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Mancato Rimborso da Truffa Online su Carta di Credito ALTROCONSUMO
Buongiorno, ho subito una truffa online su piattaforma Subito.it con addebito sulla mia Carta di Credito ALTROCONSUMO (Socio e Carta da molti anni) per un importo di 444€ e Banca Sella non mi rimborsa perchè le operazioni sono state effettuate con doppia autenticazione (vedi allegato). Certo, è colpa mia che mi sono fatto fregare come un pollo, ma chiedo a voi di assistermi nel Reclamo ed eventuali altre azioni verso altri enti di conciliazione bancaria finanziaria. Ho anche sporto Denuncia presso i Carabinieri per l'accaduto. In breve:il giorno 4/2/2026 ho messo in vendita un oggetto su Subito,it per la prima volta e non conoscevo quindi la procedura usuale di vendita; un utente subito dopo con la scusa di voler vedere un piccolo video dell'oggetto prima di acquistarlo mi ha portato fuori dalla piattaforma su chat di Messenger (FB) e poi su Whatsapp, e da lì inviandomi false immagini di pagine in tutto identiche a quelle di Subito,it e falsi link a pagine web apparentemente di Subito,it, mi ha fatto credere di avere pagato l'oggetto e di dovere confermare l'accettazione della Vendita e ingenuamente ho fornito i dati della carta e immessi i codici di autorizzazione ricevuti via SMS ad un addebito di 444€, che era presentato come temporaneo e necessario a poter concludere la vendita dell'oggetto. Solo quando hanno tentato di ripetere l'operazione dicendo che sulla prima c'era stato un problema, e invece vedevo dal sito Sella che l'addebito era stato già fatto, ho realizzato che si trattava di una truffa e interrotto minacciando querela. Sono in grado di fornire documentazione completa dell'iter della truffa con copia sia della chat intrattenuta sia delle false pagine web su cui sono stato indirizzato, qualora fossero utili a dar forza alla contestazione. Allego per ora solo la chat Whatsapp, che è la parte più significativa . Grazie.
Problema con emissione di carta di credito
Il giorno 12 dicembre 2025, a seguito di operazioni non effettuate da me con la mia carta di credito Mastercard ING, ho provveduto a bloccare la carta di credito e ho chiesto la emissione di una nuova carta di credito. Accedendo all’area riservata del sito ING appare che una nuova carta di credito è stata emessa e ha 0007 come ultime cifre finali. (vedi allegato 1) Finora questa carta non è mai arrivata. Peggio, se clicco sul numero di spedizione (che appare in basso a destra nell’allegato 1) appare (vedi allegato 2) che la data di spedizione è il 22/04/2025 (cioè 8 mesi prima che io la richiedessi!). Ho provato a contattare ING ma non sono mai riuscito a parlare con un operatore. Sulla chat ho chiesto di interfacciarmi con un agente ma, in barba alla trasparenza, ho sempre interagito evidentemente con un computer. Oltretutto, i tempi di attesa lunghissimi mi hanno costretto a entrare più volte nel sito e poi, per non essere disconnesso, ogni 4 minuti ripetevo l’ultima frase inviata … Allego copia di un pezzo di chat da cui si evince che non sto parlando con un “umano” (allegato 3), A Padova c’è un ufficio della ING ma gli impiegati si sono dichiarati incompetenti per il mio problema. Alla fine ho chiesto una carta di credito ad un’altra banca (Mediolanum). Segnalo questa storia perché, al di là del mio caso personale, trovo inaccettabile l’impossibilità di interagire con la banca ING. Giovanni Andreatta
RISCATTO POLIZZA
