Bacheca dei reclami

Reclama Facile è un servizio a disposizione di tutti gli utenti registrati al nostro sito che ha l’obiettivo di mettere in contatto il consumatore con l’azienda di suo interesse per risolvere i problemi che possono verificarsi nei quotidiani rapporti di fornitura di prodotti o servizi.
Reclama Facile si propone di instaurare un utile dialogo tra imprese e consumatori per risolvere questi problemi in via amichevole, favorendo il raggiungimento di un accordo condiviso.
Tramite Reclama Facile potrai inviare un reclamo direttamente all’azienda di tuo interesse seguendo la nostra procedura guidata e avrai la possibilità di pubblicare il tuo reclamo sulla nostra Bacheca.
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R. C.
01/04/2026

cambio data ticket museo MUDEC

Buongiorno, in data 29 marzo 2026 ho acquistato online 5 biglietti per visitare la mostra 100 FOTOGRAFIE PER EREDITARE IL MONDO per il 12.04.2026 al costo di 84 euro ma appena i biglietti mi sono stati recapitati via email mi sono accorta che erano stati emessi per la data del 11.04.2026 anzichè 12.04.2026. Ho contattato immediatamente il museo MUDEC, mi è stato detto che, pur essendoci disponibilità per il 12.04.2026, il museo non può modificare la data ma dovevo avrei dovuto chiedere la modifica a Vivaticket chiamando il numero di telefono per contattare Vivaticket (892234). Tuttavia, questo numero di telefono risulta non attivo: durante gli orari di apertura c'è una segreteria che dice che non è possibile ricevere la chiamata e subito dopo cade la linea. Pertanto, risulta impossibile contattare il servizio clienti di Vivaticket! Ciò premesso, vi chiedo di cambiare - tempestivamente - la data dei biglietti oppure annullarli. Diversamente provvederò a tutelare i miei interessi presso le competenti sedi. Roberta C. Allegato: i 5 bigliettei

In lavorazione
G. Z.
01/04/2026

Mancata consegna frigorifero

Spett. Mediaworld In data 15/03/2026 ho acquistato presso il Vostro punto vendita sito in Trieste un frigorifero della Samsung pagando l’importo di 589,10 a mezzo bonifico oltre a 59 euro di spese di spedizione, per un totale di 608,90. Alla conferma dell’ordine, mi è stato comunicato che la consegna sarebbe avvenuta il 25/03/2026. Vengo contattato dal corriere a mezzo telefono il giorno 23/05/2026 per la conferma della spedizione, mi viene comunicata la finestra di consegna 14:00-17:00, dico chiaramente al corriere che a causa impegni personali sarò a casa dino alle 16:30 e se non potevano rispettare tale limite orario, sarebbe stato necessario trovare un altra giornata. Il giorno stabilito della consegna vengo chiamato dal corriere alle 16:52 che mi dice che si stava recando verso la mia abitazione e che quindi sarebbe arrivato anche dopo le 17:00. Ho chiamato il numero verde e sono passato fisicamente nel punto vendita di Trieste per trovare un altra giornata per la consegna, ma ad oggi, nonostante i ripetuti solleciti, non ho ancora ricevuto la merce. Vi invito pertanto a recapitarmi quanto prima, e comunque non oltre 30 gg dalla data dell’ordine, il prodotto da me acquistato. In difetto, mi riservo il diritto di richiedere la risoluzione del contratto e il risarcimento dei danni subiti. Attendo un riscontro entro 15 giorni dal ricevimento della presente, valendo la stessa quale messa in mora ai sensi e per gli effetti dell’art. 1219 c.c. Allegati: Ricevuta di pagamento

