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Problema con batteria installata su Iphone 15 dichiarata come originale quando non lo era
Ho acquistato un iPhone 15 tramite Back Market ad aprile. Era il terzo prodotto che acquistavo attraverso la piattaforma e, fino a quel momento, non avevo mai avuto alcun problema. Proprio per questo motivo la delusione è stata ancora maggiore. Dopo appena pochi mesi dall'acquisto, la batteria ha iniziato a durare meno di due ore. Utilizzare il telefono era diventato praticamente impossibile: ero costretta a portare sempre con me un power bank e, quando la batteria scendeva intorno al 30%, partiva un vero e proprio conto alla rovescia che nel giro di pochi minuti portava allo spegnimento completo del dispositivo. Ho quindi contattato l'assistenza clienti per richiedere un intervento in garanzia. Nel frattempo mi sono trasferita nel Regno Unito, dove Back Market opera regolarmente con una propria piattaforma. Con mia grande sorpresa, mi è stato comunicato che la garanzia del dispositivo acquistato in Italia non poteva essere gestita nel Regno Unito e che, per usufruirne, avrei dovuto spedire il telefono in Italia. Una situazione che trovo assurda per un'azienda internazionale presente e operativa in entrambi i Paesi. Ancora più grave è il fatto che questa limitazione non sia chiaramente indicata al momento dell'acquisto. Dopo una lunga ed estenuante trattativa con il servizio clienti, l'unica soluzione proposta è stata quella di rispedire comunque il telefono per consentire al rivenditore di "verificare" il problema. Una proposta poco realistica per chi vive all'estero e utilizza il telefono quotidianamente per lavoro, banca, autenticazioni e comunicazioni personali. Restare senza dispositivo per giorni o addirittura settimane non era semplicemente un'opzione praticabile. Non avendo alternative concrete, mi sono recata presso un Apple Store a Londra per far verificare il problema. A seguito dei controlli effettuati dai tecnici Apple, è emerso che la batteria installata dal rivenditore Back Market era difettosa e, soprattutto, non originale Apple. Questo aspetto è particolarmente grave perché al momento dell'acquisto la sostituzione veniva semplicemente indicata come "Batteria nuova". In nessun punto dell'offerta o della documentazione era specificato che si trattasse di una batteria non originale. Ritengo che questa sia un'informazione fondamentale per qualsiasi consumatore, soprattutto quando viene richiesto un costo aggiuntivo per la sostituzione della batteria. La situazione è resa ancora più preoccupante dal fatto che la batteria, pur essendo stata installata nel 2025, riportava una data di fabbricazione del 2023. Ci troviamo quindi davanti a un componente non originale, già prodotto due anni prima della sua installazione e che, dopo pochi mesi di utilizzo, ha reso il telefono praticamente inutilizzabile. Ho fornito a Back Market tutta la documentazione rilasciata da Apple, comprese le indicazioni tecniche e la fattura dell'intervento, che attestano chiaramente la natura non originale e il difetto del componente installato. Dopo diversi acquisti effettuati sulla piattaforma, mi sento sinceramente presa in giro. Ho speso 470 € per un telefono che, a distanza di pochi mesi, si è rivelato dotato di una batteria non originale e difettosa. Inoltre, quando ho avuto bisogno dell'assistenza promessa, mi sono trovata davanti a procedure poco pratiche e a una gestione della garanzia che non tiene minimamente conto di chi, nel frattempo, si è trasferito in un altro Paese in cui Back Market opera regolarmente. In aggiunta ho speso altri 100€ per sostituire una batteria che sarebbe dovuta essere ORIGINALE al momento dell'acquisto e che invece si è rivelata una frode. Black Market tramite chat gestite da AI si rifiuta di rimborsare il cliente che è stato frodato sulla loro piattaforma
