Bacheca dei reclami
Reclama Facile si propone di instaurare un utile dialogo tra imprese e consumatori per risolvere questi problemi in via amichevole, favorendo il raggiungimento di un accordo condiviso.
Tramite Reclama Facile potrai inviare un reclamo direttamente all’azienda di tuo interesse seguendo la nostra procedura guidata e avrai la possibilità di pubblicare il tuo reclamo sulla nostra Bacheca.
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errato ricevimento prodotto
In data 19.06.25 ho subito segnalato all'indirizzo email desk@zomushop.net del ricevimento della merce errata oltre ad aver pagato un importo più alto di quello stabilito. Trattasi di un prodotto che vedo è già stato segnalato. Al posto di una spazzola a vapore per cani avete inviato un'asciuga capelli con spazzola Inoltre il Corriere BTR a ritirato il denaro in contanti, come da voi richiesto, non ha consegnato nessuna bolla. Avevate detto che dentro il pacco avrei trovato la fattura invece non c'era nessun documento fiscale. Avete risposo chiedendo di inviare i riferimenti della spedizione e ve li ho inviati. Avete risposto che avreste tracciato l'ordine e mi avreste fatto sapere al più presto poi siete spariti nonostante i ripetuti solleciti. Mi auguro di ricevere risposta in merito al più presto Grazie
Mancato Rimborso da Amicafarmacia
Buongiorno, in data 27/05/2025 ho effettuato un ordine online (#0615007449) con Amicafarmacia. In data 03/06/2025, ho ricevuto un'email da refunds@taleagroupspa.com che mi comunicava che il prodotto ordinato non è disponibile e che in massimo 14 gg lavorativi avrei ricevuto il rimborso totale dell'importo pagato. A distanza di più di un mese e nonostante vari solleciti, inviati ad Amicafarmacia, non ho ricevuto alcun rimborso. Attendo un immediato riscontro in merito.
Mancato rimborso
Buongiorno, ho più volte sollecitato il rimborso dei due ordini in oggetto e,nonostante in data 3 giugno avete mandato una mail con la quale mi comunicavate che entro 14 giorni lavorativi mi avreste accreditato il rimborso, a tutt'oggi non ho ricevuto nulla. Vi invito a restituirmi quanto dovuto entro 15 giorni dalla ricezione della presente altrimenti mi vedrò costretta ad adire per le vie legali. Cordiali saluti Angela Toto
Nessuna assistenza per una vendita FANSALE
Buongiorno, sono profondamente deluso dal totale silenzio da parte di TicketOne. La scorsa settimana ho già segnalato tramite l’apposito modulo sul sito il problema relativo alla vendita del mio biglietto (ordine no. 6250079 / offerta no. 9758721) e non ho ancora ricevuto alcun riscontro. Al momento della vendita, il sistema ha utilizzato un IBAN non più attivo, in quanto dimenticavo di aver chiuso quel conto. La mia ex banca ha già confermato che l’importo è stato restituito al mittente (Eventim/TicketOne). Nonostante questo, nessuno si è degnato di rispondere né di procedere con un nuovo rimborso. Ora nella sezione dei miei dati personali su FanSALE l’IBAN risulta aggiornato e corretto. Mi aspetto quindi che provvedano immediatamente all’accredito della somma dovuta sul nuovo conto. Qualora non dovessi ricevere risposta entro 5 giorni lavorativi, mi vedrò costretto ad agire per vie legali, denunciando la situazione per indebito arricchimento ai sensi dell’art. 2041 del Codice Civile, e coinvolgendo un’associazione per la tutela dei consumatori. Ritengo questo silenzio gravissimo e ingiustificabile. Cordialmente, Luca Faiola
Pacco mai arrivato
Spett. Kiko In data 10/07/2025 ho acquistato presso il Vostro negozio online cosmetici pagando contestualmente l’importo di 62,27 € Oggi ho ricevuto chiamata dal corriere Amazon che doveva consegnare ma in 5 minuti è sparito senza consegnare il pacco che aspettavo. L'ho chiamato più volte ma nonostante i ripetuti solleciti, non ho ancora ricevuto la merce. Vi invito pertanto a recapitarmi quanto prima, e comunque non oltre 30 gg dalla data dell’ordine, in caso contrario agirò per vie alternative Allegati: Conferma ordine Ricevuta di pagamento
MANCATO RIMBORSO
Buongiorno, il 14 maggio 2025 ho effettuato l'ordine1018502857 per un importo di 28.98euro. Questo è ciò che avete scritto nella mail del 20 maggio: "Ci dispiace doverla informare che il suo ordine ha riscontrato problemi dovuti all'aggiornamento sulla disponibilità dei prodotti a catalogo. Abbiamo provato a rifornirci dai nostri fornitori ma al momento la merce risulta da tutti mancante. Provvederemo al rimborso sullo stesso metodo di pagamento da lei utilizzato nel più breve tempo possibile e comunque entro i prossimi 14 giorni lavorativi dalla consegna (o dalla presente comunicazione in caso di annullamento totale)." Ho provato a contattarvi telefonicamente, sul form e sull'indirizzo mail del 20 maggio, ma senza risposte. Ad oggi, 10 luglio 2025, non ho ancora ricevuto il rimborso. Conto di ricevere al più presto quanto mi è dovuto onde evitare il ricorso a vie legali . Giovanni Pesca
