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Scatta l'ora legale. Una boccata di ossigeno per le bollette degli italiani. Ecco perché

Nella notte tra sabato 26 e domenica 27 marzo dovremo spostare avanti le lancette di un'ora perché torna l'ora legale. Un sistema, introdotto negli anni '60, che mai come oggi ci permetterà di alleggerire le bollette e dare respiro a comuni e imprese: nei prossimi 7 mesi infatti risparmieremo più di 190 milioni di euro. Ecco perché e per quale ragione a un Paese come l'Italia conviene tenersi stretta l'ora legale.

  • di
  • Luca Cartapatti
25 marzo 2022
  • di
  • Luca Cartapatti
Ora legale

Torna l'ora legale: nella notte tra sabato 30 e domenica 31 ottobre, infatti, dovremo ricordarci di spostare le lancette avanti di un'ora. In pratica perderemo un'ora di sonno, ma avremo giornate più lunghe e verrà buio più tardi la sera. Si tratta di una condizione che impatta certamente sui consumi elettrici e di gas, in un momento in cui la guerra in Ucraina, la dipendenza dal gas russo e i rincari delle materie prime sul mercato internazionale stanno facendo schizzare alle stelle le bollette di questi primi due trimestri del 2022, arginati solo dalle misure purtroppo solo provvisorie del governo. Misure che abbiamo chiesto diventino strutturali e durature attraverso una lettera al governo e una petizione per dire stop al caro bolletta.

Risparmio in bolletta: facciamo un calcolo

In anni con consumi standard e prezzi alle stelle, come quello attuale, misure come l’ora legale sono fondamentali per promuovere il risparmio energetico. I dati di Terna (azienda italiana che gestisce la rete di trasmissione dell'energia elettrica) ci dicono che nei 7 mesi in cui sarà in vigore l'ora legale (ovvero dal 27 marzo al 30 ottobre), l'Italia si stima possa risparmiare oltre 190 milioni di euro. Questo soprattutto grazie a un minor consumo di energia elettrica di circa 420 milioni di kilowattora. Per intenderci, stiamo parlando di un risparmio che equivale al fabbisogno medio annuo di circa 150 mila famiglie.

Se consideriamo il minor consumo di energia dovuto all'ora legale, dal 2004 al 2021 l'Italia ha risparmiato complessivamente circa 10,5 miliardi di kilowattora: in termini economici, stiamo parlando di un risparmio per i cittadini di oltre 1,8 miliardi di euro. Inoltre, fattore non secondario, a un minor consumo di energia corrisponde anche un minor impatto ambientale in termini di CO2: l'ora legale dovrebbe portare quindi anche una riduzione di circa 200 mila tonnellate di emissioni di anidride carbonica in atmosfera.

Sempre secondo Terna sono aprile e ottobre i mesi di ora legale che incidono di più sul risparmio energetico. Ma perché allora l'arrivo dell'ora legale, ovvero il banale spostamento in avanti delle lancette, è in grado di farci risparmiare sulla bolletta?

Ecco perché l'ora legale ci fa risparmiare 

L'ora legale, introdotta in Italia nel 1966, è un sistema che permette di sfruttare al meglio le ore di luce durante tutta la bella stagione. Tra marzo e ottobre, infatti c'è a disposizione naturalmente più luce, dato che il sole, in questo periodo dell'anno, sorge prima (in Italia verso le 4:30) e tramonta più tardi (verso le 20). Spostando avanti le lancette di un'ora, le ore di luce coprono meglio le ore destinate alle attività umane, permettendo di fatto di godere di un'ora di luce in più alla sera.

Prendiamo come esempio l'Italia: se con l'ora solare (ovvero quella che segue il naturale sorgere del sole) il sole nei mesi estivi sorgerebbe alle 4.30 del mattino e tramonterebbe alle 20, con l'ora legale (ovvero spostando avanti le lancette dell'orologio) il periodo di luce tra alba e tramonto va dalle 5.30 alle 21. E' facile intuire che un'ora di luce tra le 4.30 e le 5.30 è meno utile di un'ora di luce tra le 20 e le 21. Questo spostamento permette infatti, ad esempio, di accendere le luci alla sera un ora più tardi con un conseguente risparmio sui consumi di energia elettrica.