Problema con Iphone 15 con batteria NON originale non dichiarata
Ho acquistato un iPhone 15 tramite Back Market ad aprile. Era il terzo prodotto che acquistavo attraverso la piattaforma e, fino a quel momento, non avevo mai avuto alcun problema. Proprio per questo motivo la delusione è stata ancora maggiore. Dopo appena pochi mesi dall'acquisto, la batteria ha iniziato a durare meno di due ore. Utilizzare il telefono era diventato praticamente impossibile: ero costretta a portare sempre con me un power bank e, quando la batteria scendeva intorno al 30%, partiva un vero e proprio conto alla rovescia che nel giro di pochi minuti portava allo spegnimento completo del dispositivo. Ho quindi contattato l'assistenza clienti per richiedere un intervento in garanzia. Nel frattempo mi sono trasferita nel Regno Unito, dove Back Market opera regolarmente con una propria piattaforma. Con mia grande sorpresa, mi è stato comunicato che la garanzia del dispositivo acquistato in Italia non poteva essere gestita nel Regno Unito e che, per usufruirne, avrei dovuto spedire il telefono in Italia. Una situazione che trovo assurda per un'azienda internazionale presente e operativa in entrambi i Paesi. Ancora più grave è il fatto che questa limitazione non sia chiaramente indicata al momento dell'acquisto. Dopo una lunga ed estenuante trattativa con il servizio clienti, l'unica soluzione proposta è stata quella di rispedire comunque il telefono per consentire al rivenditore di "verificare" il problema. Una proposta poco realistica per chi vive all'estero e utilizza il telefono quotidianamente per lavoro, banca, autenticazioni e comunicazioni personali. Restare senza dispositivo per giorni o addirittura settimane non era semplicemente un'opzione praticabile. Non avendo alternative concrete, mi sono recata presso un Apple Store a Londra per far verificare il problema. A seguito dei controlli effettuati dai tecnici Apple, è emerso che la batteria installata dal rivenditore Back Market era difettosa e, soprattutto, non originale Apple. Questo aspetto è particolarmente grave perché al momento dell'acquisto la sostituzione veniva semplicemente indicata come "Batteria nuova". In nessun punto dell'offerta o della documentazione era specificato che si trattasse di una batteria non originale. Ritengo che questa sia un'informazione fondamentale per qualsiasi consumatore, soprattutto quando viene richiesto un costo aggiuntivo per la sostituzione della batteria. La situazione è resa ancora più preoccupante dal fatto che la batteria, pur essendo stata installata nel 2025, riportava una data di fabbricazione del 2023. Ci troviamo quindi davanti a un componente non originale, già prodotto due anni prima della sua installazione e che, dopo pochi mesi di utilizzo, ha reso il telefono praticamente inutilizzabile. Ho fornito a Back Market tutta la documentazione rilasciata da Apple, comprese le indicazioni tecniche e la fattura dell'intervento, che attestano chiaramente la natura non originale e il difetto del componente installato. Dopo diversi acquisti effettuati sulla piattaforma, mi sento sinceramente presa in giro. Ho speso 470 € per un telefono che, a distanza di pochi mesi, si è rivelato dotato di una batteria non originale e difettosa. Inoltre, quando ho avuto bisogno dell'assistenza promessa, mi sono trovata davanti a procedure poco pratiche e a una gestione della garanzia che non tiene minimamente conto di chi, nel frattempo, si è trasferito in un altro Paese in cui Back Market opera regolarmente. La mia esperienza è stata estremamente deludente e ha compromesso completamente la fiducia che avevo riposto in questa piattaforma, seguiranno ovviamente azioni legali da parte mia.
