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Quel che resta nel forno: i consigli per non sprecare il cibo

04 settembre 2018
spreco alimentare

04 settembre 2018

Quello dello spreco alimentare è un problema che riguarda tutta la filiera produttiva, ma anche le nostre case. Con una buona organizzazione della spesa e qualche semplice accorgimento per conservare correttamente gli alimenti, però, si può limitare.

Tutti i suggerimenti contro lo spreco alimentare

Capita che sulle nostre tavole avanzi del cibo, o che in frigorifero una mozzarella rischi di scadere. Ma con un po’ di attenzione è possibile risparmiare a questi alimenti il destino ingiusto della spazzatura.

8 consigli contro gli sprechi alimentari

Per scongiurare il rischio di buttare il cibo nella spazzatura senza averlo consumato, meglio seguire questi semplici accorgimenti.

  1. Prima di fare la spesa, pianifica i pasti che preparerai a casa durante la settimana e controlla nel frigo e nella dispensa quali alimenti hai già e quali ti mancano.
  2. Prepara la lista della spesa da portare al supermercato e seguila. Evita di fare la spesa a digiuno: la fame fa riempire il carrello più del dovuto. 
  3. Controlla le scadenze degli alimenti e scegli quelli con una vita residua più lunga (nel banco frigo sono quelli meno in vista): in genere sono più freschi. 
  4. Se distrattamente hai acquistato un prodotto scaduto, riportalo indietro. Il negozio è tenuto a cambiarlo. 
  5. Per mantenere gli alimenti freschi il più a lungo possibile, imposta correttamente la temperatura del frigo (+4 °C) e riponi gli alimenti nei ripiani giusti (la temperatura è diversa in ogni ripiano). 
  6. Per non lasciar scadere gli alimenti, stai attento alle date. Nella dispensa e nel frigo, porta avanti gli alimenti più vecchi e dietro quelli appena acquistati. 
  7. Ricorda che in molti casi gli alimenti avanzati possono essere congelati. Quando congeli, ricordati sempre di annotare sul sacchetto o sul contenitore il suo contenuto e il giorno. 
  8. Gli alimenti scongelati e poi cotti possono essere ricongelati. Usa la fantasia per riutilizzare gli avanzi.

Attenzione alle scadenze: le differenze tra "Preferibilmente entro" o "entro"

Gli sprechi domestici spesso dipendono anche dalla scarsa informazione in tema di scadenze e di deperibilità dei cibi. In primo luogo per molti non esiste alcuna differenza tra la dicitura “da consumarsi entro...” e quella “da consumarsi preferibilmente entro...”. Erroneamente si interpretano tutte e due le espressioni in senso restrittivo: cioè “è meglio se non lo mangio perché non è buono e rischio un’intossicazione o disturbi di stomaco”. Contrariamente a quanto si crede, invece la presenza o meno dell’avverbio “preferibilmente” cambia le cose, e di grosso.

  • Da consumare preferibilmente entro. Si parla di prodotti che garantiscono inalterato il proprio valore nutrizionale se consumati entro la data segnalata sulla confezione. Se una alimento va consumato preferibilmente entro il 31 dicembre 2018, di fatto, significa che entro questa data garantirà il proprio valore nutrizionale, anche in termini di gusto e aroma. Una volta passata questa data, invece, le caratteristiche del prodotto potrebbero venire alterate o compromesse. Chiariamo: questo non significa che non sia più commestibile o sicuro, semplicemente non avrà lo stesso apporto di nutrimenti dichiarato o magari ne risentirà in termini di gusto. Ovviamente, una buona dose di buon senso personale può aiutare: valuta visivamente il prodotto e annusalo prima di consumarlo.
  • Da consumare entro. Più attenzione richiedono gli alimenti maggiormente deperibili (latte fresco, uova, yogurt, ricotta, pasta fresca...) che prevedono l'indicazione "da consumarsi entro": il termine è rigido, perché c'è in gioco la salute. Questo non significa che dopo questa data scatta un meccanismo di autodistruzione immediato: in alcuni casi è possibile una certa tolleranza, sempre che il prodotto sia stato conservato correttamente..

Perciò, per chiarire, quando sulle confezioni la data di scadenza è indicata come "entro" siamo nell'ambito della sicurezza del prodotto. Se, invece, la scadenza è indicata come "preferibilmente entro" la questione è legata alla sua qualità.

Spreco alimentare: tra legge e realtà

Sul problema dello spreco alimentare c'è tanto da lavorare e questo lavoro deve essere sostenuto anche a livello culturale. Secondo lo studio Fusion del 2016 ogni anno in Europa sprechiamo 88 milioni di tonnellate di cibo lungo tutta la filiera, di cui poco più della metà a livello domestico. Limitare la quantità di alimenti inutilizzati farebbe bene non solo alle nostre tasche, ma anche all'ambiente.

Anche a livello legislativo abbiamo visto sforzi per sensibilizzare maggiormente i cittadini ad assumere un comportamento antispreco. Senza dubbio è importante la legge antisprechi, la 166 del 2016, sulle donazioni alimentari (dedicata anche a farmaci e abbigliamento) che si propone di sensibilizzare tutti gli operatori della filiera alimentare, consumatori compresi, sul tema dello spreco in generale. Questo provvedimento punta a semplificare le procedure per le donazioni, nel rispetto delle norme igienico-sanitarie e della tracciabilità. Ecco alcuni provvedimenti entrati in vigore con la legge:

  • è consentita la raccolta dei prodotti agricoli che rimangono in campo e la loro cessione a titolo gratuito;
  • è possibile donare le eccedenze alimentari anche oltre il termine minimo di conservazione, purché l’imballaggio sia integro e il cibo sia stato conservato in modo ottimale;
  • incoraggiamento della “family bag”: i ristoratori dovrebbero dotarsi di contenitori in materiale riciclabile, per consentire ai clienti di portare via gli avanzi. E noi non dovremmo vergognarci a chiederli.