In lavorazione
R. C.
01/04/2026

Articolo consegnato sbagliato

Buongiorno ho effettuato un ordine in data 28/03/2026 di una lavapavimenti Dreame h12 pro Flexlite ma con mia sorpresa lunedì mi sono visto recapitare una robot aspirapolvere L10s ultra 3 gen Dreame, da allora ho continuato a sollecitare il call CENTER ma la risposta é sempre la stessa: é in lavorazione! .ormai sono passati 3 giorni e non ho notizie nel della mia lavapavimenti ne del ritorno dell ordine sbagliato! Chiedo per tanto un ritiro contestuale! Ho già aperto una pratica con voi N pratica 260330-017168 Numero ordine 306137840 La cosa più assurda che non posso andare fisicamente in negozio per fare il cambio! Ma devo attendere loro Sperando che non vada a esaurito il prodotto e che non finisca la promozione

Chiuso
E. M.
01/04/2026

Addebito abbonamento non richiesto dal sito bestpdf.com

Mi è stato addebito un abbonamento mai richiesto. E mi hanno risposto che non era possibile rimborsarmi. Questo è un sito di truffe che dovrebbe essere immediatamente chiusto e che segnalerò alla polizia postale. Io non mi arrendo perché voglio essere risarcita.

In lavorazione
G. D.
01/04/2026

Segnalazione per presunta pratica commerciale scorretta, rimborso e diffida ad adempiere

Buonasera, giorno 31 marzo 2026, alle ore 18:30 circa, durante l’apertura della porta della mia abitazione (unico ingresso esterno), la chiave si è bloccata a metà corsa, risultando impossibile da estrarre o inserire nuovamente. Dopo numerosi tentativi di sblocco, alle ore 18:47 ho contattato il servizio “Arthur Pronto Intervento – Servizi Emergenza” tramite il sito [https://arthur-prontointervento.it/services/Fabbro-Monza], poiché appariva associato a un numero fisso dell’area di Monza (0399301449), elemento che mi ha indotto a ritenere si trattasse di un fabbro locale. Solo successivamente ho scoperto che il numero visualizzato varia a ogni accesso al sito. L’operatrice mi ha comunicato un costo di uscita pari a 50 euro e un’attesa di circa quaranta minuti, senza alcun riferimento a tariffe maggiorate o a limiti massimi di spesa. Dopo circa cinquanta minuti è intervenuto un operatore privo di cartellino identificativo, riconducibile – come appreso solo dopo – alla società Apache Srl, diversa dalla ditta “Arthur” contattata telefonicamente. Dopo alcuni tentativi iniziali di sblocco, mi ha dichiarato che sarebbe stato necessario un intervento “più invasivo”, stimando verbalmente un costo alto, senza esplicitare natura dell’intervento, costi massimi o spese aggiuntive previste (es. cilindro, defender, manodopera). In una condizione di necessità, ho accettato. L’intervento di apertura si è svolto indicativamente tra le 19:38/19:45 e le 20:00/20:05 (video disponibili). Terminata l’apertura, l’operatore ha redatto un modulo fotocopiato della società Apache Srl, riportante unicamente P.IVA, IBAN ed e mail (apachesrl16@gmail.com), senza alcuna sede legale o recapiti telefonici. Mi è stato chiesto se intendessi procedere con la