PRONTO TASSE

Chi deve fare il 730

17 marzo 2022
  • contributo tecnico di
  • Tatiana Oneta
  • di
  • Luca Cartapatti

17 marzo 2022
  • contributo tecnico di
  • Tatiana Oneta
  • di
  • Luca Cartapatti

Come ogni anno, è tempo di presentare la dichiarazione dei redditi: ma chi è obbligato a presentarla? Chi invece può farne a meno? E cosa devo fare se ho degli investimenti all’estero? Ecco tutto quello che devi sapere.

Presento il 730 o Redditi?

I contribuenti senza partita Iva possono scegliere tra due diverse dichiarazioni dei redditi: il modello 730 o il modello Redditi Persone Fisiche. Se puoi scegliere il nostro consiglio è quello di fare il 730, perché i tempi per eventuali rimborsi sono più brevi e il modello risulta di più semplice compilazione. 

Quando usare il 730

Con il 730 si possono dichiarare solo alcune tipologie di reddito percepito nel 2021:

  • i redditi da lavoro dipendente e assimilati (collaborazioni coordinate e continuative o a progetto);
  • i redditi dei terreni, dei fabbricati, di capitale;
  • i redditi di lavoro autonomo senza partita Iva (collaborazioni occasionali) 
  • alcuni redditi diversi o redditi assoggettabili a tassazione separata (vedi il quadro D). 

Inoltre, puoi presentare la dichiarazione dei redditi con il modello 730 se nel 2022:

  • percepisci redditi da lavoro dipendente o da pensione (compresi i compensi degli italiani che lavorano all'estero e per i quali il reddito viene determinato in base alla retribuzione convenzionale stabilita dal ministero);
  • percepisci indennità sostitutive di reddito di lavoro dipendente (quali il trattamento di integrazione salariale, cioè la cassa integrazione, la mobilità, …);
  • sei sacerdote della Chiesa cattolica;
  • sei giudice costituzionale, parlamentare nazionale o titolare di altre cariche pubbliche elettive (consigliere regionale, comunale, provinciale, ...);
  • sei impegnato in lavori socialmente utili;
  • hai un contratto di lavoro dipendente o assimilato a tempo determinato di durata inferiore all’anno e presenti la dichiarazione al datore di lavoro (se ne ha dato la possibilità), purché il contratto duri almeno dal mese di presentazione della dichiarazione al terzo mese successivo; altrimeti puoi farlo direttamente on line con l'Agenzia delle entrate oppure rivolgerti al Caf o a un professionista abilitato se hai i dati del datore di lavoro che ti farà il conguaglio in busta paga;
  • hai un contratto di lavoro a tempo determinato con la scuola, che dura almeno da settembre 2021 a giugno 2022,  puoi farlo direttamente on line con l'Agenzia delle entrate oppure rivolgerti al sostituto d'imposta (se ne ha dato la possibilità), a un Caf o a un professionista abilitato;
  • sei produttore agricolo esonerato dalla presentazione della dichiarazione 770, Irap e Iva;
  • sei socio di cooperative di produzione e lavoro, di servizi, agricole e di prima trasformazione dei prodotti agricoli e di piccola pesca.

Se rientri in uno dei casi precedenti puoi presentare il 730 anche se non hai un sostituto d'imposta che possa fare il conguaglio in busta paga o sulla pensione - magari perché è terminato il rapporto di lavoro. Se il conguaglio risulta a credito, sarà l'Agenzia delle Entrate a provvedere al rimborso. In caso di debito, devi pagare tramite modello F24.

Quando usare Redditi

Sei obbligato a utilizzare il Modello Redditi se nel 2021:

  • hai prodotto redditi di impresa anche in forma di partecipazione;
  • hai prodotto redditi da lavoro autonomo per i quali è richiesta la partita Iva o sei socio di una cooperativa artigiana;
  • hai prodotto redditi diversi non compresi nel quadro D del 730, righi D4 e D5;
  • hai realizzato plusvalenze derivanti dalla cessione di partecipazioni qualificate o di partecipazioni non qualificate in società che non operano in mercati regolamentati e hanno sede in Paesi o territori a fiscalità privilegiata (nei cosiddetti paradisi fiscali);
  • hai percepito, in qualità di beneficiario, redditi provenienti da trust;
  • redditi derivanti da agroenergie oltre i limiti previsti dal decreto legge n.66 del 24/04/2014;
  • non eri residente in Italia nel 2021 o non lo sei nel 2022;
  • sei obbligato a presentare la dichiarazione Irap, Iva o con modello 770 per sostituti d'imposta;
  • utilizzi crediti d'imposta per redditi prodotti all'estero diversi da quelli indicati al rigo G4;
  • hai percepito redditi da pensione erogati da soggetti esteri e ti sei trasferito in Italia in uno dei Comuni con popolazione inferiore ai 20.000 abitanti siti in Sicilia, Calabria, Sardegna, Campania, Basilicata, Abruzzo, Molise o Puglia, usufruendo delle agevolazioni previste;
  • devi compilare il prospetto degli aiuti di Stato;
  • hai più di 4 immobili che affitti