Promozione inesistente
ho acquistato un cellulare S26 aderendo alla promozione Galaxy Tab S10 FE WiFi 128 GB , dopo aver inviato la partecipazione mi è stato richiesto nuovamente di inviare foto del prodotto . Dopo averle inviate alla loro mail di contatto con il nuovo numero di partecipazione al concorso ( cambia ad ogni comunicazione attenzione ). Infatti il numero di partecipazione iniziale era ITA20793295RSQL poi successivamente il codice è stato modificato con un nuovo numero di partecipazione ITA20799902SRSK. Dopo aver inviato nuove foto sia del prodotto che del codice IMEI richiesto mi hanno inviato una mail dicendomi che non hanno ricevuto nulla e non avrei più ottenuto il premio con la motivazione che erano trascorsi i tempi . Attenzione è uno specchietto delle allodole e Samsung fa di tutto per non inviare i premi . Non fidatevi pessima esperienza e sinceramente mi sento tradito . Chiedo che venga accettata la documentazione inviata per ben due volte e venga rivista la mia richiesta di adesione a tale promozione . In allegato invio foto inviate dove il codice IMEI richiesto è leggibilissimo .
VINTED NON RICONOSCE LA MIA PARTITA IVA E MI BLOCCA RIPETUTAMENTE L'ACCOUNT
Spettabile Altroconsumo e Spettabile Assistenza Clienti Vinted, Sono titolare di un account Vinted (donboacollections), attivo da tempo. In data 07/09/2026 il mio account è stato bloccato dalla piattaforma con la motivazione di "vendita commerciale senza P.IVA". Ho regolarmente aperto Partita IVA attiva dal 09/07/2026. Nonostante ciò, da mesi il sistema di verifica di Vinted respinge sistematicamente l'associazione della mia P.IVA con l'errore "partita IVA non trovata", impedendomi di completare la conversione a Seller Pro. Ho contattato il servizio clienti Vinted per ben 10 volte negli ultimi mesi, e ho ricevuto sempre risposte generiche. Allegando in ogni comunicazione prova della validità della mia p.iva. Non ho ricevuto, a oggi, alcuna risoluzione concreta. Rilevo che il problema è sistemico e non isolato: risultano casi analoghi documentati di venditori bloccati con lo stesso identico schema (blocco per vendita commerciale, conversione a Pro impedita da mancato riconoscimento di una P.IVA valida), senza intervento umano risolutivo. LA MIA ATTIVITA' E' STATA APERTA PROPRIO PER VENDERE SU VINTED! E FA L'80% DEL FATTURATO CON VOI. Chiedo pertanto: 1. Una verifica manuale IMMEDIATA della mia posizione da parte di un operatore Vinted, vista l'urgenza . 2. Lo sblocco dell'associazione della mia Partita IVA e il completamento della conversione a Seller Pro; 3. In assenza di riscontro, la conservazione della presente segnalazione ai fini di eventuale ulteriore tutela presso le autorità competenti (AGCM, AGCOM). Resto a disposizione per fornire documentazione integrativa (screenshot dei tentativi di registrazione, verifica p.iva e corrispondenza con l'assistenza). Distinti saluti.
Mancato indennizzo per transazione annullata e agevolazione di appropriazione indebita.
In data 19/08/2026, ho spedito una console PS4 perfettamente funzionante. Il pacco è arrivato al punto di ritiro in Spagna visibilmente danneggiato dal corriere (schiacciato e rattoppato con nastro adesivo del trasportatore). L'acquirente (Nome piattaforma: juseo, Nome etichetta di spedizione: Mauricio Olmier) ha aperto una contestazione per il danno all'imballaggio, ma nella chat interna di Vinted ha dichiarato testualmente: "la ps4 funciona bien así que muchas gracias". Nonostante l'ammissione scritta che il bene fosse funzionante e che il danno è stato causato esclusivamente dal corriere, l'assistenza clienti di Vinted ha chiuso forzatamente la controversia a favore dell'acquirente imputando a me un "imballaggio insufficiente". La piattaforma ha rimborsato integralmente l'acquirente e, fatto gravissimo, gli ha permesso di trattenere l'articolo. Ho offerto all'acquirente un'etichetta prepagata a mie spese per restituirmi la console tramite ritiro a domicilio a costo zero. L'acquirente ha rifiutato, ha risposto con un messaggio di scherno ("Si, estoy de acuerdo") che ha poi cancellato per inquinare le prove (circostanza dimostrabile dai log dei server Vinted e dai miei screenshot salvati), e mi ha infine bloccato. Ho inviato all'assistenza Vinted e all'ufficio legale (legal@vinted.it) tutte le prove fotografiche pre-spedizione e gli screenshot con la confessione dell'acquirente. L'azienda ha ignorato la documentazione, liquidandomi con risposte automatiche generate da bot. Vinted sta materialmente agevolando un illecito penale (appropriazione indebita), permettendo a un utente di trattenere un bene di valore confermato come funzionante, senza averlo pagato.