salve da più di una settimana sto aspettando che da postevita a cui ho inoltrato una PEC, mi venga fatta una risposta in merito al riscatto di una polizza scaduta lo scorso dicembre, avente come intestatario mia moglie e come beneficiario della medesima polizza, mio figlio. questo perchè a inizio febbraio avevo chiamato il numero verde di Poste Vita chiedendo lo stato di avanzamento della mia pratica di riscatto ,di cui avevo a metà dicembre, inoltrato tramite form dell'area clienti tutta la documentazione richiestami. come interlocutore della telefonata mi era capitato un personaggio che a dire inadatto è un eufenismo, perchè oltre a dirmi che mancavano dei documenti di cui non ha saputo dirmi quali erano (nonostante nella ricevuta della mia richiesta comparivano) mi dettava la mail di contatto , sbiascicando le lettere e facendomela ripetere più volte. Ora chiedo quanto devo aspettare per avere risposta della mia PEC di cui vedo che è stata recapitata ma non letta, dopo più di quasi due settimane. allego ricevuta della mia richiesta di riscatto. cordiali saluti
Rimborso negato
Spett.le Altroconsumo, con la presente intendo segnalare e contestare l’operato del fondo sanitario FASCHIM in relazione al rigetto reiterato di alcune mie pratiche di rimborso per terapie riabilitative, nonostante la documentazione prodotta sia sempre stata completa e conforme a quanto previsto dal regolamento del fondo. Le pratiche in oggetto sono state respinte più volte per motivazioni differenti e progressivamente introdotte, come di seguito: Primo rigetto: viene richiesto che sulla ricevuta fosse indicato il numero delle sedute effettuate. Secondo rigetto: successivamente viene richiesto di indicare anche il codice fiscale sulla ricevuta. Rigetto finale: l’istanza viene infine respinta poiché le integrazioni sarebbero state apportate a mano e prive di timbro e firma dell’ente su ogni specifica riga corretta. Desidero sottolineare che il regolamento FASCHIM non prevede l’obbligo di indicare né il numero delle sedute né il codice fiscale direttamente sulla ricevuta fiscale. Tali richieste risultano quindi non previste dalla normativa di riferimento del fondo e introdotte solo in una fase successiva alla presentazione della pratica. In ogni caso, preciso che fin dalla prima presentazione della domanda ho sempre trasmesso documentazione integrativa completa, nella quale erano chiaramente riportati: il numero delle sedute effettuate; i dati completi del soggetto che ha erogato le terapie, inclusi nome e codice fiscale; il collegamento puntuale tra prestazioni effettuate e ricevute presentate. Nonostante la completezza della documentazione, FASCHIM ha continuato a rigettare le pratiche introducendo requisiti formali non previsti dal regolamento, senza fornire indicazioni chiare e definitive sin dall’inizio, costringendomi a continue integrazioni e modifiche, per poi respingere comunque l’istanza. Ritengo tale condotta scorretta e lesiva dei diritti dell’iscritto, in quanto: contraria ai principi di trasparenza, correttezza e buona fede; caratterizzata da una gestione incoerente e mutevole delle richieste documentali; idonea a creare un ingiustificato ostacolo all’ottenimento del rimborso previsto. Chiedo pertanto l’intervento di Altroconsumo affinché venga valutata la correttezza dell’operato di FASCHIM e, se ritenuto opportuno, venga avviata un’azione di tutela nei confronti di una prassi che appare sistematicamente penalizzante per l’assistito. Resto a disposizione per fornire tutta la documentazione a supporto (ricevute, documentazione integrativa, comunicazioni di rigetto). Cordiali saluti
Reclamo formale per comportamento ostruzionistico, violazione dei principi di buona fede e ostacolo
Spett.le Ufficio Reclami Compass Banca S.p.A. e p.c. Altroconsumo Con la presente, la sottoscritta Iolanda Cardizzone (C.F. CRDLND53S58M088Z), in qualità di erede del Sig. Fausto Tridici (deceduto in data 11/01/2026), sporge formale reclamo contro codesto Istituto per le reiterate condotte ostruzionistiche e dilatorie messe in atto nella gestione della pratica di successione in oggetto. I Fatti e la Cronologia delle Inefficienze Nonostante la volontà della scrivente di subentrare o comunque regolarizzare i pagamenti delle rate residue sia stata manifestata tempestivamente, Compass ha opposto continui ostacoli burocratici, rallentando ingiustificatamente l'iter: 22/01/2026: È stata inviata la prima comunicazione di decesso con esplicita richiesta di subentro e/o addebito delle rate sul mio IBAN personale. Compass ha rifiutato l'addebito su conto terzo, imponendo il passaggio al pagamento tramite bollettini postali. 