Ora legale o ora solare? Per l'Italia meglio entrambe

Il parlamento Europeo, dopo una consultazione pubblica avvenuta tra luglio e agosto 2018 e l'84% dei voti a favore, ha approvato l'abolizione dell'obbligo per i vari Paesi membri di passare da un'ora all'altra due volte all'anno. Ogni Stato, avrebbe dovuto decidere quindi in autonomia entro la fine del 2021 se adottare per sempre l'ora legale o quella solare. Ma al momento nessuno dei paesi dell'Unione ha legiferato in merito e in pochi hanno dichiarato le loro intenzioni.

La realtà dei fatti è che in un Europa ora alle prese con una guerra alle porte e uscita  (si spera) malconcia da 2 anni di pandemia, la confusione sulle intenzioni dei vari stati membri su questa questione è enorme. La Francia ad esempio si era già espressa più di due anni fa con una consultazione pubblica promossa dall'Assemblea Nazionale: la maggioranza dei francesi vorrebbe tenere per sempre l'ora legale e dire addio a quella solare.

Non sono di questo stesso avviso tuttavia i paesi del nord Europa, capeggiati da Finlandia e Svezia. La possibilità di avere più luce a disposizione grazie all'ora legale, infatti, avvantaggia soprattutto i paesi del Sud Europa. Nel Nord, invece, le giornate durante l'estate sono già molto lunghe a causa della vicinanza con il Polo Nord. In Finlandia, ad esempio, nei giorni più lunghi, il sole sorge prima delle quattro del mattino e tramonta quasi alle 23.00. L'ora guadagnata quindi non serve né per avere più luce alla sera né per risparmiare sul fronte energetico

E l'Italia? Ha di fatto chiesto all'Europa di non decidere. Qualche anno fa, il Governo Conte bis pare abbia fatto richiesta formale a Bruxelles per lasciare le cose come stanno, ovvero sei mesi con l'ora solare e altri sei con l'ora legale, esattamente come da 56 anni a questa parte. Il perché lo stiamo vedendo proprio in questo periodo di prezzi dell'energia alle stelle: passare da ora legale (quando le giornate si allungano e si possono sfruttare più ore di luce naturale) a ora solare (quando le giornate si accorciano e conviene da subito sfruttare le prime ore di luce e chiudere le attività produttive con un ora di anticipo) ci garantisce un grosso risparmio proprio sui consumi di luce e gas. 

Come risparmiare sulla bolletta

Al di là del risparmio dovuto all'ora legale e in attesa che le nostre proposte al governo vengano messe in campo e diventino misure strutturali, abbiamo pensato di dare un’alternativa immediata ai consumatori in sofferenza, lanciando l’edizione 2022 del Gruppo di Acquisto Abbassa la Bolletta. Come definito dal Garante, i Gruppi d'acquisto energia nascono con la finalità di selezionare uno o più venditori per la fornitura di energia elettrica e/o gas naturale ai clienti finali riuniti nel gruppo. Dopo avere selezionato le offerte commerciali più vantaggiose, il Gruppo d'acquisto le propone ai propri membri che possono stipulare il proprio contratto di fornitura con il venditore alle condizioni stabilite.

Attraverso l’organizzazione di un’asta al ribasso tra i fornitori saremo quindi in grado di ottenere offerte convenienti di gas e luce (al 100% da fonti rinnovabili). L’utente prendendo parte all'iniziativa, potrà valutare le offerte senza obblighi o vincoli; inoltre, potrà inserire i propri dati di consumo nell’area personale del sito abbassalabolletta.it e ricevere la stima del risparmio ottenibile attivando le offerte che si aggiudicheranno l’asta. Le precedenti edizioni hanno coinvolto più di 500.000 famiglie le quali, cambiando fornitore, sono riuscite a risparmiare in media 250€ all’anno

Partecipa ad Abbassa la bolletta 2022