Bacheca dei reclami
Reclama Facile si propone di instaurare un utile dialogo tra imprese e consumatori per risolvere questi problemi in via amichevole, favorendo il raggiungimento di un accordo condiviso.
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Ritardo consegna
Spett. Mediaworld In data 29 Giugno 2026 ho acquistato presso il Vostro negozio online un PHILIPS Serie 5000 CX5535/00 pagando contestualmente l’importo di 96,50€. Alla conferma dell’ordine, mi è stato comunicato che la consegna sarebbe avvenuta entro il 06 Luglio 2026. Nella conferma d'ordine mi è stato comunicato che il prodotto sarebbe stato venduto e spedito da eWeki e non da Mediaworld stesso. Da quel momento, non ho più ricevuto nessuna informazione, ne tracking del pacco ne tantomeno fattura. Il pagamento, guardando l'estratto conto della banca, risulta a nome di Mediaworld. Ho più volte cercato di contattare eWeki, ma non ho avuto risposte. Ho provato anche a contattare il servizio clienti Mediaworld, mi hanno risposto una volta, dandomi false informazioni, quando li ho ricontattati non mi hanno più risposte. Richiedo pertanto il risarcimento di tutti i danni sopra descritti, da stimarsi complessivamente in 96,50€. Vi invito a corrispondermi quanto prima tale somma tramite riaccredito sul mezzo di pagamento utilizzato per l’acquisto. In mancanza di un riscontro entro 15 giorni dal ricevimento della presente, non esiterò ad adire le vie legali a tutela dei miei diritti. Allegati: Conferma ordine Ricevuta di pagamento
Cambio operatore
Con la presente desidero segnalare il comportamento di TIM in merito alla gestione della mia richiesta di migrazione della linea verso un altro operatore. In data 3 marzo ho richiesto la migrazione della mia linea, contestualmente all'attivazione di un contratto di fibra con un altro operatore. Tuttavia, la migrazione non è mai stata completata. Poiché la richiesta non aveva avuto seguito, in data 31 marzo ho contattato telefonicamente il servizio clienti TIM per sollecitare nuovamente la migrazione. Ho ricevuto un messaggio di conferma della presa in carico della richiesta, ma anche in questo caso non è stato effettuato alcun intervento. Successivamente, in data 5 maggio, ho inoltrato una nuova richiesta di migrazione tramite la piattaforma online di TIM. Invece di procedere con la migrazione verso il nuovo operatore, TIM ha provveduto alla cessazione della mia linea, causando ulteriori disagi. Nonostante ciò, ho continuato a ricevere le fatture relative ai mesi successivi, nonché l'addebito dei costi di cessazione della linea, che ritengo del tutto ingiustificati, considerato che la cessazione è avvenuta a seguito di una gestione errata della mia richiesta. Ho contattato ripetutamente il servizio clienti TIM per ottenere chiarimenti e la rettifica della situazione, senza riuscire a ricevere risposte o una soluzione concreta. Successivamente ho ricevuto un sollecito di pagamento da parte della società Europa Factor, incaricata del recupero del credito. Solo dopo ulteriori contatti con TIM sono riuscito a ottenere una risposta. Mi è stato proposto un accordo che prevede il pagamento del 70% dell'importo complessivo, comprensivo delle fatture contestate e delle relative more, chiedendo di richiamare dei numeri che non sono mai disponibili. Ritengo tuttavia questa proposta inaccettabile, poiché gli importi richiesti derivano da disservizi e inadempienze imputabili esclusivamente a TIM. Per tali motivi chiedo che venga esaminata la mia posizione e che mi venga fornita assistenza per ottenere: l'annullamento delle fatture emesse indebitamente dopo la richiesta di migrazione; l'annullamento dei costi di cessazione della linea; il riconoscimento delle responsabilità di TIM per la mancata gestione della migrazione e per i disagi subiti. Allego tutta la documentazione in mio possesso (richieste di migrazione, messaggi di conferma, fatture, comunicazioni ricevute e solleciti di pagamento) a supporto del presente reclamo.