RECLAMO FORMALE E CONTESTAZIONE INDEBITO ADDEBITO GIACENZA - Ordine n. IR64O8350
Oggetto: Ordine n. IR64O8350.Con la presente contesto formalmente la vostra comunicazione odierna. In data 10 agosto u.s. avevamo concordato la consegna dell'ordine in oggetto (comprendente cucina, divano, camera da letto e altri arredi) per il periodo 9-16 settembre 2026.Apprendo con stupore che, in violazione di ogni principio di buona fede contrattuale, codesta società ha provveduto a vendere a terzi la camera da letto da me regolarmente acquistata e bloccata ad aprile.Vi notifico pertanto che:Rifiuto sin d'ora qualsiasi addebito per le spese di deposito e giacenza (pari a 300€ o a qualsiasi altra cifra) relative al periodo di settembre, essendo l'impossibilità di consegnare l'ordine completo interamente imputabile alla vostra colpevole condotta di aver alienato un bene di mia proprietà.Esigo il mantenimento del prezzo della camera da letto stabilito nel contratto di aprile, diffidandovi dall'applicare maggiorazioni o variazioni di listino attualmente presenti nei vostri cataloghi.Trovandosi l'ordine incompleto per vostra esclusiva colpa, vi comunico la mia disponibilità a ricevere la consegna unica e completa di tutta la merce (compresa la nuova camera da letto da voi riassortita) senza alcun costo di giacenza per i mesi di agosto e settembre e con l'applicazione dello sconto del 10% sul valore della camera a titolo di ristoro per il grave disservizio.In mancanza di accoglimento di quanto sopra, adirò immediatamente le vie legali, segnalando l'accaduto all'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM).Cordiali saluti, Enrico Angius 3334865462
CONTESTAZIONE FORMALE PER RESTRIZIONE INGIUSTIFICATA DELL'ACCOUNT
Con la presente esprimo la mia totale e ferma protesta in merito all'ennesima, ingiustificata restrizione applicata al mio account personale. Vi ricordo che nei mesi scorsi il mio profilo era già stato erroneamente bloccato dai vostri sistemi automatici e successivamente riattivato con le vostre scuse ufficiali, dopo aver riconosciuto l'assoluta regolarità del mio operato.Il reiterarsi di questo comportamento da parte della piattaforma configura una palese condotta vessatoria e una pratica commerciale scorretta ai danni del consumatore, che si vede privato senza motivo della facoltà di utilizzare un servizio regolarmente sottoscritto. Esigo l'immediata revisione umana della pratica e lo sblocco del mio account. Resto in attesa di un riscontro urgente prima di procedere ulteriormente ogni sede legale competente.
Addebito quota non
Spett. Deporvillage In data 03/08/2026 ho acquistato presso il Vostro negozio un paio di ciabatte Birkestock pagando contestualmente l’importo di 71,94€. Oltre a questi, per due mesi consecutivi mi è stato addebitato l'importo di 29,90€ per un servizio non richiesto "DeporXperience" a fronte di una quota cashback che non è mai arrivata. In mancanza di un riscontro entro 15 giorni dal ricevimento della presente, non esiterò ad adire le vie legali a tutela dei miei diritti.
