Bacheca dei reclami
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Poco trasparenti a loro vantaggio
Vorrei segnalare che anche noi abbiamo avuto la sorpresa del reso a 40 € a materasso a nostro carico, anche entro i 14 giorni di recesso e anche se i materassi non erano nemmeno stati aperti e mi consola, leggendo i reclami inviati da altri, che abbiamo avuto in molti delle cattive esperienze e poca chiarezza iniziale da questa ditta. Ho acquistato su Privalia, sito in cui acquisto da anni, sempre molto corretti e senza mai ricevere dei costi così alti di reso. È vero che il "dettaglio" dei 40 € del reso è scritto nelle condizioni di vendita, ma non viene minimamente menzionato altrove e per accedere alle condizioni di vendita non è facile, né immediato. Nel.resto dell'inserzione viene invece scritto che si potrà tranquillamente esercitare il diritto di recesso ed il reso senza che il cliente possa nemmeno lontanamente pensare che le spese saranno così alte, di cui appunto non viene fatta alcuna menzione. Faccio anche presente che, nel foglio di consegna e reso che perviene insieme ai colli, il peso dei colli è falsato, e direi che questo viene a vantaggio dell'azienda Materassi e doghe, che presumo paghi spedizioni/ritiri a prezzi ben minori, per poi addebitare al cliente ben altre cifre. Dico questo, perché Ho reso due colli che, secondo le etichette ricevute da loro, pesavano 7kg l'uno (bizzarro che pesino uguali due materassi, uno singolo e uno piazza e mezza e che sottovuoto pesino così poco), non credo che le poste italiane facciano pagare 80€ per due resi da 14kg complessivi, tuttavia questo è quello che viene addebitato al cliente, nonostante il prodotto sia integro e nemmeno aperto. A me questo sembra approfittarsi del cliente che, avendo sempre acquistato prodotti online, non ha mai dovuto pagare così caro un reso. Non discuto sul fatto che lo scrivano sul file PDF delle condizioni di vendita del loro marketplaace, ma discuto sul fatto che lo inseriscano in maniera poco trasparente e poco immediata. Allego le foto. Conclusione, in questo caso vale il detto 'cavoli nostri ". A saperlo, forse me li sarei tenuta....per regalare alla suddetta azienda 80 €, tanto valeva tenermi i prodotti.
doppio addebito a fronte di un solo ordine
Spett. ZARA riepilogo la vicenda per meglio comprendere cosa è successo. In data 28/09/25 viene effettuato un tentativo di acquisto sul sito di Zara di euro 149.70 con utilizzo della mia carta (5277*********8943) non andato a buon fine (preciso che la carta è stata utilizzata dalla badante di mio papà autorizzata da me). L’ordine non va a buon fine ma qualche giorno dopo l’addebito sulla carta è finalizzato. Nel frattempo la Sig.Iryna Iatskovska rinnova l’ordine che a quel punto va a buon fine (54358934212) sempre di euro 149.70 sulla sua carta 5277………6637 e l’addebito risulta (come da estratti conti allegati) in data 07/10. La signora riceve il pacco correttamente. LA Banca non rileva disguidi sui movimenti che confermano esserci entrambi. Comincio pertanto a contattare Zara che continua a ripetermi (solo in chat è possibile contattarli, ogni volta con operatore diverso) che vedono solo un ordine (certo che vedono solo un ordine, io come Monica Galli non ho mai effettuato ordini). Avro’ fatto decine di tentativi via chat. Scrivo poi come da treno sotto riportato e mi assegnano un numero di pratica (cfr oggetto). Un settimana dopo mi contattano dicendo che avrei dovuto ricominciare via chat ma di nuovo, altro operatore, che conferma che per loro è tutto a posto (ma non hanno un accredito in piu’?) Qui siamo di fronte ad un disguido riguardante i flussi informatici che , non si sa come , ha prodotto due addebiti , a