Difformità prodotto
Spett.le Clima Italia, con la presente comunico che non accetterò la consegna del prodotto da voi pubblicizzato come climatizzatore da 18.000 BTU. Il prodotto in questione, infatti, non corrisponde a quanto pubblicizzato, trattandosi di un semplice raffrescatore e non di un climatizzatore. Vi invito pertanto a provvedere all'annullamento della spedizione tramite BRT. Preciso fin d'ora che il prodotto non verrà ritirato né saranno riconosciuti eventuali costi di spedizione o giacenza derivanti dalla mancata consegna. Vi diffido inoltre dal farmi contattare ulteriormente dal corriere in relazione a tale spedizione e resto in attesa di una vostra conferma scritta dell'annullamento dell'ordine e della consegna. Cordiali saluti.
Abbonamento fraudolento
RICHIESTA RECESSO IMMEDIATO ABBONAMENTO "CLUB REBAJAS" - ORDINE N. 302463014" Con la presente ,con effetto immediato, richiedo la cancellazione e la disattivazione dell'abbonamento "Club Rebajas / Rabajas", attivato in maniera ingannevole e non esplicitamente desiderata sul portale di DEPORVILLAGE durante l'acquisto dell'ordine n. 302463014 del 25/05/2026. A seguito di tale acquisto, ho subito un addebito ricorrente non autorizzato di 29,90 euro in data 29/06/2026. LI diffido pertanto dal procedere con ulteriori addebiti a mio carico e chiedo di provvedere all'immediato rimborso della cifra prelevata indebitamente €29,90.
Gravissima negligenza di eBay: negata Garanzia Cliente per 1.813,15€ su vizio occulto
Desidero segnalare la gravissima negligenza e il comportamento commercialmente scorretto del servizio clienti di eBay, che ha arbitrariamente negato l'applicazione della "Garanzia Cliente" su una transazione di ben 1.813,15 EUR. Ho acquistato un oggetto da collezione di alto valore (una carta Naruto Mythos TCG Naruto Uzumaki Legendary 1987/2000 1st Edition 22k Gold) da un venditore professionista tedesco (ID venditore: hend_de2014). Al momento della consegna e di un'ispezione approfondita, è emerso un gravissimo vizio occulto non visibile a prima vista: una crepa strutturale sul bordo della carta (difetto del produttore Cicaboom). Il venditore ha dolosamente nascosto tale difetto nell'inserzione, mostrando solo inquadrature parziali. Ho riscontrato il problema dopo 15 giorni dalla consegna e ho subito aperto la contestazione su eBay, rientrando ampiamente nei 30 giorni previsti dalle regole ufficiali della piattaforma per la restituzione degli oggetti non conformi. Tuttavia, eBay ha respinto sia la contestazione iniziale che il successivo appello formale tramite un sistema di valutazione totalmente automatizzato/IA. Il software ha ignorato del tutto la documentazione fotografica macro che ho allegato e il merito del difetto strutturale, basandosi unicamente a pappagallo su una mia iniziale e formale comunicazione di cortesia ("tutto ok") inviata prima di poter analizzare materialmente l'oggetto sotto la luce adatta. Trovo inaccettabile che una multinazionale neghi una tutela legale a un consumatore italiano per difendere un venditore scorretto solo perché suo connazionale tedesco, rifiutando di far esaminare le prove a un operatore umano competente. Chiedo l'immediato intervento di eBay Italia per la riapertura del caso e il rimborso integrale della cifra di 1.813,15 EUR a fronte della resa del bene.