Reclamo per addebiti non dovuti dopo restituzione modem e richiesta di rimborso
Buongiorno, mi chiamo Stefano Marco Trainiti (C.F. TRNSFN87D27M088F) , ex cliente TIM e intestatario della linea 095 3789893, disattivata a seguito di migrazione. Scrivo in riferimento alla situazione che si protrae ormai da mesi, nonostante i miei ripetuti solleciti via PEC. Come già ampiamente documentato, dopo la migrazione della linea ho provveduto a restituire il modem di Vostra proprietà in data 27 febbraio 2025. Malgrado la ricevuta di spedizione sia stata più volte inviata ai Vostri uffici, ho continuato a ricevere fatture con addebiti per il noleggio. In questo contesto si inserisce l'ultima fattura ricevuta, la n. RV02351514 del 16/06/2025. Noto con interesse che in essa, l'addebito per le "n. 2 rate residue" del modem viene annullato da un "Sconto modem Ultra Internet" di pari importo. Sebbene interpreti questo gesto come un tardivo riconoscimento della fondatezza delle mie proteste, l'operazione non è sufficiente a considerare la questione risolta. Infatti, questa correzione contabile avviene in totale assenza di una comunicazione ufficiale e, soprattutto, non sana gli addebiti illegittimi che ho già contestato per i mesi precedenti, da marzo 2025 in poi. Per queste ragioni, vi chiedo di procedere con sollecitudine alla risoluzione definitiva della mia posizione. È indispensabile ricevere un rimborso integrale per tutte le somme fatturate per il modem a partire da marzo 2025 e, al contempo, una conferma scritta che la mia posizione amministrativa è stata chiusa e che non verranno generati ulteriori addebiti in futuro. Confidando in un Vostro celere e risolutivo intervento per evitare di dover adire a ulteriori vie di tutela, allego nuovamente la documentazione comprovante la restituzione dell'apparato e resto a completa disposizione. Cordiali saluti, Stefano Marco Trainiti
Mancato rimborso
Spett. FARMAE' della Talea Group S.p.A. In data 06/05/2025 ordine #1018428287, ho acquistato presso il Vostro negozio online 8 prodotti pagando contestualmente l’importo di €.100,06. Alla consegna dei prodotti, avvenuta il 10/05/2025, solo 5 degli 8 prodotti erano presenti nel pacco che ho ricevuto. Pertanto Vi ho inviato una comunicazione tramite form presente sul Vostro sito. Il 12/05/2025 mi avete risposto accettando la richiesta di rimborso per la merce non consegnata, che sarebbe avvenuto sullo stesso metodo di pagamento nei successivi 14 giorni lavorativi dalla comunicazione. Tuttavia ad oggi, trascorsi 60 giorni, non ho ancora ricevuto il rimborso pari a €.54,78. Vi invito a corrispondermi quanto prima tale somma tramite riaccredito sul mezzo di pagamento utilizzato per l’acquisto. Attendo un riscontro entro 15 giorni dal ricevimento della presente, valendo la stessa quale messa in mora ai sensi e per gli effetti dell’art. 1219 c.c.
DAS nega copertura a vittima di stalking condominiale e costringe l'assicurato a mediazione
DAS nega tutela a vittime di stalking, adduce prove assurde e impone mediazione-ricatto Mi chiamo Walter Bedani e scrivo a nome mio e di mia moglie, assicurati con polizza di tutela legale D.A.S. S.p.A. (n. 05205DAS00853), che copre la nostra vita privata. Denuncio un comportamento di gravità inaudita da parte della compagnia e dei suoi fiduciari, che non solo ci hanno negato la copertura assicurativa in un momento di estrema necessità, ma hanno tentato di imporci una scelta processualmente dannosa, violando i più basilari doveri di correttezza e buona fede. IL CONTESTO: VITTIME DI STALKING, NON UN SEMPLICE LITIGIO La nostra famiglia è vittima di una documentata e sistematica campagna di stalking da parte della nostra controparte. Questa non è una nostra opinione, ma un fatto acclarato da tre distinti procedimenti penali in corso a loro carico, che ci vedono come persone offese per reati che vanno dagli atti persecutori (art. 612-bis c.p.) alla calunnia (art. 368 c.p.). L'ultimo atto di questa escalation è avvenuto il 26 aprile 2025: il giorno dopo aver ricevuto la notifica di un'udienza a loro carico per calunnia, la controparte ha installato una telecamera di videosorveglianza. La finalità ritorsiva e intimidatoria è evidente. IL DINIEGO DI DAS: UN CAPOLAVORO DI NEGLIGENZA E MALAFEDE Abbiamo aperto un sinistro con DAS per un procedimento d'urgenza (ex art. 700 c.p.c.) per l'immediata rimozione della telecamera istallata in ritorsione alla notifica di udienza penale ricevuta dalla controparte. La risposta di DAS, tramite l'avvocato incaricato e la referente interna, è stata un diniego