sostituzione del cilindro e del defender. Data l’ora (oltre le 20:00) e l’impossibilità di lasciare la porta aperta, mi sono trovato costretto ad accettare, scegliendo il componente meno costoso (a voce indicato in 80 euro circa). Solo in quel momento l’operatore ha comunicato, dopo aver contattato un altro operatore (presumo della stessa ditta) l’importo complessivo: 1.150 euro + IVA 22% = 1.403 euro, di cui 793 euro relativi alla sola apertura (importo oltre ogni ipotesi di costo). Mi è stato inoltre imposto il pagamento anticipato per consentirgli di recarsi a prendere i componenti in un non precisato “magazzino”. L’operatore è tornato dopo oltre un’ora; il montaggio è durato circa dieci minuti. Alle 21:53 ho effettuato il saldo dei restanti 610 euro per cilindro e defender di “media sicurezza”come l'operatore stesso ha indicato sul modulo. Alla richiesta di fattura, mi è stato risposto che sarebbe stata inviata successivamente. Alla data del 01/04/2026, non ho ricevuto alcun documento fiscale e non dispongo di numeri telefonici per sollecitarne l’invio. Con l’importo totale versato avrei potuto acquistare una porta blindata nuova. Ritengo pertanto che il prezzo applicato sia gravemente sproporzionato rispetto al mercato e all’attività svolta, configurando una potenziale pratica commerciale scorretta, se non una vera e propria truffa, posta in essere approfittando della situazione di urgenza. Preciso che la mia segnalazione non è rivolta all’operatore, ma alla società che applica tariffe spropositate. Pertanto con la presente diffido formalmente la società Apache Srl: - A emettere immediatamente la fattura fiscale come previsto dalla normativa vigente (art. 21 DPR 633/1972). Termine per adempiere: 5 giorni dal ricevimento della presente. - A fornire i recapiti aziendali completi (sede legale, PEC, numero telefonico), come richiesto dalle norme sul diritto all’informazione del consumatore (D.Lgs. 206/2005 – Codice del Consumo). Inoltre, dalle verifiche effettuate presso diversi operatori locali e dai principali listini pubblici, risultano i seguenti valori medi di mercato: • Apertura porta da € 90 a € 180 • Sostituzione cilindro sicurezza media da € 70 a € 150 • Defender sicurezza media da € 80 a € 150 • Manodopera oraria € 40–€ 70 Il totale del mercato per un intervento equivalente è quindi tra € 250 e € 450. A fronte di tale evidenza, e in considerazione: • della comunicazione iniziale non trasparente, • dell’assenza di preventivo scritto, se non a lavoro già in parte effettuato, • dell’obbligo di pagare anticipatamente, • del divario enorme rispetto ai valori usuali, chiedo il rimborso della differenza, da quantificarsi come segue: • Importo pagato: € 1.403,00 • Valore massimo di mercato stimabile: € 450,00 • Differenza richiesta a rimborso: € 953,00 Invito pertanto la società a procedere al rimborso di € 953,00 entro 10 giorni dalla ricezione della presente comunicazione, tramite bonifico sull’IBAN utilizzato per l’addebito POS o altro mezzo tracciabile.

