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Ora legale, l'Europa propone di abolirla

Fa discutere la proposta della Commissione Europea di eliminare l'ora legale. Ogni Paese dovrà quindi  scegliere se mantenerla o rinunciarvi. Ma cos'è l'ora legale? Per quale ragione fu introdotta e quali sarebbero i vantaggi nell'abolirla?

03 settembre 2018
Ora legale

Ora legale sì, ora legale no. Fa scalpore la proposta della Commissione europea circa l'abolizione dell'ora legale dopo una consultazione pubblica avvenuta tra luglio e agosto. I sostenitori della proposta ritengono che lo spostamento delle lancette provocherebbe un danno alla salute. Ad oggi però non ci sono studi scientifici che lo dimostrino. Sull'altro lato della bilancia, non bisogna dimenticare un notevole risparmio energetico grazie all'aumento delle ore di luce.

Che cos'è l'ora legale? 

L'ora legale, introdotta in Italia nel 1966, è un sistema che permette di sfruttare al meglio le ore di luce durante tutta la bella stagione. Tra marzo e ottobre, infatti c'è a disposizione naturalmente più luce, dato che il sole, in questo periodo dell'anno, sorge prima (in Italia verso le 4:30) e tramonta più tardi (verso le 20). Spostando avanti le lancette di un'ora, le ore di luce coprono meglio le ore destinate alle attività umane, permettendo di fatto di godere di un'ora di luce in più alla sera.

Quale vantaggio ha l'ora legale? 

Prendiamo come esempio l'Italia: se con l'ora solare (ovvero quella che segue il naturale sorgere del sole) il sole nei mesi estivi sorgerebbe alle 4.30 del mattino e tramonterebbe alle 20, con l'ora legale (ovvero spostando avanti le lancette dell'orologio) il periodo di luce tra alba e tramonto va dalle 5.30 alle 21. E' facile intuire che un'ora di luce tra le 4.30 e le 5.30 è meno utile di un'ora di luce tra le 20 e le 21. Questo spostamento permette infatti, ad esempio, di accendere le luci alla sera un ora più tardi con un conseguente risparmio sui consumi di energia elettrica.

Bollette della luce più leggere

Secondo l'ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, energia e ambiente), questo sistema porta un risparmio dello 0,2% sul totale dei consumi, per gli addetti ai lavori una cifra significativa nelle politiche di risparmio energetico. I dati di TERNA (azienda italiana che gestisce la rete di trasmissione dell'energia elettrica) parlano infatti di oltre 550 milioni di kWh consumati in meno all'anno, e quindi di un risparmio di oltre 100 milioni di euro per le famiglie italiane (considerando che un kilowattora costa in media al cliente domestico circa 18,63 centesimi di euro al lordo delle imposte). Insomma, tra il 2004 e il 2016, l'ora legale ha permesso agli italiani di risparmiare ben 1 miliardo e 300 milioni di euro.  

A chi conviene l'ora legale? 

La possibilità di avere più  luce disposizione avvantaggia soprattutto i paesi del Sud Europa. Nel Nord Europa, invece, le giornate durante l'estate sono già molto lunghe a causa della vicinanza con il Polo Nord. In Finlandia, ad esempio, nei giorni più lunghi, il sole sorge prima delle quattro del mattino e tramonta quasi alle 23.00. L'ora guadagnata quindi non serve né per avere più luce alla sera né per risparmiare sul fronte energetico. 

Lo scenario: fusi orari a macchia di leopardo

Il portavoce della Commissione europea ha detto che comunque la decisione di abbandonare o meno l'ora legale spetta ai singoli Paesi. Paradossalmente si potrebbe quindi venire a creare una Europa con fusi orari a macchia di leopardo, dove ed esempio varcando la frontiera di Ventimiglia o del Brennero si potrebbe dover portare avanti o indietro le lancette dell'orologio.