05/02/2026: In ottemperanza alle Vostre istruzioni, è stata inviata una PEC contenente la mia esplicita richiesta, da me redatta e firmata in calce , di ricevere i bollettini postali al mio indirizzo di domicilio. 10/02/2026: Invece di evadere la semplice richiesta, il Vostro Customer Service ha bloccato nuovamente la pratica. La motivazione addotta è stata la presunta assenza di una formale delega , ignorando completamente il fatto che il documento fosse sottoscritto direttamente dalla sottoscritta, unicamente perché la comunicazione proveniva dalla PEC di mio genero (Andrea Cavallieri), che mi assiste nella procedura. 13/02/2026: Al solo fine di superare questo pretestuoso blocco istruttorio, è stata prodotta e inviata l'ennesima documentazione, comprensiva di delega formale. Motivazioni del Reclamo Tale modus operandi risulta contrario ai basilari principi di correttezza, trasparenza e buona fede nell'esecuzione del contratto. L'Istituto sta attivamente ostacolando un erede che intende onorare regolarmente un debito. La rigidità dei Vostri processi interni non può risolversi in un danno per l'utente, né giustificare il rifiuto di processare documenti legittimi e firmati dall'avente diritto. Richieste Perentorie Alla luce di quanto sopra, si RICHIEDE E DIFFIDA Compass Banca S.p.A. a: Emettere e spedire immediatamente i bollettini postali all'indirizzo comunicato, senza ulteriori e speciose richieste documentali. Fornire conferma scritta che nessuna penale, spesa di insoluto, indennità di sconfinamento o interesse di mora verrà applicata sulle rate in scadenza o scadute a partire da gennaio 2026. Qualsiasi eventuale ritardo nei pagamenti è infatti da imputarsi esclusivamente all'inefficienza e alle lungaggini istruttorie del Vostro Customer Service. Si allega alla presente l'intero carteggio PEC intercorso a comprova dei fatti narrati. In attesa di un Vostro rapido riscontro, da inviarsi all'indirizzo PEC del mio delegato (andreacavallieri@pec.it), mi riservo di adire l'Arbitro Bancario Finanziario (ABF) per la tutela dei miei diritti. Cordiali saluti, Iolanda Cardizzone
Abbonamento nascosto dopo acquisto singolo di 6,90€ - Dolcumento.com
Spett.le Altroconsumo, desidero segnalare la condotta del sito Dolcumento.com (società Lanonium B.V.). In data 16/04/2025 ho effettuato il pagamento di 6,90 € per l'acquisto di una singola visura. Attraverso l'uso di "Dark Patterns" (tecniche grafiche ingannevoli), il merchant ha attivato a mia insaputa un abbonamento ricorrente non chiaramente esplicitato in fase di acquisto. A seguito di ciò, ho subito 11 addebiti mensili da 49,50 € ciascuno, per un totale di 544,50 €. Una volta scoperto l'accaduto, ho tentato una risoluzione bonaria, ma il merchant ha rifiutato ogni rimborso utilizzando toni intimidatori e pretestuosi. Ho già provveduto a: - Inviare formale segnalazione all'AGCM (Antitrust) via PEC. - Richiedere il chargeback a Nexi/Tinaba per pratica commerciale scorretta. Pubblico questo reclamo per mettere in guardia gli altri consumatori e per sollecitare un intervento di tutela. Resto a disposizione per fornire tutta la documentazione probatoria in mio possesso. Cordiali saluti, Marco Spalletti
Domiciliazione non autorizzata di Paypal su Postepay Evolution
Ho ricevuto un addebito diretto sulla mia PostePay Evolution di 20 Euro + 0.40 Euro di commissioni con questa dicitura : DOMICILIAZIONE (ADDEBITO DIRETTO SEPA) PAYPAL EUROPE S.A.R. CID.LU96ZZZ0000000000000000058 MAN.5SKJ2258KNCHJ Ho controllato sulla cronologia di Paypal per capire cosa fosse ma non risultava niente. Non riesco a risalire alla fonte dell'addebito. Domiciliazione NON AUTORIZZATA.
