche dai messaggi intercorsi, la vettura risultava ancora smontata presso la medesima officina che aveva causato il danno. Solo a seguito delle nostre continue proteste e dei ripetuti solleciti, in data 20 marzo ci è stata consegnata presso la nostra abitazione un'autovettura sostitutiva, una Jeep Renegade, con il limite contrattuale di 250 km settimanali. Abbiamo accettato tale limitazione esclusivamente perché la mia compagna era ancora in maternità e confidavamo che la vicenda si sarebbe conclusa nel giro di poche settimane. Già il giorno successivo alla consegna abbiamo segnalato che il veicolo sostitutivo montava pneumatici posteriori completamente usurati e privi del battistrada minimo previsto dalla legge, circostanza successivamente confermata anche dal gommista incaricato dalla stessa concessionaria, alla presenza di un loro collaboratore. Nonostante la segnalazione, gli pneumatici non sono mai stati sostituiti. Ad oggi siamo pertanto costretti a circolare con un veicolo non conforme alle norme di sicurezza, esponendoci a rischi per la nostra incolumità e a possibili sanzioni. Nel corso dei mesi successivi la situazione non ha subito alcun miglioramento. Le settimane sono trascorse tra telefonate senza risposta, messaggi ignorati e continui solleciti rivolti sia al titolare sia al personale della concessionaria. Le rarissime volte in cui riuscivamo ad ottenere un riscontro, ci veniva sistematicamente assicurato che la vettura sarebbe stata pronta "entro 7-14 giorni" oppure che mancava solamente l'arrivo di un determinato ricambio. Abbiamo inoltre scoperto che il veicolo veniva trasferito da un'officina all'altra senza alcuna preventiva comunicazione, senza sapere quando venisse spostato, da chi e per quale motivo. Un comportamento che riteniamo gravemente irrispettoso nei confronti del cliente e sintomatico di una gestione completamente disorganizzata e priva della minima trasparenza. Ad oggi, dopo oltre quattro mesi, la situazione è sostanzialmente invariata: - la Peugeot 208 risulta ancora ferma e smontata presso una terza officina, in attesa di riparazione; - continuiamo ad utilizzare un'autovettura sostitutiva, con tutte le responsabilità e le preoccupazioni connesse all'utilizzo di un veicolo non nostro e con il timore costante che possa subire danni; - la mia compagna ha nel frattempo ripreso l'attività lavorativa al termine del periodo di maternità e solo dopo nostra esplicita richiesta il venditore ha eliminato, tramite comunicazione e-mail, il limite dei 250 km settimanali, ormai del tutto incompatibile con le nostre esigenze quotidiane; - siamo costretti a sostenere costi di carburante nettamente superiori rispetto a quelli che avremmo sostenuto con la Peugeot acquistata, dovendo utilizzare una Jeep Renegade con motorizzazione 1.6 diesel anziché una Peugeot 208 1.2 benzina; - pur non avendo mai avuto la concreta disponibilità del veicolo acquistato, dal 27 febbraio continuiamo regolarmente a sostenere le spese relative a bollo e assicurazione della Peugeot. Da ultimo, in occasione dell'incontro del 26 giugno, ci era stato nuovamente garantito che avremmo ricevuto aggiornamenti concreti entro la settimana successiva. Anche questa promessa è rimasta completamente disattesa. Ciò che riteniamo maggiormente grave non è soltanto il ritardo nella riconsegna del veicolo, ma soprattutto il modo in cui siamo stati trattati. In questi oltre quattro mesi siamo stati costretti a rincorrere continuamente informazioni, ricevendo risposte frammentarie, promesse puntualmente disattese e continui rinvii, senza mai essere aggiornati spontaneamente sull'effettivo stato della pratica. La controversia tra la concessionaria e le officine incaricate rappresenta un problema interno che non può e non deve ricadere sul cliente, il quale ha regolarmente adempiuto ai propri obblighi contrattuali e aveva il legittimo diritto di ricevere un'autovettura perfettamente funzionante. L'intera vicenda ci ha causato un enorme disagio, sia sotto il profilo economico sia sotto quello personale. In questi mesi abbiamo vissuto una situazione di continua incertezza, accumulando stress, preoccupazioni e disagi organizzativi proprio in un momento particolarmente delicato della nostra vita familiare, dovendo prenderci cura di una bambina che oggi ha appena otto mesi. Invece di poterci dedicare serenamente alla nostra famiglia, siamo stati costretti per oltre quattro mesi a rincorrere telefonate, richiedere aggiornamenti, gestire promesse mai mantenute e convivere con l'incertezza di non sapere quando avremmo finalmente potuto disporre dell'autovettura regolarmente acquistata. Riteniamo pertanto che il comportamento tenuto dalla concessionaria sia gravemente inadempiente sotto il profilo contrattuale e del tutto insufficiente sotto il profilo dell'assistenza al cliente, venendo meno ai principi di correttezza, buona fede e diligenza che devono necessariamente caratterizzare ogni rapporto commerciale.