Ritardo nell'attivazione
Spett. Plenitude Sono titolare del contratto per attivazione fibra Ho attivato un contratto il 21 maggio 2026. Circa una settimana dopo c'e' stato un primo intervento come sopralluogo, il tecnico fibercop intervenuto non aveva con se il modem, ha constatato che serviva un ulteriore intervento tecnico. Il 5 giugno (secondo intervento sul posto) avete completato la predisposizione ma anche il secondo tecnico non aveva con se il router. Ho sollecitato più volte e mi sono stati dati appuntamenti per il 12.6 poi rispostato con pochissimo preaviso al 23.6 poi rispostato al 9.7. Ho inviato 4 pec di reclamo e reclami formali dal sito plenitude. Sono stato contattato dal servizio reclami che aveva preso in carico la mia richiesta e mi è stato assicurato intervento risolutivo per il 9.7 (oggi) tra le 8.30 e le 10.30 come da messaggio SMS ricevuto. Per l'ennesima volta mi organizzo per stare a casa (perdendo tempo al lavoro) ed oggi alle 10.20 mi arriva un messaggio che recita "Genitle cliente per un problema tecnico dobbiamo interrompere la lavorazione.La contatteremo per un nuovo appuntamento. Ci scusiamo per il disagio". Alle ore 14 ancora nessuno mi ha contattato. Chiedo un risarcimento per il tempo perso ed i danni biologici per la presa per i fondelli. 4 rinvii, continue perdite di tempo per sollecitare mandare pec, telefonare, etc inutili. E' evidente che plenitude si fa prendere in giro da fibercop, non hanno rispetto del cliente finale. In mancanza di un riscontro immediato dal ricevimento della presente, non esiterò ad adire le vie legali a tutela dei miei diritti.
DIRITTO DI RECESSO
Spett. ACCAE ITALIA In data 14/06/2026 ho acquistato presso il Vostro negozio online un Tailleur Primavera Estate "Sun" pagando contestualmente l’importo di € 44.65. Alla consegna del prodotto, avvenuta il 29/06/2026, potendone visionare direttamente le caratteristiche, ho deciso di avvalermi del diritto di recesso ai sensi dell’art. 52 e segg. del D.Lsg. 206/05. Vi ho inviato una comunicazione in tal senso tramite EMAIL il 29/06/2026 oltre a comunicarlo nella stessa data tramite Whatsapp al numero +39 3519941077 Il 02/07/2026 mi avete risposto che la mia richiesta non poteva essere accettata perché, da vostra politica sui resi, non accettate di rimborsare quanto pagato sul metodo di pagamento originario, ma che avreste emesso un Voucher da utilizzare nel vostro Shop. Contesto quanto sopra poiché da art. 52 del Codice del Consumo il professionista deve rimborsare tutti i pagamenti ricevuti dal consumatore (eventualmente comprensivi anche delle spese di consegna) senza indebito ritardo e comunque entro 14 giorni dal giorno in cui il consumatore lo ha informato della decisione di recedere. Vi invito pertanto ad ottemperare la mia legittima richiesta di recedere dal contratto, confermando che Il prodotto, integro e completo in tutte le sue parti, è disponibile per la restituzione e richiedo di conseguenza il rimborso del prezzo pagato pari a € 44.65 tramite riaccredito sul mezzo di pagamento utilizzato per l’acquisto. Attendo un riscontro entro 15 giorni dal ricevimento della presente, valendo la stessa quale messa in mora ai sensi e per gli effetti dell’art. 1219 c.c. Allegati: Conferma ordine Copia comunicazione di recesso
Negazione rimborso spese sanitarie per cavillo informatico e rigidità regolamento