In lavorazione
G. D.
01/04/2026

Segnalazione per presunta pratica commerciale scorretta, rimborso e diffida ad adempiere

Buonasera, giorno 31 marzo 2026, alle ore 18:30 circa, durante l’apertura della porta della mia abitazione (unico ingresso esterno), la chiave si è bloccata a metà corsa, risultando impossibile da estrarre o inserire nuovamente. Dopo numerosi tentativi di sblocco, alle ore 18:47 ho contattato il servizio “Arthur Pronto Intervento – Servizi Emergenza” tramite il sito [https://arthur-prontointervento.it/services/Fabbro-Monza], poiché appariva associato a un numero fisso dell’area di Monza (0399301449), elemento che mi ha indotto a ritenere si trattasse di un fabbro locale. Solo successivamente ho scoperto che il numero visualizzato varia a ogni accesso al sito. L’operatrice mi ha comunicato un costo di uscita pari a 50 euro e un’attesa di circa quaranta minuti, senza alcun riferimento a tariffe maggiorate o a limiti massimi di spesa. Dopo circa cinquanta minuti è intervenuto un operatore privo di cartellino identificativo, riconducibile – come appreso solo dopo – alla società Apache Srl, diversa dalla ditta “Arthur” contattata telefonicamente. Dopo alcuni tentativi iniziali di sblocco, mi ha dichiarato che sarebbe stato necessario un intervento “più invasivo”, stimando verbalmente un costo alto, senza esplicitare natura dell’intervento, costi massimi o spese aggiuntive previste (es. cilindro, defender, manodopera). In una condizione di necessità, ho accettato. L’intervento di apertura si è svolto indicativamente tra le 19:38/19:45 e le 20:00/20:05 (video disponibili). Terminata l’apertura, l’operatore ha redatto un modulo fotocopiato della società Apache Srl, riportante unicamente P.IVA, IBAN ed e mail (apachesrl16@gmail.com), senza alcuna sede legale o recapiti telefonici. Mi è stato chiesto se intendessi procedere con la sostituzione del cilindro e del defender. Data l’ora (oltre le 20:00) e l’impossibilità di lasciare la porta aperta, mi sono trovato costretto ad accettare, scegliendo il componente meno costoso (a voce indicato in 80 euro circa). Solo in quel momento l’operatore ha comunicato, dopo aver contattato un altro operatore (presumo della stessa ditta) l’importo complessivo: 1.150 euro + IVA 22% = 1.403 euro, di cui 793 euro relativi alla sola apertura (importo oltre ogni ipotesi di costo). Mi è stato inoltre imposto il pagamento anticipato per consentirgli di recarsi a prendere i componenti in un non precisato “magazzino”. L’operatore è tornato dopo oltre un’ora; il montaggio è durato circa dieci minuti. Alle 21:53 ho effettuato il saldo dei restanti 610 euro per cilindro e defender di “media sicurezza”come l'operatore stesso ha indicato sul modulo. Alla richiesta di fattura, mi è stato risposto che sarebbe stata inviata successivamente. Alla data del 01/04/2026, non ho ricevuto alcun documento fiscale e non dispongo di numeri telefonici per sollecitarne l’invio. Con l’importo totale versato avrei potuto acquistare una porta blindata nuova. Ritengo pertanto che il prezzo applicato sia gravemente sproporzionato rispetto al mercato e all’attività svolta, configurando una potenziale pratica commerciale scorretta, se non una vera e propria truffa, posta in essere approfittando della situazione di urgenza. Preciso che la mia segnalazione non è rivolta all’operatore, ma alla società che applica tariffe spropositate. Pertanto con la presente diffido formalmente la società Apache Srl: - A emettere immediatamente la fattura fiscale come previsto dalla normativa vigente (art. 21 DPR 633/1972). Termine per adempiere: 5 giorni dal ricevimento della presente. - A fornire i recapiti aziendali completi (sede legale, PEC, numero telefonico), come richiesto dalle norme sul diritto all’informazione del consumatore (D.Lgs. 206/2005 – Codice del Consumo). Inoltre, dalle verifiche effettuate presso diversi operatori locali e dai principali listini pubblici, risultano i seguenti valori medi di mercato: • Apertura porta da € 90 a € 180 • Sostituzione cilindro sicurezza media da € 70 a € 150 • Defender sicurezza media da € 80 a € 150 • Manodopera oraria € 40–€ 70 Il totale del mercato per un intervento equivalente è quindi tra € 250 e € 450. A fronte di tale evidenza, e in considerazione: • della comunicazione iniziale non trasparente, • dell’assenza di preventivo scritto, se non a lavoro già in parte effettuato, • dell’obbligo di pagare anticipatamente, • del divario enorme rispetto ai valori usuali, chiedo il rimborso della differenza, da quantificarsi come segue: • Importo pagato: € 1.403,00 • Valore massimo di mercato stimabile: € 450,00 • Differenza richiesta a rimborso: € 953,00 Invito pertanto la società a procedere al rimborso di € 953,00 entro 10 giorni dalla ricezione della presente comunicazione, tramite bonifico sull’IBAN utilizzato per l’addebito POS o altro mezzo tracciabile.