Consegna non avvenuta
Ordine effettuato il 25/05. Dopo un mese di attesa, solo dopo un mio sollecito mi è stato comunicato che l’articolo non sarebbe stato consegnato. Servizio poco serio e comunicazione inesistente. Il rimborso era dovuto, mentre il buono da 3 € è del tutto inadeguato rispetto al disagio e alla perdita di tempo. Esperienza molto deludente.
Invio codici sconto e cancellazione ordine
Buongiorno,vorrei ricevere una risposta sincera e verosimile di fronte alla cancellazione del mio ordine.Ho pagato con un buono inviatomi da Douglas perchè mesi fa mi erano stati spediti integratori scaduti da diversi anni(cosa davvero grave) e l' ordine mi viene cancellato per un errore tecnico,così viene spiegato.La verità è che si cancella un ordine in modo arbitrario e senza alcuna spiegazione plausibile.Sarebbe corretto da parte di un' azienda così importante dare una reale motivazione e magari non inviare più questi codici,visto che poi sono inutilizzabili.Una vera vergogna!Non acquistate da questa azienda,non sapete a cosa andate incontro!
Tempi di consegna e mancate risposte
Buongiorno in data 29/6 ho effettuato un ordine ,il 3 luglio , giorni dopo ,mi viene comunicato che un prodotto non e disponibile e che verra effettuato il rimborso dello stesso entro 6/7 giorni lavorativi.ho chiesto spiegazioni sui tempi di consegna e mi viene riferito che l ordine sarebbe partito lo stesso giorno. Da gls(corriere indicato da loro ) con il traking ad oggi risulta ancora "la spedizione e stata creata col mittente attendiamo ci venga affidata per la consegna a destinazione" . Ho inviato diverse mail all indirizzo farmaciasoccavo@.it facendo presente la cosa e chiedendo spiegazioni e tempi, visto che nel frattempo ho dovuto comprare alcuni dispositivi medici presso farmacia fisica e ancora prima le scatolette per il gatto restando senza per avermi avvisato con ritardo della mancanza in magazzino avendone necessità. Ed e stata mandata una mail facendo lresente anche questo.I tempi di consegna scritti nel loro sito sono 48/72 ore,quindi aspettavo di ricevere il pacco entro venerdì avendolo fatto lunedì. non mi e mai arrivata nessuna risposta a riguardo sulla consegna. Ho chiamato il numero indicato nel sito con prefisso 02 e non e attivo. Ho chiamato lo 081 7677706 ma vieni messo in attesa e poi ti dicono che non possono rispondere. Una settimana dall ordine mi sembra un tempo eccessivo . Ovviamente il pagamento e stato fatto anticipato con carta. Ad oggi nessuna risposta o notizia sui tempi di consegna di questo pacco. Sarebbe da mettere in conto le spese effettuate presso la farmacia fisca.
l'ordine nr. 8223606 del 19/6/2026
Buongiorno, ho richiesto più volte notizie sulla data di consegna ma mi hanno sempre risposto che dipendeva da GLS il vettore cui si sono affidati; oggi GLS mi ha detto che non hanno traccia di questo ordine. Temo mi abbiamo ingannato€ 100,60 per acquisto di un profumo
Ritardo spedizione ordine
Buongiorno, Sottopongo alla vs. attenzione il seguente reclamo riferito alla spedizione del mio ordine n. 6117733550, effettuato in data 01.07. Sul sito è scritto che la consegna della merce con spedizione standard avviene normalmente in 1-3 giorni lavorativi, ma sono già passati 5 giorni e al momento l'ordine è ancora in elaborazione, senza alcun aggiornamento in merito a quando verrà affidato al corriere per il trasporto a destinazione. Venerdì ho scritto una mail al Servizio Clienti per sapere se ci fossero ritardi o altri problemi, e per avere una data di presunta consegna. Non ho ricevuto alcuna risposta, nemmeno un semplice presa visione, e il numero verde indicato sul sito è praticamente impossibile da contattare. Dopo due giorni (lavorativi) di tentativi falliti e attese infinite, sono finalmente riuscita a parlare con un'operatrice, che non ha saputo darmi nessun tipo di informazione o spiegazione. Devo iniziare urgentemente una cura prescrittami dal medico, per cui la mia richiesta non è il "capriccio" di una consumatrice frettolosa e insistente, ma la NECESSITÀ di una cliente/paziente che si è affidata a voi per potersi CURARE, attratta dai prezzi competitivi e dalla promessa di una consegna