Rientro /permuta autovettura
Nel 2023 ho acquistato presso Katanè Auto una Fiat 500e. In fase di acquisto, la venditrice mi aveva prospettato la possibilità di restituire la vettura dopo 2-3 anni per acquistarne una nuova. Il contratto da me firmato, che purtroppo non ho verificato adeguatamente, però, non prevedeva quanto mi era stato rappresentato. Passati i tre anni, a marzo del 2023, ho avuto contezza dell’accaduto e, una volta appurata la situazione finanziaria della vettura e considerato che la maxi-rata finale, pari a circa 20.000 euro, risultava fortemente superiore al valore commerciale della vettura, ho chiaro alla concessionaria di approntare un piano di rientro che consentisse di procedere alla sostituzione della vettura. Da parte mia vi era comunque la piena disponibilità a farmi personalmente carico del disavanzo necessario a chiudere il finanziamento. Ad aprile mi era stato prospettato un possibile rientro in presenza del sig Riggio, Direttore commerciale, che si è offerto di incontrarmi per risolvere la situazione. Il 28 aprile è stato effettuato uno stato d’uso della mia 500e, ma, nonostante ciò, la trattativa non è stata concretizzata e la concessionaria, nella persona della venditrice e del Direttore commerciale, ha di fatto smesso di seguire la mia richiesta. Più volte ho ricontattato la venditrice senza ottenere risposta e più- volte mi sono recata in concessionaria con lo stesso risultato finché, a luglio mi sono nuovamente rivolta alla venditrice, che mi ha indirizzata alla responsabile delle vendite, Francesca Mazzagreco con la quale mi ero comunque interfacciata precedentemente. Quest’ultima mi aveva dato appuntamento, ma il 27 luglio non si è presentata all’incontro e mi ha affidata a un nuovo venditore, Roberto Mazzola. Mazzola, dopo avermi ricevuta, mi ha prospettato due possibili soluzioni: il rifinanziamento della mia vettura oppure la sua permuta con contestuale acquisto di una nuova automobile, individuata nella Panda elettrica o Leapmotor T03, vetture di basso costo che mi avrebbero permesso, assieme ad un anticipo di liquidità, un parziale ammortamento della somma residua. Ho comunicato alla responsabile quanto concordato e, dopo due giorni, ho dato mandato di procedere con la soluzione della permuta della mia 500e e dell’acquisto della Leapmotor T03. Della decisione e dell’incontro ho prontamente informato la dott.ssa Mazzagreco alla quale ho anche espresso la soddisfazione di aver finalmente raggiunto una soluzione condivisa. È stato quindi fissato uno stato d’uso della vettura per il 3 agosto che, tuttavia, il giorno prima è stato annullato e rinviato al 20 agosto. Il sig Mazzola ha addotto motivazioni che ritengo non convincenti e che chiedo ad Altroconsumo di valutare, ovvero che Stellantis avrebbe sospeso a livello nazionale gli stati d’uso nel mese di agosto e che, pertanto, non sarebbe stato possibile procedere, per ragioni, quindi assolutamente non dipendenti dalla concessionaria. In vista di tale rinvio, inoltre, il venditore mi ha prospettato la possibilità di una forte svalutazione della vettura per la presenza di alcuni danni lievi e circoscritti sulla fiancata, invitandomi a utilizzare il tempo a disposizione per farli riparare. Io non ho accolto benevolmente il suggerimento, facendo presente che, avendo già oneri importanti da sostenere, sarebbe stata cosa gradita che dei graffia alla fiancata si fosse occupata la concessionaria, trattandosi, per altro, di danni lievissimi. Dopo il rinvio al 20 agosto, non sono stata più contattata ed ho dovuto telefonare personalmente giorno 24: il sig Mazzola, comunicandomi che avrebbe a breve incontrato il responsabile per discutere ulteriormente in merito alla mia trattativa, mi ha assicurato che sarei stata richiamata nel pomeriggio, cosa che non è avvenuta. Il 26 agosto, essendo ormai prossima la scadenza della maxi rata da rifinanziare, ho nuovamente telefonato al venditore che mi ha comunicato che la concessionaria non intendeva procedere alla permuta della mia vettura, senza fornirmi una spiegazione concreta e