In lavorazione
G. D.
01/04/2026

Segnalazione per presunta pratica commerciale scorretta, rimborso e diffida ad adempiere

Buonasera, giorno 31 marzo 2026, alle ore 18:30 circa, durante l’apertura della porta della mia abitazione (unico ingresso esterno), la chiave si è bloccata a metà corsa, risultando impossibile da estrarre o inserire nuovamente. Dopo numerosi tentativi di sblocco, alle ore 18:47 ho contattato il servizio “Arthur Pronto Intervento – Servizi Emergenza” tramite il sito [https://arthur-prontointervento.it/services/Fabbro-Monza], poiché appariva associato a un numero fisso dell’area di Monza (0399301449), elemento che mi ha indotto a ritenere si trattasse di un fabbro locale. Solo successivamente ho scoperto che il numero visualizzato varia a ogni accesso al sito. L’operatrice mi ha comunicato un costo di uscita pari a 50 euro e un’attesa di circa quaranta minuti, senza alcun riferimento a tariffe maggiorate o a limiti massimi di spesa. Dopo circa cinquanta minuti è intervenuto un operatore privo di cartellino identificativo, riconducibile – come appreso solo dopo – alla società Apache Srl, diversa dalla ditta “Arthur” contattata telefonicamente. Dopo alcuni tentativi iniziali di sblocco, mi ha dichiarato che sarebbe stato necessario un intervento “più invasivo”, stimando verbalmente un costo alto, senza esplicitare natura dell’intervento, costi massimi o spese aggiuntive previste (es. cilindro, defender, manodopera). In una condizione di necessità, ho accettato. L’intervento di apertura si è svolto indicativamente tra le 19:38/19:45 e le 20:00/20:05 (video disponibili). Terminata l’apertura, l’operatore ha redatto un modulo fotocopiato della società Apache Srl, riportante unicamente P.IVA, IBAN ed e mail (apachesrl16@gmail.com), senza alcuna sede legale o recapiti telefonici. Mi è stato chiesto se intendessi procedere con la sostituzione del cilindro e del defender. Data l’ora (oltre le 20:00) e l’impossibilità di lasciare la porta aperta, mi sono trovato costretto ad accettare, scegliendo il componente meno costoso (a voce indicato in 80 euro circa). Solo in quel momento l’operatore ha comunicato, dopo aver contattato un altro operatore (presumo della stessa ditta) l’importo complessivo: 1.150 euro + IVA 22% = 1.403 euro, di cui 793 euro relativi alla sola apertura (importo oltre ogni ipotesi di costo). Mi è stato inoltre imposto il pagamento anticipato per consentirgli di recarsi a prendere i componenti in un non precisato “magazzino”. L’operatore è tornato dopo oltre un’ora; il montaggio è durato circa dieci minuti. Alle 21:53 ho effettuato il saldo dei restanti 610 euro per cilindro e defender di “media sicurezza”come l'operatore stesso ha indicato sul modulo. Alla richiesta di fattura, mi è stato risposto che sarebbe stata inviata successivamente. Alla data del 01/04/2026, non ho ricevuto alcun documento fiscale e non dispongo di numeri telefonici per sollecitarne l’invio. Con l’importo totale versato avrei potuto acquistare una porta blindata nuova. Ritengo pertanto che il prezzo applicato sia gravemente sproporzionato rispetto al mercato e all’attività svolta, configurando una potenziale pratica commerciale scorretta, se non una vera e propria truffa, posta in essere approfittando della situazione di urgenza. Preciso che la mia segnalazione non è rivolta all’operatore, ma alla società che applica tariffe spropositate. Pertanto con la presente diffido formalmente la società Apache Srl: - A emettere immediatamente la fattura fiscale come previsto dalla normativa vigente (art. 21 DPR 633/1972). Termine per adempiere: 5 giorni dal ricevimento della presente. - A fornire i recapiti aziendali completi (sede legale, PEC, numero telefonico), come richiesto dalle norme sul diritto all’informazione del consumatore (D.Lgs. 206/2005 – Codice del Consumo). Inoltre, dalle verifiche effettuate presso diversi operatori locali e dai principali listini pubblici, risultano i seguenti valori medi di mercato: • Apertura porta da € 90 a € 180 • Sostituzione cilindro sicurezza media da € 70 a € 150 • Defender sicurezza media da € 80 a € 150 • Manodopera oraria € 40–€ 70 Il totale del mercato per un intervento equivalente è quindi tra € 250 e € 450. A fronte di tale evidenza, e in considerazione: • della comunicazione iniziale non trasparente, • dell’assenza di preventivo scritto, se non a lavoro già in parte effettuato, • dell’obbligo di pagare anticipatamente, • del divario enorme rispetto ai valori usuali, chiedo il rimborso della differenza, da quantificarsi come segue: • Importo pagato: € 1.403,00 • Valore massimo di mercato stimabile: € 450,00 • Differenza richiesta a rimborso: € 953,00 Invito pertanto la società a procedere al rimborso di € 953,00 entro 10 giorni dalla ricezione della presente comunicazione, tramite bonifico sull’IBAN utilizzato per l’addebito POS o altro mezzo tracciabile.