I quadri RW, RT e RM

Se percepisci redditi particolari che sarebbero da dichiarare con il modello Redditi, puoi fare lo stesso il 730 per approfittare di tempi più brevi, in caso di rimborso, e poter contare sulla maggiore semplicità che questo modello ti assicura. Ma come fare? Puoi presentare il frontespizio e alcuni quadri del modello Redditi insieme al tuo modello 730, ma ricorda che puoi farlo tra il 2 maggio e il 30 giugno se utilizzi la modalità cartacea e tra il 2 maggio e il 30 novembre se scegli l’invio telematico. La presentazione cartacea può esser fatta solo tramite gli uffici postali, mentre la modalità telematica può esser utilizzata direttamente dal contribuente accedendo al sito della precompilata online oppure rivolgendosi a un intermediario abilitato. 

Attenzione: questa soluzione non è sempre valida. Per alcuni redditi sei obbligato a presentare direttamente il modello Redditi. 

Ecco di seguito tutti i casi in cui puoi presentare alcuni quadri del modello Redditi insieme al tuo 730.

Il quadro RM di Redditi

Puoi presentare il quadro RM di Redditi abbinato al 730 se nel 2021:

  • hai percepito redditi di capitale di fonte estera sui quali non sono state applicate le ritenute a titolo d’imposta nei casi previsti dalla legge italiana oppure interessi, premi e altri proventi delle obbligazioni e titoli similari, pubblici e privati, sulle quali non è stata applicata l’imposta sostitutiva;
  • hai percepito indennità di fine rapporto da soggetti che non fanno da sostituto d’imposta;
  • hai percepito proventi da depositi a garanzia per cui è dovuta un'imposta sostitutiva pari al 20%;
  • hai rivalutato il valore dei terreni nel 2021;
  • hai percepito redditi derivanti dall'attività di noleggio occasionale di imbarcazioni e navi da diporto tassati con imposta sostitutiva al 20%;
  • eri docente titolare di cattedra nelle scuole di ogni ordine o grado e hai percepito compensi per attività di ripetizioni o lezioni private optando per la tassazione separata.

Se scegli di utilizzare il quadro RM abbinato al 730 non puoi optare per la tassazione ordinaria che è prevista per alcuni dei redditi appena visti.

In particolare, nella Sezione V devi indicare i redditi di capitale di fonte estera percepiti direttamente senza l’intervento di intermediari residenti. In pratica, se hai percepito interessi sui soldi lasciati in giacenza su un conto all’estero o se hai incassato cedole su titoli obbligazionari o se hai percepito dividendi da azioni acquistate tramite intermediari esteri è questa sezione che devi compilare per pagare le tasse. Tali redditi sono soggetti ad imposizione sostitutiva nella stessa misura della ritenuta alla fonte a titolo di imposta applicata in Italia sui redditi della stessa natura: quindi in generale il 26%, tranne i casi di redditi da capitale derivanti dall’investimento in titoli di Stato di Paesi white list (e assimilati) che vanno tassati al 12,5%. Per gli importi in valuta estera bisogna indicare il controvalore in euro utilizzando i tassi di cambio in vigore al momento della percezione del reddito da capitale.

Il quadro RT di Redditi

Puoi presentare il quadro RT di Redditi abbinato al 730 se nel 2021:

  • hai realizzato redditi diversi di natura finanziaria (quindi le plusvalenze che derivano dalla vendita di azioni e altri strumenti finanziari) nel caso in cui non abbia optato per il regime amministrato (o gestito);
  • hai realizzato plusvalenze derivanti da partecipazioni non qualificate (escluse quelle che derivano dalla cessione di partecipazioni in società residenti in Paesi o territori con fiscalità privilegiata) i cui titoli non sono negoziati in mercati regolamentati;
  • hai realizzato solo minusvalenze da partecipazioni qualificate e/o non qualificate e perdite relative ai rapporti da cui possono derivare altri redditi diversi di natura finanziaria e le vuoi riportare negli anni successivi;
  • hai rivalutato il valore delle partecipazioni nel 2021.