basato sulla presunta "carenza dei presupposti di legge", in particolare sulla mancanza di "prove certe e documentali del funzionamento" del dispositivo. Questa valutazione è un insulto alla nostra intelligenza e una violazione palese degli obblighi contrattuali. DAS e il suo legale hanno deliberatamente ignorato una montagna di prove schiaccianti da noi fornite: PROVE TECNICHE INCONFUTABILI: Dispositivo Professionale: Abbiamo documentato con foto che la telecamera è un modello professionale EZVIZ, non un simulacro, dotata di LED a infrarossi per visione notturna e una lente in vetro ottico. Installazione Ostile e Illegittima: L'installazione è stata eseguita da un professionista (un ingegnere elettronico, parente della controparte), è permanentemente alimentata ed è stata posizionata strategicamente al piano terra (non al primo piano, dove vive la controparte) sul muro di proprietà di un loro parente non residente. È puntata esclusivamente verso le nostre pertinenze private, il nostro posto auto e il nostro ingresso, come da scrittura privata inviata a DAS e non verso la proprieta' della controparte che non e' visibile nella inquadratura della telecamera. Non esiste delibera condominiale, cartellonistica obbligatoria o nostra autorizzazione. Prova della Natura non Dissuasiva: Abbiamo fornito video che dimostrano come la telecamera sia occulta e quasi invisibile di giorno e di notte, smentendo la tesi del "mero dissuasore". Pericolo Aggravato: Abbiamo provato con video che la telecamera, essendo a portata di mano, può essere facilmente ri-orientata con un semplice manico di scopa o piccola scala da casa rendendo la minaccia ancora più grave e imprevedibile. ERRORE GIURIDICO MADORNALE SULLA PROVA: L'avvocato incaricato da DAS ha preteso una prova assurda ("luci rosse mentre si muove"), applicando uno standard probatorio errato. Per la giurisprudenza consolidata (Cassazione e Garante Privacy), ai fini della violazione della privacy e del reato di interferenze illecite, ciò che rileva è la mera potenzialità lesiva del dispositivo e il suo orientamento invasivo. In materia di privacy vige un principio di precauzione: è chi installa a dover provare la liceità, non la vittima a dover provare il funzionamento continuo. Per un'azione d'urgenza è sufficiente la verosimiglianza del diritto leso, non la prova piena. DANNO ALLA SALUTE IGNORATO: Abbiamo fornito un verbale di Pronto Soccorso che attesta una grave crisi d'ansia subita da mia moglie, con trasporto in ambulanza, il giorno dopo aver steso la denuncia sulla telecamera. Questo è il periculum in mora: un danno grave, attuale e irreparabile alla salute, che DAS ha liquidato come irrilevante. IL RICATTO DELLA MEDIAZIONE: L'ABUSO DEFINITIVO La condotta più grave si è manifestata durante una videochiamata il 17 giugno 2025. Di fronte alla nostra richiesta di agire in giudizio, l'avvocato incaricato e la referente DAS ci hanno posto un ultimatum: "o la mediazione o niente". Hanno tentato di costringerci ad avviare noi una mediazione, pur essendo a conoscenza di due fatti cruciali: 1) la pendenza di tre procedimenti penali contro la controparte, che rende la mediazione strategicamente deleteria; 2) il fatto che il legale della controparte ci avesse già comunicato di aver ricevuto mandato per invitarci a una mediazione. L'insistenza di DAS affinché fossimo noi a "provocare" la mediazione era un chiaro tentativo di porci in una posizione di svantaggio negoziale. Questa non è solo una pessima gestione, è una condotta deontologicamente e contrattualmente illecita che viola: L'ART. 1917 C.C.: DAS ha agito contro il nostro interesse, spingendoci verso una soluzione dannosa che avrebbe potuto compromettere la nostra posizione nei processi penali. LA BUONA FEDE (ART. 1375 C.C.): Hanno usato la nostra vulnerabilità per sottrarsi ai loro obblighi, ricattandoci. Al nostro rifiuto di cedere, è scattato il parere negativo e il diniego. CONCLUSIONE E APPELLO AD ALTROCONSUMO D.A.S. S.p.A. non sta negando un semplice sinistro. Sta abbandonando i suoi assicurati, documentate vittime di stalking, nel momento del bisogno. Sta calpestando il contratto, la legge e la dignità dei suoi clienti per un cinico calcolo economico. Il loro comportamento non è solo un inadempimento, è un abuso della loro posizione di forza. Chiediamo l'intervento urgente e deciso dei legali di Altroconsumo affinché venga contestata formalmente questa gestione scandalosa e D.A.S. S.p.A. sia costretta a onorare i suoi obblighi, fornendoci la tutela che abbiamo pagato e di cui abbiamo disperatamente bisogno per proteggere la nostra sicurezza e la nostra salute. Codice cliente : Polizza N. 05205DAS00853/ N. 25SIN11243
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