In lavorazione
G. D.
01/04/2026

Segnalazione per presunta pratica commerciale scorretta, rimborso e diffida ad adempiere

Buonasera, giorno 31 marzo 2026, alle ore 18:30 circa, durante l’apertura della porta della mia abitazione (unico ingresso esterno), la chiave si è bloccata a metà corsa, risultando impossibile da estrarre o inserire nuovamente. Dopo numerosi tentativi di sblocco, alle ore 18:47 ho contattato il servizio “Arthur Pronto Intervento – Servizi Emergenza” tramite il sito [https://arthur-prontointervento.it/services/Fabbro-Monza], poiché appariva associato a un numero fisso dell’area di Monza (0399301449), elemento che mi ha indotto a ritenere si trattasse di un fabbro locale. Solo successivamente ho scoperto che il numero visualizzato varia a ogni accesso al sito. L’operatrice mi ha comunicato un costo di uscita pari a 50 euro e un’attesa di circa quaranta minuti, senza alcun riferimento a tariffe maggiorate o a limiti massimi di spesa. Dopo circa cinquanta minuti è intervenuto un operatore privo di cartellino identificativo, riconducibile – come appreso solo dopo – alla società Apache Srl, diversa dalla ditta “Arthur” contattata telefonicamente. Dopo alcuni tentativi iniziali di sblocco, mi ha dichiarato che sarebbe stato necessario un intervento “più invasivo”, stimando verbalmente un costo alto, senza esplicitare natura dell’intervento, costi massimi o spese aggiuntive previste (es. cilindro, defender, manodopera). In una condizione di necessità, ho accettato. L’intervento di apertura si è svolto indicativamente tra le 19:38/19:45 e le 20:00/20:05 (video disponibili). Terminata l’apertura, l’operatore ha redatto un modulo fotocopiato della società Apache Srl, riportante unicamente P.IVA, IBAN ed e mail (apachesrl16@gmail.com), senza alcuna sede legale o recapiti telefonici. Mi è stato chiesto se intendessi procedere con la sostituzione del cilindro e del defender. Data l’ora (oltre le 20:00) e l’impossibilità di lasciare la porta aperta, mi sono trovato costretto ad accettare, scegliendo il componente meno costoso (a voce indicato in 80 euro circa). Solo in quel momento l’operatore ha comunicato, dopo aver contattato un altro operatore (presumo della stessa ditta) l’importo complessivo: 1.150 euro + IVA 22% = 1.403 euro, di cui 793 euro relativi alla sola apertura (importo oltre ogni ipotesi di costo). Mi è stato inoltre imposto il pagamento anticipato per consentirgli di recarsi a prendere i componenti in un non precisato “magazzino”. L’operatore è tornato dopo oltre un’ora; il montaggio è durato circa dieci minuti. Alle 21:53 ho effettuato il saldo dei restanti 610 euro per cilindro e defender di “media sicurezza”come l'operatore stesso ha indicato sul modulo. Alla richiesta di fattura, mi è stato risposto che sarebbe stata inviata successivamente. Alla data del 01/04/2026, non ho ricevuto alcun documento fiscale e non dispongo di numeri telefonici per sollecitarne l’invio. Con l’importo totale versato avrei potuto acquistare una porta blindata nuova. Ritengo pertanto che il prezzo applicato sia gravemente sproporzionato rispetto al mercato e all’attività svolta, configurando una potenziale pratica commerciale scorretta, se non una vera e propria truffa, posta in essere approfittando della situazione di urgenza. Preciso che la mia segnalazione non è rivolta all’operatore, ma alla società che applica tariffe spropositate. Pertanto con la presente diffido formalmente la società Apache Srl: - A emettere immediatamente la fattura fiscale come previsto dalla normativa vigente (art. 21 DPR 633/1972). Termine per adempiere: 5 giorni dal ricevimento della presente. - A fornire i recapiti aziendali completi (sede legale, PEC, numero telefonico), come richiesto dalle norme sul diritto all’informazione del consumatore (D.Lgs. 206/2005 – Codice del Consumo). Inoltre, dalle verifiche effettuate presso diversi operatori locali e dai principali listini pubblici, risultano i seguenti valori medi di mercato: • Apertura porta da € 90 a € 180 • Sostituzione cilindro sicurezza media da € 70 a € 150 • Defender sicurezza media da € 80 a € 150 • Manodopera oraria € 40–€ 70 Il totale del mercato per un intervento equivalente è quindi tra € 250 e € 450. A fronte di tale evidenza, e in considerazione: • della comunicazione iniziale non trasparente, • dell’assenza di preventivo scritto, se non a lavoro già in parte effettuato, • dell’obbligo di pagare anticipatamente, • del divario enorme rispetto ai valori usuali, chiedo il rimborso della differenza, da quantificarsi come segue: • Importo pagato: € 1.403,00 • Valore massimo di mercato stimabile: € 450,00 • Differenza richiesta a rimborso: € 953,00 Invito pertanto la società a procedere al rimborso di € 953,00 entro 10 giorni dalla ricezione della presente comunicazione, tramite bonifico sull’IBAN utilizzato per l’addebito POS o altro mezzo tracciabile.