dicendo che non mi aveva ricontattata perché aveva dato mandato alla signora Mazzagreco di informarmi. Quest’ultima non ha risposto fino a giorno 28 agosto. A quel punto ho dovuto risolvere autonomamente la situazione: ho venduto la Fiat 500e per 11.000 euro e ho provveduto personalmente a saldare il debito residuo. Il 28 agosto, come accennato, sono stata contattata dalla responsabile delle vendite, la dott.ssa Francesca Mazzagreco, alla quale avevo precedentemente inviato alcuni messaggi informandola anche delle vendita della vettura. Nel corso della telefonata è emerso che la stessa non sembrava essere pienamente a conoscenza di come si fosse svolta la trattativa con il venditore che mi aveva seguito. La dott.ssa Mazzagreco sembrava infatti convinta che fossi stata io a rinunciare alla permuta perché ritenuta economicamente svantaggiosa, mentre la mia ricostruzione dei fatti era completamente diversa: avevo dato mandato di procedere con la permuta e con l’acquisto della nuova vettura e mi era stato successivamente comunicato che la concessionaria non intendeva procedere. È inoltre emerso che la responsabile non era stata informata del fatto che, secondo quanto mi era stato comunicato dal venditore, avrebbe dovuto essere lei a ricontattarmi per informarmi. Tale circostanza ha ulteriormente evidenziato una mancanza di coordinamento e comunicazione nella gestione della mia pratica. La dott.ssa Mazzagreco mi ha quindi invitata a rappresentare personalmente l’intera vicenda al sig. Riggio. Ho accolto il suggerimento e ho avuto un incontro con quest’ultimo, nel corso del quale ho potuto ricostruire dettagliatamente quanto accaduto. L’incontro si è svolto in un clima disteso e il sig. Riggio si è scusato per la gestione della vicenda, tuttavia, non ha prodotto alcun risultato concreto né alcuna soluzione rispetto alla situazione nella quale mi ero ormai venuta a trovare. Dispongo di chat, preventivi e cronologia delle comunicazioni e degli appuntamenti che allego alla presente. Non contesto in sé la facoltà della concessionaria di non accettare una permuta, sebbene non mi sia affatto chiaro il motivo; contesto le modalità con cui la mia richiesta è stata gestita per mesi, le diverse soluzioni che mi sono state prospettate, i ripetuti rinvii, la mancata comunicazione e il fatto che, dopo avermi indotta a proseguire la trattativa, sia stata lasciata a trovare autonomamente una soluzione. Vorrei pertanto sapere se, alla luce della discrepanza tra quanto rappresentatomi dalla venditrice al momento dell’acquisto, nonché dell’intera condotta successiva documentabile, sussistano i presupposti per contestare il comportamento della concessionaria e per richiedere il risarcimento dei danni subiti, sebbene io sia convinta che anche solo il fatto di rendere noto quanto accaduto possa in sé costituire un adeguato epilogo, utile anche a salvaguardare altri incolpevoli futuri acquirenti.
Da due mesi ancora nessun rimborso
Buongiorno, Premetto che da diversi anni ho l’ordine ricorrente mensile di 100 capsule di caffè che viene addebitato il 6 del mese compatibilmente con il giorno della settimana in cui cade, l’8 di luglio non avendo ancora ricevuto nemmeno la fattura , controllo sull’app ma non mi appariva più il mio solito ordine e “erroneamente “ ne attivo un secondo. Nel mentre contattto anche telefonicamente il servizio clienti che mi conferma in realtà a questo punto di aver due ordini ricorrenti, prontamente l’operatrice provvede ad annullare questo secondo ordine che effettivamente non è mai arrivato ma era stato comunque addebitato istantaneamente nel momento dell’accensione dell’ordine ricorrente. Questi 47€ dell’ordine annullato a distanza di due mesi, a seguito di svariate telefonate e messaggi su whatsapp dove mi viene risposto che la pratica è in lavorazione, oppure urgentemente sollecitata, oppure che la vedono in immediato accredito, non ho mai ricevuto alcun rimborso. Devo procedere per vie più incisive? Mi sembra che stiamo rasentando livelli imbarazzanti
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