fronte di un unico ordine 54358934212. Siamo di fronte ad un episodio singolare ma non mi sembra giusto che io debba pagare per qualcosa che non ho avuto. Ci fosse stato un nostro errore, sarebbero partiti due ordini e posso capire, ma qui il pacco e l’ordine è sempre stato solo uno. Zara poi identifica un altro numero di ordine nr. 54343691902 ed è effettivamente quello consegnato. Comunque stiano le cose l'addebito è uno solo e lo dimostra l fatto che se cercate tra gli ordini di Iryna ne trovate molti, mentre ordini effettuati da Monica Galli non ce ne sono. In mancanza di un riscontro entro 15 giorni dal ricevimento della presente, non esiterò ad adire le vie legali a tutela dei miei diritti. Allego estratti conto Monica Galli
Non rimborsano reso
Ho spedito reso di 8 articoli con etichettavinpost da loro fornita. tutti in un unico pacco come da loro richiesto. Una volta ricevuto pacco in magazzino rifiutano rimborso dicendo di non aver ricevuto articoli
Mancata consegna del preventivo di lavori fatturati con generica dizione
La fattura in riferimento, già interamente saldata per complessivi euro 738,10 dal sottoscritto si riferisce ai lavori di muratura (esclusi lavori di idraulica), relativi alla posa di un piatto doccia. Nella fattura, nella descrizione del servizio a cui la stessa si riferisce, si fa riferimento all’acconto per una prenotazione di lavori, prenotazione che a sua volta contiene la descrizione generica “posa in opera bagno e sanitari”. Del preventivo dei lavori a cui si riferisce tale fattura non mi è mai stata anticipata una copia via mail né rilasciata copia , ma mi è stato fatto sottoscrivere dopo essere stato convocato personalmente presso la sede OBI di Massa e Cozzile (PT) in un sorta di “prendere o lasciare”, e senza maturare, nonostante tale firma, il diritto ad averne copia. Le condizioni contrattuali inviate da OBI dopo la firma di tale preventivo (e la mancata consegna di copia dello stesso), prevedono che a fine dei lavori il Cliente firmi ad OBI una dichiarazione liberatoria di “dichiarazione fine lavori”, ma senza avere il preventivo firmato in mano, ed a fronte di una dichiarazione generica riportata in fattura, come posso verificare se i lavori sono stati fatti nel rispetto del preventivo accettato e della prestazione di servizio pagata e fatturata ?
Mancata consegna dei preventivi su cui si basa la fatturazione fatta pagare al sottoscritto.
La fattura in riferimento, già interamente saldata per complessivi euro 600,87 dal sottoscritto, contiene una prestazione di servizio (pagata euro 523,38) descritta come “posa in opera bagno e sanitari”; in realtà tale prestazione si riferisce all’intervento dell’idraulico (escluse le opere edilizie), per la posa di un piatto doccia. del preventivo dei lavori a cui si riferisce la somma di euro 523,38 non mi è stata rilasciata copia, benché richiesta più volte, e non mi è stato anticipato via mail, per poterne valutare in tempo utile convenienza e congruità. Sono stato convocato personalmente presso la sede OBI di Massa e Cozzile (PT) ed in un sorta di “prendere o lasciare”, mi è stato fatto firmare tale preventivo per accettazione, senza maturare, nonostante tale firma, il diritto ad averne copia. Le condizioni contrattuali inviate da OBI dopo la firma di tale preventivo (e la mancata consegna di copia dello stesso), prevedono che a fine dei lavori il Cliente firmi ad OBI una dichiarazione liberatoria di “dichiarazione fine lavori”, ma senza avere il preventivo firmato in mano, ed a fronte di una dichiarazione generica riportata in fattura, come posso verificare se i lavori sono stati fatti nel rispetto del preventivo accettato e della prestazione di servizio pagata e fatturata ?