L’aliquota sulle plusvalenze realizzate dalla vendita di azioni che hai acquistato tramite un intermediario estero e che hai realizzato nel 2021 è del 26% - la stessa che avresti se facessi l’operazione tramite un intermediario italiano. La plusvalenza si calcola sempre come differenza tra quanto incassato (al netto dunque di eventuale commissioni di compravendita) e quanto speso per un investimento azionario (comprensivo, quindi, di eventuali commissioni). Per gli importi in valuta estera, bisogna indicare il controvalore in euro utilizzando il cambio vigente al momento dell’ottenimento della plusvalenza.

Il quadro RW di Redditi

Devi presentare il quadro RW di Redditi abbinato al 730 in due casi:

1) se nel 2021 hai detenuto investimenti all’estero o attività estere di natura finanziaria (non conta se alla fine non avevi più tali investimenti, se li hai avuti nel corso dell’anno devi presentare il quadro RW)
2) se sei proprietario o titolare di altro diritto reale su immobili situati all’estero o se possiedi attività finanziarie all’estero per il calcolo delle relative imposte dovute, cioè:

  • l’Ivie, l’imposta sul valore degli immobili all’estero, che possiedi sia a titolo di proprietà che di altro diritto reale se sei residente in Italia;
  • l’Ivafe, l’imposta sul valore delle attività finanziarie all'estero. Questa tassa viene applicata sul valore dei prodotti finanziari, dei conti correnti e dei libretti di risparmio detenuti all’estero.

Attenzione: per i soli depositi e conti correnti bancari costituiti all’estero il cui valore massimo complessivo raggiunto nel corso del 2021 non sia stato superiore a 15.000 euro non c’è obbligo dichiarativo, ma c’è comunque l’obbligo della compilazione del modulo RW per il pagamento dell’Ivafe.

In pratica:

  1. Se durante l’anno hai avuto solo liquidità su un conto all’estero e la media dei soldi sul conto estero non ha mai superato i 5.000 euro, allora non sei tenuto a compilare e presentare il quadro RW.
  2. Se durante l’anno hai avuto solo liquidità su un conto all’estero e la media dei soldi sul conto estero ha superato i 5.000 euro, devi comunque presentare il Modulo RW anche se non hai mai superato i 15.000 euro di giacenza, perché dovari pagare l’Ivafe su soldi lasciati sul conto: sono gli stessi 34,2 euro l’anno che pagano tutti i residenti italiani con un conto corrente italiano che supera la giacenza media di 5.000 nell’anno.
  3. Se oltre alla liquidità sul conto all’estero hai anche avuto strumenti finanziari, devi comunque compilare il modulo RW, anche se hai venduto tali investimenti e alla fine del 2021 non li avevi più.

Ai fini dell’Ivie, per gli immobili situati in Paesi appartenenti all’Unione europea o in Paesi aderenti allo Spazio economico europeo, il valore dell’immobile da considerare è quello catastale o, in mancanza, è costituito dal costo risultante dall’atto di acquisto (o dai contratti da cui risulta il costo complessivamente sostenuto per l’acquisto di diritti reali diversi dalla proprietà) o, in mancanza, dal valore di mercato rilevabile al termine dell’anno (o alla fine del periodo di detenzione) nel luogo in cui è situato l’immobile. L’aliquota è dello 0,76%, che scende allo 0,40% solo se l’immobile, e relative pertinenze, è adibito ad abitazione principale e ed è un’unità immobiliare che in Italia risulta classificata nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9.

Ai fini dell’Ivafe, come detto, per i conti correnti e libretti di risparmio si considera la giacenza media dell’anno e se superiore a 5.000 euro si pagano 34,2 euro. Per quanto riguarda tutti gli altri investimenti di natura finanziaria (azioni, obbligazioni…) il valore da indicare è quello di quotazione rilevato al 31 dicembre o al termine del periodo di detenzione (quindi al momento della vendita). L’aliquota da applicare è dello 0,20%.

In entrambi i casi per gli importi in valuta estera va indicato il controvalore in euro utilizzando il cambio indicato nel provvedimento del Direttore dell’Agenzia emanato ai fini dell’individuazione dei cambi medi mensili.

Entrambe le imposte possono essere calcolate e versate indicandole nel quadro RW di Redditi, rispettando i termini e le modalità di versamento previsti per l'Irpef: entro il 30 giugno si versa il saldo dello scorso anno e il primo acconto dell'anno in corso (oppure entro il 30 luglio pagando la maggiorazione dello 0,4% a titolo di interessi), entro il 30 novembre il secondo acconto.
 

 

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