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S. G.
01/04/2026

Ritiro RAEE

Il 16 dicembre 2025 ho ordinato on line una lavastoviglie Bosch che ho acquistato usufruendo dello sconto dato dal Bonus elettrodomestici e, quindi, avrei dovuto restituire la mia vecchia lavastoviglie di classe energetica inferiore. A causa delle feste natalizie, mi è stato comunicato che sarebbe arrivata solo il 9 gennaio e, così, il giorno stesso ho messo la mia vecchia lavastoviglie in strada, come da precedenti disposizioni del venditore. Ad un certo punto ha chiamato il corriere per comunicare che si erano sbagliati perché avevano caricato una lavatrice e che, quindi, la consegna sarebbe stata riprogrammata, nonostante io insistessi per avere in giornata l’elettrodomestico ordinato, chiamando invano sia la sede del corriere sia il Servizio clienti di Media World. A quel punto, non solo ho dovuto rimettere in garage la vecchia lavastoviglie da rottamante ma, da quel momento, nessuno mi ha più contattato e, così, ho iniziato a chiamare per sapere quando avrei ricevuto la lavastoviglie e, finalmente, dopo 2 settimane dalla prima consegna programmata e dopo ben 48 giorni dalla data di acquisto, cioè il 2 febbraio, mi è finalmente arrivata, ma con non pochi problemi. Primo fra tutti, al corriere non non era stato comunicato che abito in zona a traffico limitato e non aveva il permesso, indi per cui, dopo varie discussioni e telefonate, ha parcheggiato in una strada adiacente ed è arrivato con il carrello fino a casa. A questo punto avrebbe dovuto effettuare il ritiro RAEE, ma non era stato istruito al riguardo e, quindi, si è rifiutato di prendere su la vecchia lavastoviglie ed è andato via anche piuttosto alterato. Nel frattempo avevo chiamato Media World giusto per scoprire che, nel momento in cui era stata programmata la seconda consegna, l’ordine era stato annullato e sostituito da uno nuovo in cui, però, non era stato specificato lo sconto del Bonus elettrodomestici che comporta il ritiro dell’usato in contemporanea alla consegna del nuovo. Ad oggi, 11 marzo 2026, cioè a ben 85 giorni dall’ordine effettuato on line, io ho ancora la vecchia lavastoviglie in garage e, ogni volta che chiamo, mi ripetono che la verranno a ritirare a breve. Durante l’ultima telefonata di stamattina ho specificato che, se non passerà il corriere entro una settimana, porterò io personalmente l’usato davanti al negozio Media World della mi città e lo lascerò lì e, inoltre, poco ma sicuro, non acquisterò mai più da loro. Aggiornamento: dopo aver letto la mia recensione, Media World mi ha contattato per avere informazioni al riguardo, tipo numero d’ordine e di telefono, ma nulla di fatto è cambiato. Ho già richiamato almeno altre quattro volte, una pratica è già aperta da più di un mese, ma io ho ancora la vecchia lavastoviglie in