pressoché immediata. Mi rivolgo ad Altroconsumo perché trovo queste modalità di gestione dell'e-commerce (ma soprattutto dell'Assistenza Clienti) assolutamente scorrette, considerata la natura della merce che dovrebbe imporre tempistiche rapide e un'assistenza efficace. Mi auguro possiate sollecitare una celere risoluzione e provvedere alla consegna il prima possibile, altrimenti mi vedrò costretta a ricomprare gli stessi identici prodotti già ordinati (e pagati) presso una Farmacia fisica, per non dover rimandare ulteriormente l'inizio della terapia. In attesa di riscontro, Grazie in anticipo per il supporto. Cordiali saluti. AA
Non si sa quando arriva
Spett. [NOME AZIENDA] In data [DATA] ho acquistato presso il Vostro negozio online un [PRODOTTO] pagando contestualmente l’importo di [€] oltre a [€] di spese di spedizione. Alla conferma dell’ordine, mi è stato comunicato che la consegna sarebbe avvenuta entro il [DATA]. Tuttavia, la merce mi è stata recapitata soltanto il [DATA] ben [GG] giorni oltre il termine stabilito. Tale ritardo mi ha causato un grave danno poiché [DESCRIZIONE]. Richiedo pertanto il risarcimento di tutti i danni sopra descritti, da stimarsi complessivamente in [€]. Vi invito a corrispondermi quanto prima tale somma tramite riaccredito sul mezzo di pagamento utilizzato per l’acquisto. In mancanza di un riscontro entro 15 giorni dal ricevimento della presente, non esiterò ad adire le vie legali a tutela dei miei diritti. Allegati: Conferma ordine Ricevuta di pagamento
Temu – Negato rimborso per pacco palesemente abbandonato e rubato dal corriere GOFO
Con la presente desidero segnalare la gravissima e scorretta condotta commerciale della piattaforma e-commerce Temu in merito all'ordine numero PO-098-15380979026552947. In data recente, il corriere incaricato da Temu (compagnia GOFO) ha contrassegnato la spedizione come "consegnata". Tuttavia, la foto di prova inserita dallo stesso vettore mostra in modo inequivocabile che il pacco è stato abbandonato incustodito sopra le cassette postali all'interno di un atrio condominiale che è sprovvisto di telecamere ed è completamente aperto sulla pubblica via. Di conseguenza, il pacco è stato sottratto da ignoti. I sistemi interni di Temu hanno registrato anomalie evidenti durante la tentata consegna, riportando i parametri "Door NO" e "PIN: No", confermando che la merce non è mai stata consegnata nelle mani della sottoscritta né in un luogo sicuro. Inoltre, effettuando una rapida verifica in rete, emerge come il corriere GOFO Express sia oggetto di innumerevoli e sistematiche lamentele da parte dei consumatori per questa identica modalità di condotta negligente (abbandono di merce e consegne fittizie). Nonostante una faticosa corrispondenza durata oltre un mese con il servizio clienti di Temu – durante la quale sono stata rimpallata tra diversi operatori che hanno prima ammesso l'irregolarità, poi promesso la gestione prioritaria da parte di un "team senior" e infine richiesto prove impossibili (come video del furto o denunce per colpe del vettore) – l'azienda ha liquidato il caso con un rifiuto secco e immotivato, negando il rimborso della cifra. Secondo la normativa vigente, il rischio di perdita o danneggiamento dei beni resta in capo al venditore fino a quando il consumatore non entra materialmente in possesso della merce. L'abbandono di un pacco in mezzo alla strada o in spazi comuni aperti non costituisce una consegna legale. Chiedo pertanto: L'intervento di Altroconsumo affinché Temu provveda all'immediato storno dell'importo dell'ordine tramite accredito del rimborso integrale sul mio credito Temu. In allegato fornisco gli screenshot della chat con l'assistenza e la foto-farsa caricata dal corriere che attesta l'avvenuto abbandono della merce. Distinti saluti.
Mancata consegna
Tempi di consegna oltre un limite ragionevole di pazienza, ordinato un farmaco il giorno 29.6.2026 ad oggi 4.7.2026 ancora non arrivato malgrado consegna garantita in 1-3 giorni.Chiamato il call center per spiegazioni il 3 Luglio ottenuto solo un timido "sollecitiamo".Non accettabile visto il tipo di servizio proposto
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