PAYPAL addebito non autorizzato
Segnalazione e richiesta assistenza per addebito non autorizzato e mancato rimborso – PDF Guru / PayPal Il sottoscritto Diego Lavieri, cliente dei servizi di pagamento offerti da PayPal, espone quanto segue a integrazione della precedente segnalazione. In data 7 febbraio 2026 mi è stato addebitato automaticamente l’importo di euro 49,99, tramite PayPal e collegato alla mia carta Postepay Evolution/ BANCO POSTA, a favore della società PDF Converter Guru (PDF Guru), per un presunto abbonamento derivante da un periodo di prova (“1-week trial”). Preciso espressamente che: non era indicato in modo chiaro, evidente e inequivocabile che, decorso il periodo di prova di una settimana, sarebbe stato addebitato l’importo di 49,99 euro; non vi era una informazione trasparente e comprensibile circa la trasformazione automatica del trial in abbonamento oneroso; non ho ricevuto alcuna email di attivazione di abbonamento automatico né da parte di PDF Guru né da parte di PayPal; non ho usufruito di alcun servizio, né ho effettuato accessi o utilizzi della piattaforma successivamente al presunto periodo di prova; non ho mai espresso un consenso informato e consapevole alla sottoscrizione di un abbonamento ricorrente. Ritengo pertanto che l’addebito sia da considerarsi non autorizzato e comunque privo dei requisiti di trasparenza previsti dalla normativa a tutela del consumatore, in particolare con riferimento: all’obbligo di informazione chiara e preventiva sul prezzo finale; all’espresso consenso per i pagamenti ricorrenti; al divieto di pratiche commerciali ingannevoli o poco trasparenti. Nonostante abbia tempestivamente richiesto il rimborso alla società PDF Guru, lo stesso è stato rifiutato. Ho inoltre aperto reclamo tramite il Centro Risoluzioni PayPal, ma anche tale richiesta è stata respinta, senza che mi venisse fornita prova di una mia accettazione esplicita e consapevole dell’abbonamento. Alla luce di quanto sopra, chiedo l’intervento della Vostra Associazione al fine di: ottenere il rimborso della somma indebitamente addebitata; valutare eventuali profili di scorrettezza commerciale; indicarmi le ulteriori azioni da intraprendere a tutela dei miei diritti. Allego alla presente copia della transazione PayPal e ogni documentazione utile. In attesa di riscontro, porgo cordiali saluti. Diego Lavieri
Addebito fraudolento
In data 3.02.2026 ho effettuato un pagamento di 1,00 € per una firma digitale e mi sono stati addebitati ulteriori 49,99 € per un abbonamento mai richiesto né autorizzato. Chiedo l’immediato rimborso dell’importo indebitamente prelevato e conferma scritta della cessazione di ogni servizio.
Estinzione anticipata
Buongiorno sto richiedendo da dicembre 2025 un estinzione anticipata perché ho urgenza di vendere la mia c3,inizialmente mi è stato detto dal call center che non potevo assolutamente vendere,poi alla seconda chiamata mi è stato detto che posso vendere che avrebbero fatto una segnalazione in modo che avrei ricevuto i documenti dell estinzione il più in fretta possibile.Ad oggi 12 Febbraio 2026 io non ho il mio documento,ho fatto tantissime segnalazioni e chiamate e per di più quelli dell assicurazione della macchina mi hanno detto che non posso vendere e che non mi verrà rimborsata la quota di assicurazione non usufruita. Io non posso più aspettare non so più come fare.
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