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Arriva l'ora legale. Sarà l'ultima volta? Ecco cosa potrebbe succedere

Torna nella notte tra sabato 27 e domenica 28 marzo l'ora legale. Lancette avanti quindi di un'ora, ma potrebbe essere un'operazione coi mesi contati. La UE ha chiesto di uniformare l'orario in tutti i Paesi entro il 2021. Se per alcuni stati quello del prossimo ottobre sarà l'ultimo cambio di orario, per altri (come l'Italia) potrebbe non essere così: il pericolo è quello di un'Europa con fusi orari a macchia di leopardo.

  • di
  • Luca Cartapatti
26 marzo 2021
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  • Luca Cartapatti
Ora legale

Nella notte tra sabato 27 e domenica 28 marzo dovremo spostare le lancette avanti di un'ora; ci sarà infatti il passaggio dall'ora solare a quella legale. In pratica perderemo un'ora di sonno, ma avremo giornate più lunghe e verrà buio la sera un'ora più tardi. Tuttavia quella di spostare la lancetta degli orologi due volte l'anno potrebbe essere un'operazione coi mesi contati.

Il parlamento Europeo, dopo una consultazione pubblica avvenuta tra luglio e agosto 2018 e l'84% dei voti a favore, ha infatti approvato l'abolizione dell'obbligo per i vari Paesi membri di passare da un'ora all'altra due volte all'anno. Nonostante la UE prema per uniformare il fuso orario in tutti i Paesi dell'unione, ogni Stato si troverà entro il 2021 a dover decidere se adottare per sempre l'ora legale o quella solare. Ma se per alcuni Stati il prossimo cambio di orario (quello del prossimo ottobre quando si dovrebbe tornare all'ora solare) potrbbe rappresentare davvero l'ultimo, per altri Paesi (tra cui, come vedremo, anche l'Italia) questo stop non è affatto scontato.

Un pasticcio tutto europeo

La realtà dei fatti è che in Europa la confusione sulle intenzioni dei vari stati membri è enorme. La Francia ad esempio pare abbia già deciso più di un anno fa. Il risultato della consultazione pubblica promossa dall'Assemblea Nazionale parla chiaro: la maggioranza dei francesi vorrebbe tenere per sempre l'ora legale e dire addio a quella solare.

Non sono di questo stesso avviso tuttavia i paesi del nord Europa, capeggiati da Finlandia e Svezia. La possibilità di avere più luce a disposizione grazie all'ora legale, infatti, avvantaggia soprattutto i paesi del Sud Europa. Nel Nord, invece, le giornate durante l'estate sono già molto lunghe a causa della vicinanza con il Polo Nord. In Finlandia, ad esempio, nei giorni più lunghi, il sole sorge prima delle quattro del mattino e tramonta quasi alle 23.00. L'ora guadagnata quindi non serve né per avere più luce alla sera né per risparmiare sul fronte energetico.

E l'Italia? Il nostro Paese ha di fatto chiesto di non decidere. Il Governo Conte bis pare abbia fatto richiesta formale a Bruxelles per lasciare le cose come stanno, ovvero sei mesi con l'ora solare e altri sei con l'ora legale, esattamente come da 54 anni a questa parte.

Ma che cos'è l'ora legale? 

L'ora legale, introdotta in Italia nel 1966, è un sistema che permette di sfruttare al meglio le ore di luce durante tutta la bella stagione. Tra marzo e ottobre, infatti c'è a disposizione naturalmente più luce, dato che il sole, in questo periodo dell'anno, sorge prima (in Italia verso le 4:30) e tramonta più tardi (verso le 20). Spostando avanti le lancette di un'ora, le ore di luce coprono meglio le ore destinate alle attività umane, permettendo di fatto di godere di un'ora di luce in più alla sera.

Quale vantaggio ha l'ora legale? 

Prendiamo come esempio l'Italia: se con l'ora solare (ovvero quella che segue il naturale sorgere del sole) il sole nei mesi estivi sorgerebbe alle 4.30 del mattino e tramonterebbe alle 20, con l'ora legale (ovvero spostando avanti le lancette dell'orologio) il periodo di luce tra alba e tramonto va dalle 5.30 alle 21. E' facile intuire che un'ora di luce tra le 4.30 e le 5.30 è meno utile di un'ora di luce tra le 20 e le 21. Questo spostamento permette infatti, ad esempio, di accendere le luci alla sera un ora più tardi con un conseguente risparmio sui consumi di energia elettrica.

Bollette della luce più leggere

Secondo l'ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, energia e ambiente), questo sistema porta un risparmio dello 0,2% sul totale dei consumi, per gli addetti ai lavori una cifra significativa nelle politiche di risparmio energetico. I dati di TERNA (azienda italiana che gestisce la rete di trasmissione dell'energia elettrica) parlano infatti di oltre 560 milioni di kWh consumati in meno all'anno, e quindi di un risparmio di oltre 115 milioni di euro per le famiglie italiane (considerando che un chilowattora costa in media al cliente domestico circa 20,62 centesimi di euro al lordo delle imposte). Insomma, tra il 2004 e il 2017, l'ora legale ha permesso agli italiani di risparmiare ben 1 miliardo e 435 milioni di euro.   

Lo scenario: fusi orari a macchia di leopardo

La Commissione europea ha dunque deliberato che spetta ai singoli Paesi, entro il 2021, scegliere quale fuso orario adottare. L'ultimo cambio di ora per quelli che decideranno di mantenere in modo permanente l'ora legale (come ad esempio la Francia) avverrà quindi l'ultima domenica di marzo del 2021, mentre per gli stati membri che preferiscono mantenere l'ora solare (come probabilmente Finlandia e Svezia), gli orologi cambieranno per l'ultima volta nell'ultima domenica di ottobre dello stesso anno.

Se poi fosse concesso a Paesi come l'Italia di mantenere invariato lo status quo, paradossalmente si potrebbe venire a creare una Europa con fusi orari a macchia di leopardo e che variano da stagione a stagione, dove ed esempio varcando la frontiera di Ventimiglia o del Brennero si potrebbe dover portare avanti o indietro le lancette dell'orologio in alcune stagioni e non fare nulla in altre.