Richiesta disdetta
Buongiorno ho richiesto la chiusura del conto di trading N° 35/54SVAAAGS aperto il 04 Febbraio 2026 e attivandolo con bonifico di 501,18 €. La richiesta di disdetta ho potuto farla attraverso l'unico canale che mi avete messo a disposizione e cioe' tramite il contatto Whatsapp +39 3500810896 del vostro consulente denominato " Mark Maer" . Gli ho comunicato la richiesta di recidere e la restituzione dell'importo versato dedotto dai prelievi gia' effettuati e pari a 80€ Scalzitti Giovanni
Rimborso ingiustificato all’acquirente e danneggiamento articolo in fase di reso
Spett.le Altroconsumo, con la presente desidero segnalare una grave vicenda accaduta sulla piattaforma Vinted, che ritengo configuri una condotta fraudolenta da parte di un acquirente e una gestione della controversia fortemente penalizzante nei miei confronti. Il mio nome utente sulla piattaforma è “saramars0”. Ho messo in vendita una giacca in pile nuova con cartellino al prezzo di €20. L’articolo è stato acquistato dall’utente “TESSGOMU”. Dopo aver ricevuto il pacco, l’acquirente ha aperto una segnalazione dichiarando che avrei spedito l’articolo sbagliato. A supporto della contestazione ha inviato una fotografia del pacco recante la mia etichetta di spedizione ma contenente un capo differente (verosimilmente un suo indumento), sostenendo che io avessi effettuato uno scambio di articoli. La condotta appariva finalizzata a ottenere il rimborso mantenendo il mio articolo gratuitamente. Sono riuscita a richiedere il reso a spese dell’acquirente, comunicandogli che, qualora mi avesse restituito un capo diverso da quello correttamente spedito, avrei provveduto a segnalarlo formalmente alla piattaforma. Una volta ritirato il reso, ho constatato che il pacco ricevuto era effettivamente il mio (come verificato dalla presenza della mia etichetta originale sotto quella del corriere francese applicata per il reso). All’interno ho trovato la MIA giacca, ma completamente distrutta: tagliuzzata, vandalizzata e con una sigaretta incollata all’interno. Il capo è risultato quindi irrimediabilmente danneggiato e non più rivendibile né utilizzabile. Dispongo di: Screenshot completi della conversazione con l’acquirente; Fotografie del pacco ricevuto; Fotografie dettagliate dei danni arrecati alla giacca; Screenshot dell’annuncio originale pubblicato, con le foto del capo in perfette condizioni. Inizialmente avevo temuto un’alterazione delle etichette, ma un’attenta verifica ha confermato che il pacco era il mio originale, semplicemente riutilizzato per il reso. Nel corso della controversia, la piattaforma mi ha richiesto ulteriori fotografie del prodotto prima della spedizione, oltre a immagini dell’imballaggio. Ho potuto fornire esclusivamente le fotografie presenti nell’annuncio di vendita, non avendo motivo di documentare ulteriormente un articolo nuovo e integro. Ho inoltre precisato più volte che il danno non era attribuibile al trasporto o al corriere, bensì a un’azione volontaria dell’acquirente. Nonostante le prove fornite e la natura evidente del danneggiamento doloso, la piattaforma ha deciso di rimborsare integralmente l’acquirente, riconoscendo a me un importo di €10 a titolo di compensazione. Tale decisione ha comportato per me: La perdita dell’intero valore dell’articolo; La restituzione di un bene reso invendibile; Un danno economico e morale rilevante. Ritengo che: L’acquirente abbia posto in essere una condotta fraudolenta finalizzata a ottenere un rimborso indebito. La gestione della controversia da parte della piattaforma sia stata inadeguata e non imparziale. I miei diritti di venditore-consumatore non siano stati adeguatamente tutelati. Con la presente chiedo assistenza per valutare: La possibilità di contestare formalmente la decisione della piattaforma; L’eventuale responsabilità contrattuale della stessa; Le azioni esperibili nei confronti dell’acquirente per il danneggiamento volontario del bene. Resto a disposizione per fornire tutta la documentazione in mio possesso. Cordiali saluti,
Tentata estorsione da questa società
Salve continuo a ricevere telefonate e mail di una certa società di recupero crediti che dice essere incaricata da drivalia a prendere soldi per le multe, il loro nome "certacredita" con Drivalia sono apposto, ho saldato tutto da sempre e mi hanno confermato sia per Mail che al telefono parlando con "l'uffucio aministrazione drivalia" che non ho conti da saldare e che loro non hanno incaricato nessuno di chiamarmi...anche nellapp "drivalia" è tutto ok. Ho fatto anche una segnalazione alla Polizia per questo comportamento scorretto di questa società. Ma continuano a dire falsamente che chiamano a nome di Drivalia e a chiedere sempre piu soldi . Devo provvedere a denuncia per tentata estorsione e stolker???