garage! N.B. Il mancato ritiro o la gestione errata dei Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE) da parte di soggetti obbligati (rivenditori, installatori, centri di assistenza) comporta serie responsabilità legali e sanzioni amministrative o penali, in quanto i RAEE sono classificati come rifiuti speciali. Cosa si prospetta legalmente: - sanzioni Amministrative (da 1.600€ a 9.300€) - L'omessa o errata compilazione del Formulario di Identificazione Rifiuti (FIR) o il trasporto senza documento, applicabile se la procedura di ritiro "1 contro 1" non viene gestita correttamente, comporta sanzioni elevate; - sanzioni per mancato ritiro (Rivenditori) - Se un negoziante (fisico o online) rifiuta di ritirare il vecchio elettrodomestico a fronte dell'acquisto di un nuovo prodotto equivalente (obbligo "1 contro 1"), viola la normativa ambientale, esponendosi a contestazioni; - responsabilità Penali (Rifiuti Pericolosi) - Qualora il mancato ritiro porti all'abbandono o allo smaltimento illecito di RAEE pericolosi (come monitor, frigoriferi contenenti gas, etc.), si rischia la reclusione da 1 a 5 anni; - registro Carico e Scarico - La mancata tenuta del registro per i rifiuti, o il suo errato aggiornamento, comporta sanzioni che possono superare i 10.000€, arrivando fino a 30.000€ per rifiuti pericolosi. Obblighi del rivenditore: Il rivenditore ha l'obbligo di ritirare gratuitamente il vecchio apparecchio (RAEE) al momento dell'acquisto di uno nuovo equivalente. In caso di problemi con il ritiro, i consumatori possono inviare una segnalazione o denuncia, come evidenziato in casi gestiti da associazioni consumatori.

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L. S.
01/04/2026

Addebiti dopo cambio gestore

Buongiorno ai primi di febbraio ho cambiato gestore sulla linea fissa da Windtre a Iliad. Nella fattura in oggetto sono comparsi importi pari a 55,72€ + iva per una SIM dati denominata Internet 50 GIGA, abbinata a un numero mobile mai visto nei molti anni in cui sono stato cliente Windtre. Alla mia richiesta di spiegazioni al negozio Windtre, mi è stato risposto che tale SIM faceva parte del pacchetto di adesione a suo tempo del contratto per la linea fissa. Non avendola disattivata è rimasta attiva al costo di 30,00€ al mese. Importo mai visto prima. In sostanza ho pagato l'importo di 55,72€ + IVA , per i mesi di febbraio e marzo, per nessun servizio utilizzato essendo passato ad altro gestone. E avendo dato la disdetta a tale SIM solo oggi, dovrò pagare ulteriori 30,00€ + IVA anche per il mese di aprile. Il paradosso è che all'ingresso del negozio Windtre è esposto in bella vista un cartello che riporta "NESSUN COSTO NASCOSTO". Spero che questo mio reclamo sia di aiuto a tutti i consumatori prima di trovarsi nella mia situazione.

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