Buongiorno, in qualità di dipendente di uno studio professionale e iscritta a Cadiprof, desidero segnalare una condotta che ritengo profondamente scorretta e lesiva del diritto alla tutela della salute garantito dal CCNL di categoria. Ho richiesto il rimborso di fatture per prestazioni psicologiche (Pacchetto Famiglia), il cui importo totale è ampiamente inferiore al massimale annuo di € 350,00 stabilito dal fondo. Avendo inviato una prima fattura, il sistema ha correttamente liquidato la quota parziale. Successivamente, ho provato a inviare una seconda fattura per coprire la restante parte del massimale a cui avrei pienamente diritto. La seconda pratica è stata respinta. A seguito di mio formale reclamo, la Responsabile dell'Area Prestazioni di Cadiprof ha confermato il diniego, trincerandosi dietro a un cavillo del regolamento interno e del software di gestione del sito: secondo il Fondo, è ammesso un "unico invio annuo" e il sistema informatico blocca qualsiasi invio successivo o integrazione, indipendentemente dall'importo rimasto. Trovo inaccettabile che un Fondo Sanitario, che vive dei contributi dei lavoratori, utilizzi barriere informatiche e "pop-up" di avviso sul sito come scusa per trattenere somme spettanti di diritto agli iscritti e negare rimborsi per spese mediche reali e certificate. I regolamenti dovrebbero snellire la burocrazia, non essere strutturati per penalizzare gli utenti di fronte a una semplice frammentazione dei documenti. Chiedo che Cadiprof proceda al riesame manuale della pratica e alla liquidazione della quota residua a me spettante. Grazie. Cordiali saluti. Irene Testolina
Segnalazione criticità tassazione redditi da locazioni brevi (piattaforme digitali)
Con la presente desidero sottoporre alla vostra attenzione una criticità di natura fiscale che colpisce migliaia di proprietari e gestori di immobili in Italia che si avvalgono di piattaforme di intermediazione online come Booking.com e Airbnb. Il problema riguarda la base imponibile utilizzata per il calcolo delle imposte (CEDOLARE SECCA o IRPEF) sui redditi derivanti da locazioni brevi. La situazione attuale: Attualmente, la tassazione viene calcolata sul valore lordo della transazione, ovvero sull'intero importo pagato dall'ospite, che include le commissioni di servizio trattenute direttamente dalla piattaforma (spesso variabili tra il 15% e il 25%). Il paradosso fiscale: Lo Stato italiano richiede il versamento delle imposte su un importo che il locatore non percepisce mai realmente. Le piattaforme, infatti, trattengono alla fonte la loro commissione prima di erogare il saldo al proprietario. Di fatto, il locatore si trova a dover pagare tasse su una somma che, nella realtà dei fatti, rappresenta un costo del servizio (una spesa deducibile mancata) e non un reddito effettivo. Esempio concreto: Prezzo totale pagato dall'ospite: 100€ Commissione trattenuta dalla piattaforma: 20€ Somma effettivamente incassata dall'host: 80€ Tassazione applicata: Sull'intero importo di 100€ Questa distorsione comporta una pressione fiscale reale molto più alta di quella nominale, penalizzando la redditività dei piccoli operatori e creando una disparità rispetto ad altre forme di reddito da locazione dove le spese accessorie sono gestite in modo diverso. Richiesta di intervento: Vi chiedo di valutare questa segnalazione e di verificare se esistano le condizioni per sollevare il problema presso le autorità competenti (Ministero dell'Economia, Agenzia delle Entrate) o tramite campagne di sensibilizzazione, al fine di richiedere una modifica normativa che permetta di calcolare la base imponibile al netto delle commissioni di intermediazione trattenute dalle piattaforme, come avviene in altri ambiti commerciali. Resto a disposizione per fornire ulteriore documentazione o per approfondire la dinamica delle transazioni con tali piattaforme. In attesa di un vostro gentile riscontro, porgo cordiali saluti.
mi hanno rubato 120€
ai tempi ordinai il test del dna per 40€, sapevo che avrebbero approfittato per farmi l’abbonamento annuale di 120€ una volta finiti due mesi gratis, cosi ricordo benissimo di essere andato a levare l’opzione rinnovo automatica. Dopo 2 mesi puntualmente addebito di 120€ e mail di prova di acquisto del test del dna e della disdetta dell’abbonamento spariti.
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