Servizi non richiesti e minacce telefoniche e via mail
Nel novembre del 2023 contattavo, per conto di una associazione che frequento, la compagnia Blublublu, concessionaria erogatori acqua Culligan. Stipulammo un contratto per la fornitura temporanea (per un evento) di 10 erogatori e 40 boccioni. Al termine dell'evento, poichè gran parte dei boccioni non erano stati utilizzati, li restituimmo, ed in cambio, la società ci permise di tenere un erogatore in comodato d'uso gratuito. Non stipulammo alcun contratto aggiuntivo o suppletivo. Dal 2024 sono BOMBARDATO da telefonate, email ed ogni tipo di richiesta per gli anni di fornitura dell'erogatore, inclusa manutenzione (mai avvenuta) e fornitura di altri boccioni (mai avvenuta). Il tutto nonostante abbia spiegato più volte sia ai commerciali di Blublublu sia al reparto vendite di Culligan Italia S.p.a. Oltretutto, lo scrivente non è neppure titolato a rispondere per conto dell'associazione di cui sopra. Vi chiedo di sospendere ogni comunicazione e di interrompere ogni pretesa, stralciare tutte le fatture emesse e cancellare i miei recapiti ed anagrafica dai vostri sistemi entro 15 giorni. In assenza di comunicazioni in merito provvederò a segnalarvi ad AGCOM ed a denunciarvi alle autorità competenti.
Grave difetto di conformità auto nuova - Targa HC521KE - Tre interventi falliti
In data 16/02/2026 ho ritirato l'autovettura nuova Citroën C3 presso la concessionaria Mocauto. Entro le prime 24 ore dal ritiro, il veicolo ha manifestato un grave difetto di conformità legato al sistema di accensione/immobilizer. Nonostante i molteplici tentativi di risoluzione e una PEC di diffida inviata in data 24/02/2026, la concessionaria ha: - Negato il ripristino gratuito, addebitandomi impropriamente il costo della pila del telecomando per un difetto palesemente in garanzia. - Negato l'auto sostitutiva gratuita, obbligandomi a circolare con un mezzo non conforme e inaffidabile. - Ignorato sistematicamente ogni comunicazione per 5 giorni consecutivi (dal 20/02 al 25/02), come dimostrato dai log dei messaggi inviati al venditore e rimasti senza riscontro. Condotta scorretta in officina (Pratica Commerciale Ingannevole): Recatomi presso l'officina autorizzata indicata dal venditore [Fratelli Biazzi srl di via dei Missaglia 89] in data 18/02, il personale ha rifiutato di riconoscere la garanzia legale, addebitandomi forzosamente il costo della sostituzione della batteria del telecomando (intervento che non ha risolto il problema). Tale condotta configura una violazione dell'Art. 130 del Codice del Consumo, che prevede il ripristino del bene senza spese per il consumatore. Recatomi nuovamente presso l'officina Autocity SAS di via dei Guarneri 24 in data 24/02 mi è stato inizialmente detto che "probabilmente la batteria della macchina è un po' bassa, provi a usarla qualche giorno". Al persistere del problema e dietro mia insistenza si offrivano di provare a ricaricare la batteria dell'autoveicolo come cortesia personale e che avrei dovuto lasciare il veicolo tutta la giornata, negandomi l'uso della vettura di cortesia gratuita. Mi segnalavano inoltre che in ogni caso il problema non dipendeva da Citroen e che non ci sarebbe stata ulteriore assistenza gratuita, arrivando a dire che, cito testualmente, "chi mi dice che non ha lasciato lei la macchina in quattro frecce?" Il tutto senza aver eseguito una reale diagnostica del problema. In data odierna, 03/03/2026, il venditore ha risposto con toni irriguardosi, criticando le mie legittime richieste di tutela legale e invitandomi a un ennesimo accesso in officina senza alcuna garanzia scritta. Contestualmente, Citroën Italia ha dichiarato telefonicamente "chiusa" la pratica n. 03414662 nonostante il guasto persista. Le mie richieste: Ai sensi del Codice del Consumo, chiedo: - Il ripristino immediato e definitivo del veicolo senza alcuna spesa a mio carico. - La fornitura di un'auto sostitutiva gratuita per l'intera durata dell'intervento. - Un indennizzo per il fermo tecnico e il disagio subito (es. treno di gomme o estensione garanzia). In difetto, procederò con la risoluzione del contratto per grave inadempimento del venditore.
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